A parole si afferma di voler tagliare le tasse, a parole si afferma di volere una riforma fiscale a "favore" dei cittadini, a parole si garantisce che si ridurrà il carico fiscale dei cittadini... Parole, parole, parole, avrebbe cantato Mina. Ma i fatti? La realtà delle cose qual è e quale sarà? Le prospettive, purtroppo, non sono rosee. 

Una delle più odiate tasse del nostro paese, il Canone Rai o Tassa di possesso su apparecchi radio televisivi, rischia di essere ampliata ed estesa anche a coloro che adesso sono esenti. In che senso?

Secondo la normativa attuale, chi ha deciso di non possedere un apparecchio televisivo, grazie all'invio di una auto-certifiicazione in cui dichiara di non possedere alcun televisore, viene esentato dal pagamento del Canone Rai.

Questi soggetti sono esenti anche se posseggono uno smartphone e/o un tablet. Purtroppo al momento sono tornati nuovamente nel mirino dell'affamata Rai, che più ne ha e più ne vuole

L'amministratore delegato Carlo Fuortes, non contento di aver già richiesto un inaudito innalzamento del canone Rai pagato da milioni di italiani e inserito (in maniera NON conforme alle direttive europee) nella bolletta dell'energia elettrica, ha avuto anche il coraggio di chiedere un'estensione urbi et orbi della tassa a tutti gli apparecchi che hanno la sfortuna di ricevere il segnale e dunque anche smartphone, tablet e ogni altro dispositivo mobile. 

Ma andiamo per ordine ed entriamo nei dettagli.

Canone Rai: il servizio pubblico sempre più affamato di tasse

In una lunga intervista rilasciata a Repubblica, Fuortes ha giustificato con queste parole le scandalose intenzioni di Viale Mazzini:

"Non si tratta di una tassa sul telefonino (ah no?!) Ho fatto un ragionamento semplice: in base a una legge del 1938, in Italia il canone è legato al possesso di un’apparecchiatura radiotelevisiva, mentre in tutti gli altri Paesi si paga in base alla possibilità di vedere le trasmissioni. E siccome oggi tutti i device possono accedere ai programmi Rai attraverso Raiplay, sarebbe bene che anche noi ci adeguassimo".

Certo! Bisogna adeguarsi agli altri paesi europei! Che diamine. Quando conviene a loro bisogna adeguarsi all'Unione Europea. Sul Green Pass, invece, andiamo dritto come un treno a folle velocità per la nostra strada, che è solo nostra, visto che in nessun altro paese esiste un lasciapassare per svolgere attività varie e, soprattutto, non esiste per lavorare.

Ma se si tratta di estendere una tassa, per diamine, vogliamo adeguarci agli altri paesi europei o no? Mica vogliamo restare fermi e bloccati al 1938? Non importa che poi sulla benzina paghiamo ancora le accise sulla guerra in Etiopia; quella è un'altra storia.

Fuortes ha un unico obbiettivo: aumentare i profitti di viale Mazzini, a qualsiasi costo e oltre a richiedere un innalzamento del canone e un'estensione ad ogni dispositivo mobile possibile e immaginabile, Fuortes ha anche richiesto di abbassare il limite sugli spot pubblicitari. Arraffare il più possibile sembra l'obbiettivo primario: tasse e affollamento pubblicitario a più non posso, per un servizio pubblico sempre più scadente e asservito al potere. 

Canone Rai sui dispositivi mobili: arriva il primo No da Fratelli d'Italia e dalla Presidente Giorgia Meloni

L'irriducibile e coraggiosa Presidente di Fratelli d'Italia si è fatta già sentire su questa scandalosa proposta, e lo ha fatto come suo solito senza giri di parole:

"Irricevibile la proposta dell'ad della tv di Stato nominato da Draghi, Carlo Fuortes, di far pagare anche i cittadini che utilizzano device diversi dalla tv per vedere la programmazione del servizio pubblico. Di fatto, sarebbe un aumento mascherato del canone Rai che andrebbe a pesare su ogni singolo italiano che possiede uno smartphone". 

Ci rendiamo conto che in questo modo il canone verrebbe pagato da ogni famiglia (per il possedimento della Tv) e da ogni singolo appartenente alla famiglia che possiede uno smartphone? Fratelli d'Italia promette battaglia in tutte le sedi, perché una proposta così in un momento del genere dove sta aumentando di tutto: bollette, benzina, inflazione, è inaccettabile! 

Al momento quanto si paga il Canone Rai?

Il canone di abbonamento alla televisione, viene pagato da tutte le famiglie che possiedono un apparecchio televisivo. Una tassa annuale per famiglia. Dal 2016 è inserito automaticamente nella bolletta dell'energia elettrica, per una presunzione secondo la quale ogni famiglia che abbia la corrente abbia anche un apparecchio televisivo. Il vero motivo è che si è voluta evitare l'evasione di questa tassa, prima molto evasa, quando veniva pagata con bollettino postale. Presunzione contraria, però, alle direttive europee e che presto dovrà cambiare. 

L’importo del canone televisivo al momento è pari a 90 euro annui, divisi in 10 rate mensili divise nelle varie bollette elettriche.

Canone Rai: quali sono gli attuali casi di esenzione in cui si viene esentati dal pagamento della tassa?

