Altri quattro mesi prima che il bonus facciate vada in pensione. Al momento infatti non ci sono all'orizzonte proroghe sulla misura fiscale che consente a chi effettua determinati lavori sulle facciate degli immobili e non solo di usufruire di una detrazione fiscale al 90%. Forse dal 2022 ci potrebbe essere un unico bonus "casa" con un'aliquota unica al 75%, come avevo scritto qualche mese fa nell'articolo Cancellato il superbonus 110%! Addio ai bonus edilizi.

Ma nel frattempo l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida, pubbicata il 3 agosto 2021 con delle importanti novità, essendo cambiata la procedura per ottenere il vantaggio fiscale. 

Bonus facciate: cosa è

Il bonus facciate è un'agevolazione fiscale per i lavori che si effettuano sulle parti esterne dell'edificio, che sono visibili dalla strada. Il vantaggio fiscale si ottiene con lavori di recupero e restauro della facciata condotti da imprese, privati cittadini, condomini e sia che si è residenti in Italia che non. 

Il bonus facciate è attivabile per spese sostenute nel 2020 e nel 2021, senza alcun limite. Il vantaggio fiscale è un riconoscimento in dichiarazione dei redditi di una detrazione fiscale del 90% delle spese sostenute ed ammesse. Questa detrazione andrà ad abbattare l'Irpef o l'Ires a seconda che il contribuente è un soggetto privato o un'impresa. Ma con la nuova versione di luglio 2021, l'Agenzia delle Entrate ufficializza la possibilità di poter usufruire, in alternativa alla detrazione fiscale, anche di uno sconto in fattura o della cessione del credito, al pari del bonus "fratello", il superbonus 110%. 

Il bonus facciate può essere utilizzato su edifici esistenti residenziali e strumentali, collocati nelle aree geografiche A e B. 

Bonus facciate: quali sono i lavori ammessi

La finalità del bonus facciate è permette di poter riqualificare le parti esterne di un edificio, di qualsiasi categoria catastale, purchè esistente e sul quale il soggetto che effettua i lavori abbia un titolo di posesso. Non sono ammessi i lavori di restauro della facciata a seguito di demolizione e ricostruzione di un'immobile oppure su immobili di nuova costruzione. I lavori per i quali si potrà poi ottenere il vantaggio fiscale sono diversi e tutti indicati nella guida dell'Agenzia delle Entrate. Qui ne riportiamo alcuni, quelli che più spesso sono utilizzati. 

Tra i lavori ammessi ci sono quelli volti al rinnovamento ed al consolidamento della facciata esterna, inclusa la semplice pulitura e tinteggiatura, e gli interventi su balconi, ornamenti e fregi.

Anche la facciata laterale può essere inserita tra le parti dell'immobile oggetto di recupero, se essa è visibile dalla strada pubblica o da suolo ad uso pubblico. Questo farebbe presupporre che la parete posteriore di un immobile sia esclusa. Ma nel caso in cui questa parte sia costituente lato del perimetro esterno dell’edificio, e visibile sempre dalla strada, ecco che anche la parete posteriore può essere inglobata tra le superfici su cui intervenire. 

Se si vuole invece intervenire con la tinteggiature delle mura interne, queste non possono essere considerate ammissibile al bonus facciate, in quanto non visibili dalla strada, neanche parzialmente. 

Bonus facciate: quali sono le spese ammesse

Tutti i lavori ammessi al bonus facciate, inclusi gli ultimi aggiornamenti previsti dall'Agenzia delle Entrate, come i pavimenti dei balconi, le ringhiere, hanno dei costi. Sono proprio questi su cui si deve poi calcolare il beneficio fiscale. Ma quali sono i costi connessi ai lavori ammessi che possono esser portati in detrazione, oppure scontati direttamente in fattura o ceduti a terzi?

I costi di acquisto del materiale è la prima voce, forse quella più scontata. Ma si possono aggiungere anche le spese del professionista incaricato per la progettazione dell'intervento, tra cui anche gli onorari per il rilascio dell'attestazione della prestazione energetica. Si possono collegare anche le spese per l'installazione del ponteggio, l'IVA, l’imposta di bollo e i diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

Bonus facciate: a chi spetta

Gli interventi di recupero e restauro delle facciate, inclusi i balconi, possono essere effettuati solo su immobili esistenti e su cui si gode di un diritto reale. Questo significa che non solo i proprietari dell'immobile, anche se strumentale alla propria attività, ma anche chi è in affitto, chi gode di un diritto di usufrutto oppure di nuda proprietà può essere beneficiario della misura. Inoltre non è richiesta la residenza in Italia, ma solo la titolarità del diritto sull'immobile. 

