E' tempo di dire addio alle cartelle esattoriali così come le abbiamo conosciute fino ad oggi. L'aggio di riscossione si avvia sul viale del tramonto. Il premier Mario Draghi ed il suo Governo stanno mettendo mano al complesso capitolo che prevede la riscossione delle tasse non pagate dai contribuenti e dagli evasori, ma soprattutto ci si avvia ad un gestione leggermente più semplificata delle cartelle esattoriali e delle pratiche di pignoramento, non importa che vadano a colpire direttamente il conto corrente, la busta paga o la pensione.

Contribuenti ed evasori possono quindi salutare una volta per tutte l'aggio di riscossione. Il passo successivo sarà anche quello di incorporare l'Agenzia delle Entrate-Riscossione direttamente dentro all'Agenzia delle Entrate. Ma non solo: saranno prorogate le modifiche che sono state apportate alla rateizzazione delle somme iscritte nei ruoli e saranno rinviate al prossimo anno le notifiche delle cartelle esattoriali, che sono state bloccate nel periodo di sospensione per la pandemia. Mario Draghi non si è dimenticato, inoltre, di puntare a quelle procedure che possano permettere di smaltire tutte quelle cartelle esattoriali che sono rimaste ferme in magazzino e che non sono ancora state riscosse.

In estrema sintesi sono questi i principali interventi che sarebbero allo studio del premier Mario Draghi e del suo Governo. Sono misure per le quali è necessario trovare la copertura finanziaria, ma che non possono essere più rimandate.

Cartelle esattoriali con lo sconto!

Uno dei capitoli più importanti che riguardano le cartelle esattoriali sarà l'eliminazione dell'aggio di riscossione. In altre parole sarà modificato il sistema di remunerazione delle attività di riscossione: sostanzialmente l'Esecutivo ha intenzione di superare l'aggio, così come è stato richiesto dalla Corte Costituzionale. La Consulta, infatti, con la sentenza n. 120 del 10 giugno 2021 ha provveduto ad inviare al legislatore una riflessione sulla region d'essere dell'aggio di riscossione. Questi oneri, così come sono formulati oggi come oggi, fanno gravare sulle spalle di alcuni contribuenti dei costi di riscossione non proporzionati rispetto ai costi complessivi delle operazioni di riscossione.

Il Governo guidato da Mario Draghi avrebbe intenzione di superare l'aggio introducendo uno stanziamento annuale, che sia completamente a carico dello Stato. Questi fondi dovrebbero garantire il totale e completo funzionamento della macchina della riscossione tributaria. Alcune spese, comunque, rimarrebbero in carico a quanti ricevono le cartelle esattoriali, anche se sarebbero necessari alcuni adeguamenti. I costi che rimarrebbero a carico del contribuente sono il rimborso dei diritti di notifica degli atti di riscossione (che attualmente ammontano a 5,88 euro a cartella esattoriale) e le spese per le procedurte di recupero. Nel momento in cui questa misura dovesse entrare a pieno regime, il costo per il bilancio statale ammonterebbe a 925 milioni di euro.

Draghi è alla ricerca degli evasori. Spiego tutto in questo articolo: Bollo auto ed Imu, Draghi cerca gli evasori! Chi deve pagare.

Scompare l'Agenzia entrate Riscossione!

L'Agenzia delle Entrate provvederà ad assorbire l'Agenzia delle Entrate Riscossione. Questa, sicuramente, è una delle manovre più importanti che sta realizzando il Governo Draghi. La strada, che si sta percorrendo, è quella di completare il percorso che era stato avviato nel momento in cui era stata soppressa Equitalia. Lo scopo è quello di creare un sistema monistico, ossia formato da un unico ente, che possa concentrare in se stesso la titolarità del credito e della riscossione, anche di quella coattiva. Ma soprattutto si arriverebbe ad una semplificazione della governance e ad un risparmio della spesa pubblica.

Questa fusione perfetta porterebbe anche a dei significativi passi avanti per contrastare la cosiddetta evasione da riscossione. L'ente unico, che deriverebbe dalla fusione, avrebbe in mano tutte le informazioni sui contribuenti e sugli evasori fiscali, riuscendo ad agire con più efficacia, nel momento in cui dovesse procedere con eventuali azioni di riscossione. Questa oprazione non avrebbe alcun tipo di impatto finanziario sul bilancio dello Stato, anzi, una volta superata una fase intermedia necessaria per riogarnizzare in maniera più efficiente tutta la struttura, si libererebbero delle risorse.

Cartelle esattoriali da smaltire!

Ultimo capitolo della riforma delle cartelle esattoriali è lo smaltimento del magazzino della riscossione. L'Esecutivo avrebbe allo studio una completa e totale rvisione delle procedure per l'inesigibilità dei crediti a ruolo: questo dovrebbe servire per evitare che si accumulino troppi debiti fiscali. Come spiega Italiaoggi:

L'attuale sistema è ormai desueto e necessita di una profonda revisione. L'idea sulla quale si sta lavorando prevede una procedura che, al decorso di un numero congruo di anni dalla data di affidamento del carico alla riscossione, ne determini il discarico selezionando le posizioni che hanno ancora possibilità di essere riscosse.

Ma sulle cartelle esattoriali, il rinvio c'è oppure no? Spiego tutto in questo articolo: Incubo cartelle esattoriali: c'è il rinvio. O forse no!.