Dal Governo guidato da Mario Draghi arriva una notizia senza precedenti: il canone Rai sarà definitivamente eliminato. Dal 2023 non sarà più sulla bolletta dell'elettricità: ad imporcelo è direttamente l'Europa, tramite il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per tutto il prossimo anno non cambierà nulla: le nostre bollette continueranno a rimanere uguali e quindi dovremo continuare a pagare il canone Rai.

La sorpresa arriverà, invece, con il 2023: si dovrebbe chiudere definitivamente la discussione su una delle tasse più odiate dai contrinbuenti italiani. Il canone Rai non sarà più in bolletta: ricordiamo che è dal 2016 che questo obolo ci viene inserito sulle utenze elettroche. L'allora Governo Renzi prese questa decisione per contrastare l'evasione di questa imposta. 

Canone Rai: fuori dalla bolletta dal 2023!

Il canone Rai è un onere improprio inserito in bolletta. Tra l'altro non è l'unico che compare bimestralmente sulle fatture, che gli utenti sono costretti a pagare. Un onere improprio, sostanzialmente, è un costo che nulla ha a che fare con il costo dell'elettricità, ma che ci viene addebitato comunque. Più volte negli ultimi mesi è trapelata la notizia che questo costo dovesse essere tolto dalla fattura del fornitore dell'elettricità, ma questa volta sembra che sia destinato da arrivare un vero e proprio cambiamento.

Il destino del canone Rai sembra essere scritto, anche perché le novità arrivano direttamente dalla Commissione europea:

La decisione di esecuzione del Consiglio sul piano italiano di ripresa e resilienza comprende misure volte a garantire la diffusione della concorrenza nei mercati al dettaglio dell’elettricità.

Una delle principali conseguenze di questa presa di decisione è che tutti i fornitori di energia elettrica non potranno riscuotere degli oneri, che non siano strattamente legati al settore elettrico. Questo, fondamentalmente, è il motivo per il quale il canone Rai sarà tolto dalla nostra bolletta. Ci sono poi anche delle altre motivazioni, che hanno portato a questo importante cambio di passo: la cancellazione del canone Rai dalle bollette è una scelta che deve essere inserita nella ben più ampia riforma del mercato dell'energia.

Canone Rai: tutti felici, ma anche un po' confusi!

E' dal 2016 che le famiglie italiane stanno pagando il canone rai direttamente nella bolletta dell'elettricità. Questa decisione venne presa dall'allora premier Matteo Renzi e dal suo Governo per cercare di contrastare l'evasione di questa imposta. Diciamo chiaramente che questo obiettivo venne centrato: nel 2016, rispetto al 2015, vennero incassati 420 milioni di euro in più. Gli evasori dell'imposta crollarono dal 36 al 10%. E' ovvio, però, che il canone Rai direttamente in bolletta ne fa lievitare il costo.

Adesso sarà necessario studiare un nuovo modo per continuare ad incassare l'imposta: un sistema che eviti che i contribuenti riprendano ad evaderla pesantemente. Carlo Fuortes, amministratore delegato della Rai, nel corso di un'audizione alla Commissione vigilanza del 12 ottobre 2021, ha provveduto a sollevare un'altra importante questione: nel caso in cui siano garantite delle risorse, sono a rischio gli investimenti della Rai.

Per cercare di sanare questo buco delle risorse, Fuortes ha avanzato quattro proposte:

  • il canone Rai deve essere risconosciuto integralmente, senza che vengano effettuate delle trattenute da 110 milioni di euro e provvedendo a finanziare il Fondo per il pluralismo che altre risorse;
  • cancellare la tassa sulla concessione sul canone ordinario;
  • limite di affollamento pubblicitario per singola fascia all’8%;
  • estendere il canone Rai ai device multimediali, quindi cellulari, Pc e tablet.

Canone Rai anche sui tablet e sui Pc!

Senza dubbio la proposta che è destinata a far maggiormente discutere è quella di estendere il canone Rai anche ai tabliet ed agli smartphone. Il motivo che starebbe dietro a questa proposta è molto semplice: gli utenti possono accedere ai contenuti Rai anche da questi device. Si potrebbe rispondere, che invece di applicare una tassa a tutti i possessori di pc e tablet, potrebbero rendere a pagamento quei contenuti: vi possono accedere solo quanti abbiano sottoscritto un abbonamento. Altrimenti si rischia di tassare il libero professionista che utilizza il Pc per lavoro e non lo usa per accedere ai contenuti Rai.

Carlo Fourtes, comunque, ha provveduto a spiegare che non si tratterebbe di una vera e propria tassa di possesso dello smartphone, ma sarebbe un tributo che avrebbe lo scopo di trovare quell'eliquilibrio tra quanto corrisposto e i servizi utilizzabili. Alla notizia della possibilità di estendere il canone Rai agli smartphone e ai tablet è seguita una reazione di contrasto – comprensibile – da parte dei cittadini. Il giudizio dei contribuenti è sostenuto da diverse forze politiche che affermano la non idoneità del momento per chiedere il pagamento di un ulteriore tributo agli italiani.