Si torna a parlare della riforma della riscossione, che è uno dei punti più importanti sull’agenda del governo. È stata approvata una risoluzione, in Commissione Finanze della Camera il 12 ottobre scorso, che prevedrebbe un nuovo rinvio delle cartelle esattoriali.

In particolare, i margini di intervento sarebbero tre e rientrerebbero in un cosiddetto “pacchetto anti crisi”: l’obiettivo è quello di dare più tempo ai contribuenti per saldare i propri debiti. L’idea sarebbe quella di estendere da 60 a 150 giorni (ovvero circa 5 mesi) i termini per effettuare il pagamento.

Ma non solo: sono in arrivo ulteriori novità per quanto riguarda la rottamazione ter, il saldo e lo stralcio, oltre a nuove indicazioni sui benefici relativi alla pace fiscale.

Ecco quali sono le novità in arrivo sulla riscossione: dal nuovo possibile rinvio delle cartelle esattoriali alla proroga dei pagamenti, fino alla rottamazione e alla pace fiscale. Ecco su cosa potrebbe intervenire il governo nei prossimi mesi.

Cartelle esattoriali verso un nuovo rinvio? Le novità!

A partire dal 1° settembre 2021 sono ripartite le notifiche delle cartelle esattoriali rimaste ferme negli archivi della riscossione da marzo 2020. I contribuenti che hanno ricevuto la propria cartella hanno avuto un mese di tempo per saldare il pagamento dei propri debiti.

La scadenza era fissata al 30 settembre 2021, così come la scadenza per il pagamento della rata relativa alla pace fiscale 2020. Ma il termine ultimo, grazie alla tolleranza, è slittato al 5 ottobre 2021.

Possibili novità sono in arrivo dal governo: dopo l’approvazione di una risoluzione in Commissione Finanze alla Camera, si chiede di dare più tempo ai contribuenti per effettuare i pagamenti e di prevedere un margine di tempo maggiore anche per non perdere i benefici relativi alla pace fiscale.

Ecco cosa potrebbe essere inserito nel decreto Fiscale e cosa andrà inserito, invece, nella prossima Legge di Bilancio 2022.

Cartelle esattoriali: cos’è e come funziona il pacchetto “anti crisi”?

A confermare l’arrivo di un nuovo “pacchetto anti crisi” è stato Sottosegretario al ministero dell’Economia, Federico Freni, in occasione del Question time in Commissione Finanze alla Camera:

È in corso di valutazione da parte del Governo l’inserimento in uno dei prossimi provvedimenti normativi di un pacchetto di norme sulla riscossione (…) che dovrebbe entrare nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio.

Sono tre i punti sui quali il governo potrebbe intervenire, consigliati anche dalla risoluzione della Commissione Finanze, approvata il 12 ottobre scorso.

Dapprima, si pensa all’estensione del periodo entro il quale è possibile effettuare il pagamento delle cartelle esattoriali relative al periodo di pandemia: se il termine ultimo era il 30 settembre, si potrebbe estendere da 60 a 150 giorni la scadenza per i contribuenti.

In secondo luogo, si pensa a una rimodulazione dei termini per saldare i pagamenti relativi alla pace fiscale 2020 e 2021. 

E infine, sempre su questo tema, si inizia a pensare all’estensione del numero di rate non saldate che determinano la decadenza dai benefici relativi alla pace fiscale.

Cartelle esattoriali: 150 giorni in più per il pagamento!

Una delle richieste acclamate a gran voce dalla maggioranza di governo riguarda proprio la proroga delle scadenze per effettuare il pagamento delle cartelle esattoriali notificate dal 1° settembre 2021 e relative ai mesi di pandemia.

Per venire incontro ai contribuenti, il governo potrebbe estendere di ulteriori 150 giorni i tempi per l’effettuazione del pagamento dei debiti, in modo tale da non gravare il peso sulle spalle delle famiglie in difficoltà economica.

La norma potrebbe essere di attuazione immediata e dunque inserita nel decreto fiscale, con un possibile rinvio alla prossima Legge di Bilancio 2022.

Il governo, dal canto suo, non è contrario a una proroga per l’effettuazione dei pagamenti, ma potrebbe valutare l’orizzonte temporale riducendolo da cinque a quattro mesi al massimo. Ulteriori novità e dettagli potrebbero essere in arrivo nelle prossime settimane.

Pace fiscale 2020 e 2021: il calendario e le novità

Si torna a parlare anche della pace fiscale 2020 e 2021. Al 30 settembre 2021 (e fino al 5 ottobre con la tolleranza) era possibile saldare il pagamento della rata relativa al 2020.

Il prossimo appuntamento con il Fisco è il pagamento dell’ultima rata relativa al 2020 e in scadenza al 31 ottobre 2021 (sempre con un margine di cinque giorni di tolleranza). Per quanto riguarda, invece, le rate della pace fiscale relative al 2021, il pagamento avverrà in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2021.

Ma anche in tema di pace fiscale potrebbero giungere alcune novità. 

Cartelle, rottamazione ter, saldo e stralcio: quali novità?

Tra le proposte della Camera si fa spazio anche l’ipotesi di inserire nel decreto fiscale una norma che vada a sostegno dei contribuenti che non sono riusciti a versare tutte le rate relative alla rottamazione ter, al saldo e allo stralcio.

