Il Canone Rai potrebbe svincolarsi e uscire dalla bolletta dell’energia elettrica, andando così ad abrogare la riforma Renzi. È l’Unione Europea a chiedere al premier italiano Mario Draghi un cambio di passo. 

Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, infatti, l’Italia ha preso un accordo con Bruxelles che prevede la cancellazione dell’obbligo per le compagnie che diffondono energia elettrica di “raccogliere attraverso le bollette, delle somme che non sono direttamente correlate con l’energia”. E qui si fa riferimento anche al Canone Rai, che risulta un onere improprio nella bolletta.

D’altronde, come spiega il sito ufficiale del Canone Rai, quest’ultimo:

riguarda la detenzione nell’ambito familiare (ovvero nella propria abitazione privata) di uno o più apparecchi tecnologici adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive.

Se veramente il Canone Rai dovesse svincolarsi dalla bolletta elettrica (con la quale non ha alcun tipo di collegamento secondo l’UE), la tassa pagata da tutti i cittadini che possiedono almeno un televisore cambierebbe, e molto. Come dovremmo pagare il Canone Rai e cosa potrebbe cambiare? Quando non dovremmo più versare il canone in bolletta? Ecco tutte le ipotesi e i nodi ancora da sciogliere.

Canone Rai fuori dalla bolletta elettrica? La proposta

Ha destato scalpore la notizia secondo la quale il Canone Rai potrebbe uscire e svincolarsi dalla bolletta dell’energia elettrica. Non è ancora una novità assoluta, ma semplicemente una proposta, ovvero un disegno di legge che dovrebbe essere discusso dal Consiglio dei Ministri in questi giorni.

L’Unione Europea, nell’ambito dell’impegno preso sul PNRR, ha riscontrato come il Canone Rai non abbia alcun tipo di legame con la bolletta elettrica e pertanto il prelievo tramite questo metodo risulterebbe improprio.

Secondo l’Europa, in altre parole, il Governo italiani dovrebbe cercare un altro metodo di pagamento per il Canone Rai, svincolando questa tassa dalla bolletta, con la quale non ha nulla a che fare. 

Canone Rai fuori dalla bolletta: da quando?

Molto probabilmente la discussione dovrà attendere ancora qualche giorno prima di prendere vita all’interno di Palazzo Chigi, in quanto i dossier ancora sul tavolo sono tantissimi: dalla riforma della Giustizia (che per il premier Draghi deve essere di primaria importanza) al nuovo decreto sul Green Pass da utilizzare su navi, treni, aerei e sulla sua possibile estensione anche nelle scuole. Se questi temi dovessero avere la priorità sul Canone Rai, il suo svincolo dalla bolletta elettrica potrebbe slittare alla fine del 2022, o comunque dopo la consueta pausa estiva.

Nelle idee e nelle ipotesi della maggioranza, l’esclusione del Canone Rai dalla bolletta elettrico potrebbe rientrare del decreto legge sulla concorrenza, ma in tal modo i tempi slitterebbero. All’interno del provvedimento, che riguarderà essenzialmente e principalmente temi come i trasporti, i rifiuti, i servizi idroelettrici, il gas e i farmaci, non è ancora stato inserito alcun riferimento al Canone Rai.

Tutto è ancora da discutere e da decidere, ma se il premier Draghi intende rispettare i patti siglati con Bruxelles, la tassa sul televisore dovrà uscire dalla bolletta entro e non oltre il 31 dicembre 2022

Bolletta elettrica: quali sono gli oneri impropri?

Se vogliamo essere precisi, in realtà, all’interno della bolletta dell’energia elettrica non solo il Canone Rai risulta una tassa impropria, ma molte altre voci sono state inserite al suo interno senza alcuna spiegazione. Sarebbe opportuno, nel rispetto del patto siglato con l’Europa, escludere anche queste voci dalla bolletta.

Stiamo parlando, per esempio, delle seguenti voci:

  • misure di compensazione territoriale;
  • messa in sicurezza del nucleare;
  • sostegno alla ricerca di sistema;
  • agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario.

L’impegno ormai è preso, anche se i tempi non sono ancora definiti. È opportuno comunque avviare al più presto la discussione del tema per poter approvare il disegno di legge entro al fine del prossimo anno.

Canone Rai: cos’è e come funziona?

Dobbiamo prima di tutto provare e spiegare cos’è e come funziona il Canone Rai, perché si può parlare di canone ordinario e di canone speciale, a quanto ammonta e come si paga. 

Il Canone Rai può essere diviso in due tipologie: il canone Rai ordinario e il Canone Rai speciale. Mentre il primo lo abbiamo definito sin dall’inizio del nostro articolo, p bene chiarire cosa si intenda con l’aggettivo “speciale”. Ci viene incontro il sito ufficiale dl Canora Rai, che spiega:

Il Canone radio-tv Speciale riguarda la detenzione di uno o più apparecchi tecnologici adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive fuori dall'ambito familiare, nell'esercizio di un'attività commerciale e a scopo di lucro diretto o indiretto.

