La doppia faccia della Pace fiscale non smette di sorprendere. Dal 1° settembre 2021 l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ha ripreso le attività dormienti a marzo 2020. Una ripresa annunciata in forma graduale che prevede la notifica di milioni cartelle esattoriali, dell’avvio dei procedimenti di pignoramento sul conto corrente, pensioni e stipendi (leggi qui), delle procedure cautelari, fermi amministrativi e così via.

D’altra parte, dal 20 agosto il malloppo del condono ha preso forma concretizzandosi nella cancellazione dei debiti esattoriali con oggetto IMU, bollo auto, TARI, INPS e così via. Liberando i contribuenti per i debiti riferiti ad altri tributi non pagati, se iscritti a ruolo, ossia se l’ente ha provveduto a consegnarli all’Agenzia delle Entrate – Riscossione che ha emanato una cartella di pagamento.

Un fenomeno a due facce che ben fa comprendere la necessità dello Stato italiano d'incassare quanto più possibile, rimpinguando dalle tasche degli italiani chiamati a pagare nuove e vecchie tasse.

Cartelle esattoriali: al via lo stop della sospensione

C’è poco da stare allegri. Dal 1° settembre 2021 non sono pochi i contribuenti che si ritroveranno ad affrontare l’amaro capitolo delle notifiche delle nuove cartelle esattoriali, per non parlare degli avvisi di pignoramento, fermi amministrativi, ipoteche e così via. La macchina delle tasse ha ripreso l’ingiunzione fiscale nell’indifferenza assoluta di uno Stato impegnato a stringere su altri fronti.

Non è arrivato alcun differimento, nessun provvedimento di proroga, eppure si aspettava un posticipo del recupero dell’attività della Riscossione, considerato che lo stato di emergenza è stato prorogato sino alla data del 31 dicembre 2021. La guerra è ripresa senza nessuna sorpresa.

E ben oltre 25 milioni di cartelle esattoriali dormienti ricadranno sulle spalle dei cittadini. Cartelle congelate per l’effetto di scelte politiche indirizzare ad alleggerire economicamente i cittadini nel periodo legato alla diffusione della pandemia da Covid-19. Una nota stonata considerato che lo stato di emergenza è stato prorogato dal Governo Draghi sino alla data del 31 dicembre 2021.

Come annunciato in un’intervista al Sole 24 Ore, dal presidente dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, la ripartenza dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione seguirà un canale graduale. Al fine di non rischiare di creare un ingorgo affannando l’attività di Riscossione.

Cosa devono aspettarsi i contribuenti? 1 milione di cartelle mensili spalmante nel periodo temporale tra settembre e dicembre 2021.

Si tratta di cartelle esattoriali affidate all’Agenzia delle Entrate – Riscossione dagli enti creditori nel periodo temporale riconducibile a prima dell’avvio della sospensione dell’attività dell’Esattore. In altre parole, riferite a marzo 2020.

Arriva una nuova Rottamazione a liberare i cittadini dalla stretta della Riscossione?

Diverse voci che giungono dalla maggioranza politica sono rivolte a una nuova Rottamazione. In particolare, dalla Lega si chiede con forza una nuova Pace Fiscale, considerando il peso che rischia di flagellare milioni di contribuenti.

Ricordiamo che sempre la Lega per il condono aveva richiesto un azzeramento delle cartelle esattoriali sino al 2015. Poi si giunse all’accordo che stabilì il limite tra il 2000 e il 2010. Ora, sembra più convinta di prima nel richiedere nuovi interventi che risollevino le sorti di cittadini, imprese e famiglie su cui maggiormente si è abbattuta la scura delle misure ristrettive da Covid-19.

In tutto questo, c’è da dire che nonostante il periodo di sospensione compreso tra il 2020 e il 2021, all’incirca 2 milioni di contribuenti hanno preferito pagare le rate in scadenza, stringendo i denti pur di non doversi confrontare con un malloppo di atti accatastati.

Tuttavia, bisogna considerare anche che l’idea di un nuovo provvedimento potrebbe urtare i sentimenti di chi paga regolarmente. Maresta la questione delicata che affrontano milioni di famiglie legate a una sopravvivenza in affanno contro un sistema sempre più complesso e tormentoso.

Districarsi tra le file di una Riscossione diventa sempre più problematico, specie se i debiti sono tanti, ma soprattutto di varia natura.

Nasce l’urgenza e la necessità d'intervenire con un provvedimento di rottamazione, nel quale manca ancora la definizione del perimetro di azione. È possibile che una nuova definizione agevolata venga agganciata alla ripartenza della Riscossione, tuttavia non si intravede nulla prima del 2022.

