Bonus facciate, quante volte abbiamo sentito parlare di questa possibilità di rinnovamento per la nostra casa o per il condominio in cui abitiamo.

Oggi andiamo insieme a scoprire cosa prevede nello specifico questo bonus e, visto che il 2021 è agli sgoccioli, quali sono le previsioni per il 2022.

Il bonus facciate fa parte di tutto un insieme di agevolazioni previste dalla Pubblica Amministrazione per incentivare gli italiani a un progresso in una qualche direzione migliorativa della situazione attuale.

Un po’ come il bonus auto, che agevola l’acquisto di auto a minor impatto ambientale, oppure il superbonus, che incentiva le ristrutturazioni con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica degli stabili.

Il bonus facciate è un’agevolazione realizzata per migliorare il decoro urbano dei centri abitati in modo da dare la possibilità a chi volesse abbellire la facciata della propria casa con cifre di denaro più accessibili.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione una sezione apposita per il bonus facciate all’interno del quale è presente anche una guida completa utile a districarsi in tutte le sue parti amministrative più ostiche.

Andiamo quindi insieme a scoprire quali sono le caratteristiche del bonus facciate, chi può usufruirne e quali sono i progetti per il futuro, nel 2022.

Prima però, ecco qui un breve video del canale Youtube Geometra Danilo Torresi che descrive sinteticamente le novità della proroga del bonus facciate prevista per il 2022.

Bonus facciate: cos’è

Il bonus facciate è un’agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 che permette di abbellire le nostre abitazioni e consente di recuperare il 90% delle spese coinvolte, sia per quanto riguarda il 2020 che per il 2021.

La particolarità che ha del bonus facciate che ha fatto sì che molti italiani decidessero di iniziare una ristrutturazione, non sta solo nella restituzione del 90% degli importi spesi (una percentuale che è stata comunque decisiva) ma anche nell’assenza totale di tetto massimo di spesa messa a disposizione di tutti gli italiani indipendentemente dal reddito.

Il bonus può essere richiesto e sfruttato per rinnovare e abbellire la facciata esterna di qualsiasi edificio esistente e di qualsiasi categoria catastale.

L’unica condizione attualmente esistente è la zona in gli stessi edifici sono ubicati: per ottenere il bonus facciate infatti è necessario che l’immobile che si vuole rinnovare si trovi in due specifiche zone della città, la zona A e la zona B.

La zona A delle città è considerata la zona che comprende costruzioni urbane che rivestono carattere storico, artistico o di pregio ambientale (per abbreviazione questa zona è chiamata anche “centro storico”) e inoltre sono comprese anche le zone limitrofe.

Con zona B invece si intendono tutte le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate. Per specificare ulteriormente, è considerata zona B tutta quella parte di territorio in cui gli edifici esistenti occupino più di un ottavo della superficie totale.

Bonus facciate: a chi spetta

La caratteristica più attraente del bonus facciate durante i due anni precedenti è proprio quella relativa alla quantità di popolazione che può utilizzare questa agevolazione fiscale.

Il bonus facciate infatti può essere richiesto da tutti i cittadini indipendentemente dalla fascia di reddito.

Il bonus facciate è un bonus dedicato a chiunque voglia migliorare l’aspetto di uno stabile, sia che esso sia un edificio abitativo che aziendale.

Tutti i contribuenti, residenti o non, compresi i titolari di partita IVA che posseggano l’immobile in oggetto a qualsiasi possono accedere al bonus facciate.

Sono esclusi solo i titolari di partiva IVA a tassazione separata o imposta sostitutiva (la partita IVA in regime forfettario).

L’unica possibilità di rifiuto del bonus facciate è la zona di ubicazione dello stabile definita poche righe sopra.

Bonus facciate: quali lavori rientrano nell’agevolazione

Sono inclusi nel bonus facciate tutti i lavori che prevedono una ristrutturazione e un abbellimento delle pareti esterne degli edifici.

C’è la possibilità di utilizzare il bonus sia per la semplice pulitura o tinteggiatura della facciata, sia il restauro dei balconi o di altri ornamenti, fino ad arrivare a lavori rilevanti dal punto di vista termico purchè comprendano più del 10% della facciata.

Più in generale si può dire che il bonus facciate può essere richiesto e utilizzato per tutti i lavori che si notino dall’esterno e dal suolo pubblico.

Per questo motivo non sono compresi nel bonus restauri o rinnovamenti delle facciate interne degli edifici.

Attenzione però perchè non sono inclusi nel bonus le spese sostenute per sostituire vetrate, infissi, portoni, cancelli e lavori riservati al tetto dell’edificio.

L’obiettivo del bonus è quello di ripulire e migliorare l’estetica delle città italiane agevolando i cittadini a iniziare i lavori, quindi tutti gli interventi visibili dal suolo pubblico sono compresi nel bonus facciate.

Bonus facciate: come funziona

Stiamo notando come il bonus facciate sia un’agevolazione molto elastica e a disposizione di molte persone, per poterlo ottenere però è necessario tenere conto di alcune azioni molto importanti che se non effettuate possono inibire la ricezione del bonus.

Per accedere al bonus è obbligatorio indicare i dati catastali dell’edificio oggetto di ristrutturazione e comunicare la data di inizio lavori mediante raccomandata.

Inoltre è obbligatorio esibire alcuni documenti dei lavori come: le fatture delle spese, le contabili dei bonifici di pagamento, le abilitazioni richieste (che dipendono dal tipo di ristrutturazione effettuata) e (in caso di condominio) eventuali documenti che attestino l’accettazione dei lavori da parte di tutti gli abitanti.

