Il Fisco in aiuto del cittadino? Strano ma vero. Forse la pandemia ha sovvertito gli ordini. Ma cosa è successo? In pratica l’Agenzia delle Entrate conferma il diritto di usare il Bonus affitti anche se il canone di un locale commerciale relativo al 2020 viene pagato in ritardo. Ma le sorprese non finisco qui. L’Agenzia delle Entrate offre l’opportunità di non perdere il diritto alla cessione del credito anche se l’affitto del locale commerciale è stato pagato in ritardo. In questo modo vengono eliminati i vincoli temporali del Bonus affitti, riconoscendo l’agevolazione anche a chi paga, i canoni del 2020, nel 2021. Vediamo in dettaglio cosa è successo.

La precisazione dell’Agenzia delle Entrate è contenuta nella risposta all’interpello n. 263 del 19 aprile 2021, che ha in questo modo fornito chiarimenti in tema di bonus affitti.

A presentare istanza di interpello è un titolare di partita IVA attivata nel 2019 che, a causa dei provvedimenti emanati per il contenimento dell’emergenza Covid-19, ha dovuto sospendere la propria attività. L’interpellante si rifà all’art. 28 del decreto Rilancio che ha previsto per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto, un credito d'imposta nella misura del 60% dell'ammontare mensile in relazione ai canoni di locazione.

La richiesta di chiarimenti riguarda la possibilità di accedere al credito d’imposta sui canoni di locazione commerciale, il bonus affitto per le partite IVA del 60 per cento, in caso di pagamento in ritardo avvenuto nel corso del 2021.

Con la risposta all’interpello n. 263 del 19 aprile 2021, l’Agenzia conferma la possibilità di accedere al bonus affitti per i canoni di locazione pagati in ritardo, ed ammette inoltre l’ipotesi di pagamento in misura ridotta, con contestuale cessione del credito del 60% al proprietario dell’immobile in locazione. In questo caso, la scadenza è il 31 dicembre 2021. In pratica si all’agevolazione anche per i versamenti effettuati in ritardo, nel rispetto dei requisiti previsti:

“ferma restando la sussistenza degli ulteriori requisiti richiesti dalla norma, a seguito del versamento, operato nel 2021, della quota dei canoni relativi al 2020 non ceduta al locatario, l’istante maturerà il diritto alla fruizione del credito d’imposta di cui all’articolo 28 del decreto-legge n. 34 del 2020 e quello di cui all’articolo 8 del decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137” , come si legge nella risposta all’interpello.

Ad essere aiutati non solo i ritardatari ma anche coloro che hanno anticipato al 2019 i canoni del 2020

In sostanza non ha importanza quando si è effettuato il versamento, in ogni caso scatta il diritto al bonus affitto.

Bonus affitto: come funziona

Il contributo, a fondo perduto è pari al 50 per cento della riduzione del canone e fino a un massimo di 1.200 euro in un anno. Viene erogato al proprietario che avrà accettato la richiesta, avanzata dall’inquilino, di riduzione dell’affitto o ha accettato una rinegoziazione del contratto. 

Esempio: se l’affitto viene ridotto da 1000 a 800 euro al mese, quindi 200 euro in meno), al proprietario verranno restituiti 100 euro, ovvero la metà del totale, per un totale di 1200 euro annui.

Bonus affitto: a chi spetta

Per poter accedere al bonus affitto tra i requisiti essenziali è richiesto che:

  • sia accordata la rinegoziazione dell’importo del canone di locazione;
  • l’immobile costituisca l’abitazione principale dell’inquilino (questo significa che sono esclusi dal bonus tutti gli affitti non ad uso abitativo, come studi professionali);
  • l’immobile si trovi in un comune ad alta tensione abitativa;
  • il contratto sia stato firmato a partire dal 29 ottobre 2020, data in cui la misura è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale.

Bonus affitto: come richiederlo

Per ottenere il bonus, il proprietario dell’immobile dovrà comunicare la rinegoziazione del contratto, telematicamente, all’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata.

Importante sottolineare che il decreto Rilancio chiedeva come requisito per beneficiare del bonus che il pagamento dell’affitto fosse fatto entro l’annualità del 2020, cioè prima del 31 dicembre dello scorso anno. Adesso, invece, l’Agenzia delle Entrate ha eliminato questo vincolo.

