Il cashback di stato è stata un’iniziativa molto apprezzata da gran parte dei cittadini che ha visto una cospicua adesione anche da parte dei commercianti.

Purtroppo con il Decreto Legge emanato il 30 giugno 2021, il Governo ha sospeso questa iniziativa che non si è poi concretizzata per il secondo semestre (dal 1° luglio 2021 al 3 dicembre 2021) inizialmente previsto nel regolamento originario.

Come si legge su IlGiorno.it:

Fra i provvedimenti più "sbandierati" dal governo giallorosso guidato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, il cashback di Stato verrà accantonato dal governo presieduto dall'ex numero uno della Bce Mario Draghi.

L’iniziativa, però, aveva destato molto clamore tra la popolazione, evidenzia Adnkronos.com, e per questo la maggior parte degli italiani è scontenta di questa decisione dell’esecutivo.

Analizziamo ora nel dettaglio quale impatto ha avuto l’iniziativa del cashback di stato sull’economia durante la sua attuazione e quali sono state le motivazioni per cui si è giunti alla conclusione di cancellare definitivamente questo programma di incentivazione.

Qual è stata la misura presa con il cashback?

Analizziamo innanzitutto che cosa prevedeva la misura del cashback di stato. Questa iniziativa era inclusa all’interno del Piano Italia Cashless con lo scopo di modernizzare i pagamenti e incrementare l’utilizzo di carte di credito e di debito per l’acquisto nei negozi fisici.

Il piano era inserito nella Legge di Bilancio 2020 e permetteva di ricevere un rimborso del 10% sugli acquisti effettuati nei negozi fisici fino a un massimo di 15 euro per transazione. Inoltre, il rimborso totale possibile per ciascun semestre era di 150 euro.

Vi era anche un numero minimo di transazioni da effettuare per poter, poi, ottenere il rimborso, ossia almeno 50 acquisti con carta di credito o di debito nell’arco di ciascun periodo dell’iniziativa.

Era, inoltre, previsto un super rimborso pari a 1.500 euro per semestre per i primi 100.000 utenti in classifica. Questa classifica veniva creata in base al numero di transazioni effettuate con l’ausilio delle carte bancarie.

Al termine di ogni semestre di iniziativa il cashback maturato veniva erogato direttamente sul conto corrente della persona intestataria delle carte di credito o di debito registrate all’iniziativa.

Insieme all’iniziativa del cashback, Piano Italia Cashless ha anche previsto la misura chiamata “Lotteria degli Scontrini”, la quale è ancora attualmente in vigore e non è stata abolita come, invece, è avvenuto per il primo incentivo.

Quali sono stati gli effetti del cashback di stato 2020?

Vediamo, ora, quali sono stati gli effetti dell’iniziativa del cashback di stato avvenuta nel 2020 - 2021.

Come affermato nell’introduzione, questo incentivo è stato molto apprezzato dagli italiani: ben 8,9 milioni di persone hanno registrato le proprie carte per partecipare all’iniziativa del cashback e oltre 6 milioni hanno raggiunto le 50 operazioni richieste per poter ricevere il rimborso.

Analizzando, quindi, le statistiche il piano ha raggiunto il proprio scopo, aumentando notevolmente il numero di transazioni con le carte bancarie effettuate dagli italiani e istruendo una fetta maggiore di cittadini all’utilizzo di questo strumento di pagamento. Sono aumentate, infatti, anche le operazioni con un piccolo importo per cui qualche tempo prima si sarebbe preferito sicuramente l’utilizzo di denaro contante.

Lo scontrino medio tra gli aderenti all’iniziativa è stato, infatti, di 35 euro e quasi tutte le transazioni avvenute rientravano nel range tra i 25 e i 50 euro.

Vi è anche un elevato numero di scontrini entro i 5 euro come totale. Questo significa che molti cittadini hanno utilizzato le carte bancarie per il pagamento di molte spese quotidiane, come ad esempio il caffè al bar o il giornale in edicola.

Super Cashback in arrivo entro il 30 Novembre 2021

Il rimborso standard, correlato al raggiungimento di almeno 50 transazioni, accumulato per la seconda parte del programma cashback, ossia per il primo semestre 2021, è già stato accreditato sul conto corrente dei relativi partecipanti.

Per quanto riguarda il super cashback, invece, gli accrediti sono ancora in corso e dovrebbero essere completati entro il 30 novembre 2021. Il super cashback, come anticipato sopra, corrisponde a un premio di 1.500 euro per i primi 100.000 partecipanti in ordine di numero di transazioni effettuate con carta di credito o di debito.

Per vedere se si rientra all’interno dei primi classificati, è possibile visualizzare la classifica all’interno dell’app IO.

Cosa fare in caso di problematiche con l’accredito del super cashback?

Nel caso si dovessero riscontrare delle problematiche per l’accredito del super cashback entro la fine del mese in corso, è possibile inviare un reclamo alla Consab che è la società preposta alla gestione dei rimborsi.

Si può anche, inoltre, inoltrare una segnalazione direttamente tramite l’applicazione utilizzata per registrare le carte e vedere il saldo del rimborso, ossia l’app IO.

