Ad agosto la busta paga potrebbe essere molto più ricca grazie al bonus Irpef. L'Agenzia delle Entrate ha comunicato che ad agosto comincerà ad accreditare in busta paga l'eventuale rimborso Irpef spettante a seguito della dichiarazione dei redditi, del 730 presentato.

Una buona notizia per tutti i lavoratori dipendenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi altraverso il modello 730. L'Agenzia delle Entrate, dopo aver effettuati i diversi controlli, sembra che dovrà accreditare i rimborsi in busta paga ai fini d'imposta spettanti. Il rimborso verrà stabilito in base a diversi fattori, come il tipo di contratto di lavoro ed il tipo di reddito complessivo.

Vediamo insieme a chi spetterà il rimborso e come verrà calcolato.

Bonus Irpef, cos'è e di cosa si tratta

Il bonus Irpef è un contributo percepito dai lavoratori dipendenti e assimilati, quindi, da tutti coloro i quali pecepiscono dei redditi da lavoro dipendente. Il bonus Irpef è stato introdottp dalla Legge di Bilancio 2021 ed ha sostituito il vecchio bonus Renzi ed il bonus busta paga, introdotti dal decreto Cura Italia già in vigore da luglio 2020.

Il bonus Irpef, o rimborso, dipende da diversi fattori, come il tipo di contratto di lavoro dipendente e dal reddito complessivo percepito e dichiarato dell'anno precedente. Dalla dichiarazione dei redditi presentata attraverso il modello 730, l'Agenzia delle Entrate calcolerà l'importo spettante e lo accrediterà in busta paga come detrazione ai fini d'imposta sul reddito delle persone. 

Si tratta, in sostanza, di un contributo a sostegno di tutti i lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito derivato dal lavoro dipendente e da redditi assimilati.

Ecco un video di Pensioni&Aggiornamenti sul bonus Irpef, a chi spetta e come ottenerlo:

Cosa sono i redditi assimilati e come vanno inseriti nel modello 730

Mentre il reddito da lavoro dipendente deriva, come è facile intuire, da un rapporto di lavoro dipendente, alcuni redditi vengono considerati assimilati a quelli del lavoro dipendente, ma con delle particolarità e delle caraatteristiche tali da non poterli considerare derivanti da lavoro dipendenti.

In particolare, per redditi assimilati sono quei redditi derivanti da alcune tipologie di rapporti di lavoro, come ad esempio il contratto di collaborazione. Si tratta, infatti, di un rapporto di lavoro atipico ma che rientra comunque nella categoria dei rapporti di lavoro, anche se con alcune differenze. 

Innanzitutto, la caratterustica di maggiore rilievo dei contratti di collaborazione è la retribuzione che non è fissa e periodica, come accade per i contratti di lavoro dipendete, ma dipende da determinati fattori, come le ore di lavoro svolte o dalla prestazione eseguita. Un'altra caratteristica è la mancanza di mezzi organizzati per svolgere la suddetta attività ed , inoltre, la non subordinazione al datore di lavoro. Il lavoratore può, infatti, svolgere la propria attività con più datori di lavoro. Proprio per questo motivo molti lavoratori con contratto di collaborazione vengono definiti freelancer, poichè svolgono il proprio lavoro in autonomia e libertà.

Ovviamente, non si gode della sicurezza economica che offre un contratto di lavoro dipendente, con stipendio fisso e periodico, poichè il guadagno dipende dall'impegno e dalle ore lavorative svolte, con la conseguenza che più lavori e più guadagni e meno lavori e meno guadagni, ma offre comunque la flessibilità e la libertà di organizzazione del lavoro che pochi contratti di lavoro danno. E' adatto, quindi, agli studenti e ai giovani che si approcciano al mondo del lavoro per la prima volta.

Redditi assimilati sono anche quelli provenienti dalle collaborazioni classiche o quelli percepiti dai lavoratori delle coperative di produzione e lavoro, coperative agricole oppure quelli percepiti dai lavori socialmente utili.

Oltre ai redditi percepiti dai rapporti di lavoro atipici, vi sono anche gli assegni percepiti dall'ex coniuge dopo la sepazione o il divorzio ad esclusione degli assegni per il mantenimento dei figli.

A chi spetta il bonus Irpef 2021

Dopo questa breve panoramica, vediamo adesso a chi spetta il bonus Irpef, chi sono quindi i beneficiari?

Il bonus Irpef, il riborso versato dall'Agenzia delle Entrate, spetta a tutti quei lavoratori dipedenti il cui reddito complessivo non supera gli 8 mila euro. Tale importo, dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi attraverso i modello 730, verrà calcolato in base al reddito ma non potrà comunque essere inferiore a 690 euro. Questa la soglia minima. 

L'importo massimo da poter percepire è, invece, 1880 euro all'anno. Ma vediamo insieme nel dettaglio i vari importi:

  • fino ad 8 mila euro di reddito, l'importo minimo sarà 690 euro fino a 1380 euro;
  • reddito da 8 mila euro fino a 28 mila euro, l'importo massimo sarà di 978 euro. L'importo diminuirà all'aumentare di reddito, fino ad azzerarsi quando verrà toccata la soglia dei 55 mila euro.

