Un mese di tempo per imprese e partite IVA per inoltrare la domanda per ottenere il contributo a fondo perduto perequativo previsto dal Decreto Sostegni-bis. Il bonus spetta ai soggetti che nel 2020 hanno realizzato un utile inferiore di almeno il 30% rispetto al 2019.

Parte la "caccia" al bonus perequativo

Con il provvedimento firmato ieri dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, è ufficialmente partita la "caccia" al bonus perequativo a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni-bis a supporto di imprese e partite IVA colpite dalla crisi causata dalla pandemia nel corso del 2020. Le domande sono presentabili dal 29 novembre fino al 28 dicembre.

Bonus perequativo: a chi spetta

La domanda per il bonus perequativo può essere presentata da "soggetti titolari di partita Iva che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, e che sono residenti o stabiliti in Italia", a patto che siano in possesso di determinati requisiti. Attenzione: chi ha chiuso la partita IVA al 26 maggio 2021 non ha accesso al bonus.

I requisiti per richiedere il bonus perequativo

Per chiedere il bonus perequativo occorre avere due requisiti. Il primo è l'aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro. Il secondo requisito è l'aver presentato la dichiarazione dei redditi relativi all'anno 2020 entro il 30 settembre 2021 e quella relativa ai redditi 2019 "validamente presentata la dichiarazione trasmessa entro i 90 giorni successivi al termine ordinario di presentazione, e comunque non oltre il 30 settembre 2021". Il terzo requisito: il risultato economico relativo all'anno 2020 deve essere inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare del risultato economico relativo all'anno 2019.

Il calcolo del bonus perequativo

Per calcolare l'importo del bonus occorre partire dalla differenza tra il risultato economico relativo all'anno 2020 e quello dell'anno 2019: ovviamente quello del 2020 deve essere inferiore e almeno del 30%. Questo risultato deve poi essere ridotto dell’importo complessivo dei contributi a fondo perduto già ottenuti dal richiedente. A questo punto si applica a risultato fin qui ottenuto una percentuale variabile in relazione all'ammontare dei ricavi del 2019, ovvero:

  • 30%, se i ricavi 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro;
  • 20%, se i ricavi 2019 superano i 100.000 euro ma non i 400.000 di euro;
  • 15%, se i ricavi 2019 superano i 400.000 euro ma non il 1.000.000 di euro;
  • 10%, se i ricavi 2019 superano il 1.000.000 di euro ma non i 5.000.000 di euro;
  • 5%, se i ricavi 2019 superano i 5.000.000 di euro ma non i 10.000.000 di euro.

L’importo massimo del contributo è pari a 150.000 euro.

(Simone Ferradini)