Si tratta di uno dei tributi più odiati dagli italiani: parliamo della tassa automobilistica, meglio conosciuta come bollo auto; una tassa gestita a livello regionale (fanno eccezione Friuli Venezia-Giulia e Sardegna, in quanto in queste regioni la tassa automobilistica viene gestita dall’Agenzia delle Entrate).

Una tassa odiata a tal punto che, spesso, si trovano in giro sul web delle fake news che sostengono che si tratti di un tributo illecito. Non sono in molti a sapere che questo tributo vige anche in altri Paesi europei, quali Germania, Francia e Spagna.

Di conseguenza, la notizia secondo la quale l’Italia sarebbe stata costretta a pagare una multa impostale dall’Unione Europea per aver introdotto il bollo auto ai cittadini è falsa.

Coloro i quali che, dando credito a questa falsa notizia (che peraltro continua a girare da anni sui social network), hanno deciso di non pagare il bollo auto in ragione del fatto che sembri loro illecito, di fatto si trovano in una condizione di evasione fiscale.

La tassa automobilistica è infatti un tributo che grava su tutti i possessori di veicoli, indipendentemente dall’effettiva circolazione del veicolo stesso. Ciò significa che, anche nel caso in cui il veicolo non venga utilizzato, il bollo auto va pagato ogni anno. Non si tratta quindi, come spesso erroneamente viene definito il bollo, di una tassa di circolazione: il bollo auto è una tassa di proprietà, che va pagata per tutti i veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico.

Ma cosa rischia esattamente l’automobilista che non ha pagato il bollo auto? Il rischio di fermo amministrativo sul veicolo interessato è reale? Facciamo chiarezza.

Fermo amministrativo: di cosa si tratta

Il fermo amministrativo riguarda il blocco di un veicolo intestato al cittadino che risulti debitore. Si tratta di una procedura cautelare, avviata dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione, nei confronti di coloro che non regolarizzano i pagamenti entro 30 giorni dalla ricezione di una notifica di preavviso di fermo amministrativo.

Se il cittadino debitore non effettua il pagamento entro il termine stabilito, quindi, il fermo amministrativo del veicolo a lui intestato viene iscritto al PRA (Pubblico Registro Automobilistico).

Cosa accade dopo che il fermo amministrativo sia stato registrato al PRA?

Il debitore deve procedere al saldo del debito (che può anche essere rateizzato). Nel caso in cui non avvenga alcun pagamento, il veicolo potrebbe essere pignorato al fine di venir messo all’asta, secondo quanto espresso dall’Articolo 214 Ter del Codice della Strada.

Un veicolo posto sotto fermo amministrativo non può circolare su strada, né essere custodito in luogo pubblico, come espressamente dichiarato nell’Articolo 214 del Codice della Strada.

(...)il proprietario, nominato custode, o, in sua assenza, il conducente o altro soggetto obbligato in solido, fa cessare la circolazione e provvede alla collocazione del veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilita' ovvero lo custodisce, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio

Non sarà inoltre possibile procedere con la sua rottamazione né, ovviamente, con la vendita di questo bene mobile. La vendita dell’auto può infatti avvenire solamente prima dell’eventuale notifica di fermo amministrativo: in caso di tentata vendita dopo la ricezione della notifica, l’acquirente inconsapevole può richiedere la risoluzione del contratto e la restituzione del prezzo pagato, secondo l’Art. 1489 del Codice civile.

In quali casi scatta il fermo amministrativo

La riscossione di debiti che il contribuente abbia contratto nei confronti dello Stato non è l’unica motivazione che può far scattare il fermo amministrativo: talvolta, in caso di gravi violazioni del Codice della strada, oltre alla multa il veicolo può essere sottoposto al fermo amministrativo.

Quali sono i casi in cui può scattare questo provvedimento?

• guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti

• veicolo in strada sprovvisto di targa

• motori guidati da minori che trasportano passeggeri

• guida senza casco 

• guida con patente sospesa

In questi casi il fermo amministrativo è temporaneo e si risolve in un periodo che vai dai trenta giorni ai tre mesi. Trascorso il periodo di fermo, il documento di circolazione (che nel frattempo viene trattenuto dalle Forze dell’Ordine) verrà restituito al proprietario del bene mobile.

E se non si paga il bollo auto?

Anche in questo caso il veicolo potrebbe essere sottoposto a fermo amministrativo.

Bollo auto non pagato: cosa succede

Trattandosi di una tassa annuale, coloro che non pagano il bollo auto si macchiano di evasione fiscale: verranno quindi sottoposti a sanzione, la quale varia a seconda dei mesi di ritardo accumulati durante il mancato pagamento. Il fermo amministrativo del veicolo può scattare secondo le modalità descritte in precedenza:

se il cittadino non dovesse pagare il suo debito nonostante la ricezione della cartella esattoriale, il veicolo potrebbe essere posto sotto fermo amministrativo e, di fatto, non potrà più circolare.

Ma c’è di più: in caso di mancato pagamento del bollo auto per un periodo superiore ai 3 anni, si rischia la radiazione del veicolo da PRA. Se ciò dovesse accadere, per tornare a circolare col veicolo in questione non resterà che un’alternative: re-immatricolare il veicolo e mettersi in pari con i pagamenti, procedendo quindi a pagare la tassa automobilistica non pagata, oltre che una multa che può andare dai 419 ai 1682 euro.

