Sicuramente molta enfasi si è messa sull’impatto che la pandemia ha avuto nell’economia reale, che sicuramente è stato devastante e dal quale ad oggi, a due anni dalla prima ondata pandemica, non riusciamo ad intravedere uno spiraglio di luce.

Tutti i settori ne sono stati toccati, alcuni indubbiamente più di altri, ma sullo sfondo di questo, ci sono state le abitudini di una vita sociale completatamene sconvolta.

Il primo lockdown ci ha colto completamente impreparati, forse è anche quello che psicologicamente abbiamo cercato di superare al meglio nella speranza che presto tutto si sarebbe aggiustato.

Ma l’idea di una crisi senza fine, queste chiusure ad intermittenza che ancora ci riguardano, questa vita che ci stiamo abituando vivere sempre più distanziati e con un permesso per fare qualunque cosa, certo ha avuto un impatto psicologico che non può essere sottaciuto.

E se tutti provano a sanare ciò che è visibile, i danni silenziosi prodotti dal Covid ad oggi, non hanno trovato sollievo.

Il male di vivere è aumentato e con esso ansia e depressione e i “disturbi dell’adattamento”, di cui oggi soffrono circa due persone su dieci, e una persona su quattro. Inoltre, e questo è il dato che bisogna tenere a mente, è che tutti queste sofferenze di natura psicologia riguardano di più i giovani molto spesso non ancora maggiorenni.

Bonus psicologo: descrizione sommaria

Ecco perché anche in questo senso era stato previsto un apposito emendamento alla manovra di bilancio per il nuovo anno che istituiva il cosiddetto bonus psicologo, alla base del quale era previsto un Fondo salute mentale con uno stanziamento di circa 50 milioni di euro.

Lo stanziamento di questo Fondo sarebbe stato ripartito in due differenti tipologie di aiuti chiamati bonus avviamento di 15 milioni di euro e bonus sostegno di 35 milioni di euro, con la finalità di supportare tutti i cittadini in condizione di disagio psicologico.

Tuttavia, in sede di approvazione della legge di bilancio, questo emendamento è stato del tutto cancellato, scatenando non poche reazioni, anche in virtù del fatto che sono stati rinnovati bonus la cui rilevanza sociale non era così importante, tanto che ad oggi è partita una petizione che ha già raccolto circa 200 mila firme con la quale si richiede a gran voce la reintroduzione di questo bonus.

Bonus psicologo: le iniziative del decreto Sostegno bis

In effetti la storia di questo bonus non è stata semplice e più volta soggetta a modiche nel corso del tempo.

In effetti questo bonus psicologo, non nell’attuale connotazione bisogna dire, trova la sua origine nel decreto Sostegni bis che nel momento iniziale della sua previsione, vedeva come suoi destinatari soprattutto studenti e personale docente.

Nel corso del mese di luglio dello scorso anno il decreto Sostegni Bis è stato convertito in legge e questo bonus è stato ripensato in una destinazione più ampia nel senso che il governo ne ha allargato la platea dei beneficiari “a tutte le fasce più deboli della popolazione” in modo di consentire ad un numero più ampio di persone, la possibilità di ricevere un sostegno di natura psicologica.

A tale scopo lo stesso governo aveva stanziato un Fondo di 10 milioni di euro cui era data priorità di accesso ai bambini, agli adolescenti e a tutti i malati oncologici.

In realtà abbiamo detto che la sua originaria connotazione non era quella di un vero e proprio bonus perché, le risorse di questo Fondo, non vennero destinate direttamente ai cittadini ma vennero, sulla base di una decisione concorde sia del Ministero dell’economia che di quello della salute, destinate alle regioni le quali dovevano a loro volta, provvedere a mettere in atto tutta una serie di iniziative che potessero servire a raggiungere lo scopo per il quale tale fondo era stato istituito.

