Il bonus cashback, fin dal suo arrivo, ha incrementato le abitudini di acquisto di numerosi cittadini. Questo, alla luce dei vantaggi comportati dall'utilizzo di questo incentivo. A inizio anno, è stato infatti riconosciuto ufficialmente il bonus di cui si parlerà nel corso di questo articolo.

Inizialmente introdotto in via sperimentale per il periodo natalizio di fine anno, è stato poi un meccanismo adottato per un lungo periodo, nonostante all'orizzonte non si abbia ancora alcuna certezza riguardanti proroghe o rinnovi. Sostanzialmente, si tratta di un rimborso previsto a seconda della tipologia di acquisto. Questa definizione basilare, viene riportata anche dal sito di Altro Consumo. Citando quanto segue:

 È terminato infatti il 31 dicembre 2020 il cashback sperimentale di Natale, grazie al quale lo Stato ha rimborsato agli aderenti ben 223 milioni di euro, per un rimborso medio di circa 69 euro a persona. 

Una minima percentuale, stando a quanto viene evidenziato da alcuni report, segnala delle transizioni non andate a buon fine. Questo, a causa di un errore di natura umana, che può essere un codice sbagliato o un prodotto non dotato di rimborso. Questo, comporta la presenza di un bonus efficace e "moderno", al netto dei sistemi presenti in circolazione a livello amministrativo.

In ogni caso, al verificarsi di qualsiasi tipologia di inesattezza, si può facilmente ricorrere all'assistenza apposita. Come ogni bonus che si rispetti, esistono delle persone appartenenti ad una categoria specifica che può farne uso. In questo articolo, vedremo quali sono le categorie incluse. Nel frattempo, vi consigliamo la visione di un video sull'argomento pubblicato da Andrea Galeazzi, che spiega in maniera approfondita in cosa consiste il bonus cashback.

Cashback: cos'è e in cosa consiste

Il bonus cashback, come da traduzione, significa letteralmente "riavere i propri soldi indietro". Utilizzando questo incentivo, infatti, una parte della propria spesa si può riavere indietro tramite alcune percentuali. Questo incentivo, che si basa proprio sugli acquisti che vengono effettuati, fa sì che la percentuale di restituzione dell'importo versato, ammonti fino al 30%.

Naturalmente, la percentuale di guadagno risulta essere variabile a seconda del negozio nel quale viene effettuato l'acquisto in questione. A livello di normativa, come viene riportato anche dal sito di Corriere Comunicazioni, l'importo recuperato è del 10%. Riportando quanto viene indicato sul sito:

Il Piano di rimborso parte nel mese di dicembre e punta a favorire i pagamenti digitali in particolare durante la stagione natalizia per consentire ai consumatori di recuperare fino al 150 euro, ossia il 10% su una spesa massima di 1.500 euro. Il rimborso arriverà ai consumatori a febbraio 2021 sul proprio conto corrente.

Questo bonus, ha la finalità principale di incentivare all'utilizzo dei pagamenti elettronici, ponendo in secondo piano il tradizionale pagamento in contante. I periodi per i quali è possibile usufruire del rimborso in questione, sono precisamente tre.

Facendo riferimento alla tempistica attuale, il momento utile per poter usufruire di questo incentivo è dal 30 giugno al 1 luglio 2021, giorni nei quali sarà possibile usufruire dei rimborsi accumulati nel corso dei periodi precedenti. La procedura di richiesta, come potremo vedere nel paragrafo successivo, è immediata e allo stesso tempo efficace. Tuttavia, alcuni utenti hanno avuto modo di segnalare alcune complicazioni. Nulla che non sia agevolmente risolvibile, in ogni caso.

Cashback: ecco come richiederlo!

Appurata l'importanza del cashback, ora non rimane che capire in quale modo lo si possa utilizzare. Dopo i primi rimborsi, infatti, la domanda generale si è immediatamente proiettata sulle modalità di richiesta riguardanti questo bonus. Per poter avere accesso all'incentivo in questione, sarà necessario scaricare un'applicazione apposita.

L'app selezionata, come indica il sito di Agenda Digitale, si chiama Io. Per poter accedere all'applicazione, è necessario essere in dotazione di un codice Spid, in modo tale da poter effettuare l'accesso in maniera immediata:

Per poter effettuare l’accesso a questa applicazione è necessario avere un codice SPID oppure una carta d’identità elettronica (con il suo codice PIN e poi usare per l’accesso l’app CIEID).

Dopo essersi muniti di tutti gli strumenti obbligatori per poter effettuare l'accesso, è giunto il momento di procedere. All'avvio della procedura, si aprirà la selezione di tre "menù" differenti tra loro. Queste categorie, riguardano i messaggi, i pagamenti e i servizi posti nell'ordine più adatto a seconda della loro area geografica di appartenenza.

Al seguito della procedura, si dovrà giustificare l'utilizzo del bonus cashback solamente a scopi personali, e non a scopi professionali. Soprattutto, bisognerà fare attenzione ad inserire ogni dato nella maniera corretta, onde evitare problemi in fase di bonifico. Arrivati a questo punto, si potrà selezionare il metodo di pagamento che più si ritiene opportuno.