Bonus affitto: cessione del credito 

Secondo quanto previsto dal decreto Rilancio e successivamente dal decreto Agosto, il credito d’imposta sugli affitti è riconosciuto per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. Il decreto Ristori ha esteso il bonus affitti ai canoni di locazione dei mesi di ottobre, novembre e dicembre, in favore delle partite IVA maggiormente colpite dalle restrizioni.

Per le strutture turistico ricettive, l’agevolazione è stata prima estesa fino a dicembre 2020 e, successivamente, fino al mese di aprile 2021 dalla Legge di Bilancio.

In ogni caso, ai fini dell’accesso al credito d’imposta (pari al 60 per cento o al 30 per cento in caso di affitto d’azienda ) è necessario aver registrato un calo di fatturato o corrispettivi pari almeno al 50 per cento nel mese in cui si intende beneficiare dell’agevolazione, rispetto allo stesso mese del 2019.

Il requisito della riduzione non è necessario per le attività avviate nel 2019 e per le partite IVA con sede in uno dei comuni con stato d’emergenza in atto al 31 gennaio 2020.

Con la risposta all’interpello n. 263 del 19 aprile 2021, l’Agenzia delle Entrate conferma nuovamente la possibilità di accedere al bonus affitti per i canoni di locazione pagati in ritardo, ed ammette inoltre l’ipotesi di pagamento in misura ridotta, con contestuale cessione del credito del 60 per cento al proprietario dell’immobile in locazione.

In tal caso, bisogna tenere a mente la scadenza del 31 dicembre 2021.

Questo aspetto era stato già chiarito con una precedente risposta all' interpello n. 440 del 2020, facendo riferimento alle modalità operative di cui alla Circolare 14/E/2020:

“nelle ipotesi in cui il canone sia stato versato in via anticipata, sarà necessario individuare le rate relative ai mesi di fruizione del beneficio parametrandole alla durata complessiva del contratto.”

Bonus affitto: modulo dell’Agenzia delle Entrate

Con il provvedimento n. 43058 del 12 febbraio 2021 l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di comunicazione della cessione relativi al bonus affitto. Il nuovo modello va a sostituire il precedente, che era stato approvato col provvedimento del 14 dicembre 2020: va inviato esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate direttamente dal beneficiario o da un intermediario abilitato entro il 31 dicembre 2021.

Bonu affitto e cessione d’azienda con riserva di proprietà

Ricordiamo che in tema di bonus affitto, l’Agenzia delle Entrate era già intervenuta riguardo il caso della cessione d'azienda con riserva di proprietà. In ispecie il calcolo della riduzione del fatturato deve essere effettuato considerando la quota del medesimo fatturato derivante dell'azienda oggetto di trasferimento per i mesi di riferimento del credito. Lo ha evidenziato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 256 del 16 aprile 2021 con cui ha ricordato che, in relazione ai soggetti "aventi causa" di un'operazione di riorganizzazione aziendale, occorre considerare gli effetti di tale evento, per quanto concerne il calcolo della riduzione del fatturato.

Quindi, nel caso di cessione d'azienda con riserva di proprietà non si configuri un soggetto costituito dopo il 1° gennaio 2019, il calcolo della riduzione del fatturato deve essere effettuato considerando, altresì, la quota del medesimo fatturato derivante dell'azienda oggetto di trasferimento per i mesi di riferimento del credito.

Bonus affitto anche per gli ordini territoriali

L’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 169 del 2021 ha chiarito che possono beneficiare del credito d’imposta previsto dall’art. 28 del decreto Rilancio anche gli enti pubblici non economici, quali i Consigli nazionali degli Ordini professionali e gli Ordini territoriali.

Infatti, l'art. 28, comma 4, del D.L. n. 34/2020 ha esteso l’ambito di applicazione del credito d’imposta agli enti non commerciali per i canoni di locazione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

Pertanto, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che l’agevolazione spetta indipendentemente dalla natura pubblica o privata dell’ente non commerciale.

Di conseguenza, gli Ordini professionali possono avvalersi del credito d’imposta di cui all’art. 28 del decreto Rilancio per i canoni di locazione relativi all’immobile adito a sede istituzionale riferiti ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020.

Il credito d’imposta spetta nella misura del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione ed è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta.