Fra i molti divieti e limiti imposti dalla difficile situazione economica, sanitaria e sociale, con le norme stabilite dai DPCM del governo Conte o con i Decreti Legge dell'Era Draghi, non compare fortunamente la possibilità di godersi il verde cittadino. Parchi, giardini ed aree destinate ai cani della città, in questo ultimo anno si sono rivelati una vera e propria àncora di salvezza per chi ha sofferto, e soffre, la reclusione forzata in casa e lo smartworking. Qualcuno si è reinventato supersportivo ed ha rispolverato scarpette da ginnastica, bicicletta e pattini a rotelle per smaltire i cattivi pensieri e spendere le proprie ore fra gli alberi in fiore, specialmente in questa Primavera calda e ventosa.

Certo c'è chi in effetti si può considerare anche più fortunato di alcuni suoi concittadini: stiamo parlando di tutte quelle le persone che hanno una villetta con il prato o una casa con giardino, e che quindi hanno sempre avuto a disposizione il loro fazzoletto di terra per uscire dall'isolamento domestico. Ovviamente per mantenere un'area verde bisogna comunque investire molte risorse e molto denaro. Ma anche qui arrivano delle ottime notizie per i fortunati proprietari di queste abitazioni. Ma non solo per loro, a dirla tutta.

Bonus Verde: in cosa consiste 

Già nell'ormai lontano 2018 il così battezzato Bonus Verde era al centro delle misure previste dall'allora legge di bilancio in fatto di decoro ambientale e di salute pubblica. Il ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina partiva dal presupposto che tutti gli spazi verdi, anche se privati, sono un bene comune: i dati scientifici hanno sempre in effetti dimostrato quanto la cura di alberi e piante riduca l'impatto delle polveri sottili,  dunque determini un abbassamento dell’inquinamento, mitigando i problemi climatici che stanno arrecando danno al pianeta. 

All'epoca Nada Forbici, presidente di Assofloro Lombardia, si disse finalmente soddisfatta per l'approvazione di una norma che forniva un contributo significativo per la salvaguardia dei giardini, comunque una parte rilevante del patrimonio paesaggistico, aggiungendo come il bonus fosse anche: 

Una svolta per le imprese perché, attraverso questo investimento del Governo, il settore florovivaistico finalmente viene posto al centro dell’attenzione sia politica che economica. Un atto estremamente importante per il nostro settore al quale vengono riconosciute ampie potenzialità economiche e ambientali

Un anno dopo, anche la successiva ministra Teresa Bellanova aveva tracciato una linea continua per garantire negli anni la possibilità di avere sgravi fiscali legati al benessere ambientale, sostenendo come insieme ai suoi collaboratori fossero stati fatti molti sforzi per garantire la proroga della misura. Nelle intenzioni del Ministero, ci si augurava che i cittadini utilizzassero questa occasione per piantare alberi, rinnovare giardini e terrazzi, "scegliendo i prodotti dei florovivaisti italiani, un nostro orgoglio" anche perché si favoriva di "lavorare sulla crisi climatica e rendere le nostre città più verdi e più inclusive: per questo i piani del verde dovrebbero divenire una priorità nelle progettazioni urbanistiche territoriali".

Così anche con la Legge di Bilancio 2021 è stato confermato anche per il 2021 il cosiddetto Bonus Verde, in pratica una detrazione fiscale IRPEF del 36% per chi vuole investire sulla cura ed il buon mantenimento  di giardini e piante, ma anche per chi ha a disposizione balconi, terrazzi, pozzi, e per chi quindi sostiene molte spese per sistemare recinzioni, impianti per l'irrigazione, progettare potature o per tutti coloro che costruiscono coperture e giardini pensili.

A scorrere il testo della legge, si specifica come possano rientrare nelle spese agevolate

gli interventi straordinari di sistemazione a verde con particolare riguardo alla fornitura e messa a dimora di piante o arbusti di qualsiasi genere o tipo, alla riqualificazione di tappeti erbosi, con esclusione di quelli utilizzati per uso sportivo con fini di lucro, anche mediante la realizzazione o l’adeguamento di impianti di irrigazione nonché a lavori di restauro e recupero del verde relativo a giardini di interesse storico e artistico

Una boccata d'ossigeno, e qui è proprio il caso di dirlo, per le persone che occupandosi nel loro piccolo di piccole porzioni di ambiente abbelliscono le nostre città e contribuiscono a creare aria sempre pulita. D'altronde la legge di bilancio è gravida di misure favorevoli al portafoglio ed al benessere degli italiani: ricordiamo la proroga del bonus facciate, il bonus per gli elettrodomestici e quello per chi ristruttura casa.