La misura del Cashback ha funzionato e raggiunto il suo scopo

Secondo quanto affermato da Daniele Franco, ministro dell’Economia e delle Finanze, la misura del cashback ha positivamente raggiunto lo scopo che l’esecutivo si era prefissato con questo piano, ossia l’aumento del numero di operazioni effettuate con l’ausilio dei Pos.

Per la decisione su una possibile prosecuzione o meno dell’incentivo, il Governo ha valutato il rapporto fra i costi che la prosecuzione del cashback avrebbe portato alle casse dello Stato in relazione ai benefici ottenuti.

È stato, inoltre, analizzato il trend dei pagamenti con bancomat e carte di credito, evidenziando comunque un rialzo anche successivo alla sospensione della misura di incentivazione.

Vi è stato mediamente un aumento costante dei pagamenti con Pos in tutti i mesi estivi.

Eliminazione del cashback: un’azione già annunciata

Alla luce di quanto rilevato dalle statistiche, il Governo con la Legge di Bilancio 2022 ha deciso ufficialmente di eliminare in modo definito l’iniziativa del cashback.

Si tratta di una decisione che era nell’aria già da un po’ di tempo, proprio alla luce delle indiscrezioni di alcuni dei vari membri dell’Esecutivo.

I rimborsi non ancora pagati per quanto riguarda il Super Cashback verranno regolarmente erogati entro la fine del mese di Novembre, ma la misura non proseguirà oltre e verrà cancellata in modo completo.

Inizialmente, si era valutata una sola sospensione per il secondo semestre dell’anno in corso. Questa opzione era stata pensata in modo da valutare e vagliare tutte le opzioni disponibili e comprendere quale fosse stato il reale beneficio dell’iniziativa.

Infine, si è deciso per la totale eliminazione in quanto è stato stimato che, senza queste erogazioni, lo Stato sarà in grado di recuperare ben 1,5 miliardi di euro. Questa cospicua somma, a detta dei membri del Governo, verrà utilizzata per finanziare altre misure per la comunità.

Per una panoramica completo di quanto avvenuto con il cashback di stato consigliamo la visione del video del canale Marco Cavicchioli Economia e Finanza:

Cashback addio: la conferma nella Legge di Bilancio 2022

Come accennato nel paragrafo precedente, all’interno della Legge di Bilancio 2022, esattamente all’articolo 165, viene scritto formalmente:

“4. Il programma di attribuzione di rimborsi in denaro per acquisti effettuati mediante l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici disciplinato dal decreto del Ministero dell’economia e delle Finanze del 24 novembre 2020, n. 156 si conclude il 31 dicembre 2021, ferma restando la sospensione del programma per il periodo di cui all’articolo 6, comma 2, lettera b).”

La maggior parte dei membri del Governo, quindi alla luce delle dovute analisi, del trend in crescita riguardo l’utilizzo dei pagamenti Pos e del risparmio per le casse statali, ha deciso in modo definitivo di non proseguire con l’attuazione della misura di incentivo del Cashback statale.

Bonus cashback, quali sono le prospettive?

Il programma di sperimentazione del cashback è durato poco meno di un anno: è stato attivato l’8 dicembre 2020 per poi essere sospeso dal 1 luglio 2021. Si tratta, quindi, di un periodo abbastanza breve per poter trarre delle conclusioni sul suo impatto a lungo termine.

Lo scopo di questa misura era quello di incentivare l’utilizzo di carte di credito e bancomat al posto del tradizionale contante, anche con il secondo fine di ridurre l’evasione fiscale conseguente all’utilizzo di denaro fisico. Le transazioni tramite Pos, infatti, sono tutte regolarmente tracciate e l’evasione risulta molto difficile.

L'eliminazione di questo incentivo non è stato ben accolto dai cittadini italiani. Bisogna, però, sottolineare che i risparmi derivati dalla mancata erogazione dei futuri rimborsi verranno utilizzati per riformare gli ammortizzatori sociali. Questa volontà è stata sottolineata e ben condivisa dalla maggioranza delle parti del Governo.

Al posto del cashback di stato arriva quello privato

Siccome il cashback di stato ha suscitato una notevole partecipazione da parte di molti cittadini italiani, questa misura è stata ripresa da alcuni istituti di credito che hanno iniziato a proporre degli incentivi in base alle transazioni effettuate con una o più delle loro carte.

Il rimborso che si può ottenere varia da banca a banca. Come afferma il portale CorriereComunicazioni.it:

In alcuni casi viene riconosciuto un cashback iniziale del 10%, che tende a calare nel tempo fino all’1%, mentre in altri casi viene rimborsato un importo fisso per ogni transazione fatta.

Al momento non abbiamo ancora notizie ufficiali su come ogni istituto di credito attiverà questo incentivo. Possiamo, però, citare l’iniziativa storica del colosso americano American Express che già da molti anni permette con alcune delle sue carte di ricevere un rimborso di quanto speso a fronte di un importo minimo di spesa.

Un altro esempio può essere quello attivato da PayPal sulle carte associate ai conti business che riconosce lo 0,5% su ogni transazione effettuata oppure di Revolut con cui sottoscrivendo il piano Metal si ha la possibilità di ricevere indietro fino all’1% degli acquisti effettuati tramite la carta sia in Italia che nel Mondo.