Il bollo auto torna ogni anno a bussare alle porte degli italiani che possiedono uno o più veicoli. Si tratta di una tassa regionale da versare che si basa sulla proprietà dell’autovettura e non sulla circolazione e quindi dovrà essere pagata anche se la macchina non viene utilizzata.

Il costo del bollo varia da regione a regione e per calcolare l’importo bisogna considerare la potenza effettiva del veicolo espressa in kilowatt (kW) e la sua classe ambientale.

Dunque, non ci resta che scoprire tutti i dettagli che riguardano il pagamento della tassa, il calcolo e l’esenzione per il bollo auto 2021.

Bollo auto 2021: come si calcola?

La potenza effettiva del veicolo e la classe ambientale sono riportati sul libretto di circolazione o sul libretto unico. Non sempre però c’è scritto il valore in kW, in tal caso bisogna tener conto del valore CV. Il prezzo del Kw varia a seconda della classe a cui fa riferimento la macchina.

Per calcolare il bollo auto basterà moltiplicare la potenza in kW dell’auto con il prezzo di ogni kW in base alla classe ambientale di appartenenza.

I prezzi nel 2021 sono rimasti invariati rispetto all’anno precedente e sono i seguenti:

  • Euro 4, 5, 6: 2,58 €/kW per veicoli fino a 100 kW di potenza; 3,87 €/kW per veicoli oltre 100 kW di potenza.
  • Euro 3: 2,70 €/kW per veicoli fino a 100 kW di potenza; 4,05 €/kW per veicoli oltre 100 kW di potenza.
  • Euro 2: 2,80 €/kW per veicoli fino a 100 kW di potenza; 4,20 €/kW per veicoli oltre 100 kW di potenza.
  • Euro 1: 2,90 €/kW per veicoli fino a 100 kW di potenza; 4,35 €/kW per veicoli oltre 100 kW di potenza.
  • Euro 0: 3,00 €/kW per veicoli fino a 100 kW di potenza; 4,50 €/kW per veicoli oltre 100 kW di potenza.

Bollo auto: app per il calcolo

Per i più pigri o per chi vuole essere sicuro dell’importo da pagare, esistono delle applicazioni gratuite, semplici e veloci, utili per calcolare il bollo auto. La prima è ACICalcoloBollo, l’app dell’Automobile Club d’Italia, disponibile solo per dispositivi iOS.

Un’altra app si chiama Bolloautofree ed è molto intuitiva e facile da utilizzare, la terza che vi proponiamo è Bollo Auto Calcolocosto.it, quest’ultima è collegata al sito omonimo. A differenza delle altre sopra elencate, per alcune regioni consente anche di verificare i pagamenti passati.

Un’altra applicazione è Bollo Auto e moto, anche essa gratuita sviluppata da 25Solutions che, ancora una volta, usa il sito delle agenzie dell’entrate per effettuare degli accertamenti sul calcolo del bollo.

Infine, c’è l’app Bollo offline ma a differenza delle altre, il calcolo qui risulta approssimativo in quanto non viene costantemente aggiornato in base alle nuove normative. Ha però una qualità in più rispetto alle altre, essa può essere utilizzata anche se non si dispone di una connessione internet.

Quando e dove pagare il bollo auto?

I proprietari del veicolo dovranno pagare il bollo auto entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza. La prima volta, quindi in caso di un’auto nuova, la tassa andrà pagata entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione.
 
Se essa avviene negli ultimi dieci giorni dello stesso, allora il versamento potrà essere posticipato al mese successivo. Il versamento è di competenza regionale ad eccezione di quelle a statuto speciale che devono far riferimento agli uffici dell’Agenzia delle Entrate presenti sul territorio.
 
Generalmente, per le autovetture le scadenze sono fissate a gennaio, aprile, luglio, agosto e dicembre. Esistono varie soluzioni di pagamento, quella più semplice risulta l’home banking, cioè il versamento online in collegamento con la propria banca.
 
Per chi non si intende di internet, potrà pagare tramite i punti vendita Sisal e Lottomatica. Inoltre, i diretti interessati potranno usufruire di servizi online e luoghi fisici collegati al circuito PagoPA, l’unico autorizzato a riscuotere le erogazioni della tassa di proprietà.

Bollo auto: quali sono le novità 2021?

In questo anno delicato ci sono delle novità che riguardano il bollo auto. Nulla di particolare e difficile da capire.

Innanzitutto, a causa dell’emergenza Covid-19 le regioni come il Veneto, l’Emilia-Romagna e la Campania hanno rimandato la scadenza di qualche mese, senza penalizzare gli utenti con sanzioni o interessi sull’importo. Altre invece hanno applicato esenzioni supplementari.