In sostanza, con l'aumentare del reddito diminuirà anche l'importo dei rimborso. Come già accennato, il rimborso Irpef risulterà in busta paga sotto la voce Trattamento integrativo L. 21/2020 ed, inoltre, verrà accreditato solamente dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi attraverso il modello 730.

Il bonus Irpef, quindi, verrà accreditato automaticamente in busta paga senza nessun'altra procedura da effettuare.

Ricordiamo, però, che il lavoratore per ricevere il bonus Iperf non deve sottostare solamente ai requisiti di reddito, ma anche ai requisiti derivanti dal tipo di rapporto di lavoro dipendente. Esso spetta anche a chi percepisce redditi assimilati, ovvero a:

  • lavoratori in cassa integrazione: con CIG ordinaria, CIG straordinaria, CIG in deroga, assegno ordinario ed assegno di solidarietà;
  • percettori di borsa di studio, di assegno o premio per studio;
  • tirocinanti e stagisti;
  • soci lavoratori di cooperative;
  • collaboratori con contratto a progetto o co.co.co;
  • lavori socialmente utili;
  • disoccupati in regime di indennità NASpI;
  • sacerdoti;
  • disoccupati in regime DIS-COLL; 
  • lavoratrici in maternità per congedo obbligatorio;
  • disoccupati agricoli; 
  • lavoratori in congedo di paternità. 

Come calcolare il bonus Irpef 2021

Come abbiamo già accennato, l'importo calcolato è inversamente proporzianale al reddito percepito, più esso è alto, più basso sarà l'importo. Abbiamo accennato all'importi minimi e massimi annuali in base alla fascia di reddito, ma ora vedremo gli importi mensili. E' importante ricordare che non tutti riceveranno il bonus Irpef ma solamente chi ha presentato dichiarazione dei redditi attraverso modello 730 entro il mese di giugno e luglio 2021.

Ma veniamo agli importi. Essi sono così calcolati:

  • reddito da 8174 euro fino a 28 mila euro, 100 euro mensili in busta paga erogato tramite credito d'imposta;
  • reddito da 28 mila euro a 35 mila euro, 80 euro mensili in busta paga;
  • reddito da 35 mila a 40 mila, l'importo scende fino a zero.

I lavoratori possono decidere di vedersi versato l'importo direttamente su conto corrente bancario o postale. Sul sito dell'Agenzia delle Entrate, infatti, è possibile scaricare un modulo chiamato “modulo per l’accredito su conto corrente bancario o postale dei rimborsi fiscali – persone fisiche” che consente di richiedere l'accredito dei rimborsi d'imposta direttamente su conto corrente bamcario o postale.



Attenzione agli errori di calcolo

Nonostante il bonus Iperf venga calcolato in base al reddito complessivo percepito, bisogna anche considerare l'ipotesi di un'eventuale errore di calcolo, dovuto a diversi fattori. Si può essere sicuri di aver ricevuto il giusto importo solamente a fine anno, alla verifica con i conguaglio finale.

Innanzitutto, esistono solamente due ipotesi in cui possono verificarsi degli errori di calcolo, in particolare quando:

  • quando l'importo spettante e versato mensilmente risulta inferiore da quello effettivamente dovuto. In questo caso, il lavoratore riveverà l'importo non percepito direttamente in busta paga;
  • quando l'importo spettante e versato mensilmente risulta superiore da quello effettivamente dovuto. In questo caso, sarà il datore di lavoro a provvedere nel trattenere l'importo indebitamente percepito dalla busta paga, ma soltanto l'importo in eccedenza.

Bisogna, perciò, stare attenti e comunicare tutti i redditi percepiti da lavoro dipendente ed assimilati nella maniera corretta e tempestivamente, entro giugno luglio 2021, per ricevere l'importo corretto.

Bonus Irpef, a chi non spetta

Il bonus Irpef, come abbiamo già detto, non spetta a tutti ma solamente ai lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito da lavor dipendente o assimilati e che hanno presentato la dichiarazione dei redditi attraverso il modello 730 entro giugno e luglio 2021

Dopo aver verificato chi sono i contratti di lavoro tipici ed i contratti di lavoro atipici, a cui spetta il bonus, vediamo adesso a chi non spetterebbe. Si tratta di soggetti che non sottostanno ad alcun rapporto di lavoro e che non percepiscono redditi assimilati da un rapporto di lavoro. 

Inoltre, ai fini del calcolo del reddito complessivo, non verranno considerati:

  • il bonus baby sitter;
  • gli assegni familiari;
  • il premio alla nascita (o bonus mamma);
  • l’assegno di maternità dello Stato;
  • l’assegno di natalità (o bonus bebè);
  • l’assegno per il nucleo familiare;
  • il reddito di cittadinanza;
  • indennità covid 19, reddito d'emergenza e simili;
  • l’abitazione principale e delle relative pertinenze.

Questi, come abbiamo accennato, non vengono considerati come reddito assimilato da lavoro dipendente, ma solamente dei sostegni per delle situazioni particolati. 

Ovviamente, anche i redditi non considerati assimilati vegono tassati come i redditi assimilati, proprio per questo motivo vanno dichiarati al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi attraverso modello 730. Se dichiarati non solo verranno calcolate le tasse in base al reddito ma si può anche usufruire di alcune agevolazioni fiscali come anche di detrazioni a favore.