Il taglio del cuneo fiscale (ex Bonus Renzi) in vigore già dallo scorso 1 luglio, e confermato dall'ultima Legge di Bilancio, entrerà a pieno regime nel 2021. Arriveranno quindi altri soldi in più in busta paga come bonus Irpef, ma non solo per i dipendenti che lo troveranno direttamente inserito nello stipendio; il credito potrà essere anche recuperato nel nuovo 730 e da altre categorie come disoccupati, lavoratori atipici, in qualche caso anche se incapienti.

Per effetto di questo taglio, le buste paga di molti lavoratori, aumenteranno fino ad arrivare a 1200 euro in più l'anno. In particolare in base al reddito, vedremo quanto effettivamente aumenterà la busta paga nel 2021. Una manovra che di fatto stabilizza il taglio delle tasse da pagare che gravano nella busta paga dei lavoratori, aumentando così l'importo degli stipendi delle famiglie italiane che così potranno avere maggiore  liquiditàogni mese. 

Le tasse sulla busta paga quindi si riducono, finalmente in maniera più stabile per molte categorie. In particolar modo a beneficiare di questa misura saranno coloro che percepiscono redditi da lavoro fino a 28.000 euro, ma anche quelli fino a 40.000 percepiranno l'aumento anche se in forma meno stabile ed in una modalità che potrebbe cambiare in seguito alla prossima riforma fiscale,  quella che probabilmente riguarderà una rimodulazione anche degli scaglioni di aliquota irpef

Bonus fiscale in busta paga: come funziona e a chi spetta

Il bonus è sostanzialmente un credito derivante dal taglio dell'irpef che garantisce fino a 100 euro in più al mese direttamente in busta paga. Nel caso della maggior parte dei lavoratori con contratto di tipo dipendente , stabile e a tempo pieno con poche variazioni di orario, il bonus è fisso ed arriva direttamente tra le voci del cedolino busta paga mensile.

1200 euro in più l'anno quindi che non andranno ad incidere nei cumulo di reddito, ed in quanto erogati a titolo di detrazione fiscale e credito irpef, non saranno soggetti a ulteriori tassazioni

Per avere il bonus il lavoratore non deve fare alcuna specifica richiesta presso l'azienda presso la quale presta servizio, mensilmente a seconda degli scaglioni di reddito annuali che la proiezione dello stipendio produrrà, ritroverà la cifra spettante in aggiunta agli altri trattamenti andando ad aumentare di fatto il netto in busta.

Si potrà invece chiedere la rinuncia se ci si dovesse trovare in presenza di condizioni che potrebbero far scattare l'erogazione indebita e di conseguenza un eventuale rimborso dovuto in sede di conguaglio o dichiarazione dei redditi

Oltre ai dipendenti con regolare stipendio, spetta anche a lavoratori soci di cooperativa, collaboratori con contratto a progetto o co.co.costagisti, o titolari di borsa di studio-lavoro, soggetti che prestano servizio per i lavori socialmente utili ed anche chi è in trattamento integrativo come cassa integrazione, o disoccupati in Naspi.

Da luglio dello scorso anno inoltre il credito irpef spetta anche ad alcune categorie che prima ne erano state escluse cioè i cosiddetti incapienti, o quelli che hanno redditi inferiori a 8.174 euro. Come anche per il bonus Renzi, gli incapienti appartenenti alla cosiddetta “no tax” area sono esenti da irpef e di conseguenza esenti anche dalle detrazioni.

Ma a causa dell'emergenza coronavirus, il governo ha pensato di estendere il taglio del cuneo fiscale agli incapienti, esclusivamente quando il contribuente e lavoratore abbia dovuto ridurre la propria attività, o l'orario di lavoro a causa delle restrizioni imposte dai vari dpcm per il contenimento dei contagi da covid.