Altra condizione per poter beneficiare del bonus facciate è la collocazione in uno dei territori della zona A o B. Cosa sono? 

La zona A è costituita da parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale.

La zona B invece include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5%

Le aree classificate in zona C, D, E e F sono escluse.

Tra i beneficiari anche le imprese, le associazioni tra professionisti e i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali).

Cosa succede se a sostenere le spese ci pensa il famigliare convivente di chi ha il diritto sull'immobile. L'Agenzia delle Entrate stabilisce che possono ottenere il beneficio anche i familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e i conviventi di fatto.

Bonus facciate: novità sui lavori

Nel tempo, a seguito di diverse richieste da parte dei contribuenti, l'Agenzia delle Entrate ha aggiornato gli ambiti in cui il bonus facciate era utilizzabile. Dapprima inserendo tra i lavori di restauro della facciata anche la pavimentazione dei balconi. Poi Con risposta all'interpello n.482/2021, l'Agenzia delle Entrate ha ammesso al bonus facciate anche i lavori per le ringhiere dei balconi e l'installazione delle luci. Tutte queste novità sono state inserite nella nuova guida aggiornata a luglio 2021.

Tra le novità, ci sono anche le esclusioni che annoverano diversi interventi per i quali il beneficio fiscale non è concesso:

  • le parti inclinate delle facciate, come lastrici o tetti, anche se visibili dalla strada; ma i relativi cornicioni o grondaie invece sono parti dell'immobile che godono del bonus facciate;
  • la sostituzione di vetrate, infissi;
  • la riverniciatura di persiane o oscuranti.

Bonus facciate: il meccanismo della detrazione al 90%

Il bonus facciate nasce come misura fiscale il cui vantaggio è ottenuto portando in detrazione sulle imposte sui redditi, sia persone fisiche che giuridiche, il 90% delle spese ammesse, da ripartire in 10 quote annuali uguali. Quindi ogni anno, il 9% della spesa sostenuta va inserita nellla sezione della dichiarazione dei redditi dedicata alle agevolazioni fiscali sugli immobili. L'importo corrispondente a quel 9% farà abbassare l'imposta lorda che consentirà, dopo una sottrazione algebrica con l'imposta già versata, di sapere quanta Irpef o Ires si potrà ottenere in rimborso.

La spesa va dichiarata nella prima dichiarazione dei redditi successiva al sostenimento della spesa. Per le spese sostenute nel 2020, la prima dichiarazione in cui si è potuto inserire il bonus facciate è stata quella del 2021. Per le spese che si sosterranno quest'anno invece si dovrà aspettare la dichiarazione dei redditi 2022. 

La detrazione che non trova capienza nell'imposta lorda, non può essere portata in detrazione nelle dichiarazioni successive.

Bonus facciate: novità sulle modalità di detrazione

Finalmente l'Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida fiscale che introduce anche altre due modalità per poter beneficiare del bonus facciate: lo sconto in fattura e la cessione del credito.

In effetti per chi non poteva contare su un'imposta su cui detrarre il bonus facciate, avrebbe perso questo beneficio. Con lo sconto in fattura o la cessione del credito, il beneficiario può sfruttare il bonus facciate chiedendo una riduzione del corrispettivo dovuto oppure portando il credito maturato in banca per poterne ottenere immediatamente la monetizzazione.

In entrambi i casi, se il beneficiario decide di sfruttare lo sconto in fattura o la cessione del credito, deve comunicarlo anticipatamente all'Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione.

Lo sconto in fattura può essere richiesto al fornitore che realizza l'intervento, e l'importo sarà pari al valore della detrazione lorda: 90% della spesa sostenuta. In questi casi si può optare per una parte come sconto in fattura ed il residuto come detrazione fiscale.

La cessione del credito invece può essere fatta ancora una volta al fornitore che realizza il lavoro, oppure ai fornitori di beni, altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) e ad istituti di credito e intermediari finanziari.

Bonus facciate: i lavori in condominio

Anche i condomini possono essere oggetto di intervento per il restauro della facciata. In questo caso i soggetti beneficiari sono tutti i condomìni che hanno il diritto di proprietà sulle parti comuni, in base ai propri millessimi. Il beneficio fiscale sarà commisurato quindi non solo sul 90% delle spese sostenute, ma anche sui millesimi di proprietà. Per l'utilizzo del bonus facciate, ogni condomino può decidere se scontare il bonus facciate in fattura, oppure cederlo a terzi oppure portarlo in detrazione fiscale.