Il canone Rai è una tassa che tutti i cittadini italiani sono tenuti a pagare nel caso in cui siano in possesso di un apparecchio in grado di ricevere il segnale di tutti i canali televisivi.

Negli ultimi mesi si è parlato molto del canone Rai anche per via dei cambiamenti rispetto al segnale di ricezione, che ha cambiato frequenza in tutto il nostro paese a partire da marzo 2022.

Ma la vera novità rispetto al pagamento dell'imposta sta nascendo nelle ultime settimane, in quanto si è presa la decisione di scorporare il pagamento del canone Rai rispetto a quello della bolletta dell'energia elettrica.

Questo in quanto fino all'anno scorso il pagamento del canone Rai è sempre avvenuto assieme al pagamento della bolletta dell'energia elettrica, senza dover effettuare nessun altro tipo di pagamento, tranne per tutti coloro che usufruiscono della sua esenzione

L'ipotesi che il pagamento del canone Rai venga ufficialmente scorporato dal pagamento della bolletta dell'energia elettrica è sempre più tangibile, questa opzione è infatti stata inserita anche all'interno del decreto energia recentemente approvato dalla camera.

Di conseguenza se questi ipotesi dovesse diventare realtà, in che modo si pagherà il canone Rai a partire dal 2023? Una risposta certa ancora non è ancora disponibile, ma nel corso dell'articolo vedremo tutte le opzioni plausibili rispetto a come si potrà pagare la tassa a partire dal prossimo anno. 

Canone Rai: come si paga la tassa all’interno della bolletta

Sappiamo che attualmente è ancora in vigore la norma secondo la quale il pagamento della tassa rispetto al canone Rai avviene direttamente assieme a quello della bolletta dell'energia elettrica

In questo senso tutti i cittadini italiani che possiedono degli apparecchi in grado di ricevere i canali televisivi, tutti i televisori moderni, possono effettuare il pagamento direttamente assieme al pagamento mensile della propria bolletta energetica. 

Il costo finora imputato alla tassa del canone Rai è pari a 90 € all'anno, suddivisi in 9 € mensili su 10 rate all'interno della propria bolletta; nel caso in cui un cittadino paghi la bolletta dell'energia elettrica ma non possieda un apparecchio in grado di ricevere i canali televisivi deve provvedere ad effettuare una richiesta specifica per avere l'esonero

Il pagamento in bolletta del canone Rai è in realtà una procedura molto recente, in quanto prima del 2016 la tassa veniva pagata attraverso il bollettino postale o bancario, scorporato rispetto a quello della bolletta dell'energia elettrica. 

La scelta di accorpare il pagamento dell'imposta a quello della bolletta dell'energia elettrica è stata fatta per ridurre l'evasione fiscale, in quanto molti cittadini evitavano il suo pagamento senza avere effettivamente il diritto ad un esonero. 

La recente decisione di scorporare il pagamento del canone Rai rispetto a quello della bolletta dell'energia elettrica deriva da due fattori principali. 

In primo luogo, sicuramente ha inciso l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica ma non solo, di tutte le bollette che cittadini italiani sono tenuti a pagare ogni mese; proprio per questo motivo si pensa di “alleggerire” il costo della singola bolletta scorporandovi appunto il pagamento del canone Rai.

In secondo luogo, invece entra in gioco l'Unione Europea, che già a partire dallo scorso anno aveva chiesto a tutti i paesi membri di scorporare le proprie bollette per le utenze domestiche, nel momento in cui vi erano delle voci non direttamente correlate alle singole utenze. 

Anche il nostro paese è stato preso in considerazione rispetto a questi cambiamenti, nonostante siano passati però diversi mesi una decisione non è stata ancora presa; modificare il pagamento della tassa del canone Rai potrebbe essere sicuramente il primo passo per adeguarsi alle disposizioni imposte dall'Unione Europea. 

È importante però ricordare un particolare che caratterizza solo il nostro paese, ovvero l'incasso totale ottenuto dal pagamento dell'imposta del canone Rai, negli ultimi sei anni, è stato di circa 2 miliardi all’anno e ha caratterizzato 83% dei ricavi della società Rai. 

Canone Rai: tutte le esenzioni ancora previste

Anche nel caso del pagamento della tassa del canone Rai sono previste delle esenzioni, e non solo nel caso in cui il cittadino possieda alcun apparecchio in grado di ricevere il segnale dei canali tv, ma anche per altre casistiche.

Le persone che hanno diritto all'esonero per il canone Rai nel 2022 sono i seguenti soggetti:

  • coloro che sono rivenditori e possiedono dei negozi in cui vengono riparate le televisioni;
  • i cittadini over 75 che hanno un reddito annuale non superiore agli 8.000 €;
  • tutti i militari delle forze armate italiane e appartenenti alle forze Nato;
  • sono inclusi anche i consolari e gli agenti diplomatici di altri paesi.

Il caso più comune risulta essere sicuramente quello dei cittadini over 75, motivo per cui è stato introdotto il requisito per cui il reddito posseduto dal cittadino non deve essere superiore agli 8.000 € annui, inoltre nel caso in cui conviva con un coniuge il reddito diventa pari a quello complessivo dei due soggetti.

