Le tasse a cui sono soggetti i cittadini italiani sono davvero tante. Ma, nella fattispecie, quella che probabilmente suscita meno simpatia - per così dire -, agli occhi della gente quando se ne legge il nome, è il Canone Rai. In questi ultimi giorni sono trapelate diverse ipotesi, circa una sua possibile cancellazione dalla bolletta dell’energia elettrica. 

Di sicuro e comprovato, però, non si sa ancora nulla. Infatti, si tratta solamente di una previsione fatta in base a quanto scritto sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: ovvero l’eliminazione di qualsiasi costo che sia, in un modo o nell’altro, estraneo a quello effettivo dell’energia elettrica. E, il Canone Rai, inserito proprio in questa tipologia di bollette, fa parte di questa categoria.

È comunque un’analisi che non poggia proprio del tutto i piedi per terra, perché, ad oggi, non si sa nulla per certo. Tuttavia, è interessante andare comunque ad analizzare la situazione che ha portato a tante discussioni sulla possibile cancellazione di questa tassa tanto chiacchierata.

Canone Rai: potrebbe essere un arrivederci?

Molto probabilmente, e sempre per ipotesi, il Canone Rai non sarà salutato definitivamente dalla numerosa platea di cittadini italiani che puntualmente se lo ritrovano in bolletta. 

Il Canone Rai, come ben si sa, non conta cifre troppe alte. La spesa ammonta a novanta euro circa ed è suddivisa nelle dieci bollette che vanno dal mese di gennaio al mese di ottobre. 

Ma, giungiamo al punto in questione. Perché si è pensato ad una possibile eliminazione del Canone Rai dalla bolletta? Basta dare una lettura al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pubblicato sul sito governo.it, in particolare al punto in cui leggiamo:

“Potenziando la trasparenza delle bollette per garantire maggiore certezza ai consumatori (legge annuale concorrenza o altro provvedimento normativo”.

A ben vedere, le ipotesi potrebbero essere corrette, in quanto, effettivamente, il Canone Rai rappresenta un costo estraneo al settore dell’energia elettrica. Tuttavia, per il momento, la prossima Legge sulla concorrenza 2021, non sembra introdurrà novità in merito alla possibile cancellazione del suddetto canone dalle bollette della luce.

La questione, pertanto, rimane aperta: non solo perché non ci sono riscontri ufficiali, ma, soprattutto, perché a dispetto di ciò che gli italiani che sono tenuti a versare questa tassa possono pensare, quello al Canone Rai non sarà eventualmente un semplice addio. Infatti, potrebbe anche essere che la tassa venga fatta versare in un altro modo, che non sia quello di inserirla all’interno delle bollette dell’energia elettrica.

Perciò, è bene ribadire, così come ci ricorda un articolo su informazionefiscale.it che:

“Al momento, quindi, non ci sono particolari indizi su una eventuale rimozione del canone Rai dalla bolletta”.

Anche perché, è doveroso sottolineare, che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non menziona esplicitamente il Canone in questione e, pertanto, come già detto, si tratta solamente di semplici congetture.

Canone rai: ma che cos’è?

Chiarita la questione delle supposizioni relative alla scomparsa del Canone Rai dalle bollette della luce ed in attesa di eventuali novità e cambiamenti circa il pagamento, è bene, adesso, fare qualche piccolo passo indietro, ricordando che cos’è questo fantomatico Canone Rai.

Sostanzialmente, si tratta di un canone di abbonamento televisivo che sono tenuti a pagare tutti coloro che, nelle proprie case, possiedono una televisione. L’importo, come già detto, non conta cifre troppe elevate. Infatti, si tratta di un versamento di circa novanta euro che vengono addebitati mensilmente e in dieci soluzioni, sulle bollette della luce, nei mesi da gennaio a ottobre.

Oltre agli utenti italiani, è bene precisare, che sono tenuti al pagamento del Canone Rai, anche chi risiede all’estero se e solo se ha un’abitazione in territorio italiano, con all’interno una televisione.

Canone Rai: quali sono le modalità di pagamento?

Il Canone Rai ammonta ad una cifra annuale di novanta euro, suddiviso in dieci soluzioni rateali, il cui pagamento viene addebitato sulle fatture dell’energia elettrica. Invece, nel caso in cui nessun componente del nucleo familiare deve versarlo e si è titolari di contratti elettrici appartenenti alla tipologia domestica residenziale, il Canone Rai dovrà essere pagato con il modello F24 entro il 31 gennaio.

Inoltre, è anche possibile optare per un’altra soluzione. Se il soggetto tenuto al versamento del suddetto canone, è titolare di pensione, potrà decidere si farlo addebitare sulla stessa. In questo caso, bisognerà farne opportuna domanda al proprio ente pensionistico, il quale avrà l’onere di provvedere a comunicare al pensionato l’esito della richiesta. I cittadini interessati devono farne richiesta entro e non oltre la data del 15 novembre dell’anno prima rispetto a quello in cui l’abbonamento è riferito.

Ricordiamo che questa opzione la potranno scegliere i cittadini che posseggono un reddito di pensione che non superi i 18.000 euro.

