La scadenza è vicina: il 31 gennaio 2021. Entro questa data occorre, per i contribuenti aventi diritto, inoltrare la richiesta per ottenere l’esenzione dal pagamento del canone TV sulla detenzione dell’apparecchio TV.

Ma chi può non pagare l'imposta? Dal sito dell’Agenzia delle Entrate leggiamo che i cosiddetti fortunati esonerati dal pagamento del canone TV Rai sono gli agenti diplomatici e consolari, i militari delle Forze Armate e delle Forze Nato e gli invalidi civili degenti in casa di riposo.

Esistono, però, altre due categorie di contribuenti che possono fare richiesta di esenzione e che sicuramente vanno ad abbracciare una platea molto più vasta di cittadini italiani.

Chi deve pagare il canone TV

Con la Legge di Stabilità del 2016 è stata modificata la modalità di pagamento del canone Rai. La sua corresponsione non è più effettuata volontariamente dal contribuente tramite bollettino, ma viene imposta in maniera forzosa attraverso l’addebito sulla bolletta della sua utenza elettrica.

Il legislatore ‘presume’ dunque che chiunque sia titolare di un’utenza elettrica nel luogo di residenza, possieda anche un televisore, e dunque è tenuto a versare il canone annuale. Sta poi al contribuente dimostrare eventualmente di non possedere l’apparecchio TV attraverso un’autocertificazione da rinnovare ogni anno.

Effettivamente, nonostante quanto possiamo leggere sulla stampa a proposito di esenzioni e cancellazioni, sono davvero poche le persone che sfuggono a questa imposta.

Il canone TV ordinario deve essere corrisposto da chiunque possegga un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive.

Essere fruitori esclusivi di trasmissioni satellitari o via cavo e di abbonamenti streaming, senza mai nemmeno dare un’occhiata ai programmi RAI, non dispensa dal pagamento. Stesso discorso anche per chi utilizza il televisore come monitor per il PC o esclusivamente per godersi i DVD preferiti.

Quasi tutti devono pagare il canone, e anche se l’apparecchio radio non si calcola, si presume che un cittadino debba detenere un televisore a tutti i costi. Sono poi questioni sue dimostrare di non possederlo se non vuole pagare un’imposta che non è tenuto a corrispondere.

Il legislatore, comunque, riconosce che il canone TV vada pagato una sola volta all’anno, per il solo apparecchio detenuto nella abitazione di residenza, anche nel caso si possieda più di un televisore.

Esenzione del canone TV per cittadini ultrasettaantacinquenni

I contribuenti che hanno compiuto i 75 anni di età non sono tenuti a pagare il canone TV, a condizione che il reddito annuo proprio e del coniuge non superi complessivamente gli 8.000 Euro.

Nel caso, pur essendo in possesso dei requisiti previsti dalla norma, abbiano pagato il canone TV, possono chiederne il rimborso mediante il modulo preposto e la dichiarazione sostitutiva attestante la sussistenza delle condizioni e dei requisiti che danno diritto all’esenzione.

L’esenzione dal pagamento dei 90 Euro di canone TV spetta per intero quando il compimento dei 75 anni è avvenuto entro il 31 gennaio dell’anno stesso. Se invece è avvenuto dal 1° febbraio al 31 luglio dell’anno, l’agevolazione spetta per il solo secondo semestre.

Tutte la modulistica e le informazioni dettagliate sulla procedura sono reperibili dalla pagina dedicata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Chi non possiede il televisore non deve pagare il canone RAI TV

Esiste un’ultima categoria di contribuenti che possono beneficiare dell’agevolazione dell’esenzione del canone TV, ovvero coloro che non posseggono un televisore proprio o di un componente del nucleo familiare, in alcuna abitazione di cui siano titolari dell’utenza elettrica.

Il possesso di un PC privo di sintonizzatore TV, con cui assistere alle trasmissioni dei programmi radiotelevisivi tramite la rete internet, e non tramite segnale digitale terrestre o satellitare, non comporta il pagamento del canone.

La disdetta dell’abbonamento non comporta più il suggellamento dell’apparecchio, come talvolta avveniva anni fa, ma prevede la presentazione della dichiarazione sostitutiva di non detenzione da parte del contribuente titolare di un’utenza di fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale.

La presentazione della dichiarazione sostitutiva, ovvero della autocertificazione tramite cui il contribuente dichiara di non possedere un televisore, per avere effetto per l’intero anno va presentata a partire dal 1° luglio dell’anno precedente al 31 gennaio dell’anno di riferimento.

Presentando la medesima dichiarazione dal 1° febbraio al 30 giugno dell’anno di riferimento si ha diritto all’esenzione del canone TV per il solo semestre luglio-dicembre.

Con riferimento all’intero anno 2021, dunque, la dichiarazione di non detenzione va presentata entro il 31 gennaio. Una presentazione tardiva, fino al 30 giugno, determinerà un’agevolazione di soli sei mesi di esenzione di canone RAI TV.

