Il decreto legge numero 99 del 2021 – cosiddetto decreto Lavoro – oltre a sospendere il cashback di Stato per un periodo di 6 mesi e introdurre il nuovo bonus bancomat fino a 320 euro – ha previsto anche la sospensione delle notifiche delle cartelle esattoriali fino al 31 agosto 2021. I contribuenti che hanno dei debiti con il Fisco festeggiano, se non fosse che il pagamento sarà da regolarizzare entro il mese successivo, ovvero entro il 30 settembre 2021.

Come specifica l’Agenzia delle Entrate Riscossione, con il decreto Lavoro è stato deciso quanto segue:

Differimento al 31 agosto 2021 del termine di sospensione del versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione.

Non cambiano, invece, le date relative alla pace fiscale: il primo appuntamento con il Fisco è al 31 luglio, ma considerando i giorni di tolleranza, il termine va a scadere al 9 agosto 2021.

Questo primo intervento del decreto Lavoro va a prorogare la sospensione delle cartelle per circa 18 milioni di italiani, ma non risolve il problema della riscossione. Nel corso della conversione del decreto Sostegni bis in legge – da effettuarsi entro il 24 luglio 2021 – potrebbero susseguirsi nuove scadenze.

Cartelle esattoriali sospese fino al 31 agosto 2021: la novità

Sono circa 163 milioni le cartelle esattoriali e i tributi dovuto che rimarranno ancora fermi per altri due mesi negli archivi dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Con il decreto Lavoro il Governo ha posticipato l’appuntamento con il Fisco fino al 31 agosto 2021, con la possibilità di pagare e saldare i propri debiti in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2021.

Come specifica il sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, inoltre, a rimanere bloccati sino al 31 agosto non sono soltanto le cartelle esattoriali, ma anche:

tutte le attività di notifica di nuove cartelle, degli altri atti di riscossione nonché delle procedure di riscossione, cautelari ed esecutive.

Una riscossione che è stata posticipata ormai da troppi mesi, a partire dall’8 marzo 2020 e che solleva ad oggi il problema della liquidità e del versamento.

Cartelle esattoriali sospese: pagamento entro settembre 2021

Come riporta ItaliaOggi, la riscossione delle cartelle è rimasta sospesa per un lungo periodo di tempo – dall’8 marzo 2020 (ovvero dal 21 febbraio 2020 per i contribuenti che hanno la residenza o la sede legale nei Comuni delle cosiddette “zone rosse”, definite dall’allegato numero 1 del DPCM del 1° marzo 2020) – per dare respiro ai contribuenti, anche se ad oggi il numero di rate congelate è ormai troppo elevato.

Ciò significa, in altre parole, che le rate sospese potrebbero essere addirittura 16 o 18 e questo elevato numero non andrebbe certo a giovare sulla liquidità del contribuente. Considerando anche che il Fisco ha fissato il saldo dei versamenti entro il 30 settembre e soprattutto in un’unica soluzione.

Sarebbe utile, a tal fine, un’istruttoria che possa diluire i pagamenti e agevolare il saldo di tutte le rate che, a partire da marzo 2020, sono state sospese e che – secondo la normativa – devono essere recuperate entro un mese dalla scadenza della sospensione.

Dobbiamo considerare, come prosegue nella spiegazione l’articolo del quotidiano economico, che la decadenza dalla rateazione si verifica in seguito al mancato versamento di 10 rate, anche se non consecutive. Nel caso in cui, dunque, si dovessero pagare almeno 9 rate si decadrebbe dal beneficio della rateazione (che può essere riottenuto versando quanto dovuto). 

Quanto devono versare i contribuenti e come?

Come stimano alcuni istituti, il gettito complessivo per le casse dell’erario si aggira attorno ai 900 milioni di euro. Nelle prossime settimane, infatti, il Governo dovrebbe provare a risolvere la situazione per cui moltissimi contribuenti – secondo la normativa attuale – sarebbero tenuti al pagamento in un’unica soluzione di 18 rate sospese dal 2020: una missione impossibile.

Una delle proposte avanzate dalla Lega era quella di diluire i pagamenti in 20 rate da versare ogni quattro mesi a partire da gennaio 2022. Ma le forze di maggioranza di centro-sinistra non intendono introdurre alcune nuova proroga alla pace fiscale e nemmeno una nuova sospensione delle cartelle. In quest’ultima situazione, si parla di un gettito complessivo di 2 miliardi di euro per il Fisco.

Non ci resta che attendere la conversione del decreto Sostegni bis in legge, che potrebbe apportare le ultime modifiche alla riscossione.

Pignoramenti sospesi fino al 31 agosto: ecco quali

Come specifica il sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, la sospensione delle cartelle comprende anche la sospensione dei pignoramenti fino allo stesso termine, ovvero al 31 agosto 2021. La norma, però, non comprende indistintamente tutti i tipi di pignoramenti: ecco quali sono inclusi nella sospensione.

I pignoramenti sospesi, ai sensi del decreto numero 99 del 30 giugno 2021, sono solo quelli effettuati presso terzi ed eseguiti prima del 19 maggio 2021, ovvero prima della data di entrata in vigore del Decreto Rilancio. Questi ultimi possono riguardare stipendi, pensioni, salari o trattamenti ad essi assimilabili.

