Guardare la televisione è diventato un lusso? Forse sì vista la proposta presentata dall’Amministratore Delegato della RAI Carlo Fuortes. In effetti se si analizza il trend, è emerso che l’avvento dell’on demand e dei numerosissimi canali streaming ha assorbito una grossa fetta di telespettatori alla vecchia tv. Ad avvicinarsi al mondo dello streaming e dell’on demand sono per lo più i giovani, che preferiscono scegliere quale film guardare, quando iniziarlo, quando metterlo in pausa e finirlo un’altra volta. Negli ultimi anni tablet, pc e smartphone si sono dotati di applicazioni che consentono di seguire i programmi prodotti per la televisione. Di qui la proposta dell’AD della RAI Fuortes di estendere l’applicazione del Canone RAI ai tablet, smartphone e agli altri device elettronici.

Canone RAI Tablet e Smartphone: la proposta dell’AD della Rai

La ragione alla base della proposta dell’AD della RAI Carlo Fuortes sarebbe quella di adeguarsi econdo Carlo Fuortes è tempo di adeguarsi agli altri Paesi europei. Pertanto, l’obiettivo sarebbe quello di imporre il pagamento del canone RAI anche a chi non è detentore di un apparecchio televisivo, ma detiene un device elettronico.

“Adeguare il pagamento del canone Rai anche per chi non ha un televisore classico in casa, ma guarda le trasmissioni grazie ai tablet e agli smartphone”,

è quanto proposto dalla stesso AD della RAI.

Lo scopo è quello di rimpinguare le casse della RAI. Negli ultimi anni la televisione di Stato ha visto i suoi ricavi pubblicitari e commerciali ridursi progressivamente a causa di determinate scelte normative e dalla stessa evoluzione digitale. Per non parlare poi della crescente concorrenza delle piattaforme Rakuten, Netflix e Amazon Prime. Nonostante il bonus Rottamazione TV sempre più italiani preferiscono non acquistare un televisore e prediligere l’utilizzo di un tablet o smartphone per vedere i canali televisivi. Inoltre, l’AD della RAI chiede Fuortes chiede la cancellazione della trattenuta da 110 milioni che lo Stato fa sul canone e un contestuale incremento dei possibili spazi pubblicitari. La RAI dovrebbe puntare ad un netto miglioramento della qualità dei contenuti trasmessi. Ciò consentirebbe di migliorare la percezione del fattore qualità da parte degli utenti e permetterebbe all’Italia di allinearsi agli standard di qualità adottati da altri paesi europei, tra cui la Germania, la Croazia, la Francia e la Svizzera.

Canone RAI esteso ai tablet ed agli smartphone: la tassazione degli altri paesi europei?

A differenza dell’Italia gli altri Paesi del Vecchio Continente non applicano il canone in bolletta energia elettrica. La televisione viene direttamente sostenuta dallo Stato nei seguenti paesi: Croazia e Slovenia, Danimarca, Regno Unito. In Spagna, in Belgio ed in Olanda il canone non è previsto. Il canone è un tributo per il mantenimento di tutta l’infrastruttura a cui si appoggiano le altre unità del digitale terrestre.

Conti RAI in rosso e ascolti in calo

I conti del quartier generale di Viale Giuseppe Mazzini sono in rosso: il CdA ha approvato il budget 2021 della televisione pubblica dal quale risulta un disavanzo di 57 milioni di euro. I risultati sono ampiamente inferiori alle stime del Piano industriale 2019-21 e la gestione risente degli effetti della pandemia che hanno avuto un impatto sul calo degli introiti commerciali e pubblicitari. A preoccupare maggiormente il bilancio della RAI sono i 220 milioni di rosso previsti per l’anno in corso. I Vertici hanno calcolato che dei 90 euro che i cittadini italiani pagano di Canone alla Rai ne arrivano circa 75.

Canone RAI: si va verso l’addio del pagamento in bolletta?

Altro nodo cruciale è l’eliminazione del Canone RAI in bolletta energia elettrica. Si tratta di una decisione che rientra nell’ambito degli impegni presi dal Governo italiano con l’Unione Europea nel Pnrr. Tra le voci a favore dell’abolizione del Canone RAI in bolletta energia elettrica c’è quella del Codacons, che l’ha definita

“l’imposta più odiata dagli italiani”.

Si tratta di

“una vera e propria vessazione a danno degli utenti, che si sono ritrovati a pagare bollette più salate a causa della decisione del Governo Renzi”.