L'esenzione viene applicata solo nel caso in cui l'anziano al di fuori del proprio coniuge non conviva con altri cittadini che sono in possesso di un reddito proprio; sono però esclusi dalla convivenza ovviamente tutti i collaboratori domestici, colf o badanti. 

Canone Rai: le opzioni possibili per il prossimo anno

Veniamo però adesso all'argomento principale della quale ci stiamo occupando in questo articolo, ovvero come verrà pagato il canone Rai a partire dal 2023. 

Una prima ipotesi rispetto al cambiamento del pagamento dell'imposta del canone Rai si era già presentata quando all'interno del PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza) era stata inserita una postilla secondo la quale il governo italiano si impegnava a rendere non obbligatorio per tutti coloro che vendono l'energia elettrica, di inserire all'interno delle bollette delle somme che non sono direttamente correlate con l'utilizzo appunto dell'energia stessa.

Essendo il canone Rai una tassa di possesso è ormai quasi certo che nel 2023 non si pagherà più attraverso la bolletta dell'energia elettrica, non è però ancora chiaro con che modalità verrà pagata, non è detto infatti che si torni al pagamento attraverso i bollettini postali o bancari come era prima del 2016. 

Il problema di tornare a pagare il canone Rai attraverso l'utilizzo di bollettini bancari o postali è proprio quello che ha spinto nel 2016 ad abolire questa forma di pagamento, ovvero l'evasione fiscale

L'utilizzo dei bollettini per il pagamento del canone Rai, infatti, non è uno dei metodi più sicuri, molti cittadini potrebbero approfittarsi di false esenzioni per riuscire ad aggirare il fisco e non pagare l'imposta.

Proprio per questi motivi si discute molto rispetto a quelle che potrebbero essere le alternative del pagamento del canone Rai, un'ipotesi che si sta facendo strada negli ultimi giorni è quella di effettuare il pagamento aggiungendo quest'imposta a quella sulla prima casa. 

Questa ipotesi è già utilizzata dal 2015 in Francia, dove il canone televisivo si paga assieme all'imposta aggiuntiva sulla prima casa, con un valore di 138 € annui. 

Nel nostro paese questa ipotesi potrebbe essere più problematica, in quanto non è obbligatorio per tutti i cittadini il pagamento dell'IMU, sulla prima casa, anzi è quasi per tutti ormai un'esenzione.

Nonostante questo metodo potesse sicuramente aiutare rispetto alle problematiche dell'evasione fiscale, risulta essere comunque difficile da applicare nel nostro paese, motivo per cui una terza ipotesi che si è proposta è quella di effettuare il pagamento dell'imposta canone Rai direttamente nella propria dichiarazione dei redditi. 

Canone Rai: il pagamento tramite la dichiarazione dei redditi

Risulta essere proprio questa l'ipotesi più plausibile per il pagamento del canone Rai a partire dal 2023, infatti inserire il suo pagamento all'interno della dichiarazione dei redditi è sicuramente il metodo più efficace e controllato che si possa avviare.

I motivi per cui questo metodo sembrerebbe essere il migliore sono diversi, a partire dal fatto che tutti i cittadini italiani o quasi effettuino la propria dichiarazione dei redditi annuale, utilizzando tra l'altro il modello 730.

All'interno del modello 730 e cittadini sono abituati ad inserire tutti i propri redditi, le imposte da pagare e anche i propri beni di proprietà, e proprio per questo risulterebbe essere molto semplice introdurre anche all'interno dello stesso modulo l'opzione di possedere o meno un apparecchio in grado di ricevere i canali tv.

La soluzione appena proposta potrebbe essere anche molto vantaggiosa dal punto di vista della lotta contro l'evasione fiscale, in quanto con l'ultimo decreto fiscale si sono inaspriti ulteriormente i controlli proprio sulle dichiarazioni dei redditi e sui modelli 730 compilati dai cittadini italiani.

Ricordiamo che queste sono ancora finora delle ipotesi e che dovremmo aspettare probabilmente la prossima legge di bilancio, per l'anno 2023, per sapere effettivamente in che modo si potrà pagare il canone Rai a partire dal 2023.

Canone Rai: una situazione ancora troppo incerta

Quello che risulta essere certo ad oggi è che la situazione purtroppo è molto confusa, non abbiamo ancora delle informazioni sicure rispetto a quello che accadrà al pagamento del canone Rai nel 2023, e soprattutto molti si chiedono per quale motivo questa tassa non sia ancora stata abolita.

L'ipotesi che sia lo stato italiano a farsi carico del pagamento di quest'imposta non è poi così un’utopia; infatti, tantissime altre nazioni europee hanno scelto questa modalità già da diversi anni. 

Nonostante questa ipotesi potrebbe essere tranquillamente realizzabile nel nostro paese, non abbiamo ancora nessun tipo di informazione che ci porti a pensare che sia un progetto nei piani del governo italiano, al momento quello sulla quale possiamo tirare un sospiro di sollievo è che dal prossimo anno l'imposta del canone Rai non graverà più sul costo delle bollette mensili.

Aspettiamo quindi la prossima legge di bilancio per capire più nello specifico quali saranno le soluzioni scelte dal governo italiano per il futuro pagamento dell'imposta del canone Rai.