Sta finalmente per arrivare ai lavoratori dipendenti la nuova busta paga, che già per il mese di marzo, o aprile per altri, conterrà delle voci modificate e rimodulate in base alla riforma fiscale che ha cambiato sostanzialmente le aliquote irpef, i contributi previdenziali, le detrazioni per i figli a carico ed il bonus o trattamento integrativo da 100 euro.

Questa sarà non solo la prima busta paga con il nuovo meccanismo di calcolo, ma anche quella che sarà caratterizzata da un conguaglio che comprenderà tre mesi di arretrati, da gennaio a marzo.

Quindi gli aumenti potranno essere per qualcuno anche abbastanza cospicui. Vediamo quindi, con esempi concreti, come fare per controllare che tutto sia stato applicato in maniera corretta e cosa cambierà in base alla fascia di reddito IRPEF, ed al numero di figli a carico, grazie all'assegno unico che sostituirà detrazionie assegni al nucleo familiare.

Busta paga marzo: applicazione nuove aliquote IRPEF

Veniamo quindi alla prima modifica, forse la più importante di tutte e cioè la nuova IRPEF e la sua applicazione in base alle fasce di reddito ridotte. Ormai da gennaio circolano dai documenti ufficiali, i dati su quali e quante saranno le nuove percentuali applicate.

Ricapitoliamo per comprendere anche come fare per controllare in busta paga i nuovi importi. Ricordiamo che gli scaglioni sono stati ridotti a quattro con le relative percentuali di imposta che ammontano attualmente a:

  • 23% (invariata) per i redditi fino a 15.000 euro
  • 25% da 15.001 a 28.000
  • 35% per i redditi da 28.000 a 50.000
  • 43% per tutti i redditi che superano la soglia dei 50.000.

Per reddito si intende il cumulo che va a formare il cosiddetto imponibile irpef composto da tutti i redditi assoggettati a questa imposta. Quindi, una volta ricevuta la busta paga si potrà controllare effettuando un calcolo utile a verificare l'applicazione corretta di tutte le nuove aliquote.

Considerate le statistiche e le proiezioni che già sono state effettuate nei mesi scorsi dall'Ufficio Parlamentare Bilancio, si è arrivati alla conclusione che, per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, i maggiori vantaggi saranno riservati ai soggetti che attualmente superano soglia dei 30.000 euro di reddito.

Questa fascia di contribuenti potrebbe beneficiare di un aumento netto annuo di almeno 350 euro.

Importante, per un calcolo più semplice sarà meglio verificare la busta paga riferita alla mensilità di aprile, distribuita a seconda dei casi dal 27 aprile al 15 maggio, per due motivi: il primo è che a marzo verrà applicato un conguaglio che potrebbe rendere il ricalcolo più difficile da effettuare rispetto a quello basato su una sola mensilità, il secondo è che grazie ad una proroga stabilita recentemente dal governo, non a tutti arriverà l'adeguamento nel mese di marzo, ma i sostituti di imposta, cioè i datori di lavoro che applicano mensilmente l'IRPEF direttamente in busta paga, hanno un mese di tempo aggiuntivo per effettuare il conguaglio.

Quindi molti potrebbero decidere di far slittare i termini per i nuovi calcoli ad aprile, per aggiornare i software e rendere operative tutte le nuove modifiche fiscali in busta paga.

Busta paga: come controllare lo sconto contributi INPS

In legge di bilancio, esclusivamente per l'anno 2022, è stata istituita una agevolazione per i lavoratori dipendenti che attualmente si trovano a pagare i contributi previdenziali INPS, denominati spesso in busta paga come contributo I.V.S.

Il governo ha previsto che venga applicato direttamente nello stipendio uno sconto pari allo 0,8% e che questo non comporti in alcun caso la perdita dei contributi ai fini pensionistici, in quanto la restante quota non pagata dal lavoratore verrà integrata direttamente dallo stato.

La regola per accedere a questo bonus è: non superare l'importo massimo annuale di 35.000 euro di imponibile irpef.

Quindi in pratica se si divide il totale per tredici mensilità si ottiene un importo da non superare mensilmente pari a 2.692,00 euro. Questo sconto si applica a tutti i contratti da lavoro dipendente, a tempo determinato o indeterminato, compresi i co.co.co cioè i lavoratori con contrattodi tipo subordinato. L'unica esclusione è rappresentata dai contratti che regolano il lavoro e le collaborazioni di tipo domestico.

Per quanto riguarda l'applicazione della misura in busta paga, bisogna ricordare che questa agevolazione contributiva verrà inserita mensilmente, in base alla proiezione che, di volta in volta, risulterà a titolo di imponibile complessivo.

Quindi, chi è al limite della cifra di 2.692 euro, ad esempio nel caso per un periodo siano presenti bonus o straordinari che dovessero far superare tale soglia non avrà diritto all'agevolazione per quel mese.

Lo sconto infatti non è retroattivo, ed anche se a fine anno dai calcoli dovesse risultare comunque nei limiti, perderà a tutti gli effetti le quote sconto per le mensilità nelle quali queste non sono state applicate.

Il risparmio complessivo per questa misura si quantifica, considerato che per i contributi INPS si paga il 9,19%, per i lavoratori con fascia di reddito entro i 20.000 euro di circa 10 euro al mese, mentre per chi è sulla soglia dei 30.000 lo sconto arriverebbe a circa 14 euro mensili.

