Il Cdm ha previsto la proroga al 31-08-2021 per l’attività di riscossione delle cartelle esattoriali, gli avvisi di addebito nonché di accertamento di competenze dell’Agenzia di riscossione, ex Equitalia. Dal primo luglio sarebbe dovuta riprendere l’attività di notifica per quanto inerisce le cartelle e i pignoramenti. Il nuovo intervento del governo modifica pertanto quanto disciplinato dal Decreto Sostegni bis, che segnava come data finale il 30 giugno per la sospensione dell’attività di riscossione, allungando di fatto la data prevista di due mesi. 

Intanto è allo studio la valutazione di una possibile soluzione per quanto concerne la rateizzazione del saldo e stralcio e della rottamazione delle cartelle fiscali.

Pertanto dall’incontro del Cdm tenutosi due giorni fa, sono stati riconosciuti altri due mensilitá della c.d. pace fiscale e di stop delle cartelle esattoriali. L’ufficialità sarà comunicata in occasione dell'approvazione del prossimo decreto che fa seguito al Sostegni Bis che aveva indicato come data ultima il 30 giugno per le proroghe che si andrà a rivedere.

Del provvedimento di slittamento al 30-09 beneficeranno le cartelle in scadenza relative al periodo 8 marzo 2020 - 31 agosto 2021

Oltre le suddette proroghe è previsto  anche il decreto di attuazione della sanatoria o di condono con il quale si andranno a definire i termini per la cancellazione dei debiti che risultano ancora pendenti, cosí come previsti dal decreto legge sostegni 1

Il provvedimento sarà relativo all'annullamento delle cartelle esattoriali con importi inferiori a 5000 euro che fanno riferimento agli anni compresi tra il 2000 e il 2010.

I contribuenti beneficiari del provvedimento dovranno rispettare determinate condizioni reddituali. 

Vediamo di seguito tutti i provvedimenti intrapresi dal governo Draghi funzionali ad assicurare ai contribuenti una sospensione di provvedimenti fiscali durante l’estate. 

Cartelle esattoriali 2021: il nuovo Decreto Draghi

Oltre alle dichiarazioni da parte del  governo riguardo al nuovo decreto, le novità saranno relative anche alla riforma fiscale che prevede delle buone nuove riguardo le modalità inerenti la riscossione con la finalità di recuperare quegli importi rimasti in sospeso.

Il governo vuole favorire le agevolazioni fiscali per i contribuenti ed è determinato ad attuare la lotta all'evasione utilizzando il redditometro oltre al temutissimo prelievo forzoso direttamente dai conti correnti.

L’obiettivo è quindi di favorire i contribuenti che versano in una situazione di oggettiva difficoltà e contemporaneamente non disperdere le energie sulle cartelle esattoriali non più esigibili. Quindi mediante una sanatoria si andrà a favorire un processo di ottimizzazione delle risorse, dall'altro, attraverso una riforma si cercherà di recuperare gli importi più rilevanti e al tempo stesso perseguire l’obiettivo di combattere l'evasione perpetrata da soggetti con pendenze più rilevanti.

Una modalità di riscossione quindi focalizzata e funzionale ad evitare dispersione di risorse per le attività di recupero coattivo di tutti quei crediti che risulterebbero non più riscuotibili, o perché i titolari sono ormai divenuti nullatenenti o non perseguibili.

Per ogni altra tipologia di casistica, invece, la capacità contributiva sarà rilevata mediante il nuovo redditometro e all’utilizzo di nuove modalità di controllo che permetteranno di mettere in atto le azioni di riscossione. Perchè come da ultima dichiarazione del sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle finanze, Maria Cecilia Guerra,:

"Bisogna intraprendere azioni di recupero finchè ci sono le risorse". Cioè ipotizzando l'utilizzo del (temutissimo) prelievo forzoso sui conti correnti.

