Il governo Draghi si appresta a cancellare il Canone Rai dalla bolletta di energia elettrica. Lo chiede l'Unione Europea, è stato scritto nel Piano nazionale di resilienza e ripartenza, entrerà nel prossimo disegno di legge sulla concorrenza. Dalla fine del 2022, entro cui si dovrà attuare al liberalizzazione dei mercati di energia, il Canone Rai non sarà più presente in bolletta. Un onere improprio, come ha sottolineato l'Europa, che appesantisce il costo della bolletta elettrica. Ma allora il canone Rai non si pagherà più? Non è proprio così.

Canone Rai: perchè si paga

Molti considerano il Canone Rai come un abbonamento per poter vedere i canali della tv di Stato, Rai1, Rai2 ecc. Ma non è così. Nessun abbonamento. Il Canone Rai si paga perchè si possiede uno o più apparati atti a ricevere una trasmissione televisiva. Quindi anche se non si guarda mai un canale Rai, il semplice fatto di possedere un televisore fa scattare il pagamento del Canone Rai. Poi ci sono le esenzioni, che vedremo più avanti. Ma intanto il cittadino che possiede un televisore, in una qualsiasi abitazione, deve pagarlo. Il Canone Rai si paga una sola volta per nucleo famigliare indipendentemente dal numero di televisori o altri strumenti posseduti che consentono di ricevere e trasmettere le frequenze televisive (un pc, un tablet). La raccolta di questa odiata tassa serve a finanziare il servizio pubblico che la Rai eroga attraverso la sua programmazione. 

Un regio decreto del 1938 introdusse il Canone Rai che a distanza di oltre 80 anni continua ad essere pagato.

Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi deve per legge R.D.L.21/02/1938 n.246 pagare il canone TV. Trattandosi di un'imposta sulla detenzione dell'apparecchio, il canone deve essere pagato indipendentemente dall'uso del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive

Canone Rai: come si paga

Dal 2016, da quando l'allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi, decise di dare una svolta all'enorme evasione che c'era sul pagamento del Canone Rai, questa tassa è addebitata direttamente nella bolletta dell'energia elettrica. La legge di stabilità 2015 segnò un forte cambiamento nella modalità di riscossione del Canone Rai. Dal pagamento "autonomo" mediante bollettini postali o pagamento on line sul sito del Canone Rai, ad un pagamento automatico, addebitato ogni mese sulla bolletta dell'energia elettrica. In concomitanza fu anche ridotto l'importo del canone rai passando a 90 euro. L'addebito è di 9 euro al mese per 10 mesi, da gennaio ad ottobre. Essendo la fatturazione dell'energia elettrica almeno bimestrale, il Canone Rai addebitato in bolletta è di 18 euro ogni due mesi. 

La condizione per il pagamento in bolletta è avere un'utenza domestica elettrica attiva nella casa di residenza. Poichè il Canone Rai è pagato una sola volta per nucleo famigliare, è sufficiente che un qualsiasi componente della famiglia anagrafica sia intestatario di un'utenza elettrica. La famiglia anagrafica è quella risultante dallo stato famiglia.

Se nessun componente della famiglia anagrafica ha un contratto di elettricità attivo, il pagamento del Canone Rai deve avvenire mediante il modello F24.

Ulteriore modo per pagare il Canone Rai è l'addebito diretto in pensione. Questo è consentito solo ai pensionati con un reddito di pensione non superiore a 18.000 euro, e la richiesta di addebito deve essere presentata al proprio ente pensionistico.

Pagamento del Canone Rai con il modello F24

La regola generale è che il Canone Rai si paga attraverso l'addebito nella bolletta elettrica. Ma ci sono delle situazioni in cui si deve invece usare il modello F24. Una di queste è l'assenza di un contratto di fornitura residenziale di energia elettrica, da parte di chiunque faccia parte del nucleo famigliare. 

Il pagamento mediante il modello F24 consente tre modalità di pagamento:

  • in un'unica soluzione entro il 31 gennaio dell'anno di riferimento del Canone Rai (90 euro)
  • n due pagamenti semestrali, rispettivamente entro il 31 gennaio e il 31 luglio (45,94 euro a rata, dunque con un piccolo interesse di 1,88 euro)
  • in quattro rate trimestrali, rispettivamente entro il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre (23,93 euro a rata, con un incremento di 5,72 euro ).

Nel caso di nuovo abbonamento, ed in assenza di attivazione ancora di una fornitura elettrica, il Canone Rai va pagato con il modello F24. 

Cosa succede invece in casi di disattivazione della fornitura di energia elettrica, o chiusura del contratto (senza volture o subentri)? Nel caso di quote di Canone Rai ancora da pagare, si deve usare il modello F24.

