Da domani 25 agosto, i professionisti e partita IVA saranno destinatari di una misura molto favorevole che consiste nell'esonero dal versamento dei contributi. Il cosiddetto anno bianco consentirà a lavoratori autonomi e professionisti di non pagare i contributi previdenziali alle loro casse di appartenenza. Una misura introdotta dalla legge di bilancio per dare rilancio a chi ha avuto un grave impatto economico dalla pandemia da Covid-19.

La domanda può essere presentata fino al 30 settembre pena la perdiat del dirito. 

Bonus Inps partita IVA: i beneficiari dell'esonero contributi

La misura di decontribuzione previdenziale per i lavoratori autonomi e professionisti è destinata a coloro che hanno sofferto perdite economiche importanti nel 2020 rispetto al 2019. Il reddito di riferimento è quello del 2019, ma non deve aver superato i 50.000 euro. Nel 2020 gli stessi lavoratori autonomi e professionisti devono aver subito un calo del fatturato di oltre il 33%. Sono esclusi dall'esonero i premi dovuti all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).

Oltre al requisito della perdita economica, questi lavoratori devono essere iscritti ad una gestione previdenziale Inps o alle casse professionali specifiche. A tal riguardo la circolare Inps n.124/2021 elenca quali sono le casse interessate:

Gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO): Gestioni autonome speciali degli artigiani, dei commercianti, dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri;

Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e che dichiarano redditi ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR);

Casse professioni autonome disciplinate dal decreto legislativo n. 509/1994 e dal decreto legislativo n. 103/1996;

Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995, come professionisti e altri operatori sanitari di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 3, già collocati in pensione;

Casse professioni autonome disciplinate dal decreto legislativo n. 509/1994 e dal decreto legislativo n. 103/1996 come professionisti, medici, infermieri e altri operatori di cui alla legge n. 3/2018, già collocati in pensione.

Bonus Esonero contributi: il requisito reddituale

L'elemento che fa scattare l'anno bianco per professionisti e lavoratori autonomi con partita IVA è la riduzione di fatturato nel 2020 rispetto al 2019 di oltre il 33%. Tuttavia possono accedere a questo beneficio solo coloro che nel 2019 avevano realizzato un fatturato non superiore a 50.000 euro. Considerando l'importo si tratta di lavoratori che svolgono attività professionali che permetterebbero il regime forfettario, per il quale ricordiamo non si deve superare i 65.000 euro di fatturato. 

L'iscrizione alla cassa o all'Inps deve essere attiva nel 2020 e comunque che risultino iscritti alla Gestione previdenziale per la quale è chiesto l’esonero alla data del 1° gennaio 2021. Sono esclusi tutti coloro che invece hanno avviato l'attività dopo questa data. 

Inps chiarisce anche che nel caso di redditi derivanti dalla partecipazione a più studi professionali o in più società, il requisito reddituale dovrà essere verificato sul codice fiscale dello studio o della società nei quali è esercitata in modo prevalente l’attività stessa. Invece se si svolge attività sia individuale che partecipazione a studi professionali, il reddito da considerare è quello della ditta individuale. 

Il richiedente, inoltre, deve dichiarare di essere in regola con il versamento della contribuzione obbligatoria e di non avere superato l'importo di aiuti concedibili.

Domanda esonero contributi: come fare

L'Inps con messaggio n. 2909/2021 spiega che dal 25 agosto sulla propria piattaforma si potrà inserire la domanda per la richiesta di esonero contributivo per i titolari di partita IVA che esercitano attività professionale o autonoma e che nel 2020 hanno subito una riduzione del proprio fatturato di oltre il 33% rispetto al reddito del 2019 che non deve aver superato i 50.000 euro. 

La domanda potrà essere inserita in modo telematico fino al 30 settembre. Per ogni tipologia di adesione alle casse previdenziali, l'Inps ha predisposta una specifica domanda. 

La domanda potrà essere inviata ad un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria.

In particolare, vanno utilizzati i seguenti percorsi:

iscritti alla «gestione speciale artigiani e commercianti»: «cassetto previdenziale per artigiani e commercianti» > «Esonero contributivo art.1, co 20-22 bis L.178/2020»;

lavoratori iscritti alla «gestione speciale autonoma dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri»: «cassetto lavoratori autonomi agricoli» > «Comunicazione bidirezionale»;

professionisti iscritti alla gestione separata: «cassetto previdenziale liberi professionisti» > «Domande Telematiche» > «Esonero contributivo L. 178/2020».

Bonus Inps: quanto vale e cause di incompatibilità

Il decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, del 17 maggio 2021, numero repertorio 82/2021, all’articolo 1, comma 1, specifica che l’esonero parziale spetta nel limite massimo individuale di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per ciascun lavoratore autonomo o professionista.

Nella domanda il richiedente deve dichiarare, sotto la propria responsabilità, il possesso dei requisiti e l'assenza delle situazioni d'incompatibilità. Tra le cause di incompatibilità c'è l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato o l'erogazione di una pensione diretta (costituisce un'eccezione l'assegno di invalidità), ma anche l’indennizzo per cessazione di attività commerciale.

Bonus Inps: i controlli per concedere l'esonero contributivo

Le domande inoltrate all'Inps entro il 30 settembre 2021 saranno soggette ai controlli Inps, in base ai quali si confermerà o meno l'esonero contributivo. Il meccanismo dell'anno bianco infatti prevede che a partire dal 6 agosto 2021 si potrà non versare la contribuzione dovuta nei periodi successivi. Se a seguito dei controlli espletati dall'Inps dovessero emergere delle anomalie tali da rendere la domanda di esonero contributivo non accettabile, sulla contribuzione omessa saranno dovute le sanzioni civili oltre a dover procedere al versamento dei contributi dovuti.

Qualora invece si sia già versata la contribuzione oggetto dell'esonero, il richiedente potrà optare per due soluzioni: la compensazione sui futuri versamenti oppure il rimborso con domanda da presentare all’INPS entro il 31 dicembre 2021 in relazione all’importo dell’agevolazione effettivamente spettante all’interessato.

Quali sono i controlli espletati dall'Inps? In primis, la verifica dell’assenza di contratto di lavoro subordinato e di titolarità di pensione. Gli esiti dei controlli sono comunicati agli interessati a mezzo Cassetto previdenziale. All'interno dello stesso il richiedente potrà anche verificare l'importo dell'esonero contributivo. Ma nella comunicazione l'Inps potrebbe anche indicare che il soggetto è a debito nonostante l'esonero parziale, se i contributi dovuti per l’anno 2021 con termini di versamento già scaduti al momento della comunicazione dell’importo rideterminato dovessero eccedere l’importo dell’esonero.