Quindi, l’ennesima proroga, la nona, prevista per la scadenza delle cartelle non deve trarre in inganno, le azioni del fisco riprenderanno da settembre. Le cartelle esattoriali verranno recapitate ai contribuenti e la nuova riforma porterà a provvedimenti anti evasione

Cartelle esattoriali 2021: la proroga che sospende notifiche e pagamenti

Il MEF decide quindi nuovamente di ritardare la data di ripartenza del fisco portando così ad un totale pari a 18 mensilitá di sospensione delle attività del Fisco dal 2020. Nel periodo in cui il paese ha vissuto la grave pandemia non si è voluto infierire sui cittadini decidendo di congelare i debiti di questi verso l’Agenzia delle Entrate. 

Studi e statistiche confermano infatti che la sospensione corrisponde ad un importo che va  oltre i 930 miliardi di tasse non pagate che andranno recuperate. Un ammontare impressionante che fa il paio con il dato relativo all’aumento dell'evasione.

A determinare la nuova proroga alle attività fiscali per l'estate 2021 sono state le pressioni politche perpetrate da parte di alcuni partiti politici che sostengono governo. La Lega in particolare si è fatta promotrice della proposta di rimandare al 2022 l’attuazione dei provvedimenti.

Al momento però  bisognerà attendere settembre quando il governo Draghi valuterà come procedere in funzione di vari di elementi. Oltre al maxi decreto che farà riferimento anche a provvedimenti di natura fiscale è atteso il decreto di attuazione con il quale verranno cancellati ben dieci anni di debiti pendenti.

É opportuno ricordare che le suddette cartelle sospese non verranno in nessun modo cancellate, ma faranno parte della sanatoria (o condono) che di fatto eliminerà i dieci anni di debiti inferiori ad un importo di  5mila euro.

A partire da settembre dovrebbe, inoltre, riprendere la macchina degli accertamenti, delle notifiche, dei pignoramenti e fermi amministrativi. Le motivazioni di questo provvedimento di sospensione relativa a procedimenti di riscossione coattiva e di notifica atti fiscali è funzionale a favorire i tanti lavoratori che stanno appena iniziando a riprendersi dalla crisi. Soprattutto i titolari delle attività che sono state particolarmente penalizzate dalle pesanti restrizioni dovute pandemia sono, in questa prima fase di ripartenza, alle prese con investimenti, bollette, finanziamenti, affitti, e stipendi.

Cartelle esattoriali 2021: le date per la rottamazione

Cambieranno anche i riferimenti temporali relativi ai nuovi pagamenti per coloro che hanno già usufruito delle definizioni agevolate di pagamento connesse alle precedenti rottamazioni e opzioni saldo e stralcio delle cartelle fiscali. 

Oltre allo sospensione dei versamenti per le cartelle relativi al periodo 03-2020 e 08- 2021, nonché di notifiche e di pignoramenti, é al vaglio una proposta che prevede una ulteriore dilazione riferita sia alle rate in scadenza nel 2020, che a quelle che sono ancora sospese e che fanno riferimento all'anno in corso.

In fase di studio il nuovo calendario. Infatti secondo il decreto sostegni 1 le scadenze dovevano essere le seguenti: 31/07, che si trascina fino al 2 /08 grazie alle festività, e 30/10.

Per quanto riguarda i versamenti delle cartelle esattoriali rateizzate in virtú della rottamazione ter e saldo e stralcio degli ultimi anni., verranno confermati i cinque giorni di margine entro cui si potranno effettuare tutti i pagamenti ancora dovuti senza dover subire maggiorazioni a causa dei ritardi.

Quindi si sposta il termine finale (rispetto all’attuale scadenza) al 9/08 e al 6 /12.

Per i contribuenti che volessero valutare l’opzione di dilazionare i pagamenti potranno richiedere un ulteriore piano di agevolazione alle Entrate  entro l’ultimo giorno di dicembre 2021.

