La Legge di Bilancio 2022 di cui si attende l’iter conclusivo perché sia pronta per l'emanazione a fine anno è stata piena di sorprese per il settore edilizio, visti i tanti ripensamenti che hanno coinvolto i bonus ristrutturazione nel complesso.

Se è noto come bonus facciate e Superbonus 110% siano usciti a pezzi dal disegno di legge, che neppure ha risparmiato il bonus mobili, va registrato che l’unica misura che è riuscita ad uscirne indenne questo è il bonus casa. La cui soglia di sconto e detrazione viene definitivamente innalzata al 50% delle spese, con un massimale di 96.000 euro, dove in partenza tale incentivo offriva solo il 36%.

Con bonus casa si intende quella che l’Agenzia delle Entrate chiama genericamente come agevolazione per le ristrutturazioni edilizie proprio per indicare la vastità degli lavori edilizi coperti. 

Arriva inoltre anche la conferma che sarà ancora possibile usare il bonus casa 2022 mediante detrazione Irpef, sconto in fattura e cessione del credito.

Muta poi il rapporto del bonus casa e bonus mobili la cui compatibilità diviene dipendenza, mettendo i due incentivi in un rapporto preferenziale di utilizzo contemporaneo.

Infine, arriva il Decreto Antifrode (DL 157/2021) che porta conseguenze per tutti i bonus ristrutturazione, compreso il bonus casa, perché la normativa diventa più stringente circa la richiesta del visto di conformità e l'asseverazione tecnica della congruità dei costi quando si usa l'agevolazione con sconto o cessione.

Dunque vediamo come sarà configurato il bonus casa 2022.

Arriva la proroga per il bonus casa. Quali sono le nuove scadenze?

Il bonus casa avrà lunga vita almeno fino al 2024 perché la nuova Legge di Bilancio 2022 ne stabilisce una durata prolungata.

Ricordiamo che tale incentivo, che copre con un finanziamento pubblico le spese per gli interventi edilizi realizzati dai normali cittadini, da normativa originale prevedeva una detrazione del 36% con un massimale di spesa ammessa pari a 48.000 euro. Per le spese sostenute quest’anno la detrazione è stata innalzata al 50%, per altro con possibilità di utilizzo anche attraverso sconto in fattura e cessione del credito, e con un massimale raddoppiato a 96.000 euro.

La Manovra di Bilancio 2022 stabilisce che tale detrazione al 50% diventi permanente e sia valida anche per le spese sostenute nel 2022 e nel 2023, per il resto, se si esclude il Decreto Antifrode, di cui parleremo in seguito, la normativa di questi incentivo non ha subito altre modifiche.

Bonus casa 2022, continuano sconto in fattura e cessione del credito

Per quanto riguarda la modalità di utilizzo del bonus casa 2022 anche in questo senso arriva una buona notizia, questo perché in origine i bonus ristrutturazione erano fruibili solo con detrazione Irpef, dieci anni nello specifico per questo incentivo, e solo dopo sono arrivati sconto in fattura e cessione del credito. 

In ogni caso la Legge di Bilancio decreta che il bonus casa e le altre agevolazioni ristrutturazione siano utilizzabili per tutto il tempo della proroga anche con sconto e cessione, con cui i proprietari immobiliari non sono costretti ad anticipare i costi.

Ovviamente per usufruire del bonus casa in tutte le sue opzioni di utilizzo è comunque sempre necessario che i costi siano pagati con sistemi tracciabili di pagamento, come bonifico o carta, perché non sono ammessi contanti.

Come cambia il bonus casa con il Decreto Antifrode?

C’è poi un altra novità da registrare e cioè l'emanazione del DL 157/2021, ovvero il famoso Decreto Antifrode.

Questo documento, nato allo scopo di contrastare l’utilizzo illecito delle detrazioni fiscali, va ad influire sulla massa dei bonus ristrutturazione e quindi anche sul bonus casa stabilendo che per l’utilizzo dell’incentivo con sconto e cessione dal 12 novembre 2021 sarà necessario presentare il visto di conformità.