Le novità sul bollo auto per veicoli con fermo amministrativo

Cosa succede al bollo auto nel caso in cui il veicolo venga posto, per qualsivoglia motivo, sotto procedimento di fermo amministrativo?

Negli anni si è generata moltissima confusione circa l’obbligo o meno di pagare il bollo auto nel caso in cui un veicolo sia sottoposto a questo tipo di provvedimento amministrativo.

Ma, come già detto, il bollo auto è una tassa sulla proprietà e non sulla circolazione; non dovrebbe dunque sussistere alcun dubbio: la tassa automobilistica deve essere pagata anche per quei veicoli sotto provvedimento di fermo amministrativo, così come stabilito da una ordinanza della Corte costituzionale nel 2018.

Quali sono i cambiamenti avvenuti di recente circa il pagamento del bollo auto in caso di fermo amministrativo?

Il 23 Settembre 2020, con la risposta all’interpello 393, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta per fare chiarezza; a differenza di ciò che avveniva fino al 1° gennaio 2020, adesso non è più il contribuente ad avere l’obbligo di comunicazione di sospensione del fermo al PRA; viene quindi di fatto sospesa l’imposta di 16 euro per la sospensione del fermo amministrativo

Insomma, non vi è dubbio alcuno: il bollo auto va pagato anche se il fermo amministrativo dovesse impedire l’effettiva circolazione del veicolo in questione.

Bollo auto non pagato e ravvedimento operoso

Cosa fare se, per brevi periodi, il bollo auto non sia stato pagato e qualora il cittadino volesse regolarizzare la propria posizione?

In questo caso il proprietario dell’auto può ricorrere al cosiddetto ravvedimento operoso: il proprietario stesso deve richiedere ed accettare, oltre al pagamento dei bolli arretrati, anche quello di una mora, la quale varia a seconda del periodo di ritardo accumulato.

Gli interessi da pagare, che vanno aggiunti alla tassa di circolazione dovuta, aumentano come segue:

• 0,1% in più: parliamo di ravvedimento veloce se presentato entro i 15 giorni dalla data di scadenza del bollo

• 1,5% in più: denominato anche ravvedimento breve, presentato tra i 16 e i 30 giorni dalla data di scadenza

• 1,67% in più: se presentato entro 90 giorni dalla scadenza; viene definito ravvedimento medio

• 3,75% in più: a partire dal novantunesimo giorno fino ad un anno; si tratta in questo caso di un ravvedimento lungo

• 4,286% in più se il ravvedimento operoso avviene entro il secondo anno dalla scadenza, in forma di ravvedimento biennale

• 5% in più in caso di ravvedimento ultrabiennale

Prescrizione e bollo auto: prestiamo attenzione

Un escamotage che viene usato di frequente, come tentativo da parte dei contribuenti per riuscire a non pagare il bollo auto, è provare a sfruttare la prescrizione della tassa;

nello specifico caso, il bollo auto potrebbe cadere in prescrizione qualora l’Agenzia delle Entrate non emetta, entro tre anni dalla scadenza del versamento non effettuato da parte dell’automobilista proprietario, alcuna cartella di pagamento.

Qualunque notifica ricevuta, che sia una cartella esattoriale o un avviso di accertamento, causa di fatto l’interruzione dei termini di prescrizione, interrompendo il termine triennale; in altre parole, qualora si riceva una qualsiasi notifica, il conteggio dei tre anni riparte, iniziando dal giorno successivo alla ricezione dalla notifica.

Il tentativo di ricorrere alla prescrizione, oltre ad essere una pratica discutibile e scorretta, è estremamente rischioso per il possessore del veicolo: qualora venisse avviata una pratica di recupero credito, il debitore potrebbe incorrere in quanto già ampiamente descritto in precedenza, ovvero sanzioni e radiazione del veicolo dal PRA, con la conseguente impossibilità per il veicolo di circolare liberamente.

Bollo auto 2021: quando va pagato

La tassa automobilistica deve essere pagata dal possessore del veicolo una volta l’anno; la data di pagamento non è uguale per tutti, ma dipende dalla data di immatricolazione del veicolo:

il bollo auto va pagato entro il mese successivo di quello in cui la vettura è stata immatricolata.

Trattandosi di una tassa regionale, per le regioni Piemonte e Lombardia, vigono regole differenti; per i possessori di automobili del Piemonte e della Lombardia, le date di pagamento sono prestabilite:

• se il bollo scade nel dicembre 2020, va pagato entro il 20 gennaio 2021;

• se scade ad aprile 2021, deve essere pagato entro il 31 maggio 2021;

• se invece il bollo auto scade in agosto 2021, il termine di pagamento è fissato al 30 settembre 2021

Nonostante i proprietari delle auto ci abbiano sperato, non è ad oggi prevista per il 2021 alcuna sospensione del pagamento del bollo auto a causa della crisi da Covid-19. In ogni caso, grazie all’introduzione del cashback statale, il cittadino potrà recuperare il 10% dell’importo del bollo auto qualora deciderà di effettuare il pagamento con mezzo elettronico.