Le cartelle esattoriali rimangono sospese fino al 31 maggio 2021: a dichiararlo è stato un comunicato stampa (del 30 aprile 2021) del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che dovrebbe essere ufficializzato dal nuovo provvedimento economico del Governo Draghi, il decreto Sostegni bis. Ma sono in arrivo molte novità in merito alla riscossione delle cartelle da parte del Fisco, soprattutto per le Partite Iva.

Infatti, tra maggioranza e opposizione è animata la discussione sul possibile pagamento dei debiti dilazionato nel tempo: un’ala della maggioranza preme affinché si possano rateizzare fino a 10 anni le cartelle delle Partite Iva, beneficiarie dei contributi a fondo perduto, in possesso di determinati requisiti, che hanno subito duramente la crisi a causa del Covid. L’ala più moderata, invece, intende fissare una data per la ripresa della riscossione. A ridosso della scadenza è arrivata anche la comunicazione della proroga al versamento dell’Irap, rinviata al 30 settembre 2021.

Come riparte la riscossione delle cartelle esattoriali dal 1° giugno 2021: quali sono i primi atti ad essere notificati e come si possono rateizzare fino a 10 anni i pagamenti per le Partite Iva. Ecco le ultime novità in arrivo con il decreto Sostegni bis e le conferme su rottamazione, saldo e stralcio.

Cartelle esattoriali al via dal 1° giugno: ecco come

La ripartenza delle cartelle esattoriali – che secondo quanto disposto nel decreto Sostegni era prevista dal 1° maggio 2021 – è stata congelata in modo “informale”, tramite un comunicato stampa diffuso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a ridosso della scadenza, nel pomeriggio del 30 aprile (comunicato stampa n. 88 del 30 aprile 2021). 

Negli archivi dell’Agenzia delle Entrate Riscossione c’erano ormai 35 milioni di atti, tra cartelle e pignoramenti, che sarebbero dovuti ripartire dall’inizio del mese di maggio, ma che invece resteranno fermi almeno fino al 31 maggio 2021.

Dovrebbe essere proprio il 31 maggio la data ultima di sospensione delle cartelle e degli atti: il Governo Draghi ha fatto trapelare la possibilità di disporre un’ultima sospensione (quella appunto del decreto Sostegni bis), al termine della quale la macchina statale proverà a ripartire con gradualità. 

Basti pensare che ogni mese di blocco delle notifiche costa alle casse statali almeno 250 milioni di euro. E proprio per questo motivo, l’ala sinistra del Governo preme per una graduale ripartenza delle notifiche e dei pagamenti.

Quali cartelle sono sospese fino al 31 maggio 2021?

La sospensione delle cartelle – provvedimento che si protrae ormai da un anno a questa parte, partito dal decreto Cura Italia – dovrebbe essere prolungata fino al 31 maggio 2021, secondo le disposizioni che verranno inserite nel decreto Sostegni bis, al varo del Consiglio dei Ministri.

Le cartelle che restano sospese fino alla fine del mese di maggio, quindi, sono le seguenti:

  • versamenti derivanti dalle cartelle di pagamento;
  • avvisi di addebito;
  • avvisi di accertamento esecutivi affidati all’Agente della Riscossione;

Con la sospensione dell’invio delle cartelle esattoriali si ferma anche l’invio di nuove cartelle, oltre a rimanere in stallo anche la possibilità per l’Agenzia delle Entrate Riscossione di avviare procedure cautelari o esecutive di riscossione, come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.

Rimangono sospese – qualora nel decreto Sostegni bis arrivi la conferma ufficiale, ormai certa – anche le verifiche di inadempienza effettuate dalle società a partecipazione pubblica o dalle pubbliche amministrazioni prima di disporre pagamenti di importo superiore a 5 mila euro.

Come riparte la Riscossione e quali sono i primi atti da notificare

La ripartenza della riscossione, ormai slittata quasi ufficialmente al 1° giugno, sarà graduale e dovrebbe riguardare tutti gli atti e le cartelle dei soggetti che non sono stati particolarmente colpiti dalla crisi pandemica. La sospensione fino al 31 maggio, stando alle ultime indiscrezioni, dovrebbe essere l’ultima di una serie di proroghe partite dal vecchio decreto Cura Italia.

Ma al vaglio del Governo ci sarebbe anche l’ulteriore possibilità di prevedere una nuova sospensione – o meglio una rateizzazione dei pagamenti – almeno per tutti quei contribuenti che sono stati duramente colpiti dalla crisi pandemica.

Non si esclude, qualora non venisse raggiunto un accordo in tempi accettabili, l’adozione di un provvedimento ad hoc per stabilire come far ripartire la riscossione. Se la data del 31 maggio 2021 pare essere accettata dalla maggioranza, lo scontro si è spostato ora sulla ripartenza del Fisco e sulle possibili deroghe per Partite Iva.

Nelle file della Lega, infatti, si punta a trovare una nuova data per la sospensione delle cartelle esattoriali, mentre nell’ala sinistra moderata si prova a far ripartire con gradualità la macchina statale dopo il 31 maggio 2021.