Ciò significa che il canone ordinario riguarda la propria abitazione, ovvero i televisori che possediamo nelle nostre case; mentre il canone speciale riguarda l’ambito commerciale, ovvero i televisori che possiamo vedere nei bar, nei ristoranti o negli hotel. Proprio su quest’ultimo canone “speciale”, nel corso della pandemia Covid-19 sono state introdotte delle agevolazioni e degli sconti sul Canone Rai legati alle chiusure delle attività economiche.

Canone Rai, come è cambiato negli anni? La riforma Renzi

Nel corso degli anni il Canone Rai aveva destato particolari problemi nella riscossione, soprattutto per quanto riguarda i casi di “evasione”, ovvero l’omissione dal pagamento della tassa sul possesso del televisore. Per questo motivo, nel 2015, venne approvata la riforma Renzi, che ha previsto l’introduzione del Canone Rai e il suo pagamento direttamente nella bolletta elettrica.

Grazie a questa mossa, l’evasione si era drasticamente ridotta, ma a lievitare erano stati i costi per le famiglie. Basti pensare, infatti, che soltanto il canone aumenta i costi in bolletta di 9 al mese per 10 mesi, per un totale di 90 euro all’anno. La riforma, inoltre, avrebbe anche aumentato la cifra fino a 113 euro all’anno.

A partire dall’anno successivo alla riforma, ovvero il 2016, il canone è stato versato dal 41% degli italiani, per un ammontare complessivo di 420 milioni di euro rispetto al 2015. Gli evasori, invece, erano drasticamente ridotti, passando dal 36% al solo 10%. Il fenomeno, comunque, persisteva e persiste tuttora.

Canone Rai, come e quando potrebbe cambiare?

Per poter modificare la riscossione del Canone Rai occorre abrogare la riforma Renzi, ovvero quella legge che stabilisce che il canone si deve pagare nella bolletta elettrica. Attualmente, questa tassa sul possesso dei televisori, porta allo Stato la cifra di 1,7 miliardi di euro.

Ma sul tavolo rimangono ancora moltissime incognite: a partire dai tempi utili per la discussione e l’approvazione del disegno di legge. Il ddl dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri già giovedì 29 luglio, ma sul tavolo del Governo ci sono questioni ritenute prioritarie (come la riforma della Giustizia o il Green Pass).

Agosto poi è il mese della pausa estiva e dunque la discussione e l’approvazione potrebbe slittare a settembre. Il termine ultimo per l’entrata in vigore della nuova proposta di abrogazione della riforma Renzi e dello svincolo del Canone Rai dalla bolletta dovrà entrare in vigore – secondo quanto stabilito da Bruxelles – non oltre il 31 dicembre 2022.

Canone Rai fuori dalla bolletta: come si pagherà?

Sono dunque aperte tutte ipotesi sul possibile nuovo pagamento del Canone Rai. Qualcuno pensa di poter tornare al vecchio sistema, antecedente alla riforma Renzi: questo sistema, però, potrebbe spingere nuovamente l’evasione e provocare un danno più che un beneficio.

Si potrebbe allora optare per la modalità di pagamento che veniva sfruttata sin da alcuni anni fa da alcuni contribuenti, ovvero coloro che non godevano di un contratto domestico per la fornitura di energia elettrica. Per questi soggetti, dunque, il pagamento del Canone Rai avveniva tramite modello F24, con la possibilità di scegliere una modalità di pagamento in un’unica soluzione, oppure una rateizzazione dell’importo in quattro tranche di uguale valore.

In questi casi, nella compilazione del modello F24 dovevano essere inseriti in codice tributo “TVRI” per quanto riguarda il canone per il rinnovo dell’abbonamento a uso privato, oppure il codice “TVNA”, per quanto riguarda l’apertura di un nuovo abbonamento Tv a uso privato.

O, in alternativa, è possibile sfruttare l’addebito direttamente sulla pensione (questa modalità è prevista anche per il 2021). In tal caso, però, è necessario inoltrare con anticipo (entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello del pagamento del canone) la richiesta al proprio ente pensionistico. Inoltre, per poter scegliere questa alternativa, i contribuenti devono possedere un reddito complessivo (riferito all’anno precedente) non superiore a 18 mila euro.

Altri esponenti politici, invece, guardano a un altro modello diverso dai precedenti e dagli attuali, un nuovo sistema sul quale però non esiste ancora una linea.

Esonero dal pagamento o rimborso del Canone Rai: quando e per chi?

Esistono anche dei casi di esonero dal pagamento del Canone Rai riservati a particolari categorie di soggetti: per esempio, per le persone anziane con più di 75 anni, i diplomatici e i militari, gli stranieri. Per maggiori informazioni sulle possibili esenzioni dal pagamento del Canone Rai puoi leggere il nostro articolo dedicato.

Anche i nuclei familiari in possesso di una fornitura di energia elettrica, ma privi di un apparecchio tecnologico in grado di recepire i segnali radio televisivi, possono dichiarare il non possesso del televisore ed essere esclusi, quindi, dal pagamento del Canone Rai.

Infine, esiste anche la possibilità di ottenere il rimborso del Canone Rai già versato indebitamente: in tal caso, il modulo di riferimento è quello approvato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate nel 2016. Per conoscere tutte le informazioni necessarie per richiedere il rimborso del Canore Rai puoi visitare questo sito