Grazie al Decreto Sostegni bis, arriva il condono del bollo auto (e moto) da parte del Governo guidato da Mario Draghi. Questo permetterà a tanti cittadini di annullare i debiti al di sotto dei cinque mila euro. Vediamo tutte le novità.

In questa “particolare” sanatoria viene inclusa in modo particolare la cancellazione del bollo auto (ma solo per alcuni tipi di debito), oltre che ad altre tasse altrettanto comuni come IMU o TARI. 

Per non pagare il bollo auto, è tuttavia necessario il soddisfacimento di alcuni requisiti: ad esempio l’Agenzia deve essere entrata in contatto con la cartella esattoriale nella decade che va dal 1° gennaio del 2000 al 31 dicembre 2010; questo è il primo requisito imprescindibile.

Ma non è finita qui, l’iscrizione a ruolo deve essere avvenuta entro il 23 marzo 2021.

L’Agenzia delle entrate aveva trasmesso, infatti, l’elenco dei codici fiscali di tutti i contribuenti che sarebbero stati interessati dalla misura. Immancabile poi il requisito sul reddito: può beneficiare del condono solo il contribuente che ha maturato un reddito che non superi i trenta mila euro nell’anno solare 2019.

Ma il bollo auto si paga o no? C’è abbastanza confusione rispetto questo punto. Si sa, internet è un posto straordinario sia per imparare che per informarsi, ma le notizie che circolano sono talmente tante, vaste e spesso gratuite che non è difficile trovarsi davanti a notizie errate o mezze verità.

Ma facciamo chiarezza. Il bollo auto non è stato abolito, in sostanza verranno cancellati tutti i debiti (al di sotto dei 5 mila euro) contratti nel decennio che va dal 2000 al 2010. Questo per le persone fisiche o giuridiche che non abbiano superato un reddito di 30.000 euro nel 2019 (leggi l’articolo di Deborah Bertolino per saperne di più).

Ma come si è arrivati al passaggio fondamentale dello stralcio delle cartelle esattoriali? Il 20 agosto l’Agenzia di riscossione ha trasmesso all’Agenzia delle entrate l’elenco dei codici fiscali dei contribuenti interessati. La seconda fase – che riguarda la rottamazione vera e propria delle cartelle – dovrebbe avvenire tra la fine di settembre e la fine di ottobre 2021.

Ma andiamo a veder nel dettaglio di cosa si tratta.

Cosa è il bollo auto

Ma prima di addentrarci a fondo all’interno di questo tema, è bene chiarire una volta per tutte di cosa parliamo quando trattiamo l’argomento eli bollo auto (o moto). 

Il bollo auto non è altro che una sorta di tassa. Sul portale dell’Agenzia delle Entrate viene definita come “tassa automobilistica”. Da chi viene gestito? 

Il bollo auto viene gestito dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, tranne che in Friuli-Venezia Giulia e Sardegna che viene gestito dall’Agenzia delle Entrate.

Il pagamento del bollo auto spetta a tutti i possessori di un’automobile indicati nel Pubblico Registro Automobilistico. Dovrà essere pagato a cadenza annuale da chiunque risulti proprietario di una o più automobili in possesso di una normale assicurazione, che l’auto circoli o meno.

Per conoscere l’importo da versare ci si deve basare sulla potenza del veicolo, che viene normalmente espressa in kW o in cavalli.

Ci spiega Facile.it.

Tutte le Regioni italiane hanno i loro parametri a cui fare riferimento; quindi, l’importo da versare non è uguale per tutti. 

Sia sul sito dell’ACI (Automobile Club d’Italia) che su quello dell’Agenzia delle Entrate è presente uno strumento per il calcolo (online) autonomo del bollo auto

Dove si paga la tassa dell’automobile? Il bollo auto può essere pagato presso le varie tabaccherie autorizzate (Lottomatica), presso gli uffici postali, Agenzie di pratiche auto, l’ACI o anche online. Quest’ultima possibilità dipende dalla Regione.

È importante ricordare che il bollo auto è una tassa obbligatoria anche se l’auto non viene immessa nella circolazione. Questo perché la tassa si basa sull’unico requisito del possesso dell’automobile, e non sull’effettivo utilizzo.

Per approfondire meglio l’argomento, vi lascio alla visione di questo video del canale YouTube Automobile.it.

Ritardo nel pagamento del bollo auto: cosa accade?

La Legge prevede alcune sanzioni in caso di pagamento in ritardo del bollo auto. Infatti, al pagamento originario si aggiungeranno poi degli interessi per sanare il mancato pagamento.

Fino ad un anno dalla scadenza (ma non oltre) l’interesse applicabile all’importo da pagare va dallo 0,1% al 3,75% in più, la percentuale dipenderà dal tempo che si lascerà trascorrere prima di sanare l’inadempienza. Questo tipo di operazione prende il nome di Ravvedimento Operoso.

Per chi invece non effettua il pagamento del bollo auto entro un anno, è prevista una multa del 30%, alla quale si va ad aggiungere un interesse di 0,5% per ogni sei mesi di ritardo del pagamento. Cosa accade se non si paga? L’auto può anche essere sottoposta a Fermo Amministrativo.

Inoltre, se il bollo dell’auto non viene pagato consecutivamente per tre anni, l’auto viene cancellata dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA), con annesso ritiro di targhe e carte di circolazione.

Ci spiega Conte.it.

E nel caso di incidente con il pagamento del bollo auto che non è ancora avvenuto?