Si consiglia la visione del video YouTube Mondo Pensioni sul condono 2021.

Cartelle esattoriali: addio ai debiti dal 2000 al 2010

I contribuenti con debiti iscritti a ruolo, le cui cartelle esattoriali non superano la soglia più alta di 5.000 euro e rientrano negli anni compresi tra il 2000 e il 2010, vengono graziati con l’azzeramento del debito, se rientrano nei requisiti reddituali. Il condono fiscale è un provvedimento contenuto nel decreto Sostegni riferito a marzo 2021, poi convertito nella Legge n. 69/2021, che trova la sua operatività attraverso la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 21 maggio 2021.

C’è da dire che non tutti hanno gradito quest’ultimo condono. Numerose proteste sono giunte dai contribuenti ligi e corretti votati nel rispetto della legalità. Tuttavia, sfugge che quest’ultimo condono è servito alla Riscossione per snellire parte dei crediti inesigibili costipati nel magazzino.

Al fine di consentire all’Esattore di azionarsi in modo concreto, rapido e deciso dal 1° settembre 2021. E, soprattutto, che pochi hanno potuto godere della cancellazione di 10 anni di debiti esattoriali.

A chi spetta l’azzeramento delle cartelle esattoriali?

Nella Legge n.69/2021 è presente il condono fiscale che consente ai contribuenti su cui gravano delle cartelle esattoriali il cui importo non sfora i 5.000 euro di pertinenza del periodo compreso tra il 2000 e non oltre il 2010 ottengono l’azzeramento delle tasse, nonché tributi se presente il requisito reddituale.

Non si tratta del classico colpo di spugna di coloro che hanno evaso o eluso le tasse, ma di un provvedimento volto a interviene a favore di una platea di contribuenti in affanno con i debiti esattoriali e non solo. Oltre, che un piano per alleggerire il magazzino della Riscossione, al fine di metterla in condizione di operare, in modo veloce, rapido e deciso. Elementi molto diversi dal colpo di spugna che grazia tutti.

È anche vero che il Ministero dell'Economia e Finanze ha reso noto che il gap tra tasse dovute e pagate è sproporzionatamente alto. Si pone un nuovo obiettivo che porta a una riduzione dello stesso del 5%. Si parte, quindi, con un nuovo piano di recupero dei crediti.

Per adesso, le cartelle esattoriali iscritte a ruolo tra il 2000 e il 2010 sono state stralciate in modo definitivo. Ricordiamo che il grosso dei debiti esattoriali cancellati appartiene a crediti non più esigibili.

Cartelle esattoriali: come funziona l’azzeramento del debito?

È importante tener conto che il beneficio del condono fiscale è legato al requisito reddituale. Ora, dal 20 agosto 2021 l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ha comunicato all’Agenzia delle Entrate i nominativi per codici fiscali dei contribuenti che possono rientrare nello stralcio definitivo delle cartelle esattoriali, così come dalle norme che regolamentano il condono fiscale.

Il requisito reddituale consiste nella possibilità di rientrare nel benefico dello stralcio delle cartelle, se il reddito IRPEF riferito all’anno d'imposta 2019 non risulti più alto del valore di 30.000 euro.

Ecco, spiegato il motivo per cui la Riscossione ha provveduto a inoltrare all’Agenzia delle Entrate l’elenco dettagliato per codice fiscale dei contribuenti che potrebbero essere ammessi al beneficio del condono fiscale.

Il contribuente non ha un termine di riferimento per inoltrare la richiesta. Infatti, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione continua un iter interno che porta al controllo incrociato di dati dei contribuenti sino alla cancellazione delle cartelle.

In sostanza, i contribuenti entro novembre 2021, ottengono la cancellazione automatica dei debiti iscritti a ruolo per il periodo 2000 al 2010 per le cartelle che non superano la soglia di 5.000 euro, il cui reddito IRPEF -2019 non superi il limite di trentamila euro.

Rientrano nel beneficio anche le rate della Rottamazione ter e saldo e stralcio dietro apposita verifica eseguibile dal sito dedicato dalla Riscossione.

L'Agenzia delle Entrate con i codici fiscali restituisce all'Agenzia Entrate-Riscossione l'informazione di chi ha avuto nel 2019 un reddito non superiore a 30.000 euro.

Cartelle esattoriali, la verifica della posizione debitoria

Il contribuente per verificare la propria posizione debitoria e controllare il depennamento delle cartelle esattoriali oggetto del condono, può se in possesso delle credenziali accedere al portale dedicato dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Nell’area dedicata alla sezione riferita al controllo della posizione debitoria. In caso contrario, può prendere un appuntamento e recarsi presso l’ufficio della Riscossione disponibile per zona.