Quando si pensa all'IRPEF succede che il nostro corpo incominci a rabbrividire. Succede con tasse e contributi, però stavolta non è una questione di gabelle. Ma di bonus! Sì, un bonus fino a 1880 euro! Praticamente uno stipendio da direttore o capo ufficio! 

Ne abbiamo affrontati diversi, come i Bonus Draghi, o il tanto richiesto Bonus 110% per le abitazioni. Ma in questo caso ci sono delle ultime novità per il mese di agosto. Il che è un bene, viste le tasse e i contributi che tranquillamente bilanciano l'economia dei Bonus presenti nel nostro paese. 

Però andiamo nel dettaglio, perché tutti i Bonus sono così: sembrano la manna dal cielo, e poi sotto c'è la trappola. O se non una trappola, qualcosa che non la farà più sembrare manna.

Come funziona il Bonus IRPEF per il 2021

Inanzitutto per avere il Bonus IRPEF devi essere un lavoratore dipendente, perché si parla di un contributo esclusivo per questa categoria. Ringraziate la Legge di Bilancio per il 2021, che, come già raccontato nell'articolo sul Bonus Draghi, ha inglobato il Bonus Renzi da 80 euro (poi 100 euro col Decreto Cura Italia, da luglio 2020).

Il motivo di questa sostituzione risiede nel fatto di semplificare la marea di Bonus attualmente disponibili nel nostro sistema welfare. Secondo uno studio dell'Osservatorio sui Conti Pubblici, diretto dall'economista Carlo Cottarelli, si parla di oltre 600 agevolazioni fiscali che lo Stato si accolla ogni anno, per un totale di oltre 68 miliardi di euro di spesa pubblica. A parte la spesa, controllare 600 bonus non è proprio un lavoro facilissimo. Per questo si protente alla semplificazione, da cui è nato questo Bonus IRPEF.

Ma prima che tu vada al ristorante o al cinema a festeggiare (sempre se abbiate il Green Pass) è meglio farti notare che prima di accedere al Bonus IRPEF, come sempre, servono dei requisiti specifici. Altrimenti, niente Bonus!

Quali requisiti servono per il Bonus IRPEF?

Come detto, il Bonus IRPEF prevede un rimborso per il lavoratore dipendente, cioè avente un contratto che dimostri di detenere un lavoro subordinato. In realtà non sarebbe sufficiente solo questa condizione.

Oltre al contratto, devi avere pronta la dichiarazione dei redditi, ovvero il modello 730. Esatto, quello per cui sarebbe già previsto un rimborso nei confronti dei pensionati per il mese di settembre 2021

Coem sempre, tutto sarà possibile con un calcolo dell'Agenzia delle Entrate, grazie al modello 730 che gli presenterai. Perché l'ADE calcolerà l'importo che ti spetta e con quello farà un accredito in busta paga, come forma di detrazione ai fini d'imposta sul reddito dichiarato.

E', come hai potuto notare, un contributo, che sostiene tutti i lavoratori avente un reddito da dipendente. O anche da uno o più redditi assimiliati.

Cosa si intende per reddito assimilato? C'entra così tanto col modello 730?

Nel caso del Bonus IRPEF, il reddito assimilato è un'opzione in più per poterlo ottenere, a patto che sia sempre dichiarato nel modello 730. I redditi assimilati sono quelli provenienti da altre tipologie di lavoro. Quali? Per esempio il contratto di collaborazione: atipico, vero, ma è un rapporto di lavoro a tutti gli effetti:

  • non hai necessariamente lo stipendio a fine mese; 
  • non hai la stessa entrata come nei mesi precedenti; 
  • non hai la stessa quantità di lavoro tra un mese e l'altro. 

Però hai maggior autonomia e maggior libertà, e non sei totalmente subordinato come invece per un lavoratore dipendente. Tanto a fine anno pesa, specie nel tuo modello 730.

La vita del freelance è questa: a volte precario, a volte stabile. E poi ancora una volta precario.

Oltre ai frellance, ci sono le collaborazioni tradizionali come per le cooperative (agricole o sociali) oppre da lavori socialmente utili, tipo quelli dovuti ad una pena o per Patto per il Lavoro da Reddito di Cittadinanza (qual è la differenza?). E infine anche gli assegni di mantenimento qualora ci si trova in uno stato di separazione o divorzio. Attenzione, solo quelli di mantenimento, non quelli per il mantenimento dei figli.

E dopo questa digressione, andiamo sul punto più importante: quanto spetta?

Bonus IRPEF: ecco quanto spetta

Come detto, l'importo del Bonus IRPEF è di 1880 euro. E come detto, è quanto lo stipendio di un capo ufficio o dirigente (dipende dall'azienda e dal contratto). Ma più che lo stipendio, la tredicesima. Perché l'importo è un rimborso spalmato in un anno. 

Inoltre, essendo ancorato al modulo 730, prevede che la soglia massima di reddito accessibile sia non superiore a 8.000 euro annui. Perchè se si va oltre, come uno scaglione, la quota si riduce, fino a diventare 0 euro in più sulla busta paga

Ad essere più precisi, si parla di: 

  • Bonus IRPEF tra 690 euro e 1.380 euro per redditi che non vanno oltre gli 8.000 euro;
  • Bonus IRPEF fino a 978 euro per redditi che vanno tra 8.000 euro e 28.000 euro.

Se si supera la sogla dei 55.000 euro, il Bonus IRPEF è di 0 euro annui. Sempre annui. Se spalmati a seconda delle mensilità, basterà dividere per le mensilità spettanti (se dipendente, e se presente anche tredicesima, quattordicesima...).