Busta paga: trattamento integrativo bonus IRPEF 100 euro

Per quanto riguarda il bonus IRPEF, ex bonus Renzi, cioè l'aggiunta di un importo pari a 100 euro o meno a seconda del reddito, le cose cambiano in maniera sostanziale. Questo bonus che generalmente in busta paga viene indicato con "trattamento integrativo"per molti scomparirà.

Viene modificato in modo tale da renderlo strutturale quindi, mentre alcuni lavoratori ne continueranno a beneficiare sotto forma di taglio del cuneo fiscale, per altri verrà direttamente inserito nel cumulo delle detrazioni da lavoro dipendente che aumenteranno, soprattutto per permettere la conservazione del bonus IRPEF. Vediamo quali saranno i nuovi importi 2022.

Il trattamento resterà invariato per i redditi inferiori a 15.000 euro. Questo per salvaguardare le fasce di lavoratori più deboli, inclusi nel primo scaglione di reddito.

Che va dalla soglia di incapienza irpef di 8.174 euro fino appunto ai 15 mila. Mentre se precedentemente il trattamento integrativo veniva riconosciuto con meccanismo decrescente in base alreddito anche a chi rientrava tra i 28.000 ed i 40.000, ora per queste categorie di contribuenti non sarà più erogato in busta paga come voce bonus.

Verranno però ritoccate le detrazioni da lavoro dipendente per permettere che molti possano conservare il trattamento integrativo in busta paga anche con la riforma fiscale.

Ad esempio per chi è tra i 25.000 ed i 35.000 sarà aumentata la detrazione per un importo pari a circa 65 euro mensili. Per controllare però l'esatto calcolo delle cifre tra detrazioni e bonus del taglio sul cuneo fiscale, occorrerà attendere la dichiarazione dei redditi del 2023, dove verrà applicato il conguaglio che permetterà esattamente di stabilire se tutto è stato erogato correttamente o se si dovrà restituire qualche quota o integrare un importo aggiuntivo che verrà poi rimborsato dal sostituto di imposta.

Detrazioni fiscali in busta paga: cosa cambia?

Come era stato annunciato a partire dallo scorso anno e cioè con l'introduzione ufficiale dell'assegno unico per i figli a carico fino a 21 anni, verranno cancellate le detrazioni per le stesse finalità inserite precedentemente nella busta paga.

Questo significa che a partire da questo mese, i nuclei familiari che prima potevano beneficiare di una cifra di sconto sull'imponibile irpef totale da pagare mensilmente, ora riceveranno un importo fisso stabilito in base all'ISEE. Che non verrà più considerato come detrazione fiscale, ma sarà un bonus a tutti gli effetti pagato tramite bonifico bancario periodico dall'INPS.

In termini pratici ci sarà inevitabilmente chi prenderà di più e chi perderà delle quote. Questo perchè il calcolo dell'ISEE si basa su vari fattori che tengono conto di tutte le entrate del nucleo familiare, compresi i risparmi in banca, gli investimenti, gli automezzi intestati e le proprietà immobiliari.

Più sarà alta la soglia risultante e meno verrà quantificato l'importo dell'assegno unico. Mentre le detrazioni sono calcolate in base all'imponibile irpef del lavoratore e cioè al cumulo di tutte le entrate ricevute per l'attività lavorativa svolta durante l'anno.

Addio ANF e detrazioni figli in busta paga: assegno unico in pagamento

Nel controllare la prossima busta paga, a partire dal mese di aprile, i contribuenti potranno verificare tutte le novità inserite dal datore di lavoro. E cioè oltre alle aliquote irpef, anche l'applicazione delle detrazioni che sarà appunto differente in quanto mancheranno quelle per i figli a carico. Così come scomparirà l'importo degli assegni familiari ANF, lasciando spazio alla nuova misura universale prevista dal governo per le famiglie.

Precisiamo che gli importi quindi potrebbero essere inferiori a quanto di solito viene effettivamente erogato in busta paga. Per alcuni si verificherà un aumento, tenendo conto del bonifico mensile dell'assegno unico, per altri invece la variazione sarà in negativo.

L'assegno unico è attualmente in pagamento previsto per i primi quindici giorni del mese di aprile 2022, mentre le domande non hanno scadenza e chi tarda a completare la richiesta sul sito inps o tramite intermediari, potrà successivamente all'accoglimento, ricevere anche gli arretrati che spettano dal mese di marzo in poi.

Attenzione però perchè se i moduli per la domanda vengono inviati dopo il 30 giugno, allora si perderanno tutte le mensilità arretrate e l'assegno unico inizierà ad essere pagato dal mese successivo.

Quindi occorre affrettarsi a completare l'istanza in modo da non perdere alcun pagamento. Il primo step come abbiamo già indicato, è appunto quello di avere un ISEE in corso di validità attestato presso l'INPS, ma anche senza questo documento si potrà comunque procedere all'invio delle domande.

In quest'ultimo caso però si avrà diritto all'importo minimo di legge, si considererà lo stesso per gli indicatori di reddito che supereranno la soglia dei 40.000 euro. Quindi è comunque sempre conveniente calcolare l'ISEE in quanto l'importo spettante potrebbe essere più alto.