Cartelle rateizzate fino a 10 anni: novità per le Partite Iva

Una soluzione di compromesso tra le due posizioni potrebbe essere la definizione di alcuni soggetti per i quali la riscossione delle cartelle e dei pignoramenti potrebbe essere rateizzata fino a 10 anni. In particolare, la deroga riguarderebbe le Partite Iva e i soggetti che sono stati più duramente colpiti dalla crisi pandemica. 

Si potrebbe pensare di rateizzare i pagamenti delle cartelle fino a 10 anni per i beneficiari dei contributi a fondo perduto, ovvero per coloro che rispettano le seguenti condizioni:

  • hanno un volume d’affari non superiore a 10 milioni di euro;
  • hanno registrato, nel corso dell’ultimo anno, delle perdite di fatturato pari ad almeno il 30% dei corrispettivi.

Resterebbero, quindi, esclusi dalla ripartenza della riscossione (almeno per il primo periodo) i lavoratori dipendenti, le Partite Iva e i soggetti che hanno subito duramente i colpi della crisi sanitaria. In questo caso, però, andrebbero valutate anche le perdite subite da tutti i lavoratori che hanno percepito la cassa integrazione e si sono visti ridurre l’orario di lavoro.

Cartelle rateizzate fino a 10 anni: come funziona il meccanismo

Tutti i soggetti e le Partite Iva che hanno incassato i contributi a fondo perduto (per i quali il decreto Sostegni bis prevede alcune novità) e che hanno subito la crisi emergenziale, potrebbero vedersi notificate le cartelle esattoriali arretrate unitamente alla possibilità di effettuare il pagamento rateizzato da un minimo di 6 a un massimo di 10 anni, per un totale di massimo 120 rate.

Il meccanismo, già previsto per i soggetti che si trovano in difficoltà economica, potrebbe essere ulteriormente semplificato grazie alle proposte della Lega e di Forza Italia. Una fonte ministeriale leghista sintetizza e rilancia una proposta del partito: “Bisogna estendere le moratorie e pensare ad una rottamazione delle cartelle esattoriali”. 

In altre parole, oltre alla possibilità di rateizzare il pagamento, la Lega preme sul Governo affinché si possano ridurre o addirittura cancellare i debiti dei contribuenti nei confronti del fisco. Ipotesi, però, che al momento non ottiene l’approvazione del Partito Democratico e di Liberi e Uguali.

Rottamazione, saldo e stralcio: ultime novità e conferme

La ripartenza della riscossione dal 1° giugno 2021, ovviamente, sarà graduale e includerà soprattutto quei contribuenti che non potranno usufruire delle facilitazioni e agevolazioni sulla rateizzazione. 

Dunque, dal 1° giugno ripartiranno:

  • i pignoramenti su stipendi e pensioni; 
  • gli accertamenti esecutivi;
  • i fermi;
  • gli avvisi di addebito Inps.

La nuova proroga della sospensione delle cartelle, comunque, non va a intaccare la pace fiscale, la rottamazione, il saldo e lo stralcio. Per non perdere i benefici della definizione agevolata, per tutti i contribuenti in regola con i versamenti del 2019, il calendario da rispettare è il seguente:

  • entro il 31 luglio 2021 va effettuato e regolarizzato il pagamento delle rate previste e non ancora versate nel 2020;
  • entro il 30 novembre 2021, invece, si dovrà regolarizzare il pagamento delle rate previste per il 2021.

La legge consente un termine di pagamento esteso fio a 5 giorni dopo la scadenza: qualora il versamento avvenga oltre i termini previsti o in misura parziale, andranno perduti tutti i benefici della definizione agevolata.

Condono, debiti fino a 5 mila euro cancellati

Per quanto riguarda il condono delle cartelle esattoriali previsto dal primo decreto Sostegni, nulla dovrebbe cambiare. È prevista la cancellazione dei debiti dei contribuenti fino a un importo massimo di 5 mila euro per le cartelle esattoriali riguardanti il periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010.

L’agevolazione è fruibile solo da contribuenti che abbiano un reddito complessivo inferiore a 30 mila euro all’anno. Essendo ancora al vaglio delle Camere, questa norma è suscettibile di modifiche.

Quello che è certo, è che resteranno esclusi dallo stralcio i carichi affidati all’agente di riscossione per:

  • debiti su “risorse proprie tradizionali” dell'Unione europea e all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione;
  • debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall'Unione europea o da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Il condono non è ancora operativo, in quanto occorre attendere il necessario decreto del Ministero dell’Economia (da emanarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto Sostegni), che conterrà tutti i dettagli sulle date e sulle modalità di riscossione e stralcio.

Proroga del versamento dell’Irap al 30 settembre 2021

Insieme al nuovo maxi condono previsto nel decreto Sostegni bis, il Governo dovrebbe disporre anche la proroga del versamento dell’Irap, già prevista dal decreto Rilancio.

La nuova scadenza – secondo le anticipazioni del comunicato stampa del Ministero dell’Economia – dovrebbe essere spostata al 30 settembre 2021. Si potrà versare l’Irap entro tale data senza dover versare interessi aggiuntivi e senza incorrere in alcuna sanzione.