Tanto lo vedrete subito: il Bonus IRPEF viene accreditato in busta paga senza ulteriori procedure. Semmai, per sapere già se si è ottenuto, bisognerà vedere alla voce Trattamento integrativo L. 21/2020, dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi attraverso il modello 730.

Però da qui in poi dobbiamo fare delle precisazioni. Perché può succedere che non arrivi, ed è meglio spiegare il perché.

Ecco a chi spetta il Bonus IRPEF da 1880 euro!

Tornando al punto del requisito lavorativo per il Bonus IRPEF, il requisito proveniente al di fuori dell'opzione del lavoro dipendente, quindi per chi si trova in condizioni di aticipità, può essere quello del reddito assimilato. Casi di reddito assimilato possono essere qualora il richiedente si trovi ad essere:

  • un lavoratore in cassa integrazione, o CIG, se di tipo ordinaria, straordinaria, in deroga;
  • un percettore di un assegno ordinario o di solidarietà;
  • un percettore di borsa di studio;
  • un percettore di un assegno o premio per studio;
  • un tirocinante;
  • uno stagista;
  • un socio lavoratore di cooperative;
  • un collaboratore con contratto a progetto (o co.co.co);
  • un lavoratore addetto a lavori socialmente utili;
  • un disoccupato sotto regime di indennità NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego);
  • un sacerdote;
  • un disoccupato in regime DIS-COLL (ovvero Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa); 
  • una lavoratrice in maternità e con congedo obbligatorio;
  • un disoccupato agricolo
  • un lavoratore in congedo di paternità

La fila è abbastanza lunga, c'è anche la possibilità di prendere il Bonus IRPEF se sei un sacerdote! Per ulteriori approfondimenti, ti consiglio il video di My Place.

Ovvio, a parte questo, il Bonus IRPEF presenta delle limitazioni con altri indennizzi.

Con gli indennizzi, tipo la NASPI, che succede al Bonus IRPEF?

Con la NASPI, non succede nulla al Bonus IRPEF, tranquilli! Infatti è tra le opzioni di lavoro atipico: il Bonus IRPEF può essere elargito anche a chi è disoccupato e sotto indennizzo NASPI. Ovvio, se supera una certa quota di reddito, l'indennizzo complessivo si abbassa, come giusto che sia. E per certi versi questo non accade con altri Bonus, tipo:

  • il bonus Babysitting;
  • gli assegni familiari o per il nucleo familiare (quello per il mantenimento dei figli, non dell'ex coniuge);
  • il Bonus Mamma;
  • l’assegno di maternità dello Stato (se sei in maternità, hai diritto al Bonus IRPEF);
  • il Bonus Bebè;
  • il Reddito di Cittadinanza;
  • l'indennità da danni economici dovuti alla pandemia da Covid19
  • il Reddito d'emergenza e simili.

Tutti questi non sono redditi, ma supporti, sostegni per determinate situazioni in cui si trova il richiedente, pertanto non fanno reddito.

Non per questo non li devi comunque dichiarare nel modello 730, eh! Meglio non fare i furbetti. Anche perché, non fa reddito l’abitazione principale (e relative pertinenze), ma va sempre dichiarata

Perché tutto fa calcolo, ma attenti perché si può sbagliare.

Come calcolare bene il Bonus IRPEF

Quando si saprà di avere avuto tutto il Bonus IRPEF richiesto? Quando arriverai al conguaglio finale, a fine anno. Solo lì sarai sicuro della cifra che ti hanno effettivamente elargito. Perché ci possono essere eventuali errori di calcolo. Da parte tua? Dipende dalla situazione.

Generalmente può succedere che l'importo che ti dovrebbe spettare ogni mese risulti inferiore da quello dovuto. In tal caso, tu non devi fare niente, perché l'importo che non è stato ancora percepito finirà direttamente nella busta paga del lavoratore richiedente, cioè tu. 

Generalmente può succedere che l'importo che ti dovrebbe spettare ogni mese risulti stavolta superiore da quello dovuto. In tal caso, tu non devi fare niente, perché dovrà pensarci il tuo datore di lavoro a provvedere al trattenimento dell'importo. Perché l'hai indebitamente percepito quel plus che t'è finito nella busta paga, quindi l'importo in eccedenza dovrà esserti tolto.

Ma a tutte queste qualche lo puoi fare comunque. Basta comunicare, come avrai già fatto coi redditi percepiti o assimilati che siano, anche queste incongruenze in maniera tempestiva, così avrai la correzione richiesta.

Bonus IRPEF: come posso richiederlo?

Per ottenere il Bonus IRPEF basta compilare il già citato Modulo 730, per la dichiarazione dei redditi, e presentarlo presso l'Agenzia delle Entrate. Eventualmente, se si vuole avere l'accredito di questo bonus, servirà compilare un altro modulo, scaricabile dal sito dell'Agenzia delle Entrate: "Modulo per l'accredito su Conto Corrente Bancario o Psotale dei Rimborsi Fiscali - Persone Fisiche". 

Prima di concludere, ci terrei a puntualizzare su alcuni punti, non poco importanti, che già Deborah Bertolini ha affrontato sul suo articolo.

Nel caso di redditi non assimilabili (vd. Bonus sopra), questi vengono comunque tassati, perché sei obbligato a dichiarali nel modulo 730. Ovvio, hai comunque il beneficio di poter usufruire di alcune agevolazioni fiscali, o altre detrazioni fiscali. 

Ma qui è il punto: tutto questo è possibile solo se la dichiarazione l'hai presentata tra il mese di giugno e luglio 2021. Quindi, la domanda è questa ora: tu l'hai fatta la dichiarazione dei redditi?