Come riporta un articolo di Informazione Fiscale:

La richiesta è di concedere ai contribuenti una sospensione pari a 18 mesi, corrispondente quindi a quanto disposto per gli altri debitori della riscossione, che abbracci le rate dovute nel 2021, in scadenza il 30 novembre.

A tal fine si dovrebbero modificare anche delle regole attualmente in vigore, adottando delle norme meno rigide: per esempio, evitare la perdita dei benefici della pace fiscale per coloro che non hanno saldato un numero sufficiente di rate dovute.

In tal senso, potrebbe essere proprio la Riscossione a intimare il contribuente a mettersi in regola con i pagamenti entro i successivi 60 giorni dopo la scadenza originale. Trascorso anche tale termine, si perderebbero i benefici della pace fiscale. Ma questa è solo una proposta (per il momento).

Il piano proposto dalla Commissione Finanze alla Camera, quindi, prevedrebbe una rimodulazione del piano di pagamento delle cartelle relative al periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 agosto 2021. Queste ultime potrebbero essere reinserite in modo graduale, con possibilità di modificare il piano di versamento già stipulato.

Rottamazione quater in arrivo? 

Possiamo finalmente dire che il governo sta valutando l’ipotesi di introdurre una rottamazione quater che potrebbe inglobare tutte le precedenti novità descritte in questo articolo per sostenere i contribuenti in un periodo particolarmente difficile a livello economico.

Grazie alla risoluzione approvata il 9 settembre scorso, infatti, il governo si impegnava su tre fronti: su un’eventuale ulteriore proroga delle notifiche delle cartelle esattoriali; sull’introduzione di una possibile rottamazione quater; e prevedendo una nuova sospensione degli obblighi derivanti dai pignoramenti.

Proprio il Ministro dell’Economia Daniele Franco, nel corso dell’audizione sulla Nota di aggiornamento al DEF, stava prendendo in considerazione l’idea di “spostare o diluire” le scadenze.

Nel frattempo, però, non ci resta che attendere il varo del decreto fiscale prima e della legge di Bilancio 2022 in seguito: entrambi i documenti potrebbero contenere importanti novità.

Riforma della riscossione: perché è necessaria?

I motivi della necessaria riforma della riscossione sono stati chiaramente evidenziati in una relazione del Ministero dell’Economia, nella quel venivano descritte le tipologie di debiti che hanno gli italiani e a quanto ammonta il numero dei documenti presenti negli archivi della Riscossione.

Alla fine del 2020 negli archivi dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione si trovavano almeno 999 miliardi di euro di credito, 400 miliardi dei quali difficilmente recuperabili.

Il 78% del magazzino dell’AdER, inoltre è costituito dal almeno 178 milioni di crediti che risultano inferiori a 1.000 euro, per un totale complessivo di 56 miliardi di euro. Un’operazione di recupero potrebbe comportare più costi che benefici, in questi casi.

Riforma della riscossione: ipotesi di stralcio “periodico”

Nella risoluzione approvata dalla Commissione Finanze alla Camera, quindi, viene anche consigliata al revisione del meccanismo di inesigibilità (regolato dagli articoli 19 e 20 del decreto legislativo numero 112 del 13 aprile 1999).

La soluzione potrebbe essere quella di introdurre una sorta di stralcio “automatico” dei debiti inesigibili per evitare che il numero di documenti presenti negli archivi diventi troppo elevato e ingestibile da parte dell’AdER.

Questo possibile “condono periodico” andrebbe di pari passo con la riscossione coattivi dei crediti, e sarebbe volto principalmente a quei contribuenti che, come riporta un articolo di Informazione Fiscale:

eludono o tentano di eludere sistematicamente ed in modo ingiustificato l’attività di riscossione.

L’obiettivo ultimo è quello di arrivare a istituire una riscossione efficace ed efficiente.

La palla passa ora la governo che dovrà decidere se inserire le prime novità sulla riscossione delle cartelle esattoriali (proroga e pace fiscale) già nel prossimo decreto fiscale, oppure optare per l’inserimento delle novità nella prossima Legge di Bilancio per il 2022.

Cancellazione dei debiti sotto i 5 mila euro: facciamo chiarezza

E se da un lato si parla di novità in merito alle cartelle esattoriali, dall’altro lato è tutto pronto per la cancellazione dei debiti dei contribuenti al di sotto dei 5 mila euro. 

Grazie a una norma inserita nel decreto Sostegni bis, infatti, alcuni contribuenti hanno potuto gioire dallo stralcio dei loro debiti. Questi ultimi devono essere relativi al periodo compreso tra il 2000 e il 2010 e devo ammontare al massimo a 5 mila euro. Non basta: il reddito complessivo dichiarato dal contribuente nel 2019 non deve essere superiore a 30 mila euro affinché il debito possa essere cancellato.

E così, un’azione congiunta tra l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate Riscossione, mira a stralciare tutti i debiti relativi a bollo auto, multe e sanzioni che i contribuenti non hanno saldato al Fisco.

Non è necessario presentare alcuna richiesta: le operazioni si svolgono in automatico e dovrebbero concludersi entro il 31 ottobre 2021. Per controllare la propria posizione è possibile utilizzare il software dell’Agenzia delle Entrate e verificare se alcuni dei propri debiti rientrano nel mini condono.