Tra il 30 marzo e il 3 aprile sono state inviate 677.786 domande relative all’erogazione dei contributi a fondo perduto. Si stima che in questi tre giorni ogni 24 ore sono arrivate 226mila istanze. Paragonato agli aiuti messi in campo durante il periodo estivo del 2020 il ritmo è aumentato del 150%. La Sogei ha messo appunto il sistema informatico che l’Agenzia delle Entrate sta gestendo per questo flusso di domande in arrivo: in questa prima fase sta coordinando un super lavoro. 

La procedura della domanda da compilare e la gestione del processo è iper semplificata. In questa prima fase sembra che non si stia verificando il fenomeno delle cosiddette domande inciampate all’interno della griglia dei controlli formali. Quest’ultimi avvengono per accertare che il richiedente del sostegno economico sia in possesso della partita IVA e che i suoi dati corrispondano  ai parametri fissati dal decreto.

Cosa prevede il Decreto Sostegno

Tra le agevolazione e benefici del Decreto Sostegni, o decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021, c’è il bonus contributi a fondo perduto. Questa tipologia di aiuto economico è stato previsto per gli operatori economici possessori di partita IVA. 

"Al fine di  sostenere gli operatori economici colpiti dall'emergenza  epidemiologica «Covid-19»,   e' riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato,  che  svolgono attività d'impresa, arte o professione o producono reddito agrario."

L’Agenzia delle Entrate evidenzia la necessità di erogare questo contributo mediante procedure snelle, e che possano essere usate con facilità da coloro che non sono esperti con le procedure online.

Chi sono i beneficiari

Chi può richiedere il bonus contributi a fondo perduto? I beneficiari sono i possessori di partita IVA, ma deve essere attivata fino alla data del 23 marzo 2021.

L’attività, inoltre, della partita IVA non deve essere cessata alla stessa data. I lavoratori devono essere residenti o stabiliti in Italia. Devono svolgere attività di impresa o di lavoro autonomo. In alternativa devono essere titolari di reddito agrario.

Chi sono gli esclusi? Non possono presentare domanda gli enti pubblici, coloro che operano nel settore dell’intermediazione finanziaria e le società di partecipazione.

I requisiti

Per richiedere questo sostegno economico occorrono due requisiti. Il primo riguarda i ricavi e i compensi relativi all’anno 2019, questi non devono superare i 10 milioni di euro.

Il secondo requisito, invece, fa riferimento alla media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020. Tale media deve essere inferiore quantomeno del 30%, rispetto a quella dell’anno precedente (2019). Il secondo requisito non è necessario per coloro che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019.

La guida "l’Agenzia informa" mette a disposizione dei prospetti utili che permettono di calcolare i parametri essenziali dei ricavi e dei compensi relativi al 2019, e le medie mensili del fatturato e dei corrispettivi riguardanti gli anni 2019 e 2020.

I controlli dell’Agenzia delle Entrate

Tutti coloro che avranno diritto a questo sostegno al reddito, subiranno dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tali accertamenti possono portare allo scarto della domanda per ottenere l’agevolazione.

I dati richiesti devono essere corretti e riguardano: il codice fiscale del soggetto che richiede il contributo, il codice fiscale del rappresentante e il codice fiscale dell’intermediario. Dati che devono essere, altresì, registrati all’Anagrafe tributaria. Se questi dati non sono registrati in questa sede, seppur corretti, comporteranno lo scarto dell’istanza.

"Sulla base dei dati presenti nell’istanza e prima di erogare il contributo, l’Agenzia delle entrate effettua alcuni controlli per valutare l’esattezza e la coerenza dei predetti dati con le informazioni presenti in Anagrafe Tributaria. Tali controlli, che sono riportati nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento, possono comportare lo scarto dell’istanza."

I controlli verranno effettuati anche sui dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici; su dati relativi alla liquidazione periodica IVA e sui dati delle dichiarazioni IVA.

Se dai vari controlli si evidenzia che il contributo non sia, in tutto o in parte, spettante, l’ente può procedere alle attività di recupero del contributo, con una sanzione che può essere del 100%, nella misura minima, o del 200%, nella misura massima.

Si applica, inoltre, la pena prevista dal Codice Penale all’art. 316 ter: indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Ci può essere la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Se il contributo erogato è inferiore a € 4.000, la sanzione è di tipo amministrativo e corrisponde alla restituzione da € 5.164 a € 25.822.

La restituzione del contributo non spettate, in tutto o in parte, può avvenire spontaneamente, versando con modello F24, oltra la somma del contributo, gli interessi e la sanzione con applicazione delle riduzioni previste dall’ art. 13 del decreto legislativo n. 472/1997, per il ravvedimento operoso.

Come viene calcolato il bonus contributi a fondo perduto

Il calcolo del contributo spettante si effettua moltiplicando la differenza tra le due medie mensili per una percentuale, differente a seconda della fascia di ricavi relativa all’anno 2019.

Queste percentuali sono comprese tra il 60% per i soggetti più piccoli, fino a € 100.000 di ricavi del 2019, al 20% dei soggetti più grandi, oltre 5 milioni e fino a 10 milioni di euro. Ci sono, altresì, le percentuali intermedie del 50%, 40% e 30%.