Le FAQ di recente pubblicate dall’Agenzia delle Entrate hanno risposto in merito ad una casistica specifica che preoccupava i contribuenti, cioè se ad esempio il pagamento è stato effettuato alla ditta in data 11 novembre, ma in data 12 novembre, quando è entrata in vigore la nuova normativa, l’impresa non ha ancora comunicato l’avvenuto pagamento all’Agenzia.

In questo caso è stato specificato che ci sarà necessità del visto di conformità e l'asseverazione tecnica della congruità dei costi, cioè si entra sotto il regime della nuova normativa del Decreto Antifrode, solo se i pagamenti sono stati effettuati dal 12 novembre in poi, a prescindere da quando questi siano comunicati all’organo di verifica.

Anche perché le procedure telematiche per l’invio delle comunicazioni secondo la nuova normativa saranno aggiornate dall’Agenzia delle Entrate solo il 26 novembre.

L’impatto del Decreto anti-frode sul bonus casa viene analizzato in dettaglio nel nuovo video YouTube a cura dell’Avv. Maria Bruschi, che ne analizza le implicazioni legali:

  

Il bonus casa 2022 resta cumulabile con le altre agevolazioni ristrutturazione?

Si tenga presente che il bonus casa non presenta grandi problemi di compatibilità con le altre agevolazioni ristrutturazione sempre nel rispetto della norma generale indicata dall’Agenzia delle Entrate, cioè che non si possono usare due bonus per la stessa spesa; l’utilizzo in contemporanea di due incentivi prevede sempre che essi si applichino ad interventi diversi. 

Ad esempio nel caso del bonus verde, l’altro incentivo salvo per il 2022 che offre una detrazione massima di 1.800 euro per il 36% delle spese di sistemazione delle aree scoperte, questo potrà tranquillamente essere usato anche l’anno prossimo con il bonus casa se non applicato ai medesimi costi.

Legge di Bilancio 2022, il bonus casa sostituirà il bonus facciate nel 2023

Si tenga inoltre presente che la manovra finanziaria per il prossimo anno ha stabilito anche modifiche al bonus facciate, per le quali esso sarà valido solo fino a fine 2022 ed offrirà il 60% di sconto, cioè sarà cancellato nel 2023.

Dunque durante il 2023 al posto del bonus facciate sarà possibile usare per i medesimi interventi edilizi il bonus casa, che continuerà ad offrire una detrazione del 50%, perché per esso è stata fissata una scadenza più lunga.

In parole povere dopo la scadenza del bonus facciate il suo sostituto sarà il bonus casa destinato ad una vita lunga.

Bonus mobili e bonus casa: quali novità ci sono nel 2022?

Veniamo al bonus mobili perché questo incentivo ha sempre creato molti problemi di compatibilità con le altre agevolazioni ristrutturazione e nei fatti l’unico con cui si sposa al 100% è proprio il bonus casa.

Prima di addentrarci nel vivo del rapporto tra i due incentivi, diciamo che al fine di recuperare il bonus facciate è stato smantellato il bonus mobili 2022, con una riduzione drastica dei suoi importi.

In base alla normativa 2021 tale incentivo offre il 50% di detrazione per un massimo di spesa pari a 16.000 euro, che trasforma l’importo pieno del bonus in 8.000 euro. Dal 2022 la normativa rimarrà invariata, cioè con il bonus mobili si potranno comprare arredi ed etteodomeatici per una casa appena ristrutturata, ma il massimale di spesa ammessa scende a 5.000 euro, con un importi pieno di bonus pari a 2.500 euro.

Per quanto riguarda il bonus casa i lavori eseguiti con questi danno diritto al bonus mobili anche nel 2022 e negli anni a venire e su questo si esprime esplicitamente l’articolo 9 della manovra di bilancio ai commi 1 e 2.

Un ulteriore aggiornamento alla normativa del bonus mobili 2022 riguarda l’acquisto dei grandi elettrodomestici, poiché questa è stata uniformata alle nuove etichette della classe energetica, dove le classi A+ e A++ non esistono più e al loro posto si usano le lettere dalla A alla F.

In totale usando insieme bonus casa e bonus mobili si ottiene uno sconto della metà del prezzo, grazie ad un finanziamento pubblico, sia per ristrutturare che per arredare casa!