Bonus affitti, chi può richiederlo? Scopri se sei in lista!

Il bonus affitti, introdotto nel Decreto Sostegni, è una manovra economica in grado di assistere sia gli inquilini in affitto che i proprietari dei suddetti immobili. Nel seguente articolo, proseguendo con la lettura, capiremo in quale fascia rientrano coloro che possono beneficiare di questo incentivo.

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Tra la miriade di incentivi emersi e previsti per tutta la durata del 2021, il bonus affitti rientra indubbiamente tra quelli più soddisfacenti. Previsto principalmente per i proprietari di immobili, questo incentivo ha lo scopo di sottoporre determinate proprietà ad una scontistica del canone pari al valore del 50%.

Questa misura, in vigore di recente, fa parte in maniera stabile del Decreto Sostegni, il quale contiene altrettanti incentivi vantaggiosi per determinate categorie di persone. Infatti, questi bonus hanno la caratteristica principale di essere adibiti principalmente per alcune tipologie di persone specifiche.

Eventualmente, solo in alcuni casi vengono estesi secondo segmenti più ampi. Come sottolinea il sito di Fiscomania, i valori che vengono considerati sono molteplici. Citando quanto viene riportato nell'articolo in questione:

Il Bonus affitto 2021 è una delle misure previste dal Decreto Sostegni e spetta ai proprietari di immobili che abbiano concesso una riduzione del canone di affitto al locatario, se il contratto era in essere al 29 ottobre 2020. Inoltre, per poterne beneficiare la casa deve trovarsi in un comune ad alta densità abitativa (individuato dal Cipe).

Nonostante il bonus non sia ancora totalmente operativo, è già possibile capire quali sono le categorie che possono beneficiarne. A tal proposito, nasce proprio questo articolo. Prima di proseguire con la lettura, consigliamo la visione di un video inerente all'argomento pubblicato sul canale della redazione di The Wam.

Bonus affitti: ecco cos'è e in cosa consiste

Tra inquilini e proprietari degli immobili, in un periodo simile, il bonus affitti risulta essere un vero e proprio punto di comune accordo. Infatti, il periodo di crisi che si sta attualmente vivendo, ha portato inevitabilmente all'approvazione del bonus affitto, il quale è previsto per agevolare gli inquilini in difficoltà, ed incentivare i proprietari di immobili a fornire loro una mano d'aiuto. Come riporta il sito di Open, lo scopo primordiale sembra essere proprio quello di agevolare le situazioni inerenti agli immobili in affitto. Citando quanto segue:

In tempi di pandemia di Coronavirus, sono sempre di più gli italiani che non riescono a sostenere le spese dell’affitto, specialmente chi ha perso il lavoro e fatica a trovarne uno nuovo, in un mercato del lavoro sempre più compromesso. Per questo la legge di Bilancio 2021 – approvata in via definitiva il 30 dicembre scorso al Senato – ha previsto un bonus affitto, che consiste in un contributo da riconoscere al proprietario dell’immobile che decide di ridurre il canone di locazione al proprio inquilino.

Il contributo che viene concesso, il quale ricordiamo essere a fondo perduto, ammonta al 50% della riduzione del canone. Di conseguenza, al proprietario viene concessa la metà di quanto pattuito. Per esempio, su una riduzione di circa 100 euro della cifra totale di affitto, al proprietario vengono concessi 50 euro, dunque la metà della riduzione effettiva.

Il tetto massimo, risulta essere prefissato a circa 1200 euro annui, essendo strettamente correlato alle riduzioni sugli affitti. Il contratto, dunque, alla sua rinegoziazione acquisisce un valore in grado di conferire un duplice vantaggio. Un vantaggio che comporta dei benefici ingenti sia per l'inquilino, che per il proprietario dell'immobile.

Bonus affitti, come fare domanda?

Una volta riportato l'approfondimento iniziale sul bonus affitti, si può proseguire con la risoluzione di un altro dilemma altamente richiesto: come fare domanda per il bonus? L'ingente aiuto emanato di recente dal Decreto Sostegni, ha ovviamente il classico iter procedurale per far sì che tutte le richieste vengano depositate nella maniera corretta.

La procedura, sarà eseguibile per via telematica, e sarà piuttosto intuitiva anche per coloro che risultano essere inesperti in materia. In ogni caso, a prescindere dal livello di competenza e dimestichezza in possesso del richiedente, i centri appositi sono in grado di fornire una grossa mano d'aiuto.

A mostrare in quale modo avverrà la richiesta, è il sito di The Italian Times, che ha riportato il modus operandi corretto per inviare la domanda di fruizione. In primis, sarà obbligatorio attendere le comunicazioni ufficiali dell'Agenzie delle Entrate, come al solito. Successivamente, per via telematica, bisognerà inviare il modulo di rinegoziazione del contratto di locazione.

Di conseguenza, il metro principale di misurazione della cifra dovuta, sarà determinato in base alla cifra del canone. Dopo la scadenza precedente, la sua proroga sarà continuativa per altri 5 mesi. Un periodo abbastanza lungo per poter depositare in tempo la propria richiesta.

