Si allungano i tempi del Decreto Sostegno, ma dovrebbero arrivare altre belle notizie per quanti non hanno pagato il bollo auto o l'Imu. Il nuovo provvedimento del Governo guidato da Mario Draghi è atteso per la prossima settimana e dovrebbe portare alla nascita di alcune misure fiscali e di alcuni ristori. La voce più importante, sicuramente è quella che prevede lo stralcio delle cartelle - tra cui quelle del bollo auto e dell'Imu - e che dovrebbe contenere importanti novità per i contribuenti.

Sicuramente ci sarà da aspettare un po' di giorni, prima che il nuovo Governo metta la firma sul nuovo Decreto Sostegno, ma la notizia più importante è legata alla soglia massima alla quale fare riferimento per lo stralcio delle cartelle: 5.000 euro. Questo potrebbe comportare un allargamento della platea di quanti possano beneficiare di questa sanatoria mascherata. Non importa quale tributo un contribuente non abbia pagato: il bollo auto, l'Imu o qualsiasi altra tassa. Viene perdonato.

Stralcio delle cartelle: salta il riferimento ai 5.000 euro!

Ebbene sì, dalle ultime bozze che stanno circolando in queste ore, sembra proprio che sia saltato il riferimento ai 5.000 euro come soglia massima per le cartelle soggette allo stralcio. Nelle nuove versioni del decreto si continua a fare riferimento ai debiti contratti con il fisco ed affidati agli agenti della riscossione nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2015. Scompare la soglia unica a 5.000 euro, ma compaiono delle alternative:

  • 3.000 euro: il costo sarebbe pari a 730 milioni euro;
  • 5.000 euro: in questo caso il costo lievita a  930 milioni euro;
  • 10.000 euro: costo sarebbe pari a 1,53 miliardi di euro;
  • 30.000 euro: l'operazione costerebbe quasi 2 miliardi di euro;
  • 50.000 euro: il costo sarebbe pari a 2,34 miliardi di euro.

Il fatto che nelle bozze del decreto si stiano riportando un ventaglio molto ampio di possibilità, significa che ci sono ancora dei problemi di tipo politico da risolvere. Ma soprattutto che ci sarebbero ancora dei problemi di copertura. Una discussione che dovrà tirare in ballo anche Daniele Franco, Ministro dell'Economia. Sicuramente quanti hanno evaso il bollo auto o non hanno pagato l'Imu in questi mesi non hanno nulla da temere: nel caso in cui passasse la soglia più bassa è difficile aver raggiunto una cifra pari a 3.000 euro di bollo auto da pagare. Quindi, mal che vada, sono salvati.

Una sanatoria a tutti gli effetti!

Non giriamoci intorno, quella che sta arivando è una sanatoria a tutti gli effetti. Poco importa se il contribuente non abbia pagato il bollo auto, l'Imu o qualsiasi altra tassa. A tutti gli effetti sembra una mossa scorretta nei confronti di quanti stiano pagando le tasse puntualmente e senza saltare mai una rata. Poi, proprio in questo momento, in cui l'Erario avrebbe necessità di far cassa per dare dei sostegni economici ai lavoratori ed agli imprenditori onesti, sembra una mossa poco felice.

Sì perché ricordiamolo: non stiamo parlando di sanare le tasse del periodo Covid, ma di quelle del periodo compreso tra il 2000 ed il 2015, quando del coronavirus non c'era nessuna traccia. Secondo alcuni rumors, il Governo non avrebbe l'intenzione di andare verso una sanatoria, ma di concentrarsi sul recupero dei crediti più recenti. Comunque vada, anche se non la si vuol chiamare sanatoria, lo è a tutti gli effetti.

Bollo auto ed Imu, ma non solo! La rottamazione ter!

Il nuovo Governo guidato da Mario Draghi non aiuta solo e soltanto quanti abbiano un bollo auto vecchio da saldare, ma, attraverso il Decreto Sostegno, stabilisce le nuove rate della rottamazione ter. Per essere ritenuti validi i pagamenti devono essere effettuati entro il 31 luglio 2021: ci stiamo riferendo alle rate scadute o in scadenza il 28 febbraio, 31 marzo, 31 maggio e 31 luglio 2021.

Viene anche confermato l'impianto delle misure a sostegno delle attività economiche, che vengono continuamente penalizzate dalla pandemia. Sarà completamente eliminato il legame con i codici Ateco: i ristori arriveranno per tutte le attività economiche. Ci sarà anche un contributo a fondo perduto per i titolari di partita Iva, che dovrebbe spettare a quanti abbiano ricavi inferiori ai 5 milioni di euro e che nel bimestre gennario-febbraio 2021 abbiano visto calare il fatturato di due terzi rispetto allo stesso periodo del 2019.

I ristori potrebbero oscillare da un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche ad un massimo di 2.000 euro per tutti gli altri soggetti. Il Decreto Sostegno prevede, inoltre anche una rottamazione ad hoc per i titolari di partita Iva. Nel caso in cui nel corso del 2020 abbiano registrato perdite superiori al 33% avranno la possibilità di

definire in via agevolata le somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni relative ai periodi di imposta 2017 e 2018.

In estrema sintesi possiamo affermare che è arrivata la pandemia salva evasori. Col senno del poi, non pagare il bollo auto, l'Imu o qualsiasi altra tassa si può dimostrare un buon affare: fatto sulle spalle dei cittadini onesti.