Condono cartelle esattoriali 2021: ecco come funziona

La cabina di regia sta discutendo non solo relativamente al decreto fiscale ma anche in merito a temi inerenti i licenziamenti, il lavoro e la cassa integrazione e tutte le forme di sostegno dei lavoratori con partita Iva. Il decreto attuativo stabilirá i termini del condono fiscale per provvedere a cancellare le cartelle esattoriali che fanno riferimento al decennio 2000/2010.

Un ritardo assolutamente prevedibile ( e anche preannunciato) rispetto alla data iniziale del 20 di giugno. Intanto peró si allungano ulteriormente i tempi di attesa da parte dei contribuenti che voglio sapere di che morte devono morire o se  potranno contare effettivamente di tutti quei benefici fiscali previsti dalla sanatoria delle cartelle esattoriali.

L’atteso provvedimento troverá applicazione non solo riguardo alcuni tipi di debito di importo inferiore a 5mila euro (compresi sanzioni e oneri), ma sará applicato anche ai contribuenti che non hanno superato il reddito imponibile personale di 30mila euro.

La verifica del proprio limite di reddito imponibile può essere rilevata dalla dichiarazione dei redditi dell'anno 2019.

Un provvedimento che, di fatto, ha ristretto la platea dei beneficiari. Infatti gli anni presi in considerazione ( inizialmente ne erano previsti 15) danno un asola di garanzia che ad essere soggette ad annullamento sono le cartelle che effettivamente e fattivamente non potranno essere piú esigibili. Quindi con il decreto molti contribuenti potranno finalmente dire addio a qui debiti pendenti che ipotizza si possano aggirare intorno ai 16 milioni di cartelle esattoriali.

In estrema sintesi il provvedimento porterà ad annullare le cartelle esattoriali che presentano debiti iscritti a ruolo negli anni di riferimento (2000 -2010),che abbiano importi inferiori a 5mila euro, e i soggetti che abbiano reddito non superiore a 30mila euro.

Va precisato che il provvedimento farà riferimento all'importo del singolo carico e non alla cartella nel suo totale. Infatti, non ogni tipo di cartelle rientra nel condono, poiché risulteranno escluse le multe connesse a processi penali, i rimborsi dovuti a contributi di stato non spettanti, e "risorse proprie tradizionali dell'Unione Europea".

Per accertare la propria posizione rispetto al fisco i cittadini potranno controllare la propria posizione debitoria mediante il proprio estratto di ruolo per verificare quali e quante cartelle saranno dichiarate annullate d'ufficio.

Le prossime ore, nelle quali verrà annunciata l'approvazione del decreto attuativo, potrebbero portare nuovi ed ulteriori dettagli. 

Cartelle esattoriali 2021: nessun rimborso per chi ha pagato

Il provvedimento di sospensione dei termini di pagamento dovrà coincidere anche con la data entro cui verranno stabilite le tecnicitá della sanatoria. Il motivo è da ricercarsi in quelle casistiche in cui le cartelle esattoriali in essere potrebbero rientrare nel condono del Sostegni-1 che consentirà di astenersi dal  pagamento. Infatti la G.U. dopo la conversione in L. del Dl 22 marzo 2021 riporta esplicitamente:

 I debiti già pagati, anche se rientrano nella nuova sanatoria non verranno in nessun modo rimborsati.

Quindi in sostanza, se un cittadino avesse già deciso di adempiere al proprio dovere di contribuente saldando cartelle arretrate che siano relative a tasse e tributi locali (es. TARI, ICI, contributi, IMU, bollo auto), non potrà piú recuperare gli importi che poi saranno condonati da decreto.

Una penalitá che ha fatto molto discutere poiché va a discapito di contribuenti virtuosi e favorisce al tempo stesso gli evasori abituali, che però di fatto, in considerazione dei limiti di reddito di reddito imposti, la platea si restringerebbe molto.