Inoltre, in relazione al cashback di Stato, il bollo auto rientra nelle spese per cui chiedere il rimborso. Il pagamento dovrà essere effettuato presso un’agenzia, una tabaccheria o un esercizio commerciale fisico con Pos abilitato, utilizzando una carta di credito, una carta di debito o un altro servizio digitale che gli utenti avranno dovuto registrare e attivare su IO, l’app della Pubblica Amministrazione. In più, la stessa consente di calcolare e pagare direttamente il bollo nelle regioni convenzionate.
 
Tale modifica prevede l’acquisizione e gestione da parte del Pubblico Registro Aci, dei dati relativi al pagamento della tassa automobilistica così da bloccare potenziali evasori che fino ad ora non hanno mai pagato il bollo, riuscendo a lavorare attraverso un incrocio delle banche dati Aci e Pra.
 
Un'altra novità riguarda il libretto unico di circolazione, si tratta di un documento creato per eliminare il certificato di proprietà auto e il libretto di circolazione. Il Governo ha approvato tale modifica per motivi che riguardano l’ottimizzazione dei costi inerenti la produzione, l’archiviazione e il controllo da parte dell’Amministrazione.
 
La nuova carta di circolazione ha quindi unito il vecchio libretto e il certificato di proprietà ed  è stata redatta secondo il modello europeo, in base a quanto sancito dalla direttiva 1999/37/CE. Per avere il Documento unico l’automobilista dovrà presentare la domanda alla Motorizzazione o, in alternativa, allo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA).
 
Anche se il Governo ha deciso di far pagare ugualmente la tassa automobilistica, nonostante la crisi economica e finanziaria che il nostro Paese sta vivendo a causa della pandemia, non sono previsti degli aumenti. 
 
Fanno eccezione quei veicoli con potenza maggiore che saranno soggetti al pagamento del superbollo. Ciò sta a significare che ci sarà una maggiorazione pari a 20 euro in più per ogni Kw superiore ai 185 da aggiungere al bollo auto normale.
 
Inoltre da qualche anno il Governo sta valutando l'ipotesi di penalizzare le auto che inquinano maggiormente, introducendo un sistema bonus malus che possa limitare  il loro utilizzo e  spingere all’acquisto di vetture con emissioni di Co2 ridotte.
 
Gli esperti stanno lavorando ad un piano che rientra nel protocollo chiamato Aria pulita firmato da Premier, Ministri, Regioni e Province autonome. Il progetto costituisce una serie di misure atte a rispondere a due procedure d’infrazione Ue per sforamenti su biossido di azoto e particolato nell’aria.
 
L'obiettivo è quello di elaborare una proposta legislativa con lo scopo di individuare criteri “bonus malus” nelle tariffe del bollo auto.
 
Il condono auto resta invariato dal 2020. La riforma è stata attuata affinché i proprietari di auto che non hanno pagato il bollo possano farlo e risolvere le problematiche a livello fiscale. I diretti interessati avranno la possibilità di scegliere tra il condono e la rottamazione.
Il primo è previsto per tutte le cartelle di importo fino a 1.000 euro notificate tra il 2000 ed il 2010, la seconda farà sì che l'importo da versare corrisponda a quello reale senza l'aggiunta di sanzioni e interessi, in un massimo di 10 rate di pari importo da pagare entro 5 anni con un tasso di interesse al 2%.

Bollo auto: le esenzioni

Ci sono delle categorie che non dovranno pagare la tassa regionale del bollo auto. Stiamo parlando di soggetti con disabilità e per le auto con specifiche motorizzazioni. Secondo la Legge italiana,  coloro che rientrano nelle classi di disabili titolari di Legge 104 possono usufruire dell'esenzione.

Si tratta di utenti come i non vedenti, i sordi, disabili con handicap psichico o mentale titolari d’indennità di accompagnamento, disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni, soggetti disabili con ridotte o impedite capacità motorie. 
Sono sottoposte ad esenzioni anche le auto elettriche, ma fino al quinto anno. La stessa cosa vale per le macchine d'epoca con almeno trent'anni di vita e per le autovetture ibride acquistate nel 2019, le quali avranno tre o cinque anni di tassa automobilistica gratuita.
 
Riguardo al bollo auto è intervenuta la Corte costituzionale con la sentenza del 20 maggio 2019 in cui c'è scritto che
La tassa automobilistica, di cui all’art. 8, comma 2, del d.lgs. n. 68 del 2011, si configura come un tertium genus, rispetto al quale le Regioni possono sviluppare una propria politica fiscale che, senza alterarne i presupposti strutturali (in quanto la tassa automobilistica continua a partecipare della natura dei tributi propri derivati) e senza superare i limiti massimi di manovrabilità definiti dalla legge statale, possa rispondere a specifiche esigenze di differenziazione.
Quindi alle Regioni è stata affidato totale potere decisionale in materia, a patto che rispettino il massimale imposto dalle norme statali. Esse potranno introdurre esenzioni sulla tassa automobilistica non previste dal legislatore statale, ma non possono aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dalla legge.