Ci sarà più tempo per pagare le cartelle esattoriali. I contribuenti riusciranno ad avere un po' più di tempo per saldare i propri debiti con il fisco. E' quanto prevede una richiesta che il Parlamento ha inoltrato al Governo e che richiede che le cartelle esattoriali ricevute dal 1° settembre 2021 possano essere saldate entro i 150 giorni successivi dalla data di notifica. In estrema sintesi le Camere vorrebbero concedere ai contribuenti la bellezza di cinque mesi per saldare le proprie pendenze con l'Agenzia delle Entrate.

La richiesta inoltrata direttamente dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato dovrebbe finire all'interno del Decreto fiscali collegato alla manovra. In questo modo, il prolungamento dei termini di pagamento delle cartelle esattoriali potrà avere effetto immediato. Grazie a questa mossa si vuole evitare di strazzore cittadini ed aziende che risultano essere messi in ginocchio dalla pandemia e dalla crisi economica. Il Governo, comunque, avrebbe intenzione di ritoccare i termini ipotizzati dal Parlamento: l'ipotesi sarebbe quella di concedere solo e soltanto quattro mesi - e non cinque - dalla data di notifica delle cartelle esattoriali. In altre parole solo 120 giorni, invece che 150.

Cartelle esattoriali, non solo termini più lunghi!

Le richieste non si limitiano solo e soltanto a termini più lunghi per il pagamento delle cartelle esattoriali. Le Camere hanno provveduto a richiedere al Governo di essere leggermente più indulgente nei confronti di quanti non abbiano fatto in tempo a versare le rate della rottamazione ter e saldo e stralcio. In altre parole la richiesta è quella di allargare il margine per recuperare gli arretrati. Questa volta si parla di 18 mesi: anche questa richiesta sembra essere destinata ad andare a finire direttamenete all'interno del decreto fiscale, che potrebbe essere firmato a breve dall'Esecutivo.

Gli osservatori, per il momento, comunque non escludono la possibilità di un ritocco permanente delle regole e la possibilità che sia introdotta una norma che riesca ad evitare la decadenza immediata delle rateizzazioni. Almeno di quanti debbano ancora finire di saldare i propri debiti. In estrema sintesi dovrebbe essere l'Agenzia delle entrate-Riscossione a mettersi in contatto con il debitore ed a chiedergli di regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni. Nel caso in cui la richiesta non dovesse essere accolta e rimanere disattesa, il contribuente verrebbe escluso dal piano di dilazione.

Cartelle esattoriali, si procede verso un nuova rottamazione!

La strada che il Governo vuole percorrere è quella di un graduale ritorno alla normalità. Le imprese e le famiglie dovranno mettersi il cuore in pace: l'unica strada da percorrere sarà quella di pagare le cartelle esattoriali inviate dall'Agenzia delle Entrate. Una lenta, ma inesorabile strada che dovrebbe portare alla normalità: proprio per questo il Governo guidato da Mario Draghi starebbe prendendo in considerazione di spostare e diluire gli oneri dovuti allo Stato. Daniele Franco, Ministro dell'Economia, ha aperto una finestra a quella che potrebbe essere una sorta di nuova proroga delle cartelle esattoriali del periodo pre-Covid. Ma ha anche aperto alla porta alla rottamazione quarter per le cartelle esattoriali del biennio 2018-2019.

Attualmente sono ancora molti i contribuenti che hanno delle pendenze con il fisco. Sono almeno 18 milioni, dei quali almeno 15 milioni sono persone fisiche, mentre i restanti sono imprese. A scattare questa fotografia è stato un recente rapporto del Centro Studi di Unimpresa. Da questa analisi amerge anche che almento il 78% delle vecchie cartelle esattoriali e che se sono state accumulate fino alla fine del 2020 hanno un importo che non supera i 1.000 euro. In totale stiamo parlando di dover recuperare qualcosa come 56 miliardi di euro. Stiamo parlando di qualcosa come un terzo di non contributi che non sono stati versarti, per n totale di 343 miliardi di euro.

Cartelle esattoriali, un impegno da superare!

E' necessario ricordare, comunque, che laltissimo numero di cartelle esattoriali fermo nei vari uffici

impegna in maniera non irrilevante risorse umane ed economiche dell’amministrazione finanziaria che, invece, potrebbero essere dirottate ad altro e destinate, magari, a una efficace e più concreta lotta all’evasione. La stessa amministrazione finanziaria – afferma Unimpresa – è consapevole della difficoltà, se non impossibilità, di recuperare in particolare le cartelle fino a 1.000 euro, ragion per cui sono già state opportunamente avviate operazioni di stralcio e azzeramento: il costo di recupero, del resto, sarebbe superiore al beneficio ottenuto dall’incasso finale da parte dell’erario.

Secondo Unimpresa:

Siamo arrivati davanti a una decisione politica rilevante, per la quale il governo, mentre sta avviando la discussione, con il disegno di legge delega appena varato, di una ampia e organica riforma fiscale, deve porsi obiettivi chiari e precisi: occorre una scelta di campo netta e definitiva che consentirebbe, di fatto, una volta varata la riforma, di far ripartire da zero il rapporto tra Stato e contribuente, in una chiave finalmente e definitivamente basata sui principi di correttezza e trasparenza.