Ricordiamo, inoltre, che fino al 31 agosto 2021 rimangono sospese anche le verifiche di inadempienza presso le Pubbliche Amministrazioni, ma solo per le somme superiori a 5 mila euro.

Anche per tutti questi casi, quindi, la macchina della Riscossione tornerà attiva dal 1° settembre 2021.

Rottamazione ter, saldo e stralcio: il nuovo calendario fiscale

Se da un lato cambiano le date di sospensione delle cartelle esattoriali, con una proroga che permette ai contribuenti di beneficiare di due mesi in più per saldare i loro debiti, nulla è cambiato invece per quanto riguarda la pace fiscale. Infatti, il decreto numero 99 del 2021 ha modificato soltanto il primo comma dell’articolo 68 del decreto legge numero 18 del 17 marzo 2020, ovvero quello relativo alle attività ordinarie della riscossione.

Il calendario fiscale fissato dal decreto Lavoro, dunque, è rimasto immutato rispetto al precedente e prevede una serie di appuntamenti con il Fisco per la rottamazione ter, il saldo e lo stralcio delle cartelle a partire dalla fine del mese di luglio. Eventuali modifiche, però, potrebbero (e il condizionale è d’obbligo) essere introdotte prima della conversione in legge del decreto Sostegni bis. 

Le date relative alla pace fiscale da segnare in rosso sul calendario sono le seguenti:

  • 31 luglio 2021, termine ultimo per il saldo delle rate scadute il 28 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020;
  • 31 agosto 2021, termine ultimo per il pagamento delle rate scadute al 31 maggio 2020;
  • 30 settembre 2021, termine ultimo per il saldo delle rate scadute al 31 luglio 2020;
  • 31 ottobre 2021, termine ultimo per il versamento delle rate scadute al 30 novembre 2020;
  • 30 novembre 2021, termine ultimo per eseguire il pagamento delle rate scadute o in scadenza il 28 febbraio 2021, il 31 marzo 2021, il 31 maggio 2021 e il 31 luglio 2021.

Ricordiamo, infine, che il 31 luglio 2021 cade di sabato: ciò significa che i pagamenti slittano a lunedì 2 agosto, mentre considerando i cinque giorni di tolleranza è possibile pagare i propri debiti entro il 9 agosto 2021. Il saldo dei debiti del 2020, inoltre, è stato suddiviso in quattro rate per sollevare il peso dai contribuenti.

Condono cartelle esattoriali: requisiti per la cancellazione dei debiti

Il decreto Sostegni ha introdotto una misura particolarmente apprezzata dai contribuenti, ovvero la possibilità di vedere cancellati i propri debiti con il Fisco tramite il condono delle cartelle esattoriali. È bene ricordare, però, che il condono fiscale non riguarda indistintamente tutti i tipi di debiti e che il contribuente che intende beneficiarne deve soddisfare alcuni particolari requisiti.

Nel dettaglio, per vedere i propri debiti cancellati occorre:

  • avere ricevuto delle cartelle esattoriali datate nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010 e con importi non superiori a 5 mila euro;
  • possedere un reddito – relativo al 2019 – inferiore a 30 mila euro;
  • essere in regola con tutti i versamenti relativi alla rottamazione ter, il saldo e lo stralcio dell’anno 2019.

Visto che lo stralcio delle cartelle dei contribuenti che soddisfano tali requisiti vengono eliminate in automatico, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha messo a disposizione di tutti un software per controllare la propria posizione. Vediamo come funziona.

Come controllare se i propri debiti sono stati cancellati

La prima cosa da fare per verificare se i propri debiti sono in linea con i requisiti richiesti per la loro cancellazione è collegarsi al software online dell’AgE e accedere sfruttando le proprie credenziali. Per utilizzare il portale sarà necessario inserire le seguenti informazioni:

  • il proprio codice fiscale;
  • il numero e la data della comunicazione dell’AgE;
  • la propria e-mail.

Sarà altresì necessario leggere l’informativa sulla privacy e dichiarare la presa visione del relativo regolamento UE sulla protezione dei dati personali. Una volta entrati nella propria area personale saranno visibili i debiti eventualmente cancellati e quelli ancora da saldare.

Pace fiscale e sospensione cartelle esattoriali: 10 punti chiave

Se hai ancora qualche dubbio sulla novità introdotte dal Governo nel decreto legge del 30 giugno 2021, ti consiglio la visione del video di Carlo Alberto Micheli, avvocato fiscalista, dottore in Scienze Economiche e professionista digitale. Ti propongo qui sotto la parte relativa al decreto Lavoro. 

In questa diretta, infatti, vengono spiegate in 10 punti fondamentali le novità introdotte dal Decreto Lavoro, ovvero il provvedimento che il Governo ha approvato il 30 giugno scorso. 

A partire dal blocco dei licenziamenti alla cassa integrazione, dalla sospensione del cashback al nuovo credito di imposta o bonus bancomat, fino a raggiungere il tema della riscossione e della sospensione delle cartelle esattoriali. In questo modo, avrai un quadro completo delle novità entrate in vigore con l’ultimo provvedimento del Governo.