Busta paga: come sempre a fine anno arriva il conguaglio IRPEF, che potrebbe anche portare brutte sorprese per i dipendenti, ed in base ai calcoli effettuati dal datore di lavoro far risultare un importo a debito e trattenute anche elevate. Ma c'è anche chi avrà un credito con ulteriori bonus e aumenti grazie alle detrazioni e ricalcolo del trattamento integrativo.

Questo sarà l'ultimo conguaglio con l'IRPEF 2021, poi come stabilito dalla nuova riforma, verranno modificate le percentuali e le fasce di reddito.

Quindi per i lavoratori è atteso un ulteriore conguaglio che ricalcolerà gli importi a partire da gennaio, le nuove somme saranno corrisposte a marzo 2022. Vediamo quindi cosa cambierà, a partire dalla prossima busta paga di dicembre, l'ultima con le vecchie aliquote e detrazioni IRPEF. Queste poi saranno modificate con effetti di aumento dell'importo netto e bonus per quasi tutte le fasce di reddito.

Busta paga dicembre: come funziona il conguaglio IRPEF

Con il conguaglio di fine anno a dicembre, il datore di lavoro è tenuto a calcolare esattamente la differenza tra irpef dovuta e quella effettivamente versata, gli importi delle detrazioni spettanti e del trattamento integrativo o bonus 100 euro, in base al reddito imponibile effettivo dato dalla somma di tutte le buste paga dell'anno, e quindi dal totale della retribuzione da lavoro dipendente.

Il conguaglio irpef per i dipendenti con contratto a tempo indeterminato avviene sempre alla fine dell'anno, per quelli che hanno invece un rapporto a tempo determinato di pochi mesi, in genere si effettua al termine del contratto con l'ultima busta paga di competenza.

Questo può stabilire un importo a credito ma anche a debito. Tutto dipende dal calcolo del reddito e dalla differenza tra quanto pagato e quanto in realtà era dovuto. Il reddito imponibile durante l'anno viene presunto dall'importo della busta paga ogni mese, e quindi spesso per molte categorie di contribuenti non corrisponde alla corretta fascia di reddito effettiva annuale alla quale appartiene, di conseguenza anche l'aliquota IRPEF applicata potrebbe non risultare quella corrispondente.

Anche le detrazioni e i bonus compreso il trattamento integrativo possono variare in base a determinati fattori. Quindi il sostituto di imposta, che in questo caso è l'azienda che corrisponde lo stipendio è tenuto ogni anno a calcolare quanto il dipendente ha versato mensilmente e quanto eventualmente ancora dovuto o se ne risulta un credito, al rimborso dell'IRPEF pagata in eccedenza.

Oltre a questo nella busta paga di fine anno vengono applicate le quote delle addizionali regionali e comunali a titolo di saldo finale. Per queste due imposte poi si procederà poi all'addebito dell'acconto per l'anno successivo in base al reddito e alla zona di residenza del contribuente.

Bonus IRPEF 100 euro in busta paga

Il bonus irpef da 100 euro, o trattamento integrativo è corrisposto da luglio 2020 a determinate fasce di reddito come importo aggiuntivo, per la riduzione del cuneo fiscale. Ad altre fasce di reddito più alte, che superano i 28.000 euro di imponibile invece viene determinato sotto forma di ulteriore detrazione. Ci sono infatti alcune differenze sostanziali di calcolo che possono portare in sede di conguaglio irpef a dicembre, a stabilire un debito con la restituzione di tutte le somme ricevute ma non spettanti.

Allo stesso modo per chi ha trovato un'erogazione mensile discontinua, potrebbe venire corrisposto in busta paga, a gennaio il bonus arretrato in unica soluzione quando dai calcoli il lavoratore risulti in diritto al trattamento a credito.

In alternativa per chi effettua la rinuncia ad inizio anno, c'è la possibilità di recuperare l'importo totale del trattamento integrativo non erogato dal datore di lavoro direttamente dal conguaglio derivato dalla presentazione del modello 730.

Anche per questo bonus, compreso nelle operazioni di modifica del cuneo fiscale previste dal governo per il 2022, la busta paga di dicembre sarà l'ultima a riportare il conguaglio con il vecchio calcolo.

Quindi a partire da gennaio 2022 il bonus irpef resta in busta paga come trattamento integrativo soltanto per i dipendenti che non superano i 15.000 euro annui.

Per quelli che vanno da 15.000 a 28.000 verrà inserito come ulteriore detrazione, ed infine viene eliminato per la categoria di reddito superiore, per la quale era stato introdotto in via sperimentale nel 2020.

Detrazioni IRPEF e trattenute in busta paga dicembre

Cosa di fatto stabilisce la somma delle imposte da pagare o l'importo di un rimborso oltre alle percentuali di aliquota irpef? Sono le detrazioni da sottrarre all'imponibile. Anche le detrazioni Irpef possono cambiare nel corso dell'anno in base al reddito presunto, quindi a dicembre vengono stabilite esattamente le quote per l'imponibile effettivo.

Da questo calcolo come abbiamo visto, può risultare una trattenuta di importo molto più elevato rispetto a quelle applicate nel corso delle precedenti mensilità.

Ma può anche accadere che il lavoratore abbia un credito risultante dalle detrazioni complessive spettanti non correttamente applicate. Perchè a dicembre viene calcolato il reddito al quale applicare l'imposta lorda alla quale vanno poi sottratte le detrazioni.

Quali sono le detrazioni percepite in busta paga per i dipendenti? La prima è quella da lavoro dipendente, poi ci sono quelle per i figli e per i familiari a carico.