Quindi, con queste somme le regioni avrebbero dovuto creare centri di ascolto o a potenziare quelli già esistenti, oppure tutte queste risorse avrebbero dovuto essere convogliate a potenziare tutta la struttura di assistenza, procedendo anche alla formazione di personale adeguato.

Per chi fosse interessato un video tratto dal canale Paolo Piffer - YouTube, offre spunti interessanti sul tema.


Bonus psicologo: le iniziative nella legge di bilancio 2021

Tuttavia bisogna dire che iniziative volte a predisporre particolari aiuti per tutti i disagi psicologici, si erano fatti già due anni fa, ossia nel 2020, a seguito di alcuni emendamenti che si erano proposti in sede di approvazione della manovra di bilancio per l’anno 2021.

A tal fine bisogna ricordare che l’iniziativa, prevedeva durante la pandemia lo stanziamento di 30 milioni di euro annui per creare un fondo che, nel triennio 2021-2023, avrebbe dovuto “favorire l’accesso ai servizi psicologici”, utilizzando a tal fine i voucher.

Sempre nel corso di quell’anno si ha poi la messa a punto di un vero e proprio bonus volto al sostegno psicologico.

A tal fine si era predisposto uno stanziamento di 50 milioni di euro per un Fondo che doveva servire a finanziare proprio questo bonus il cui importo non poteva comunque superare i 200 euro annui.

Sempre del 2020 in tema di sostegno psicologico, si era avanzato un altro emendamento con il quale si voleva riconoscere un credito d’imposta da utilizzare per abbassare i costi relativi a tutti i servizi sanitari ivi compresi anche quelli relativi a tutte le malattie mentali. Questo credito d’imposta doveva essere modulato sulla base del reddito ISEE.

Bisogna dire che, seppur nobili nell’intento, all’atto pratico nessuno di questi tre emendamenti ha trovato collocazione nella versione finale della legge di bilancio non avendo ricevuto nessuno dei tre la relativa approvazione.

Bonus psicologo: cosa prevede oggi

Questo che abbiamo fino ad ora descritto, è il passato travagliato di questo bonus.

Tuttavia anche ai nostri giorni, possiamo dire che seppur nata nell’intento più condiviso e trasversale di tutte le forze politiche, poi all’atto pratico lo stesso bonus non ha riscontrato analoga fortuna.

Questo bonus psicologo nasce, nella connotazione alla quale ci riferiamo nel suddetto articolo, per iniziativa di due senatrici e un senatore del partito democratico, lo scorso 2 dicembre.

Nasce come un emendamento da apportare all’attuale legge di bilancio prima della sua definitiva approvazione da parte del Governo.

Possiamo dire che l’ipotesi di modifica, e quindi l’emendamento, è stato accolto in modo favorevole da tutti gli schieramenti politici per cui sembrava una misura che soddisfacesse in modo trasversale un po’ le istanze di tutte le correnti appartenenti alla maggioranza.

Bonus psicologo: come era strutturato

Il bonus psicologo, questo il nome più comune con il quale è conosciuto, prevedeva la costituzione di un apposito Fondo chiamato “Fondo salute Mentale”, per il quale ci sarebbe dovuto essere uno stanziamento di risorse pari a 50 milioni di euro annui.

Attraverso questo fondo si potevano finanziare altri due tipi di sussidi rappresentati dal bonus avviamento e dal bonus sostegno.

Il bonus avviamento assorbiva risorse per 15 milioni di euro ed era rivolto a fornire una prima misura di sostegno a tutti i cittadini maggiorenni che, pur in assenza di una specifica diagnosi di disturbo mentale, comunque avevano intrapreso un percorso di sostegno terapeutico.

Grazie a questo fondo queste persone avrebbero potuto avere un contributo forfettario di 150 euro ogni due anni erogabile a chiunque senza alcuna limitazione ISEE.

Il secondo bonus, quello sostegno, che assorbiva risorse per un totale di 35 milioni di euro invece, era vincolato alla redditualità ISEE e per questo prevedeva un aiuto sicuramente più consistente che poteva oscillare tra i 400 e i 1600 euro.

