Purtroppo è risaputo: il bollo auto (il cui nome più corretto sarebbe tassa automobilistica) rappresenta uno dei tributi più detestati e contestati dagli italiani.

Per questa ragione, il bollo auto è spesso protagonista di fake news: quella più comune è relativa al fatto che la tassa automobilistica sembrerebbe essere stata dichiarata illegittima, e che quindi non andrebbe pagata; tra l’altro, continua la notizia falsa, l’Italia dovrà pagare adesso una salatissima multa all’Unione Europea, che avrebbe dichiarato illegittimo il bollo auto.

Lo ripetiamo: si tratta di una fake news!

Il bollo auto è un tributo legittimo, tra l’altro pagato regolarmente dai cittadini di altri Paese europei (Francia, Spagna e Germania, per fare giusto qualche esempio).

Gli unici che sembrerebbero non riuscire ad arrendersi sono gli italiani che, in molti casi, continuano a non pagare il bollo, magari sperando in una sua prescrizione futura.

Tuttavia, abbiamo brutte notizie per questi cittadini: il Governo Draghi sembrerebbe intenzionato a stanare i furbetti che non lo pagano.

Bollo auto lecito? Assolutamente sì, rientra tra i tributi regionali

Ribadiamo ancora una volta il concetto: inutile sperare in una sorta di miracolo, che conduca alla dichiarazione del bollo auto come tributo illecito.

Il bollo auto è infatti una tassa regionale, regolarmente riconosciuta e gestita, per l’appunto, dalle Regioni. Le uniche eccezioni sono rappresentata dalle Regioni Sardegna e Friuli-Venezia Giulia, dove il bollo auto è invece gestito dall’Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda, invece, le restanti Regioni italiane, la tassa automobilistica è di pertinenza regionale.

Non vi sono dunque scappatoie, a meno che si rientri tra i casi in cui è prevista esenzione regolare: il bollo auto si deve pagare in quanto tributo regionale.

Bollo auto: scattano i controlli dal Governo!

Trattandosi di una vera a propria tassa, i controlli per i mancati pagamenti sono purtroppo all’ordine del giorno, e sarebbe dunque bene pagare senza alcun ritardo.

Tra l’altro, di frequente, tali controlli su tasse e tributi vengono effettuati a fine anno, periodo che si avvicina inesorabilmente: per questo è plausibile pensare che, tra poche settimane, partirà una serie di controlli che potranno riguardare il bollo auto.

In caso di mancato pagamento o pagamento irregolare, il proprietario cui l’automobile è intestata riceverà una comunicazione dove si notifica il mancato pagamento della tassa. Nel caso di mancato pagamento, la questione diventa di pertinenza di una sezione specifica dell’Agenzia delle Entrate, ossia l’Agenzia delle Entrate Riscossioni.

La sezione Riscossioni, oltre a provvedere al recupero del credito, maggiorerà l’importo dovuto, ai danni del cittadino non pagante. Importo che diventerà tanto più alto quanto più numerosi sono i mesi di ritardo dal pagamento dovuto.

Bollo auto e sanzioni al via: si evitano col ravvedimento operoso

Il mancato pagamento o un pagamento irregolare del bollo auto, dunque, potrà comportare al cittadino delle sanzioni che, in base ai mesi di ritardo che si sono accumulati, possono diventare anche molto salate.

La procedura da attuare nel caso ci si voglia mettere in pari col pagamento della tassa automobilistica, comunque, esiste una soluzione, chiamata ravvedimento operoso.

Il ravvedimento operoso consente il pagamento del bollo auto nel caso in cui si siano accumulati mesi (o, talvolta, addirittura anni) di ritardo nel pagamento stesso.

In base ai mesi di ritardo, il cittadino sarà tenuto a versare, oltre alla cifra dovuta per la tassa automobilistica, una maggiorazione che varia al variare del ritardo accumulato.

Si parte da una maggiorazione dello 0,1% nel caso in cui si siano accumulate solo due settimane di ritardo, fino ad un ravvedimento operoso ultrannuale per i casi più critici: in questo caso, se si parla addirittura di anni di ritardo, il cittadino dovrà pagare, oltre al bollo auto dovuto, una maggiorazione del 5%.

Attenzione, poi, alla ricezione delle cartelle esattoriali: nel caso in cui queste vengano indirizzate al proprietario, si avrà un limite massimo di sessanta giorni per pagare regolarmente la tassa automobilistica, pena l’avvio di una procedura, quella del fermo amministrativo, di cui parleremo nei prossimi paragrafi.

Bollo auto: quali sono le date di scadenza ufficiali?

Prima di occuparci del fermo amministrativo e delle conseguenze del mancato pagamento regolare del bollo auto, occupiamoci di rispondere ad un quesito molto frequente.

Ma quando scade esattamente il bollo auto?

Non abbiamo una data di scadenza uguale per tutti, poiché il bollo auto deve essere saldato entro un mese dalla data di scadenza: questo significa che, nel caso in cui la scadenza del bollo auto sia fissata al 31 dicembre 2021, il proprietario del veicolo interessato avrà tempo da giorno 1 gennaio 2022 fino al 31 gennaio 2022 per effettuare il pagamento in maniera regolare e senza ritardi che comporteranno gravi conseguenze.