Come accadrà per il bonus irpef, anche le detrazioni in busta paga verranno ritoccate nel 2022.

In particolare eliminando quella per i figli e gli assegni al nucleo familiare ANF, perchè verranno completamente sostituiti dal bonus assegno unico corrisposto dall'INPS, direttamente in conto corrente a nome di tutti e due i genitori e non più a chi percepisce lo stipendio.

Nuovo bonus sconto contributi in busta paga

Con la Legge di Bilancio 2022, viene introdotto un ulteriore "premio" a favore dei lavoratori dipendenti per ridurre la pressione fiscale. Si tratta di una misura che sconta la quota percentuale da pagare per i contributi previdenziali, che verrà diminuita dello 0,8%.

Pertanto a chi oggi paga il 9,19% per i contributi I.V.S verrà applicato l'8,39% per il 2022.

Questo bonus decontributivo però non sarà per tutti.Intanto la quota massima per usufruirne è fissata in un importo imponibile in busta paga non superiore ai 2692 euro, poi verrà calcolato mensilmente in base alla retribuzione, che solo per la competenza del mese di dicembre si intenderà maggiorata della quota di tredicesima.

Con questo meccanismo qualcuno sarà penalizzato, ad esempio quelli che cambiano spesso cifra dello stipendio in busta paga, c'è il rischio che non possano usufruire dello sconto per tutte le mensilità previste, che ricordiamo saranno 12, cioè da gennaio a dicembre 2022. Come sottolinea anche Il Sole 24 Ore in merito:

"Per i lavoratori con una retribuzione prossima al limite mensile è sufficiente che in alcuni mesi svolgano un po’ di straordinari o ricevano un piccolo premio per superare la soglia e perdere l’incentivo."

Bisogna poi ricordare che questo bonus contributi, non funziona al pari delle aliquote irpef per le quali è previsto un conguaglio finale in busta paga, ma viene corrisposto mensilmente e le quote non ricevute a fine anno andranno perse, non sarà possibile infatti recuperare alcun arretrato.

Nuove aliquote IRPEF e aumento busta paga

Abbiamo già detto che questa di dicembre sarà l'ultima busta paga corrisposta calcolando le aliquote irpef ancora in vigore per pochi giorni.

A partire dal 1 gennaio oltre al trattamento integrativo, alle detrazioni e al bonus sui contributi, cambieranno le aliquote e le fasce di reddito.

Con l'effetto per molti di un aumento di stipendio e di una diminuzione dell'imposta. Le nuove percentuali saranno così distribuite, in modo da favorire soprattutto i redditi di ceto medio, cioè tra i 30.00 ed i 50.000 euro, che fino al 2021 erano stati interessati dal maggiore salto in punti percentuali rispetto ai precedenti scaglioni.

Ma i benefici della nuova riforma irpef toccheranno quasi tutte le altre fasce imponibili. Le aliquote diventano 4 e saranno così distribuite:

  • Al 23% per i redditi entro i 15.000 euro (percentuale che non viene ritoccata dalla manovra).
  • Del 25% per redditi tra i 15.000 e i 28.000. Del 35% tra i 28.000 e i 50.000 euro.
  • Del 43% per reddito superiore a 50.000 euro.

Da calcoli e proiezioni fatte a partire dalla bozza della manovra, possiamo dire che attualmente, solo con la modifica delle aliquote, cioè senza tenere conto degli altri bonus e delle detrazioni, il risparmio sull'imposta per chi percepisce tra 20.000 e 50.000 euro l'anno farà aumentare tra i 100 e i 300 euro il netto in busta paga.

La nuova legge dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1 gennaio, però i lavoratori e i pensionati ne vedranno gli effetti tra qualche mese, quando verranno ricalcolate le aliquote con effetto retroattivo. Questo sarà conteggiato nel mese di marzo 2022.

Quando aumenta la busta paga? conguaglio IRPEF marzo 2022

Il governo ha assicurato che l'entrata in vigore delle nuove aliquote irpef e dei nuovi meccanismi che coinvolgono il bonus da 100 euro e le detrazioni da lavoro dipendente , compreso lo sconto sui contributi, entreranno in vigore a pieno dal 1 gennaio.

I lavoratori però ne vedranno l'effetto economico solo a partire da marzo.

Una scelta obbligata dal fatto che in seguito alla riforma dovranno essere corretti ed adeguati tutti i software che elaborano le buste paga, oltre alla pubblicazione dei nuovi documenti nel testo unico delle imposte sui redditi.

Tempi tecnici dunque che faranno slittare di qualche mese gli aumenti, ma che porteranno nelle tasche dei lavoratori a marzo, importi molto più elevati per effetto degli arretrati che verranno corrisposti tenendo conto anche delle due precedenti mensilità.

Oltre a questo per molte famiglie arriveranno con lo stesso sistema retroattivo, gli importi aggiuntivi dell'assegno unico figli, che andrà ad incrementare le entrate mensili in base alla soglia ISEE e al numero dei componenti minori a carico.

Attenzione: i calcoli derivati dal conguaglio irpef previsto a marzo 2022, verranno effettuati sulla base delle ultime tre retribuzioni, dunque con reddito presunto. Quindi anche gli aumenti che saranno corrisposti in busta paga con le nuove aliquote irpef saranno poi soggetti ad ulteriore conguaglio finale effettivo che verrà calcolato a dicembre 2022.

Tenendo conto di tutte le nuove modifiche, eventualmente anche dei ritocchi alla riforma che potrebbero intervenire successivamente con nuovi decreti.