Nello specifico tale bonus raggiungeva il valore massimo di 1.600 euro per ISEE inferiore a 15 mila euro, aveva un valore di 800 euro per un limite ISEE ricadente nella fascia 15-50 mila euro, e infine un valore minimo di 400 euro per la fascia ISEE  50-90 mila euro.

Bonus psicologo: emendamento bocciato

Purtroppo bisogna dire che la proposta di modifica della legge di bilancio lanciata a seguito di questo emendamento, non è passata in sede di approvazione finale della manovra e questo, da più parti, ha provocato non poche reazioni rafforzate anche dal fatto che invece hanno trovato accoglimento altri bonus che sono stati considerati meno rilevanti per il welfare dell’intero paese.

Ecco perché si è levato un coro unanime di critiche.

È vero, che le risorse che si erano messe a disposizione, non sarebbero di certo servite a soddisfare il reale bisogno per il giusto sostegno al disagio psicologico che in questo particolare momento caratterizza diverse fasce della nostra popolazione, ma è pur vero che avrebbe comunque rappresentato un primo passo in tal senso.

Un passo per far uscire da quello spazio silente in cui vengono purtroppo ancora oggi relegate le malattie mentali, ad avallare la teoria che perché non chiaramente visibili, siano di fatto, meritevoli di minore attenzione.

Eppure, uno stato che voglia definirsi a tutti gli effetti sociale, non può sottovalutare il benessere dei propri cittadini nel senso più ampio del termine, considerato quindi non solo economico ma anche psicologico.

Ecco perché questo rifiuto ha scatenato comunque reazioni negative da parte dell’ordine degli psicologi che unanimemente sostengono che da troppo tempo:

"La salute psicologica è stata oggetto di attenzione ed investimenti quasi inesistenti, che somigliano più alla carità che si concede per dire di aver fatto qualcosa"

È ovvio che i fondi stanziati non sarebbero stati sufficienti, e purtuttavia all’indomani della bocciatura dell’emendamento è partita la raccolta di firme per una petizione nella quale si richiede a gran voce al Governo che tale bonus venga al più presto reintrodotto.

In effetti, i dati rivelano che purtroppo a causa di inadeguate risorse economiche quasi il 28% dei pazienti non ha potuto iniziare un percorso di sostegno psicologico nello scorso anno.

Intanto nei ragazzi al di sotto dei 18 anni la situazione diventa sempre più preoccupante.

Purtroppo la liquidazione così sommaria di questo bonus fa ancora più rabbia perché sembra che ogni volta che si sia vicino a raggiungere l’obiettivo di fatto, poi questo venga effettivamente stroncato nel suo raggiungimento da parte di chi i soldi deve effettivamente metterli a disposizione, con una certa superficialità tale quasi a voler tacciare il sostegno psicologico come una “roba per ricchi”.

E forse è anche questo il motivo per cui in poco tempo la petizione ha raccolto ben oltre 200 mila firme.

Non solo il 27,5% degli aventi bisogno nel corso di questo ultimo anno non è riuscito ad iniziare un percorso di sostegno per ragioni economiche, ma addirittura il 21% dei pazienti, ha dovuto interromperlo per lo stesso motivo.

Bonus psicologico: aumenta il fondo per gli studenti

A fronte della delusione generale per la bocciatura del bonus psicologo e con i cittadini convinti a non demordere sul punto attraverso la raccolta di firme con la petizione, comunque una piccola notizia positiva va rilevata.

Scomparso il bonus psicologo, la manovra di bilancio ha aumento il fondo rivolto al sostegno psicologico degli studenti per un totale di 20 milioni di euro.

È un fondo che a differenza del bonus che era rivolto verso tutti i potenziali pazienti, ha come destinatari esclusivamente gli studenti ed i loro familiari per fornire supporto ed aiuto per tutti i disagi psicologici che possano essere stati causati ai ragazzi sia dal covid ma anche da tutte le restrizioni ad esso connesse.