Bonus facciate: come si ottiene il rimborso

Il bonus facciate può essere utilizzato attraverso diverse modalità.

L'utilizzo più diretto dell’agevolazione prevede che la detrazione (del 90% del totale delle spese) sia distribuita in 10 rate annuali di pari importo da inserire nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di inizio dei lavori e successivamente nelle dove dichiarazioni successive.

Bonus facciate: esistono due modalità alternative per la ricezione del rimborso

Chi non è interessato ad ottenere l’agevolazione fiscale nella sua modalità più diretta può fare richiesta di altri modi per ottenere il rimborso delle spese sostenute per la ristrutturazione: lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Entrambe queste modalità di ricezione del rimborso devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate.

Lo sconto in fattura consiste, come si può immaginare, in uno sconto praticato dal fornitore dei servizi di ristrutturazione direttamente nella fattura di pagamento. 

Sarà poi il fornitore della ristrutturazione ad avere anticipato l’importo del bonus facciate, l’importo anticipato sarà recuperato attraverso un credito d’imposta che può essere a sua volta ceduto ad altri soggetti (come istituti di credito o intermediari finanziari).

L’utilizzo del bonus facciate tramite cessione del credito si verifica proprio come descritto poche righe fa: la cessione del credito per il bonus facciate può essere disposta in favore di fornitori dei servizi di ristrutturazione, altri soggetti privati o titolari di partita IVA oppure istituti di credito o intermediari finanziari.

Bonus facciate: è cumulabile con altri bonus?

L’Agenzia delle Entrate conferma che il bonus facciate sia cumulabile con altri bonus, come l’ecobonus o altri.

La condizione fondamentale per poter ottenere entrambe le agevolazioni è che sia distintamente ben separate le fatturazioni per gli interventi relativi a ogni bonus e che siano rispettati gli obblighi richiesti per ogni bonus.

Bonus facciate 2021: quando scade

Il bonus facciate che abbiamo appena descritto dettagliatamente scadrà tra poco più di un mese: il 31 dicembre 2021 scadranno infatti i termini della proroga della Legge di Bilancio 2020 e 2021 che prevedono il bonus facciate come lo abbiamo conosciuto fino ad ora.

Il 27 ottobre scorso il Consiglio dei Ministri si è riunito per elaborare e approvare la bozza della Legge di Bilancio 2022 all’interno della quale ha anche inserito una proroga in fatto di bonus facciate ma con alcune modifiche che potrebbero rivelarsi sostanziali per i cittadini per la decisione di procedere o no con le ristrutturazioni con bonus facciate.

Entro la fine dell’anno scopriremo se le modifiche introdotte dal Consiglio dei Ministri in fatto bonus facciate saranno accettate o subiranno ulteriori modifiche migliorative o peggiorative.

Bonus facciate 2022: previsioni della bozza di Legge di Bilancio

La bozza di Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri introduce alcune modifiche abbastanza rilevanti in tema di bonus facciate.

La più importante da segnalare è la sostanziale riduzione della percentuale dell’agevolazione che si sposta dal 90% (una cifra molto importante e accattivante) a un 60% (un importo che non si può considerare poco ingente, ma comunque diminuito pesantemente rispetto al 2021).

C’è ancora una possibilità di sfruttare la percentuale dedicata al 2020 e al 2021 (il 90%) anche nel 2022 per i privati: l’unico modo per ricevere un rimborso (attraverso le modalità descritte sopra) è quello di effettuare il pagamento dei lavori entro e non oltre il 31 dicembre 2021.

Siamo agli sgoccioli di questo 2021 e solo dopo il 27 ottobre si sono diffuse le presunte novità della proroga del bonus facciate per l’anno prossimo, chi ha intenzione di sfruttare il bonus con una percentuale di rimborso del 90% deve sbrigarsi a pagare i lavori previsti.

L’ottenimento del bonus facciate al 90% anche per il 2022 per i privati segue il principio di cassa, tiene quindi in considerazione la data di pagamento dei lavori che deve essere precedente alla scadenza del 31 dicembre 2021.

Secondo questa modalità, i lavori possono finire nel 2022, ma i preventivi devono essere chiusi e i lavori devono essere pagati entro l’ultimo giorno dell’anno.

Per le imprese invece si segue il principio di competenza dei costi, quindi il bonus facciate al 90% può essere ottenuto in base a quando viene confermato l’avvio dei lavori indipendentemente da quando essi finiscano o quando vengono pagati.

Sono stati invece confermati fino al 2024 (non solo per il bonus facciate ma per tutti i bonus casa) sia la cessione del credito che il pagamento con sconto in fattura.

In conclusione gli italiani possono rassicurarsi sulla possibilità di procedere con i lavori di abbellimento delle proprie case con i diversi bonus messi a disposizione dal direttivo, ma per quanto riguarda il bonus facciate tra poco più di un mese sarà considerevolmente ridotta la percentuale di rimborso passando dal 90% al 60% (tranne per i lavori pagati entro fine 2021).

Tutte queste modifiche sono state approvate dal Consiglio dei Ministri, ma fanno comunque parte della bozza della Legge di Bilancio che deve essere ancora approvata definitivamente, per cui non resta che attendere per capire se ci saranno nuove modifiche oppure le modifiche comunicate fino ad ora saranno effettivamente quelle ufficiali previste per il prossimo anno.

Chiunque voglia sfruttare ancora il bonus facciate al 90% dovrà necessariamente sbrigarsi a chiudere i contratti con i fornitori della ristrutturazione per procedere con il pagamento.