Bonus affitti: chi ne ha diritto? Vediamolo insieme!

La nuova versione del bonus affitti, ha portato con sé anche qualche importante cambiamento. Con la nuova bozza emanata, di recente approvazione, sono infatti emersi dei dettagli innovativi per quanto concerne i beneficiari di tale bonus. La platea di beneficiari, dunque, viene ampliata anche ad altre categorie. Stando a quanto viene riportato sul sito di Qui Finanza, i cambiamenti radicali sono molteplici:

Il bonus affitto viene confermato nella misura del 60% dei canoni di locazione e copre 5 mesi, da gennaio a maggio 2021, ma con diversi requisiti di accesso e una platea di beneficiari che viene ampliata, in particolare “ai soggetti beneficiari del contributo a fondo perduto, esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro, nonché agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.”

A tale agevolazione, dunque, hanno diritto gli esercenti di una qualsiasi attività d'impresa, arte o professione ai quali spettano i cosiddetti contributi a fondo perduto. La proroga in questione, per un altro mese, è stata recentemente confermata anche per le imprese collocate nel settore turistico. La nuova percentuale, di base, ammonta dunque al 30% del fatturato maturato nel periodo del 2019. Precisazione doverosa anche per le imprese immesse sul mercato nell'ultimo periodo:

Un po’ come avviene per l’accesso al contributo a fondo perduto, tali requisiti non sono richiesti ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019. Infine, in caso di affitto di azienda il beneficio è pari al 30 per cento dei canoni versati.

Bonus affitti: altre novità in arrivo 

Il bonus affitti, come ribadito in precedenza, è stato prorogato e posto a ingenti modifiche nella sua struttura totale. Come al solito, poter usufruire di un incentivo simile, significa dover obbligatoriamente rispettare tutta una serie di requisiti indispensabili per l'approvazione di tale servizio. 

Uno degli aspetti che sembrano non essere cambiati, è quello relativo alla collocazion dell'immobile. Infatti, per poter usufruire pienamente di questo incentivo, è obbligatorio che la proprietà in questione sia collocata in una città ad alta densità abitativa.

Gli unici doveri ai quali devono adempiere gli inquilini inclusi nella locazione, invece, sono quelli di beneficiare dell'immobile in questione nella piena qualità di abitazione principale. Questo, poiché il bonus in questione è valido solo ed esclusivamene se viene applicato nella prima casa.

Tuttavia, come viene riportato anche dal sito di Inews24, il bonus in questione è stato esteso anche agli universitari. Citando quanto viene riportato:

All’interno della Legge di Bilancio 2021, in vigore dal 1° gennaio, è presenta un incentivo anche per gli studenti universitari fuori sede che decidono di fittare una casa per il proprio percorso di studi. Per sostenere tali spese, è stato istituito un fondo specifico da15 milioni di euro. Oltre ad essere fuori sede, l’altro requisito necessario per poter fare richiesta di tale bonus è quello di rientrare entro una determinatafascia ISEE.

I requisiti, ovviamente, sono relegati ad una determinata fascia di reddito, tenendo fede all'Isee:

Ad introdurre i requisiti per i beneficiari è il testo alcomma 526 articolo 1. Entrando nel dettaglio, bisogna avere20.000 euromassimi diISEE.Non si deve usufruire di un altro contributo pubblico per l’alloggio. E’ necessario risiedere in un luogo diverso dall’Università in cui si è iscritti.

In questi casi, il documento Isee acquisisce un vero e proprio ruolo fondamentale. In fase di definizione dell'importo dovuto alla famiglia richiedente, è proprio il relativo Isee a svolgere il compito principale. Esso, determina infatti la stabilità economica di una famiglia.

Numerosi incentivi, compreso dunque il bonus affitti, vengono stabiliti a seconda del modulo di Isee che viene presentato agli enti competenti. La fascia determinata per poter accedere al bonus affitti, in questo caso specifico appare relativamente bassa. Solitamente, i bonus che vengono elargiti presentano dei requisiti facilmente accessibili.

Bonus affitti: le conclusioni finali

Le conclusioni finali riguardanti il bonus affitti, riguardano prevalentemente l'estensione dell'incentivo in questione ad alcune categorie ben precise. A tal proposito, il sito di Business Weekly ne elenca alcune che risultano essere piuttosto rilevanti.

Per esempio, cintandone una:

Il nuovo “bonus affitti” spetta a coloro che svolgono attività d’impresa, arte o professione. Con ricavi o compensi non superiori a 15 milioni di euro nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del “Sostegni bis”. Vale a dire nel 2019 per i contribuenti “solari”.

Per quanto concerne gli enti considerati prettamente non commerciali:

Possono beneficiarne anche gli enti non commerciali, compresi quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. L’agevolazione, in tal caso, riguarda i canoni di locazione, di leasing o di concessione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

Le novità introdotte, dunque, stanno a sottolineare come il bonus in questione sia una sincera intenzione a migliorare una situazione così difficile come quella che si sta andando ad affrontare.