Questa misura "green" è da frazionare in dieci quote di pari importo che poi verranno restituite in dieci anni e, aspetto fondamentale, il tetto su cui va calcolata la detrazione è di 5.000 euro, dunque si potrà ottenere al massimo, per ogni singola unità immobiliare ad uso abitativo - il beneficio fiscale non riguarda gli immobili aventi una destinazione d'uso differente da quella abitativa  - un rimborso di 1800 euro. Giusto per fare un esempio pratico: per una spesa di 2000 euro, si avrà diritto ad un bonus del valore di 720 euro, che poi lo Stato diluirà in 10 anni, per un importo singolo dunque di 72 euro. Tra le spese detraibili vanno comunque anche considerate le spese di progettazione sempre che si riferiscano ad interventi poi effettivamente messi in atto.

Bonus Verde: a chi spetta

Può usufruire dell’agevolazione chi possiede l’immobile in oggetto ma anche gli usufruttuari, gli inquilini con regolare contratto e chiunque esercita un diritto reale sull’immobile.

Ma questa agevolazione riguarda anche le spese necessarie per interventi di miglioria nelle parti comuni condominiali, ed ovviamente la quota spetta al condomino a seconda di quanto ha versato come quota millesimale e soprattutto entro i termini per redigere la necessaria dichiarazione dei redditi.  Va sottolineato poi come l’importo massimo di spesa in questo caso, facendo riferimento ad ogni unità immobiliare, faccia sì che in realtà la spesa totale per la manutenzione del verde in un palazzo possa diventare molto elevata. Oltretutto un condominio che rimette in ordine e migliora un'area verde comune ad una parte privata e ad una condominiale vedrà alzare il tetto della cifra agevolabile fino a quota 10.000 euro. 

Risulta invece ridotta del 50% la detrazione relativa ad immobili destinati all'attività commerciale, mentre non si ha nessun beneficio fiscale se i lavori riguardano la manutenzione ordinaria e periodica di zone verdi preesistenti senza prevedere interventi innovativi o che ne modificano in meglio l'assetto. Tantomeno si hanno sgravi per l'acquisto di attrezzi come pale, rastrelli, guanti da giardino, tosaerba, o le materie prime acquistate per poi fare dei lavori da bricoleur all'interno della propria area verde: stiamo parlando del terriccio, dei vasi per risistemare gli alberi, vasi in ceramica, sempre che non rientrino tra le spese sostenute in un intervento di riqualificazione più ampio.

Insomma, il fai da te è un'ottima virtù ma non dà diritto a nessuno sconto.  D'altra parte uno degli obbiettivi di questo bonus dovrebbe essere quello di evitare che interventi di persone non esperte e desiderose di - legittimamente - risparmiare soldi e tempo, possano poi alla fine arrecare danni seri all'ambiente anche se solo domestico.

Bonus Verde: come pagarlo 

Per poter accedere al Bonus Verde anche nel 2021, il pagamento deve essere tracciabile. Dunque si può utilizzare un assegno, la carta di credito, il bancomat o fare un normale bonifico, anche se va detto che non è richiesto per quest'ultimo il cosiddetto bonifico parlante, come invece bisogna fare nel caso di altri incentivi: sarà sufficiente inserire nella causale i riferimenti delle fatture. A proposito di fatture: il professionista che svolge i lavori di manutenzione dovrà apporre la dicitura per rimandare alla norma relativa al bonus, e compilarla con tutti i dati descrivendo i lavori svolti. Diversamente da altre misure,  non è possibile richiedere lo sconto in fattura o della cessione del credito.

Tutta questa documentazione relativa sarà poi da presentare al momento della dichiarazione dei redditi e, nel caso in cui l’unità immobiliare al centro del lavoro di riqualificazione venisse venduta,  la detrazione non goduta o goduta solo in parte sarà trasferita per i rimanenti periodi d’imposta al nuovo proprietario.  

Nel caso invece in cui si registri il decesso dell’avente diritto alla detrazione, la fruizione del bonus fiscale passa direttamente all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta del bene, ed essa deve essere mantenuta per tutto il periodo per il quale si usufruisce delle rate residue da detrarre. 

Quindi bisogna assolutamente conservare fatture e ricevute fiscali che attestino il sostenimento della spesa relativa ai lavori agevolabili, la documentazione comprovante il pagamento delle spese; un'autocertificazione per dichiarare l’ammontare delle spese sulle quali è stata calcolata la detrazione, una dichiarazione dell’amministratore condominiale che certifichi che siano stati adempiuti tutti gli obblighi previsti dalla legge. 

Un altro punto da chiarire riguarda la cumulabilità dei 5000 euro massimi previsti per il Bonus Verde con il limite di 96000 previsto invece per le spese di ristrutturazione e riguardanti la stessa unità immobiliare abitativa:  secondo un provvedimento specifico del 2019, l'Agenzia delle Entrate ha stabilito che è possibile ricevere contemporaneamente le due detrazioni.

Il Bonus Verde vale anche per le seconde case: come abbiamo già detto, riguarda infatti l’immobile per il quale vengono effettuati dei lavori, non la persona fisica che vive o possiede il bene. Ecco allora che ogni soggetto può tranquillamente sommare le detrazioni per le spese sostenute su ogni suo immobile.