Esistono però casi specifici in cui gli utenti non sono tenuti a pagare questa tassa. Per richiedere l’esenzione è necessario presentare una auto-dichiarazione nella quale si dichiara di non possedere un apparecchio Tv

Oltre a coloro che non possiedono un apparecchio televisivo, ecco l'elenco di coloro che sono esenti dal Canone Rai:

  • Gli eredi di un defunto nella cui casa non è più presente un apparecchio televisivo;
  • Cittadini sopra i 75 anni con reddito annuo non superiore agli 8 mila euro;
  • Agenti diplomatici, consoli, i funzionari di organizzazioni internazionali, i militari di cittadinanza non italiana, appartenenti alla Nato.

Canone Rai; cosa accade attualmente se non si dovesse pagare la tassa?

Può capitare di presentare volontariamente o per errore domanda di esenzione del canone Rai. Cosa accade in caso di accertamento fiscale?

In caso di accertamento fiscale, chi non ha pagato il Canone Rai può ritrovarsi a pagare un canone fino a 6 volte l’importo dell’imposta, quindi fino a 540 euro, oltre al pagamento di sanzioni e interessi di mora. 

Inoltre la Guardia di Finanza potrebbe decidere di denunciare il soggetto per il reato di falso ideologico, per aver sottoscritto una menzogna. E in questo caso il reato è penale e prevede una pena fino a 2 anni di carcere.

Canone Rai: Striscia la Notizia fa luce su uno scandalo; si vuole far pagare il canone ai piccoli e si tollera il mancato pagamento da parte dei "grandi"

Qualche giorno fa la rubrica di Striscia la Notizia, condotta da Pinuccio, “Rai Scoglio 24” è tornata ad occuparsi degli sprechi Rai. E così si è parlato dell'amministratore delegato Carlo Fuortes che vorrebbe far pagare il Canone anche a chi guarda la televisione sul telefonino, ma poi accetta che i big, con miliardi e miliardi di fatturato non paghino nemmeno un centesimo di canone.

Chi sarebbero questi big? Grandi catene GDO, stazioni ferroviarie, banche, aeroporti, aziende con fatturati di miliardi e miliardi di euro che si rifiutano di pagare questo balzello e che se solo pagassero la metà di quello che gli spetta, nelle tasche di viale Mazzini pioverebbero circa 60 milioni. Altro che far pagare la tassa a chi ha lo smartphone. 

Canone Rai: dopo il PNRR c'è necessità di una maggiore trasparenza sulle bollette dell'energia elettrica

La presenza del canone RAI nelle bolletta dell’energia elettrica risale al lontano 2015, con l’attuazione della riforma Renzi.

Adesso, però, con l’Italia che ha preso parte al programma del PNRR (Recovery Fund), le spese accessorie presenti nelle bollette dell'energia elettrica hanno la necessità di essere più trasparenti, seguendo le direttive dell'Unione Europea. È una condizione essenziale per applicare il programma del PNRR.

Al momento il governo Draghi non ci pensa proprio all'eliminazione del Canone dalla bolletta elettrica. Chissà se dovesse  esserci una novità prima della Legge di Bilancio e con il varo del Decreto Concorrenza. Staremo a vedere. 

Visto che il Governo presume che chiunque abbia una bolletta elettrica, possieda anche un apparecchio televisivo, l'onere di dichiarare il contrario ricade sul singolo cittadino che entro il 31 gennaio di ogni anno, deve inviare una auto-dichiarazione nella quale dichiara di non possedere alcun apparecchio televisivo

La richiesta  di esenzione è una semplice autocertificazione che va spedita tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure telematicamente o tramite Patronato e Caf.

Il Canone Rai non si paga sulle seconde case

Questa tassa si paga solo sull'abitazione principale, dove è iscritta la residenza anagrafica della famiglia. E si paga una sola volta, non importa quanti siano gli apparecchi in possesso della famiglia nella prima casa o nelle seconde case. 

E, fino a questo momento chiunque possiede uno smartphone, un tablet o un dispositivo mobile ma non possiede un apparecchio televisivo, non deve pagare alcun canone.

Chi ha un PC o un tablet deve pagare il Canone? Secondo una nota del MISE del 22 febbraio 2012 la risposta è No.

"Solo apparecchi atti o adattabili a ricevere il segnale audio/video attraverso la piattaforma terrestre e/o satellitare sono assoggettabili a canone TV. Ne consegue che di per sé i computer, tablet e pc non sono assoggettabili a canone".

L’importante però è che il vostro computer sia privo del sintonizzatore TV, in caso contrario, sareste obbligati anche voi a pagare il Canone e se non lo faceste, sareste considerati evasori.

Se non avete una TV ma avete un PC, un tablet (privi di sintonizzatore) e una radio sarete lo stesso esentati dal pagamento del Canone perché secondo quanto disposto dalla legge 27 dicembre 1997, 449, «non esistono più canoni ordinari dovuti per la detenzione di apparecchi radiofonici nell’ambito familiare». 

Questa normativa, però, potrebbe presto cambiare per un'idea del nuovo amministratore delegato Rai Carlo Fuortes, nominato dal nostro caro Governo Draghi, sempre dalla parte dei cittadini. L'idea, come abbiamo accennato all'inizio, è far pagare il canone Rai anche a chi possiede un semplice smartphone o un qualsiasi altro dispositivo mobile.