In pratica, se un lavoratore durante il 2020 sia stato licenziato per chiusura, messo in cassa integrazione, o in disoccupazione o abbia dovuto drasticamente ridurre l'orario di lavoro per le stesse cause,  e se per questo fosse improvvisamente diventato incapiente conseguentemente all' involontario abbassamento del reddito, ha diritto a continuare a percepire il trattamento integrativo anche senza presenza di un sostituto di imposta come datore di lavoro o Inps.  In queso caso potrà recuperare l'importo spettante direttamente con il rimborso del 730 da agenzia delle entrate

Per quanto riguarda la cifra di 1200 euro in più, questa si riferisce ai lavoratori con reddito annuo complessivo che va da 8.174 euro a 28.000 euro. Per questa categoria non sono previsti ritocchi e la legge di bilancio 2021 ha reso la riforma strutturale e definitiva

Ma con il nuovo taglio al cuneo fiscale il vantaggio maggiore sarà per coloro che prima non rientravano nel bonus Renzi, cioè chi percepirà un reddito compreso tra i 26.600 e 28.800 che si vedrà riconosciuti in automatico 100 euro in più.

E l'ulteriore novità per ora confermata per tutto il 2021 sarà anche per i dipendenti con reddito fino a 40.000 euro per i quali spetterà un anno di detrazioni aggiuntive in busta paga a partire da 80 euro al mese in più. Importo che andrà ad azzerarsi con l'avvicinarsi al reddito complessivo della soglia dei 40.000.  Per questa categoria al momento la detrazione è sperimentale ed in attesa della nuova riforma fiscale, quindi spetterà fino al 31 dicembre 2021

Bonus fiscale: gli importi per scaglioni di reddito

Vediamo gli importi che i lavoratori si vedranno accreditare in busta paga, a seconda del reddito complessivo. In merito gli scaglioni di reddito è da precisare che questi non saranno conteggiati solo in base allo stipendio da lavoro dipendente, ma nell'eventualità che il contribuente abbia parallelamente alla busta paga anche attività autonoma di collaborazione, i compensi andranno a fare cumulo ed incideranno anche sul bonus fiscale irpef

In particolare quindi, a ricevere 100 euro aggiuntivi e ad aumentare lo stipendio di 1200 euro l'anno, saranno i contribuenti lavoratori che hanno un reddito da 26.600 a 28.800 euro. Per tutti quelli che rientrano nella categoria infatti ci sarà un bonus "ex novo" di 100 euro al mese . Mentre  avranno un aumento di 20 euro in più rispetto al vecchio bonus Renzi (passando da 80 a 100 euro) in busta paga per i redditi tra gli 8 .174  e 26.600

Per quanto riguarda gli altri si avranno 80 euro in più, per effetto della nuova detrazione irpef, nello stipendio per i redditi compresi tra 28.000 e 35.000, e a partire da 80 euro mensili fino ad arrivare a zero con riduzione graduale per l'altra fascia che comprende i contribuenti con redditi da 35.000 fino a soglia 40.000

Bonus fiscale: le altre categorie a cui non spetta

Attualmente molte categorie sono rimaste escluse dal beneficio del trattamento integrativo e  quindi anche dalla riforma del taglio del cuneo fiscale. Principalmente ricordiamo chi non rientra nei limiti di reddito previsti , cioè i lavoratori che superano i 40.000 e gli incapienti che non arrivano a 8.174 euro l'anno

Gli appartenenti alla no tax area, continueranno ad essere esenti da bonus fiscale, anche se alcuni potranno beneficiarne lo stesso grazie alla menzione speciale per l'anno 2020 che è stata esclusivamente  per i cosiddetti “divenuti incapienti” a causa della riduzione delle attività di lavoro derivata dall'emergenza covid.

Anche se beneficiari di trattamenti al reddito integrativi come cassa integrazione e congedi covid. Per questi non decade il diritto a percepire il bonus fiscale, che sarà dello stesso importo del quale sarebbero risultati beneficiari se non fosse stata ridotta o cessata l'attività lavorativa causa restrizioni emergenziali

Quindi i soggetti che nel 2020 sono stati in cassa integrazione hanno comunque diritto all'integrazione, o pagata dal datore di lavoro che anticipa la cig o dall'Inps. E se questo non si fosse verificato, in assenza di sostituto di imposta potranno avere il rimborso dei pagamenti non ricevuti, dopo la presentazione del modello 730

Ci sono poi gli esclusi perchè percepiscono redditi che superano il limite di 40.000 euro, per questa categoria non si esclude che il governo, con la riforma fiscale, possa includerli in qualche ulteriore detrazione che possa fare abbassare la differenza tra lordo e netto in busta paga, visto che questi contribuenti rappresentano una gran parte del “ceto medio” che è tra quelle che paga più tasse relative ai redditi ma anche coloro che, rispetto alle categorie di reddito inferiori, spendono ed investono di più e contribuiscono alla buona salute economica delle piccole e medie aziende del paese.

