Il pagamento del Canone Rai è stato rimandato di due mesi: la proroga prevede che tutte le attività che detengono un televisore, come bar, ristoranti, attività commerciali e hotel, vedano slittare il pagamento del canone fino a fine marzo 2021.

C’è ancora tempo quindi per pagare il canone rai, disposizione del Consiglio di Amministrazione Rai che ha considerato di rimandare i pagamenti per dare più tempo alle attività colpite dalla situazione di crisi legata allo scoppio della pandemia.

Il canone rai si paga, ma c’è ancora tempo. Per chi ha un’attività, e quindi Partita Iva, siamo di fronte ad una tassa fissa, e la cifra da pagare varia da 203 a 7000 euro in base all’utilizzo. La proroga del pagamento prevede che venga saldato da parte di tutti coloro che, su spazi pubblici o commerciali, abbiano una o più televisioni.

Quando e come si paga il canone rai?

Il canone di fatto è una tassa con frequenza annuale, che sia le attività che le famiglie sono tenute a pagare nel caso in cui ricevano il segnale rai grazie alla propria televisione. Il canone è aggiunto ai costi da pagare sulla bolletta della luce, con pagamento in rate di 10 mesi.

Secondo la norma, il canone rai è strettamente collegato al possesso dell’apparecchio televisivo: è da pagare nel caso in cui si tenga, nella propria abitazione o luogo commerciale, un apparecchio, o più di uno, che permette la ricezione di trasmissioni televisive, e questo è indipendente dalla qualità o la quantità di utilizzo da parte del cittadino.

Non sono considerati apparecchi televisivi tutti i monitor che si possono utilizzare su personal computer, tablet o smartphone. Nel 2020 il canone rai è stato pagato dagli italiani per una cifra complessiva annuale di 90 euro, dilazionati in 9 euro al mese per 10 mesi. Ma perché è una tassa obbligatoria?

Perché il canone rai è obbligatorio? Gli italiani se lo chiedono

Il pagamento prevede, di fatto, una tassa sul servizio televisivo in abbonamento, che è rimasta invariata nel tempo da circa 80 anni. Molti si chiedono perché è necessario pagare il canone rai pur non vedendo canali rai o la televisione.

Il canone è strettamente collegato, come abbiamo visto, all’apparecchio televisivo. La tassa è di fatto statale, per accedere ad un servizio pubblico come la rai. Nonostante si sono poi nel tempo moltiplicati i canali e le trasmissioni televisive, questa tassa è rimasta invariata.

E’ importante ricordare che il canone non va pagato doppiamente se si posseggono due o più apparecchi televisivi, ma si paga in un’unica tassa, per la ricezione stessa dei canali. Allo stesso modo, la tassa si paga una sola volta per famiglia, il numero di componenti del nucleo famigliare non è decisivo nel pagamento.

Il canone rai si applica anche a livello di attività che introducono all’interno dei propri spazi uno o più apparecchi TV, e in questo caso la cifra può superare i 90 euro stabiliti per le famiglie. In questo caso la tassa si applica a tutti gli uffici, negozi o locali aperti al pubblico che sono in grado, tramite apparecchio televisivo, di ricevere il segnale.

Il pagamento di questa tassa ha fatto molto discutere negli ultimi mesi: devono pagarlo anche proprietari di bar e ristoranti che in questo momento storico sono rimasti chiusi o non lavorano a pieno ritmo? La risposta è affermativa. Però, per il saldo del pagamento, è stata decisa una proroga che offre ancora tempo fino a fine marzo.

Chi non paga il canone rai nel 2021?

Ci sono alcuni casi in cui si è automaticamente esonerati dal pagamento del canone rai:

•Non è obbligatorio se sono presenti monitor che non ricevono il segnale televisivo (computer, tablet, smartphone);

•Non devono pagarlo i rivenditori di apparecchi televisivi;

•Chi ha in casa una radio è esente dalla tassa;

•Le persone che hanno un’età superiore a 75 anni, con reddito del nucleo dei coniugi inferiore a 8.000 euro annui non pagano;

•Non si paga per apparecchi situati all’interno di edifici adibiti ad uso militare;

•Non si paga per apparecchi situati in edifici di consolato o di ambasciata;

•Non si paga se si guardano i canali tramite internet (computer, tablet) e non è presente un televisore;

•Non si paga in tutti i casi in cui non si possiede un televisore.