Non c’è alcuna connessione tra il bollo auto e la copertura assicurativa di un veicolo. Quindi anche nel caso di un incidente avvenuto senza aver effettuato il pagamento del bollo auto, l’assicurazione provvederà comunque al risarcimento dei danni. 

Da ricordare che il controllo del pagamento del bollo auto non rientra più tra i compiti delle forse dell’ordine; quindi, non si tratta più di reato penale o infrazione civile come invece accadeva fino a qualche anno fa. 

Il bollo auto non è stato abolito

Come si può facilmente evincere dal sottotitolo di questo paragrafo, la notizia che riguarda l’abolizione del bollo auto è falsa. O perlomeno è vera solo in parte, poiché quello che è accaduto riguarda semplicemente la cancellazione delle cartelle esattoriali solo per alcuni soggetti. 

Infatti, è entrata in vigore il venti di agosto la cosiddetta Pace Fiscale, che prevede la cancellazione di 60 milioni di cartelle esattoriali (che hanno un importo lordo inferiore ai cinque mila euro) emesse nel decennio che va dal primo gennaio del 2000 al trentuno dicembre 2010. 

Questo, per i soggetti che non hanno superato i 30 mila euro di reddito nel 2019. I debiti verranno cancellati in automatico entro il 31 di ottobre e sarà possibile, comunque, verificare lo stato dei debiti accedendo al portale dell’Agenzia delle Entrate, dove sarà indicato nei dettagli l’importo delle cartelle cancellate.

Sarà compito dell’Agenzia delle Entrate comunicare alle Regioni l’entità e il numero delle cartelle rottamate

Per quanto riguarda il bollo auto sono oltre due milioni e mezzo i cittadini che andranno a beneficiare della cancellazione delle cartelle. 

Come si calcola il bollo auto

Il bollo auto si calcola in base alla potenza del veicolo espressa in kilowatt o cavalli, alla tipologia del veicolo, alla classe ambientale e alle emissioni che produce.

Per esempio, le vetture più vecchie (e che inquinano maggiormente) avranno una tassa più elevata.

Ma vediamo adesso come calcolare l’importo del bollo auto. Come detto in precedenza, per calcolarlo è possibile recarsi sui portali online di ACI (Automobile Club d'Italia) e Agenzia delle entrate e inserire i vari dati. Ecco gli importi medi per classe ambientale:

  • Da 3,00 euro/kW fino a 100 kW e 4,50 euro/kW sopra i 100 kW per la classe Euro 0;
  • Da 2,50 euro/kW fino a 100 kW e 4,35 euro/kW sopra i 100 Kw per la classe Euro 1;
  • Da 2,80 euro/kW fino a 100 kW e 4,20 euro/kW sopra i 100 kW per la classe Euro 2;
  • Da 2,70 euro/kW fino a 100 kW e 4,05 euro/kW sopra i 100 kW per la classe Euro 3;
  • Da 2,58 euro/kW fino a 100 kW e 3,87 euro/kW sopra i 100 kW per la classe Euro 4;
  • Da 2,58 euro/kW fino a 100 kW e 3,87 euro/kW sopra i 100 kW per la classe Euro 5;
  • Da 2,58 euro/kW fino a 100 kW e 3,87 euro/kW al di sopra dei 100 kW per la classe Euro 6.

Bollo auto: le esenzioni e la sentenza della Corte Costituzionale

Sono esenti dal pagamento del bollo auto, sia vari soggetti disabili, sia i proprietari di alcuni tipi di veicoli.

Per esempio, la legge tutela ed esenta dal pagamento del bollo tutti i soggetti disabili che sono titolari di 104. Le categorie sono le seguenti: i soggetti sordi, i non vedenti, il disabile che prende una pensione di accompagnamento per handicap mentali, i soggetti che presentano gravi limitazioni di deambulazione e r limitate capacità motorie.

Oltre alle persone con disabilità, anche alcuni tipi di automobili sono esenti dal bollo auto. Stiamo parlando delle auto elettriche, per esempio. I proprietari non devono pagare il bollo fino al quinto anno di vita dell’auto, e dopo la scadenza di questo periodo, il proprietario potrà comunque usufruire di un ulteriore sconto del 75%.

Altre riduzioni dell’importo da pagare sono previste in base a quanti anni si possiede un veicolo:

  • riduzioni del 40% (12 Euro a KiloWatt) se l’immatricolazione è stata effettuata da più di 5 anni;
  • riduzioni del 60% (6 Euro a KiloWatt) se l’immatricolazione è stata effettuata da più di 10 anni;
  • riduzioni dell’85% (3 Euro a KiloWatt) se l’immatricolazione è stata effettuata da più di 15 anni;
  • il bollo suto non si paga se l’immatricolazione è stata effettuata da più di 20 anni e non circola su strada.

Uno sconto è previsto anche per le scuole guida, e non poteva essere altrimenti. Lo sconto applicato è del 60% per questo tipo di categoria.

Per le auto storiche (che hanno un minimo di trent’anni) e le auto ibride (acquistate dal 2019) si va dai tre ai cinque anni di bollo auto gratuito.

Infine, ricordiamo che sul tema bollo auto si è pronunciata niente meno che la Corte Costituzionale. La sentenza 122 del 20 maggio 2019 impone alle Regioni di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale.

Le Regioni possono comunque intervenire, pertanto, per introdurre delle esenzioni che non sono previste dallo Stato, ma non possono sforare un certo limite per quanto riguarda la pressione fiscale.