In merito alla necessità di includere nel bonus cuneo fiscale anche i redditi superiori ne ha parlato recentemente anche Giuseppe Bernoni della Bernoni Grand Thornton che è stato anche presidente del consiglio dei commercialisti Italiani, in una recente intervista pubblicata dal Corriere della Sera aveva espresso la sua opinione proprio in merito ad ampliare la platea dei beneficiari del taglio del cuneo fiscale dichiarando che: 

“L’attuale taglio del cuneo fiscale è augurabile che venga elevato fino a 50.000 euro di reddito. La riduzione del divario tra la retribuzione lorda nella busta paga del lavoratore e quella netta permette di avvicinare il costo del lavoro a quello di altri paesi.”

Altri grandi esclusi dal bonus irpef sono i pensionati. Anche se recentemente sia il Ministro dell'Economia Gualtieri sia lo stesso Giuseppe Conte avevano promesso di estendere il taglio del cuneo fiscale anche alla categoria, questo in realtà non è mai stato messo in pratica.

Chi percepisce la pensione infatti dovrà rimanere in attesa della grande riforma fiscale, per verificare se effettivamente ci sia la volontà in qualche modo di detassare anche le pensioni che fino ad ora non sono state interessate da riduzioni Irpef.

Insieme a questi, chi non potrà ricevere alcun beneficio dal taglio del cuneo fiscale saranno anche: i titolari di partita iva e di reddito derivante da prestazioni professionali in forma di impresa o autonome, ed infine tutti i soggetti che percepiscono somme a titolo di sostegni per il reddito che non sono interessate da tassazione Irpef come ad esempio il reddito di cittadinanza

Infine per quanto riguarda i disoccupati titolari di indennità Naspi, che rientrano nel bonus fiscale quando beneficiano di accrediti mensili ordinari, ma ricordiamo che:

il trattamento integrativo di credito fiscale non viene corrisposto nel caso in cui si decida di farsi erogare tutte le mensilità spettanti a titolo di anticipo disoccupazione al fine di creazione di impresa autonoma con apertura di partita iva come previsto dall'articolo 8, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22.

Il Bonus fiscale Irpef nella nuova dichiarazione 730 

L'agenzia delle entrate già pubblicato sia modello che istruzioni relative alla compilazione del nuovo 730 per il 2021 che sarà differente rispetto agli altri anni in quanto  occorrerà dichiarare all'interno anche i bonus ricevuti ed erogati dal governo per l'emergenza covid così come quelli fiscali ed in forma di detrazioni come il superbonus, ed appunto il nuovo trattamento integrativo (ex Bonus Renzi). 

In particolare il bonus irpef andrà inserito nell'apposito rigo C14, dove andrà  dichiarata la somma totale ricevuta dal datore di lavoro o altro sostituto di imposta come ad esempio l'Inps

Nel caso il lavoratore non abbia ricevuto il contributo spettante ai fini del bonus fiscale nella busta paga, sarà possibile recuperarlo successivamente con i pagamenti dei rimborsi, quando l'agenzia delle entrate effettuerà le liquidazioni per i contribuenti senza sostituto. 

Invece se sono stati percepiti i 100 euro in più ma non se ne aveva diritto, l'eccedente verrà trattenuto a debito in aggiunta alle eventuali altre imposte dovute.

Attenzione quindi, soprattutto se non si è sicuri di rispettare durante l'anno i limiti reddituali sia quando vicini alla soglia dell'incapienza sia quando dovessero superare i 40.000 euro. Si rischia di ricevere una brutta sorpresa, cioè quella di dover restituire l'aggiunta in busta paga quando il datore di lavoro effettuerà il conguaglio a dicembre o quando si andrà a presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730. In caso di incertezze dunque, meglio presentare modello di rinuncia e verificare a fine anno se si rientra nei requisiti per i quali spettano i pagamenti.