Avere un gatto o un cane o qualsiasi animale domestico rende l’abitazione più ospitale, ma comporta il sostenimento di determinate spese per la cura del proprio PET. Si sa ogni animale domestico deve essere accudito e coccolato e, come un bambino, deve essere sottoposto a visite periodiche dal veterinario per la valutazione dello stato di salute, somministrazione di vaccini e cure straordinarie. In Italia non esistono dei vaccini obbligatori gli animali domestici (cani, gatti, etc.), ma c’è un elenco di vaccinazioni “fortemente consigliate”, tra cui quella contro il cimurro. Un dubbio sorge a tutti coloro che possiedono un animale domestico all’interno della propria abitazione:

“Le spese veterinarie sostenute periodicamente per la valutazione dello stato di salute del mio cane o gatto sono detraibili? Anche le spese sostenute per la somministrazione di un vaccino al mio gatto o cane sono oggetto del bonus animali domestici? Quali sono i documenti necessari da presentare per beneficiare del bonus animali domestici?”.

Bonus animali domestici: quali vaccini sono fortemente consigliati e quelli facoltativi?

I vaccini per i cani “altamente consigliati” su indicazione del veterinario, ma non obbligatori sono:

  • i vaccini contro il cimurro (Canine Distemper Virus, CDV),
  • le varianti del parvovirus canino di tipo 2 (Canine Parvovirus 2, CPV-2)
  • l’adenovirus canino (Canine Adenovirus, CAV).

Tra le vaccinazioni facoltative per i cani sono quelle contro leishmaniosi, leptospirosi, herpesvirus canino e rabbia.

Anche per i gatti esistono delle vaccinazioni altamente consigliate e sono quelle contro:

  • l’influenza felina (rinotracheite, infezione erpetica e da Calicivirus felina)
  • la parvovirosi felina (Panleucopenia)
  • la peritonite infettiva felina (FIP)
  • la leucemia felina
  • la rabbia.

Per alcuni vaccini è necessario il richiamo annuale, per gli altri si consiglia di farli ogni tre anni. Non esiste un costo fisso per le vaccinazioni degli animali domestici. Il prezzo dipende dal tariffario applicato dal veterinario, dalla tipologia e dalla marca del vaccino. Oltre al prezzo del vaccino va aggiunto anche il prezzo della visita dal veterinario.

Bonus animale domestico: chi può usufruire della detrazione fiscale?

Tutti i contribuenti possessori di un animale domestico, che sia di compagnia o per pratica sportiva, e che lo abbiano regolarmente registrato, possono usufruire del bonus animale domestico. La richiesta della detrazione fiscale delle spese veterinarie sostenute per le cure, le visite e le vaccinazioni periodiche degli animali domestici deve avvenire se e soltanto se l’animale è stato registrato e si dimostra di esserne proprietari altrimenti si può incorrere in sanzioni per appropriazione indebita sia nella sanzione per la mancata registrazione dell’animale.

Come registrare un animale domestico?

Per beneficiare del bonus animali domestici è importante che il gatto o il cane o ogni altro animale d’affezione venga registrato. Esiste l’anagrafe cani e animali d’affezione per perfezionare l’iscrizione, cessione e rilascio dei passaporti e per il certificato sanitario per l’esportazione di cani e gatti al seguito di viaggiatori, verso Paesi extra comunitari.

Bonus animali domestici: i limiti di applicazione

Le spese sostenute in ambito veterinario, ovvero le parcelle che si pagano per la cura dell’animale sia per quanto concerne le visite periodiche comprese le cure straordinarie e le vaccinazioni, sia di tutti i medicinali rientrano nel bonus animali domestici. La detrazione fiscale prevista dalla normativa vigente è del 19% sulla spesa sostenuta. La soglia massima sulla quale risulta possibile applicare la detrazione fiscale è di 387,40 euro, la cui franchigia è pari a 129,11 euro. Pertanto, la massima detrazione ottenibile è pari a: 387,40 – 129,11 = 258,29 * 19% = 49,07 euro.

Bonus animali domestici: quale documentazione presentare?

Le spese veterinarie sostenute vanno inserite con il codice 29 nelle caselle da E8 a E10 del quadro E della Dichiarazione dei Redditi. Nel caso del modello dei Redditi Unico, le spese vanno inserite nel rigo RP8 e RP14 specificando il codice 29 e inserendo i costi al netto della franchigia. Occorre presentare al Commercialista o al Patronato, che procede alla compilazione della dichiarazione dei redditi, tutti i documenti fiscali relativi ai costi sostenuti come ricevute e fatture, nonché il documento che attesti la proprietà dell’animale domestico.