Anche in questo caso, il sito dell’Agenzia delle Entrate dettaglia la procedura e fornisce la modulistica necessaria.

La dichiarazione di non detenzione può essere inviata online compilando il modulo direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate, inviando il modulo compilato tramite Pec, tramite lettera raccomandata senza busta, oppure ancora avvalendosi di un intermediario abilitato (Caf o patronato).

La dichiarazione va rinnovata ogni anno nei tempi di scadenza previsti. La mancata presentazione dell’autocertificazione riporterà automaticamente il contribuente (se aveva presentato la dichiarazione nell'anno precedente) alla condizione di detentore di apparecchio televisivo e dunque all’addebito sulla bolletta elettrica dei 90 Euro annuali (o 45 Euro semestrali).

Quali rischi con una dichiarazione non veritiera di non possesso del televisore per non pagare il canone tv

Ora, abbiamo visto come sia semplice non pagare il canone TV. Una semplice dichiarazione di non possesso, apparentemente sembra liberare da ogni pensiero. Effettivamente, con le connessioni internet progressivamente più stabili, veloci e a tariffe economiche, sono sempre più gli utenti che abbandonano l’apparecchio televisivo per una fruizione di programmi TV e radiofonici da PC o tablet, o addirittura da smartphone. Modalità che abbiamo visto non comportano il pagamento del canone.

Ma se in realtà nell’abitazione di residenza l’apparecchio TV è presente, e il titolare di utenza elettrica ha presentato l’autocertificazione di non possesso dell’apparecchio, questa azione comporta sicuramente una responsabilità penale per falsa dichiarazione.

La lotta all’evasione del canone TV, con la Legge di Stabilità del 2016, ha fatto un salto di qualità. Se prima la mancata risposta alla cartolina bianca che invitava al pagamento del canone TV, equivaleva all’evasione dell’imposta, ora è richiesta una dichiarazione ufficiale di non possesso, che se non veritiera viene iscritta come ‘falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico’.

Un reato a tutti gli effetti, disciplinato dal Dpr 445/2000 (art. 76), che a sua volta rimanda all’art. 483 del Codice Penale, e che comporta fino a due anni di reclusione. Sicuramente una differenza non da poco.

Ma fino a che punto la disciplina può applicarsi alla realtà? Sono molte le difficoltà al proposito, a partire dalla quantificazione della cifra evasa (ricordiamo come nella bolletta elettrica non vengano addebitati arretrati di canone), ma anche dal beneficio e dalle circostanze in cui si è commessa l’evasione. Tutti elementi questi che rendono molto complessa l’applicazione della sanzione in concreto. È davvero difficile immaginare un giudice che applichi il massimo della pena a seguito di una dichiarazione non veritiera di possesso di televisore.

Quali controlli se non si paga il canone TV?

Il secondo aspetto legato alla dichiarazione di non detenzione di televisore finalizzata all’esenzione del canone TV, è quello relativo ai possibili accertamenti, da parte dell'Agenzia delle Entrate, sulla presenza in casa di un apparecchio TV.

La Legge di Stabilità del 2016 dispone che l’amministrazione è autorizzata a procedere con controlli idonei atti a verificare la presenza o meno dell’apparecchio, ogni volta in cui sorgano fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive.

Ma come potrebbero avvenire concretamente questi controlli? Sicuramente attraverso l’incrocio di dati provenienti da più soggetti, pubblici e privati. Le banche dati dell’anagrafe tributaria, del Ministero dell’Interno, dei comuni, dell’Acquirente Unico, dell’Autorità per l’energia elettrica e delle altre utenze domestiche, sono sicuramente una fonte ricchissima di dati che potrebbero chiarire molte cose riguardo una autocertificazione dubbia.

Ma ci sono anche altri soggetti privati in grado di fornire ulteriori dati preziosi, come le Pay TV e le aziende di telecomunicazioni, che tuttavia sarebbero tenute a rilasciare informazioni solo successivamente a un’istanza dell’autorità giudiziaria.

Tuttavia, l’incrocio di tutti questi dati non condurrà mai alla certezza della presenza di un televisore nella casa del contribuente che ha dichiarato di non possederlo.

Il passaggio al penale deve avvenire attraverso un accertamento e non può essere conseguente a una dichiarazione.

E come può avvenire l’accertamento? Esclusivamente con l’ingresso nella casa del contribuente da parte dell’autorità preposta.

Un’azione simile richiede l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica e un mandato che normalmente viene rilasciato soltanto in presenza di forti sospetti di evasione.

Anche per l’evasione dei 90 Euro annuali di canone Rai TV, l’ipotesi di un accertamento di questa portata non è da escludere. Tuttavia va riconosciuto che è abbastanza improbabile si verifichi concretamente.