La tassa del canone è collegata direttamente all’utilizzo di una televisione che può ricevere i canali. Per questo motivo sono esclusi dai pagamenti i cittadini che nelle proprie abitazioni posseggono computer e altre tecnologie, inclusa la radio.

Dove inviare la disdetta del canone rai

Nel caso in cui si voglia rinunciare al servizio, sia perché sussistono le condizioni viste prima, sia perché il canone non è più in essere per motivazioni maggiori (smaltimento della televisione, decesso della persona che la utilizzava, o altri motivi) bisogna comunicare la disdetta del canone rai. In questo modo non si riceve più il pagamento automatico in bolletta.

E’ possibile disdire il canone rai sul portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, ma non solo. Si può fare richiesta anche attraverso un ufficio CAF convenzionato o un professionista presso studi commercialisti.

Esiste poi un modulo ufficiale di disdetta del canone rai compilabile che si può inviare tramite posta ordinaria o tramite PEC all’indirizzo ufficiale cp22.sat@postacertificata.rai.it.

Allo stesso modo è possibile presentare richiesta di rimborso nel caso di avvenuto pagamento di una cifra non dovuta relativa al canone in bolletta.

Canone rai per attività commerciali: è polemica

La polemica sul pagamento per le attività commerciali non si ferma: il periodo di pandemia ha portato ad una crisi senza precedenti per le attività aperte al pubblico, e il canone rai è visto come l’ennesima tassa da pagare.

Per attività commerciali e alberghi il canone può arrivare anche a cifre che variano tra i 1.000 e i 6.000 euro, e molti alberghi della zona di Milano si sono rivolti a Confesercenti per protestare. Come è possibile dover pagare il canone rai anche se gli hotel sono chiusi?

Gli hotel in media pagano 1.000 euro a testa per il canone, e Confesercenti ha dichiarato che il pagamento di questa tassa è, oltre che assurdo, anche offensivo per il periodo storico che stiamo vivendo e che gli hotel sono costretti ad affrontare.

Nonostante la proroga del pagamento a fine marzo, gli albergatori hanno fatto richiesta alla Rai e direttamente al governo di sospendere temporaneamente il canone, tenendo conto che di fatto gli hotel sono chiusi e nessuno può fruire delle trasmissioni.

Canone rai da pagare con attività chiuse, ma il Festival di Sanremo si è svolto

Una delle polemiche presentate dagli albergatori e dai ristoratori riguarda il Festival di Sanremo:

“Il festival di Sanremo è stato uno schiaffo a tutte le attività commerciali costrette a stare chiuse: per questo ci auguriamo che i suoi ricavi possano essere utilizzati dalla Rai per mitigare il carico fiscale sulle attività.”

Il presidente di ATR Milano, un’area di Confesercenti, dichiara così il suo sdegno verso la questione canone rai: il festival si è tenuto nonostante le restrizioni per la pandemia, eppure il pagamento continua ad essere richiesto.

Ristoratori e albergatori chiedono che venga sospeso o nuovamente prorogato, nel rispetto di tutti i titolari di attività che non possono lavorare o che hanno perso somme di denaro ingenti a causa delle restrizioni.

Esonero dal pagamento del canone rai: lo chiede l’ANPCI

Albergatori e ristoratori milanesi non sono gli unici a chiedere, oltre ad una proroga, anche una sospensione del pagamento del canone rai. Anche l’Associazione Nazionale Piccoli Comuni (ANPCI) chiede, tramite lettera al governo, che le attività vengano esonerate dal pagamento.

Dichiara l’associazione che nei piccoli comuni sono moltissimi i bar e i punti di ritrovo forniti di apparecchio televisivo, ma con la crisi che ha toccato non solo le città, ma anche i comuni più piccoli, è impossibile pagare ulteriormente il prezzo del canone.

Queste attività richiedono la presenza di un televisore per intrattenere i clienti, e viste le recenti chiusure, lo stesso non è stato utilizzato. Si chiede in questi casi una diminuzione di prezzo generale della tassa, che per i bar dei piccoli comuni può arrivare anche a 400 o 500 euro per un televisore.

Per molti il pagamento del canone risulta offensivo, nel periodo attuale. Per il momento c’è ancora tempo fino a fine marzo, e si ipotizzano anche proroghe successive, ma dobbiamo ancora aspettare le comunicazioni ufficiali del governo per le prossime evoluzioni.