Chi ha tutti i requisiti si vedrà garantito un contributo minimo, a seconda se è un persona fisica o un soggetto diverso. Nel primo caso il contributo minimo sarà di € 1.000, nella seconda ipotesi il sostegno economico minimo sarà di € 2.000. Il limite massimo per tale contribuzione è stabilito nella cifra di € 150mila.

Quali sono le modalità di erogazione?

Rispetto ai precedenti contributi a fondo perduto, questi previsti dal Decreto Sostegni possono essere erogati, per l’intera somma spettante, secondo due modalità: accredito sul conto corrette o versato sotto forma di credito di imposta.

"Il contributo, su specifica scelta irrevocabile del richiedente, può essere utilizzato, nella sua totalità, come credito di imposta, esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, mediante la presentazione del modello F24 attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate. Il predetto credito di imposta sarà fruibile solo a valle dei controlli degli esiti dell’istanza e successivamente alla comunicazione di riconoscimento del contributo riportata nell’area riservata di consultazione degli esiti del portale “Fatture e Corrispettivi."

Se il beneficiario, quindi, sceglierà l’opzione del credito di imposta, e qualora l’istanza risultasse accettata, la scelta sarà irrevocabile. Si consiglia di analizzare bene la propria situazione, al fine di fare la scelta più indicata per poter trarre beneficio da questo aiuto economico.

Se il beneficiario scegli il credito di imposta, come può utilizzarlo? Come afferma la norma, può  portarlo a compensazione dei tributi che devono essere versati con il modello F24. Non verranno applicati i limiti di legge concernenti l’utilizzo dei crediti d’imposta, come gli importi massimi annuali, il blocco in presenza di ruoli erariali scaduti, etc.

La domanda per la richiesta del contributo

La modulistica per presentare la domanda è veramente ridotta all’essenziale. Il richiedente deve indicate due tipologie di dati.

I primi devono certificare i requisiti che sono necessari per effettuare il calcolo del contributo spettante, ovvero la fascia dei ricavi/dei compensi del 2019, le medie mensili del fatturato/dei corrispettivi del 2019 e del 2020, l’attivazione della partita IVA dal 2019.

I secondi sono i dati riguardanti la modalità di erogazione del beneficio, il richiedente deve flaggare una delle due opzioni: la casella relativa all’accredito su c/c e codice IBAN o la casella del credito d’imposta.

Il modello della richiesta presenta un ultima sezione, dedicata agli intermediari autorizzati alla trasmissione delle dichiarazioni. Quest’ultimi possono presentare tale istanza per tutti coloro che affidano a loro la delega al cassetto fiscale, ai servizi del portale "Fatture e corrispettivi" o per il contributo a fondo perduto del Decreto Sostegni.

Modalità e tempistiche

Le domande devono essere presentate unicamente utilizzando la via telematica, ogni altro metodo è nullo. Nel Provvedimento n 77923 del 23 marzo 2021 dell’Agenzia delle Entrate si legge che:

"La trasmissione dell’Istanza è effettuata mediante i canali telematici dell’Agenzia delle entrate ovvero mediante il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle entrate"

Il richiedente può inviare la propria istanza dal 30 marzo 2021 fino al 28 maggio 2021

Nella guida "l’Agenzia informa" viene illustrata la procedura da effettuare online, all’interno del portale "Fatture e corrispettivi", sezione "Contributo a fondo perduto". Procedura rivolta a coloro che trasmettono una o poche domande.

Per coloro che inviano un numero cospicuo di istanze, ovvero gli intermediari, hanno la possibilità di  trasmetterle utilizzando la funzione "Desktop Telematico – Entratel"

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, fornisce delle avvertenze e dei suggerimenti per poter presentare la domanda in modo corretto e preciso. Queste indicazioni nascono dall’esperienza che l’ente ha accumulato con la gestione dei precedenti contributi a fondo perduto.

Il consiglio è quello di prenderle in considerazione per evitare degli errori che potrebbero portare al rallentamento della pratica per ottenere il beneficio, o nei casi più gravi allo scarto dell’istanza.

Nella guida, inoltre, si precisa che il richiedente, nel caso di istanza con dati errati, può inviarne una sostitutiva. Ha, altresì, la possibilità di inviare una domanda di rinuncia. Vengo anche indicati i termini per usare queste possibilità.

Quando inizieranno le erogazioni del bonus?

Il governo ha messo a punto un calendario ambizioso, al fine di recuperare il ritardo con cui il decreto legge è stato emanato. I primi bonifici verranno effettuati giovedì 8 aprile 2021. L’obiettivo è quello di concludere questa operazione entro il 30 aprile 2021. Le settimane successive serviranno per erogare il beneficio a coloro che presenteranno la richiesta entro il termine stabilito.

Questo meccanismo è stato finanziato con 11 miliardi e cerca di dare un margine di respiro a un’ampia quota di piccoli commercianti e autonomi. Purtroppo rischieranno di essere esclusi da questi ristori tutti coloro che hanno sospeso l’attività nel 2019, per investire ad esempio in un ampliamento dell’attività stessa