Canone Rai in bolletta: addio dal 2022, l'impegno di Draghi

La richiesta arriva dalla Commissione dell'Unione Europea sulla concorrenza, ritenendo il costo del Canone Rai in bolletta come un costo improprio. Se da un lato il pagamento del Canone Rai in bolletta ha ridotto, ma non eliminato, l'evasione di questa tassa (passando dal 36% al 10% di evasori), dall'altro lato l'Unione Europe ritiene questo onere non pertinente ai costi dell'energia elettrica facendole risultare molto più care di quanto effettivamente dovuto. Entro il 2022 il settore dell'energia (gas, elettricità) deve essere completamente liberalizzato. Infatti il consumatore entro la fine del 2022 deve decidere da quali fornitori dovrà continuare ad approvvigionarsi per elettricità e gas. Il mercato sarà completamente libero. E per quella data, anche il Governo attuale della Repubblica Italiana sta pensando di eliminare il Canone Rai dalla bolletta di elettricità. Per ora sembrerebbe che questa decisione non entrerà nel prossimo disegno di legge sulla concorrenza atteso subito dopo la pausa estiva. Ma l'impegno che Mario Draghi ha preso con l'UE per eliminare gli oneri impropri dalla bolletta, sarà mantenuto. E con molta probabilità il Canone Rai sarà cancellato dalla bolletta elettrica. 

La decisione di quando togliere il Canone Rai dalla bolletta, dipenderà da come questa tassa sarà riscossa in futuro, per non perdere 1,7 miliardi di gettito che genera.

Canone Rai: tutte le esenzioni

Ci sono alcune situazioni in cui il Canone Rai non è dovuto, oppure si può fare domanda per avere un'esenzione. 

Sono esenti dal pagamento del Canone Rai i cittadini che hanno compiuto o devono compiere 75 anni entro il 31 luglio. Per loro, a condizione che il reddito complessivo con il coniuge non superi 8.000 euro, c'è la cancellazione del canone. Chi compie i 75 anni tra 1 febbraio e 31 luglio, potrà richiedere l'abolizione del Canone Rai per la seconda metà dell'anno; chi invece compier 75 anni tra 1 agosto e il 31 gennaio dell'anno successivo, può richiedere l'abolizione del canone per l'intero anno. La richiesta è su domanda da compilarsi a cura dell'intestatario del Canone Rai, su apposito modello. Per approfondimenti si legga l'articolo Abolizione Canone Rai e bonus 100€. Ecco il regalo di luglio

Sono esonerati dal pagamento del Canone Rai anche i diplomatici e militari stranieri. Nello specifico sono esonerati:

  • gli agenti diplomatici (articolo 34 della Convenzione di Vienna del 18 aprile 1961)
  • i funzionari o gli impiegati consolari (articolo 49 della Convenzione di Vienna del 24 aprile 1963)
  • i funzionari di organizzazioni internazionali, esenti in base allo specifico accordo di sede applicabile
  • i militari di cittadinanza non italiana o il personale civile non residente in Italia di cittadinanza non italiana appartenenti alle forze NATO di stanza in Italia (articolo 10 della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951).

Canone Rai: esenzione per chi non possiede la tv

L'intestatario di una fornitura elettrica, riceve dal 2016 in automatico, l'addebito del Canone Rai per 9 euro al mese per 10 mesi. Tuttavia, se l'intestatario dell'utenza elettrica domestica non possiede alcun apparato atto a ricevere e trasmettere programmi televisivi, e nessun componente del suo nucleo famigliare ne possiede uno, può fare richiesta di esenzione dal pagamento del Canone Rai. Non vale più la procedura di sigillo del televisore. Ma si dovrà compilare un modello (Quadro A) per dichiarare appunto che pur essendo intestatario di un'utenza elettrica domestica, in nessuna abitazione è presente un televisore o altro apparato di ricezione sia proprio che di un componente della loro famiglia anagrafica.

Il modello può essere utilizzato anche da un erede per dichiarare che nell’abitazione in cui l’utenza elettrica è ancora temporaneamente intestata a un soggetto deceduto, non è presente alcun apparecchio TV (Quadro A).

La dichiarazione sostitutiva ha validità annuale. Quindi va compilata ed inviata ogni anno, così come va re-inviata in caso di cambiamenti delle condizioni di esonero. Ad esempio se si acquista un nuovo televisore, come potrà avvenire con il bonus TV 50 euro (non per il bonus TV 100 euro che richiede la rottamazione del vecchio televisore), oppure per segnalare che il canone è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata a un altro componente della stessa famiglia anagrafica del quale deve essere indicato il codice fiscale (Quadro B).

La dichiarazione sostitutiva va presentata online sul sito dell'Agenzia delle Entrate, entrando con le credenziali, oppure inviata per posta a Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale I di Torino - Ufficio Canone TV -Casella Postale 22 – 10121 Torino (TO).

Se invece si dovesse attivare una nuova utenza elettrica ma senza il possesso del televisore, la dichiarazione va inviata entro un mese dalla data di attivazione della nuova fornitura di energia elettrica.