Il bollo auto si rinnova infatti annualmente; per controllare la data di scadenza, il proprietario potrà controllare la ricevuta di pagamento dell’ultimo bollo, dove vengono indicate le date di inizio e scadenza, o rivolgendosi all’ACI, che ha messo a disposizione una sezione del proprio sito ufficiale per le verifiche del caso.

In ogni caso, trattandosi di una tassa regionale, ricordiamo che le regole di cui sopra non valgono per alcun Regioni, quali Lombardia e Piemonte, che hanno stabilito delle date prefissate per i pagamenti del bollo auto. Nel caso in cui il bollo scada ad aprile, lo si potrà pagare entro il 31 maggio; per bollo in scadenza ad agosto, il termine ultimo è fissato al 30 settembre; per bollo auto in scadenza a dicembre, infine, il pagamento dovrà avvenire entro il 20 gennaio dell’anno seguente.

Bollo auto e prescrizione: è possibile?

Occupiamoci adesso della cosiddetta prescrizione.

Molti automobilisti, infatti, sperano di poter riuscire a non pagare più il bollo auto sfruttando la prescrizione: se infatti l’Agenzia delle Entrate non dovesse inviare nessuna cartella di pagamento entro tre anni dalla scadenza del bollo auto, questo andrebbe automaticamente in prescrizione, e il possessore del veicolo interessato non dovrebbe pagarlo mai più.

Purtroppo, però, si tratta di un’evenienza molto rara; qualunque avviso o notifica ricevuta azzera infatti il conteggio: questo significa che i tre anni vanno calcolati a partire dal giorno dopo la ricezione dell’avviso, e dunque il tempo accumulato verrebbe totalmente azzerato.

Sperare nella prescrizione, lo capiamo bene, è un azzardo ed è anche pericoloso: si tratta di una pratica discutibile e rischiosa per il proprietario stesso dato che, nell’attesa della tanto agognata prescrizione, potrebbero essere avviati dei procedimenti spiacevoli nei confronti del proprietario e del veicolo.

Bollo auto: mentre si spera nella prescrizione aspettiamoci il fermo amministrativo!

Tra le conseguenze più spiacevoli rientra a pieno titolo il fermo amministrativo, che consiste nel blocco dell’automobile nel caso in cui il bollo auto non venga pagato.

Se infatti, dopo preavviso di fermo (ricevuto tramite notifica) il proprietario non dovesse pagare all’Agenzia delle Entrate Riscossione il bollo entro trenta giorni dal preavviso, il veicolo verrà posto sotto fermo amministrativo e, in parole semplici, non potrà circolare su strada, né essere custodito in luoghi di pubblico passaggio, come stabilito nel Codice della Strada all’Art. 214.

Qualora il proprietario non dovesse procedere al pagamento, il veicolo verrà molto probabilmente pignorato e successivamente messo all’asta.

Un veicolo sotto provvedimento di fermo amministrativo, poi, non solo non potrà circolare su strada pubblica, ma non potrà neppure essere venduto né eventualmente rottamato.

Insomma, l’unica cosa che resta da fare al proprietario è saldare il debito dovuto e richiedere formalmente al Pubblico Registro Automobilistico la rimozione del fermo amministrativo.

Tra l’altro, lo ricordiamo, il bollo auto è una tassa regolare, legittima a tutti gli effetti e coloro che ne rifiutano il pagamento vengono trattati al pari degli evasori fiscali.

Oltre alle sanzioni previste ad al fermo amministrativo del veicolo interessato, abbiamo anche un ulteriore rischio: se il mancato pagamento del bollo dovesse superare i tre anni, il veicolo potrà essere addirittura radiato dal Pubblico Registro Automobilistico.

In caso di avvenuta radiazione, non vi sarà molto da fare per il proprietario.

Infatti, dopo la radiazione dal Pubblico Registro Automobilistico, l’unica cosa da fare è procedere alla reimmatricolazione del veicolo in questione, oltre che effettuare tutti i pagamenti dovuti.

Oltre a mettersi in pari con il bollo auto non pagato, infine, in questo caso è prevista una multa, i cui importi possono variare dai 419,00 ai 1.682,00 euro.

Non solo bollo auto: tutti i casi in cui può scattare il fermo amministrativo

Concludiamo l’articolo con alcune precisazioni sul fermo amministrativo, dato che ne abbiamo ampiamente parlato; questa procedura, infatti, non viene applicata esclusivamente nel caso in cui ci siano dei ritardi di pagamento del bollo auto.

In molti casi, per violazioni del Codice della Strada, al cittadino potrebbe essere imposto il fermo amministrativo, insieme con delle multe variabili da pagare per aver commesso la violazione.

Il fermo amministrativo, nello specifico, viene imposto nel caso in cui si guidi un veicolo senza la targa, nei casi in cui il conducente venga colto in stato di ebrezza o per guida sotto effetto di sostanza stupefacenti, se ci si mette alla guida con patente sospesa; nel caso dei motoveicoli, la guida senza casco o il trasposto di passeggeri da parte di conducente minorenne possono essere causa di provvedimento di fermo amministrativo.

A differenza di quanto avviene per il mancato pagamento del bollo auto, per i casi precedentemente descritti il fermo amministrativo è comunque una misura temporanea, e al veicolo o motoveicolo interessato verrà impedita la circolazione per un periodo di tempo variabile, dai tre giorni fino ad i tre mesi.