Grosse novitá da parte del Governo che ha deciso di rendere la vita dei contribuenti morosi piú difficile. Draghi é pronto a cambiare il sistema attraverso il quale il contribuente insolvente poteva regolarizzare la sua posizione pagando a rate i debiti con il Fisco. 

Chi non paga dieci rate non avrá diritto ad accedere alla rateizzazione. Il ministero dell’Economia e dello sviluppo mira a limitare il ricorso alle agevolazioni, infatti chi non paga anche una sola rata di un debito non potrá piú beneficiare della rateizzazione e si vedrá costretto a pagare l’intero debito in una sola soluzione. 

Questo é quanto emerge dalla relazione sulla riforma della Riscossione  realizzata dal ministero dell’economia (ora nelle mani del Parlamento) n cui si parla in modo esplicito di voler “razionalizzare l’istinto della rateizzazione”.

Questo cambiamento di regole vale per tutte e due i tipi di rateizzazione attualmente in vigore, sia quella ordinaria che straordinaria. La rateizzazione ordinaria che ha una durata di 6 anni con al massino settantadue rate ogni mese da versare (non superiori a cento euro per singola rata ) e che viene concessa sia per i debiti di importo non superiore ai sessanta mila euro dietro semplice richiesta da parte del contribuente (nel senso che non occorre provare attraverso documentazione ad hoc la propria situazione di difficoltá economica), e sai per i debiti di importo superiore ai sessantamila euro, in questo caso dietro prova documentale il proprio stato di difficoltá.

Mentre la rateizzazione straordinaria prevede una dilazione di pagamento in centoventi rate da spalmare su 10 anni, che puó essere concessa solo di fronte a situazione di difficoltá economiche serie. Ovviamente in caso la certificazione dello stato di grave di difficoltá é obbligatoria.

Il meccanismo della rateizzazione esiste ormai da diversi anni ed il suo utilizzo é anche ampiamente diffuso tra i contribuenti, basti pensare che circa il cinquanta per cento della riscossione ordinaria annuale ( ossia la riscossione che non tiene conto degli introiti derivanti dagli istituti con la definizione agevolata, somme versate senza pagare sanzioni i interessi) proviene appunto dal piano di rateizzazione messo a disposizione di quei contribuenti che diversamente  non potrebbero pagare il loro debito fiscale. 

Il Governo, di concerto con il Tesoro, sono assolutamente intenzionati a portare avanti questa politica di aiuto nei confronti dei contribuenti attraverso la rateizzazione del debito, ma nello stesso tempo mirano a colpire e punire i furbetti che poi cercano il modo e la maniera per evitare di pagare e di onorare i propri debiti. Vediamo cosa ha pensato il Governo.

Cartelle esattoriali: cosa prevede la normativa atuale

La normativa attualmente prevede che se si saltano 5 rate ( non necessariamente consecutive), della dilazione di pagamento del debito, il piano di rientro agevolato si interrompe costringendo il debitore ad un brusco ritorno alle regole ordinarie. 

Ma la norma non é cosí crudele, infatti prevede una exit way ( una via di uscita). Infatti é sufficiente pagare l’arretrato in una soluzione unica per essere riammessi al piano di dilazione di pagamento. 

Il problema sorge dal ricorso massivo a questa pratica , che ha finito per compromettere buona parte del sistema di riscossione.

Secondo il parere dei tecnici del ministero dell’economia bisogna evitare la continua interruzione dell’attivitá di recupero da parte dell’agente di riscossione. Non é immaginabile pensare di continuare con un sistema che continuamente prevede la riammissione alla rateizzazione dopo lo stop a seguito di decadenza del contribuente dal diritto di poter ricorrere a questa agevolazione. Un specie di danza del gambero ( due passi avanti e uno indietro) che il fisco non é piú in grado di tollerare.

Cartelle esattoriali: ecco i programmi di Governo con la riforma

Dunque grande sterzata da parte del Governo che, nella riforma approntata dall’esecutivo, ha previsto l’impossibilitá, per il contribuente che ha mancato il pagamento di dieci rate, di essere riammesso al programma agevolativo di rateizzazione previsto per quei debiti per i quali il beneficio era stato concesso. 

In altre parole il Fisco dá e il Fisco toglie. Dunque da un lato mostra la sua tolleranza nei confronti del contribuente aumentando le rate che si possono saltare da 5 a 10 prima di procedere alla esclusione dal rateizzazione, dall’altro lato preallerta il contribuente: una volta usciti dal programma di dilazione non si potrá piú rientrare neanche se si é in grado di pagare ,in un secondo momento e in una soluzione unica, tutto l’arretrato. 

Questo cambiamento di regole vale per tutte e due i tipi di rateizzazione attualmente in vigore. La rateizzazione ordinaria che ha una durata di 6 anni con al massino settantadue rate ogni mese da versare (non superiori a cento euro per singola rata ) e che viene concessa sia per i debiti di importo non superiore ai sessanta mila euro dietro semplice richiesta da parte del contribuente ( nel senso che non occorre provare attraverso documentazione ad hoc la propria situazione di difficoltá economica), e sai per i debiti di importo superiore ai sessantamila euro, in questo caso dietro prova documentale il proprio stato di difficoltá.