Rinfreschiamoci, un attimo, la memoria. Il Canone Rai è stato introdotto nelle bollette di utenza elettrica, nel 2015, dall’allora Governo Renzi, attraverso la Legge di Stabilità. L’obiettivo di questa misura era quella, come scritto sul sito ilsole24ore.com:

“Per contrastare la diffusa evasione sull’imposta per la Tv pubblica”.

Chi è esonerato dal pagamento del Canone Rai?

Vi sono anche alcune situazioni particolari, in cui una determinata categoria di cittadini, può richiedere l’esonero dal pagamento del Canone Rai. Andiamo a vedere chi.

Prima di tutto, chi non possibile nessun apparecchio televisivo non è tenuto a pagare questa tassa.

Oltre a ciò, vi sono anche una serie di categorie che possono essere esentate dal versamento di questa tanto poco simpatica tassa.

I cittadini over settantacinque, tanto per cominciare. Per chi fa parte di questa fascia d’età, non possiede un reddito annuo superiore a 8000 euro (anche dell’eventuale coniuge) e non convive con chi possiede un reddito proprio, è possibile presentare un’apposita dichiarazione sostitutiva, nel quale si impegna a dichiarare, sotto la propria responsabilità, di avere i requisiti previsti per ottenere l’esonero.

Come sottolineato sul sito dell’Agenzia delle Entrate:

“L’agevolazione compete se nell’abitazione di residenza si possiedono uno o più apparecchi televisivi, mentre non compete nel caso in cui l’apparecchio televisivo sia ubicato in luogo diverso da quello di residenza”.

Oltre a questa prima categoria, sono esonerati dal pagamento del canone anche gli agenti diplomatici, i funzionari e gli impiegati consolari, i funzionari di organizzazioni internazionali e i militari che non hanno la cittadinanza italiana che appartengono alle forze della Nato sul territorio italiano.

Infine, per i cittadini che sono titolari di un’utenza elettrica per uso domestico residenziale c’è la possibilità di dichiarare che nessuna delle abitazioni dove è in funzione l’elettricità è presente una televisione. Per far ciò, si dovrà presentare una dichiarazione sostitutiva, in cui i soggetti interessati a questa tipologia di esonero lo potranno dichiarare.

Il medesimo modello può essere utilizzato anche in altri casi. Il primo di questi consiste nel segnare che il canone è dovuto in relazione all’utenza intestata ad un altro componente del nucleo familiare. In questo caso, sul modello, si dovrà indicare il codice fiscale di quest’ultimo.

Inoltre, nel secondo caso, si può usare questo modello per comunicare che alcune condizioni, a differenza di prima, sono state soggetto a cambiamento.

Come si presenta il modello? L’interessato deve provvedere a presentare il modello usando l’apposita sezione sul portale istituzionale dell’Agenzia delle Entrate, accedendo tramite l’utilizzo delle credenziali Fisconline/Entratel, oppure designando un intermediario.

Per i meno esperti all’utilizzo del web, il modello può essere anche spedito tramite raccomandata, all’indirizzo indicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Si può chiedere il rimborso del canone rai? Sì. Ecco come!

In alcune particolari circostanze, che andremo ad analizzare di seguito, è possibile richiedere il rimborso del Canone Rai.

Per esempio, la prima e più evidente riguarda l’addebito del canone sulle bollette dei contribuenti, che non sono tenuti, però, a pagarlo. Per loro è possibile compilare un modello che deve essere presentato, telematicamente o attraverso una raccomandata, nel caso in cui ci si accorge di un addebito sulla bolletta non dovuto.

I motivi, chiaramente, possono essere molteplici. Per esempio il contribuente in questione è un over settantacinquenne che ha tutti i requisiti previsti per ottenere l’esonero dal pagamento.

Oppure, un altro caso potrebbe riguardare un diplomatico o un militare che ha provveduto a presentare la dichiarazione in cui asseriva di possedere i requisiti per l’esenzione. 

Ancora, un altro caso può riguardare un contribuente che ha pagato il canone rai e, nello stesso tempo, un altro membro del nucleo familiare ha provveduto a pagare a sua volta la tassa, utilizzando altri metodi di pagamento. E, analogamente, nel caso di contribuenti che hanno pagato il canone attraverso l’addebito sulle fatture elettriche e la stessa rata è stata pagata, sempre nelle medesime modalità, da un altro componente intestatario dell’utenza.

Infine, un ultimo caso riguarda i cittadini che hanno dichiarato di non essere in possesso di nessuna televisione.

I rimborsi in questione sono effettuati dalle società interessate, mediante un accredito sulla prima fattura oppure utilizzando altre modalità. Nel caso in cui il rimborso in questione non dovesse arrivare al destinatario, interverrà, direttamente, l’Agenzia delle Entrate.

Ricordiamo, infine, che le richieste di rimborso possono essere presentate accedendo all’area riservata sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Naturalmente, per poter accedere al servizio web in oggetto sarà prima necessaria l’iscrizione e la registrazione ai servizi telematici.