Una volta selezionata la modalità di pagamento, bisognerà verificare se il metodo selezionato dispone del supporto cashback. In caso contrario, si dovrà provvedere il prima possibile. Si ricorda che non è necessario disporre di un conto corrente, pertanto può essere richiesto senza particolari requisiti, come avremo modo di vedere a breve.

Cashback: chi può richiederlo? Vediamolo insieme

Il bonus cashback, come ogni incentivo economico che si rispetti, riguarda solamente una parte specifica di cittadini, con dei requisiti non così tanto complicati da avere. L'incentivo in questione, a tal proposito, presenta dei requisiti di accesso piuttosto agevoli. A sottolineare questa facilità di utilizzo e di richiesta, è anche il sito di Normanno, con uno spunto sulle categorie abilitate alla richiesta del cashback di Stato, come viene definito in gergo da molteplici esperti (e non). Nell'articolo, infatti, viene riportata una vera e propria differenza anagrafica:

In famiglia possono partecipare tutti i componenti maggiorenni.

Infatti, per poter usufruire del bonus cashback, è obbligatorio aver conseguito la maggiore età. Inoltre, menzionate in passato, vi sono anche gli ulteriori vantaggi di aver dato "fiducia" a questo sistema fin dal suo esordio nella burocrazia attuale. Per i primi 100.000 cittadini ad aver effettuato il maggior numero di transazioni, è stato infatti implementato un rimborso ulteriore.

Un altro requisito di fondamentale importanza, oltre a quello anagrafico, è anche il requisito inerente alla propria residenza. Per poter usufruire del bonus, bisogna infatti essere residenti in Italia. Inoltre, la propria condizione deve essere quella di agire in quanto consumatori, e non in quanto imprenditori o professionisti. Questo, poiché è un premio al consumo, e non all'impresa vera e propria.

Cashback: ecco quali sono gli acquisti inclusi

A venir rimborsati grazie al cashback, saranno una larga scala di acquisti effettuati. Il bonus aggiornato al 2021, infatti, nel suo pieno incentivo ad utilizzare in maniera minore il denaro contante, include tra i suoi vantaggi un vasto numero di acquisti.

I rimborsi garantiti a pieno regime, riguardano delle specifiche tipologie, tra le quali i generi alimentari e le spese mediche, dei veri e propri punti nevralgici per numerosi cittadini. Inoltre, anche le spese destinate all'artigianato sono soggette a rimborso. Gli acquisti online non vengono inclusi. Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che il circuito del cashback potrebbe non essere abilitato.

Di conseguenza, è doveroso informarsi anticipatamente a riguardo. Gli acquisti online, non sono ovviamente gli unici esclusi dal conteggio. Ad aver messo in evidenza una lista di esclusioni dal rimborso, è infatti il sito di Leggi Oggi. Oltre ai pagamenti effettuati online, sono inclusi infatti i pagamenti effettuati nell'ambito di professione o impresa.

Sono esclusi dal rimborso anche i pagamenti effettuati da un rivenditore che non è dotato di un'autorizzazione apposita per partecipare al programma di incentivo all'acquisto virtuale. Anche i territori non riguardanti l'Italia non vengono conteggiati, comprendendo dunque Città del Vaticano e la Repubblica di San Marino. Prelievi e ricariche telefoniche, dunque presso gli sportelli bancari, sono altri grandi esclusi dalla lista dei rimborsi riguardanti il bonus cashback. Per il resto, quasi qualsiasi tipo di rimborso è soggetto a scontistica.

Cashback: le varie problematiche

Essendo arrivati alle battute finali, si può dire che il cashback presenti numerosi vantaggi in merito al suo utilizzo. Tuttavia, analizzando a fondo la questione, si può arrivare a scorgere anche qualche lato ombroso, nella miriade di luci che ne fanno parte. Una pecca che si può trovare, infatti, è quella relativa alla cosiddetta corsa al bonus.

Il premio messo a disposizione dal cashback di Stato, ammonta ad una somma di 1500 euro di rimborso finale. Tale incentivo ulteriore, è immediatamente diventato oggetto di vere e proprie maratone di acquisto da parte di numerosi cittadini, i quali arrivano a compiere molteplici transazioni giornaliere (stando a quanto viene citato in alcune testimonianze).

Nei giorni finali del mese corrente, verrà infatti decretato il rimborso finale di 1500 euro, per tutti coloro che hanno effettuato un certo numero di transazioni. Si parla di 100.000 cittadini sparsi lungo tutto il territorio, dunque l'apprensione è indubbiamente ad alti livelli. I primi rimborsi verranno erogati a partire dai primi di luglio, e non riguarderanno ovviamente tutte le spese effettuate per uso professionale e di impresa.

Ad aver dato inizio ad una vera e propria serie di escamotage per arrivare a vincere questo ingente premio, secondo il sito di Qui Finanza, è proprio il meccanismo del bonus in sé:

Una vincita ambita da molti anche per il solo valore del premio e che in alcuni casi rischia di stravolgere la quotidianità di tanti, come succede in diversi giochi d’azzardo e lotterie, portando a sfiorare la ludopatia.