Invece la rateizzazione straordinaria prevede una dilazione di pagamento in centoventi rate da spalmare su 10 anni, che puó essere concessa solo di fronte a situazione di difficoltá economiche serie. Ovviamente in caso la certificazione dello stato di grave di difficoltá é obbligatoria.

Riforma sitema riscossione: Agenzia delle Entrate e Riscossioni si fondono

Altra importate novitá prevista dalla riforma é la fusione tra Riscossione e Agenzia delle Entrate. da questa unione ne deriverebbero notevoli vantaggi:

  • Semplificazione rapporti: i contribuenti si devono interfacciare con un solo referente;
  • Banca dati unica: avere un unico data base integrato accelererebbe  i tempi operativi, sia lato contribuente che in questo modo viene agevolato nel ricostruire la propria posizione, sia lato amministrazione che riceverebbe in modo tempestivo l’aggiornamento della situazione del singolo contribuente;
  • Semplificazione del contenzioso: per effetto della fusione ne troverebbe giovamento anche il contenzioso perché i contribuente dovrebbe convocare in giudizio un solo soggetto e non due. 

Cartelle esattoriali: ecco cosa si puó fare prima della riforma

Diversa la situazione fino a quando non verrá introdotta la riforma, infatti pagare in ritardo le rate delle rottamazione ter e del saldo e stralcio potrebbe consentire di mantenere l’agevolazione. Vediamo come.

Applicando la regola dei famosi cinque giorni di tolleranza,  le rate delle rottamazione ter e del saldo e stralcio ( come previsto dal decreto sostegni - 2) é possibile pagarle dopo la scadenza.

Il decreto sostegni 2 ( n.73/2021) convertito in legge ( n. 106 del 2021) ha rivisto le scadenze delle suddette rate rispetto a quelle prorogate dal decreto sostegni 1.

Infatti il decreto sostegni 43/2021 prevedeva la non perdita dell’agevolazione alla dilazione di pagamento qualora le rate scadute nel corso del 2020 e quelle scadute il 28/2, 31/3, 31/7 del 2021 fossero state pagate in una unica soluzione entro:

  • 31 luglio 2021 per le rate del 2020;
  • 30 novembre 2021 per le rate del 2021.

Il decreto sostegni bis a seguito della conversione in legge, ha spalmato le scadenze in modo diverso. In dettaglio i nuovi termini sono:

  • 31-07-2021: rata 28/02/2020 Rottamazione -ter e per rata 31/03/2020 Saldo e stralcio;
  • 31-08-2021: rata 31/05/2020 Rottamazione -ter;
  • 30-09-2021: rata 31/07/2020 Rottamazione -ter e Saldo e stralcio;
  • 31-10-2021: rata 30/11/2020 Rottamazione -ter.

Anche per il sostegni bis hanno valore i cinque giorni di tolleranza. Facendo un esempio pratico se la rata scade il trentuno agosto che é un sabato la rata potrá essere pagata non oltre il nove agosto.

Riguardo le rate che scadono nel 2021, dovranno essere pagate totalmente entro il 30/11/2021 le seguenti rate:

  • Rottamazione-ter” scadenze  28/02, il 31/05 e 31/07 tutte del  2021;
  • Saldo e stralcio” scadenze 31/03 e il 31/07 tutte del 2021;
  • Pagamento al 30 novembre anche per la quarta rata Rottamazione ter. 

Cartelle esattoriali sospese come aggirare il Fisco

A partire dal primo settembre ripartiranno i controlli a tappeto sui debiti scaduti. Infatti dopo il 31 agosto l’Agenzia Entrate e Riscossione riprendere a pieno regime la sua attivitá, ovvero, come detto, controllo sui debiti scaduti e non versati e le conseguenti procedure esecutive e cautelari.

É possibile bloccare le procedure di recupero da parte del Fisco? Ci sono alcuni accorgimenti che si possono adottare al fine di evitare ad esempio un pignoramento.

Primo passaggio é chiedere la rateizzazione del debito entro il 31 di agosto. Bisogna considerare che per le istanze di retazione delle cartelle inoltrate a partire dal 30.11.2020 e fino al 31/12.2021, in base al decreto ristori la situazione di difficoltá economica va certificata, altrimenti non si ha diritto alla dilazione di pagamento, solo se il debito superi i cento mila euro. 

Inoltre per tutte le domande di rateazione dei pagamenti inoltrate a partire dal 30.11.2020, per bloccare la procedura esecutiva avviate, occorre pagare almeno la prima rata del piano agevolato di rateazione.

Infine per tutti i piani di rateazioni in vigore al 31. 12 2020 o in ogni caso richiesti entro il 31.12.2021, qualora il contribuenti non versi 10 rate, decade dal piano agevolato e sará costretto a pagare tutto in una unica soluzione.