Gli automobilisti possono tirare un sospiro di sollievo. Mario Draghi ed il suo Governo hanno cambiato idea: il bollo auto non si paga. Ritirato l'emendamento che avrebbe cassato il cosiddetto bollo auto agevolato, che permette ad alcune categorie di contribuenti di usufruire delle esenzioni totali dal pagamento della tassa automobilistica e delle esenzioni parziali in altri casi.

L'emendamento ritirato prevedeva l'abolizione delle agevolazioni, che ruotano proprio intorno al bollo auto. Ad esserne penalizzati sarebbero stati quanti siano proprietari di veicoli di interesse storico, che sono stati immatricolati la prima volta più di vent'anni fa. Ma proviamo a vedere cosa, a questo punto, non sia cambiato.

Bollo auto: buone notizie per i collezionisti!

Il popolo dei collezionisti di auto storiche può tirare un respiro di sollievo. Quanti siano in possesso di una Youngtimer, che abbia un interesse storico documentato e certificato, possono continuare a godere della tassa di proprietà ridotta al 50%. Continua, infatti, a rimanere in vigore il bollo auto agevolato per i veicoli che abbiano compiuto vent'anni. Martedì 30 novembre 2021, infatti, è stato ritirato dai tavoli delle Commissioni congiunte Finanza e Lavoro al Senato uno degli emendamenti dal Decreto Fiscale, che chiedeva l'abolizione della tassa di proprietà ridotta al 50%, per tutti i veicoli che abbiano un'età compresa tra i 20 ed i 29 anni e che siano inseriti nei registri storici. Sostanzialmente stiamo parlando di quei mezzi, che siano equiparabili alle auto ultratrentennali.

Fortunatamente gli appassionati di auto storiche, ma anche tutto il comparto delle vetture e delle moto d'epoca, almeno per il 2022 possono tirare un vero e proprio sospiro di sollievo. Le cosiddette Youngtimer, che abbiano un particolare pregio ed una rilevanza storica, continuano a rimanere tutelare, almeno dal punto di vista delle tasse.

Bollo auto: una decisione frutto del buon senso!

Questa volta ha prevalso il buon senso. Per fortuna! Eravamo, comunque, davanti ad una proposta molto impopolare e che avrebbe sollevato non poche discussioni sia negli ambienti istituzionali che fuori. Ma soprattutto la decisione di togliere il bollo auto per le vetture ultraventennali avrebbe coinvolto così pochi mezzi, che non avrebbe portato reali benefici all'Erario. Il risvolto negativo sarebbe stato unicamente quello di andare a colpire economicamente i privati ed i collezionisti, che si muovono in difesa del patrimonio culturale italiano. Polemiche che erano già emerse nel momento in cui cinque esponenti delle forze di maggioranza - Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico - avevano presentato tre emendamenti per abolire l'agevolazione del 50% sul bollo auto dei veicoli che avevano un'età compresa tra i 20 ed i 29 anni. La motivazione era legata all'esigenza di abolire le agevolazioni per i veicoli inquinanti, dimenticando, però, che in questo modo si puniva chi cercava di tutelare la memoria storica ed industriale del nostro paese. Un po' come tassare un libro antico, perché le pagine si sbriciolano e sporcano il pavimento.

Diciamo che queste proposte avevano principalmente una natura politica, più che una vera e propria esigenza di tutela dell'ambiente. Anche perché le agevolazioni sul bollo auto dei veicoli storici coinvolgono solo 66.050 mezzi (sono quelli che sono ultraventennali e sono di interesse storico e collezionistico). Stiamo parlando dello 0,14% dei 47.465.572 veicoli circolanti in Italia. Mezzi che molto spesso stanno fermi in garage e vengono movimentati solo in occasioni di fiere o manifestazioni di settore e che, solo in rarissimi casi, vengono utilizzati quotidianamente.

Veicoli storici da tutelare!

È necessario provvedere a tutelare i veicoli storici, a prescindere dall'età anagrafica degli stessi. Alberto Scuro, presidente dell’Automotoclub Storico Italiano, commenta:

ASI e tutti gli appassionati ringraziano i parlamentari che hanno ascoltato e compreso le nostre tesi. Sicuramente sono prevalsi il buon senso e l’importanza di tutelare il settore. Avevamo ottenuto un abbassamento della pressione fiscale nella Finanziaria 2019, dopo che tra il 2015 e 2018 erano state eliminate le tutele fiscali per le youngtimer causando la dispersione di parte del patrimonio motoristico nazionale e l’indebolimento dell’indotto legato alla filiera professionale.

Dobbiamo ricordare, poi, che il parco auto circolante delle vetture con più di vent'anni è limitato e soprattutto non giustifica

azioni penalizzanti a fronte di ciò che essi sono in grado di produrre in termini di sviluppo culturale, turistico ed economico, generando scenari occupazionali importantissimi per le future generazioni -prosegue Scuro – I veicoli storici certificati non sono destinati all’uso quotidiano, hanno chilometraggi estremamente bassi e incidentalità trascurabili. Tutelarli è un nostro preciso dovere e non incide minimamente sul necessario rinnovamento del parco veicolare circolante.