Alcune spese, le cosiddette spese detraibili, permettono di ricevere dallo Stato un rimborso del 19%. Questo rimborso potrebbe diventare immediato attraverso il progetto del cashback fiscale, in teoria a partire dal 2023. Ecco come funziona, chi riguarda, quali spese (per ora) sono interessate ed a che punto è l'approvazione.

In sostanza, qualsiasi operazione permetta di far ottenere più liquidità alle famiglie (o di ottenerla più velocemente) è ben vista dalle famiglie stesse, ovviamente, ma anche dal Governo e dal Ministero di Economia e delle Finanze. Infatti, la fase è delicata e costringe milioni di famiglie a fare i conti con l'aumento dell'inflazione e dell'incertezza legate alla crisi dovuta al conflitto in Ucraina.

Una situazione che va a sommarsi alle notevoli conseguenze della pandemia ancora oggi visibili, nonostante si sia finalmente arrivati ad una situazione più tranquilla dal punto di vista dei contagi e delle vittime. Il sovrapporsi di queste dinamiche ha avuto un evidente impatto negativo sull'economia ed il Governo sta valutando mosse tempestive ed efficaci in questa direzione, come un bonus da 200 euro per le famiglie, più di un intervento sul fronte della digitalizzazione dei pagamenti (e della lotta all'evasione) ed anche molto altro.

Lo strumento principale di lavoro, al momento, è la legge delega alla riforma fiscale. Un documento in via d'approvazione, molto importante per definire il prossimo futuro ed anche per capire in che direzione andrà quest'ultimo anno di Governo (a meno di scossoni...).

Infatti, Mario Draghi sembra avere una missione da compiere prima della fine del suo operato, quando gli italiani saranno chiamati di nuovo alle urne. Uno dei fronti più importanti è proprio quello della riforma fiscale, con l'obiettivo di combattere l'evasione (obiettivo anche del PNRR), ma anche di snellire l'intero sistema e portare verso la digitalizzazione anche questo ambito.

Cashback fiscale e non solo: in arrivo la legge delega alla riforma fiscale

Per comprendere una scelta del Governo come quella legata al cashback fiscale, è sicuramente necessario contestualizzarla e comprendere cosa sta facendo l'Esecutivo in questa fase così delicata.

I fronti principali della legge delega alla riforma fiscale sono i seguenti: riforma del catasto, obbligo di fatturazione elettronica per tutti, revisione del regime forfettario, introduzione del cashback fiscale, revisione dell'Irpef, cancellazione dell'Irap e molto altro ancora.

Come si può intuire, alcuni di questi fronti sono politicamente più delicati di altri, in particolare per quanto riguarda la riforma del catasto che ha spaccato la maggioranza. A prescindere da ciò, l'idea resta quella di introdurre novità che possano snellire l'intero sistema, facendo in modo che sia a passo con i tempi (e quindi il più possibile digitalizzato), ma anche con le esigenze attuali delle famiglie e dei cittadini in generale.

Un'opera non semplice, è evidente, ma necessaria per portare avanti tematiche che durante la pandemia sono rimaste un po' in secondo piano, quando chiaramente le priorità erano altre. In questo scenario va quindi collocato il cashback fiscale, un'idea sicuramente interessante per trovare (finalmente) un connubio tra la praticità del cashback, che riscuote sempre un certo successo, e la "battaglia" per l'utilizzo dei metodi di pagamento tracciabili da parte dei cittadini.

Cashback fiscale: come funzionerebbe? Ecco il quadro generale

Prima di entrare nello specifico, è sicuramente utile definire come funzionerebbe il cashback fiscale, anche se coloro che hanno più dimestichezza con questo meccanismo probabilmente lo hanno già capito. Si tratta, in sostanza, di ricevere immediatamente il 19% di alcune spese detraibili.

Quali sono le spese detraibili? Le principali sono: spese mediche, spese per gli interessi passivi dei mutui, spese di intermediazione immobiliare, spese di assicurazione, spese funebri, spese di istruzione ed attività sportiva dei figli minori, spese veterinarie, spese di affitto, spese per il trasporto pubblico.

Su queste spese lo Stato restituisce il 19%, cioè una quota considerevole a titolo di aiuto, sostanzialmente, perché sono tutte ritenute spese necessarie per il cittadino. Si tratta di un meccanismo ormai consolidato e noto, ma di cui a volte si sottovaluta la consistenza in fase di compilazione di 730.

Per questo motivo, lo Stato vuole spingere ancor di più sui pagamenti tracciabili, in modo da far ottenere al cittadino un beneficio ed ottenere contemporaneamente un gettito che altrimenti andrebbe perso in caso di transazione "in nero", cioè senza scontrino o fattura.

Cashback fiscale: la soluzione win-win di Draghi

Una soluzione win-win non è altro che una situazione in cui entrambe le parti "vincono", cioè ottengono dei benefici, dei vantaggi. Il cashback fiscale si configura come una vera e propria situazione win-win per diversi motivi che sono fondanti della volontà del Governo di puntare su questa novità.

Infatti, i cittadini ottengono con il cashback fiscale la detrazione in maniera immediata, senza dover aspettare di compilare il 730, avere la conferma ed infine ottenere la cifra spettante. Il 730 viene infatti fornito l'anno successivo rispetto alle spese detraibili, ciò significa che una spesa detraibile effettuata oggi verrà rimborsata per il famoso 19% tra più di un anno.

Il cashback fiscale velocizza il meccansimo, permettendo così allo Stato di dare un ulteriore incentivo ai cittadini all'utilizzo di metodi di pagamento tracciabili. Ricordiamo infatti che per ottenere la detrazione è necessario poter dimostrare la spesa sostenuta e, cioè, avere la ricevuta di pagamento (che è impossibile avere in caso di pagamento in contanti).

Cashback fiscale: guida pratica al suo funzionamento

Non appena il cashback fiscale verrà approvato ufficialmente si avranno un serie di indicazioni pratiche (attraverso i decreti attuativi) sul funzionamento di questa novità, ma ci sono già numerose indiscrezioni che probabilmente si avvicinano molto a ciò che sarà effettivamente realizzato.

In teoria, la misura verrà approvata in un primo momento solo per le spese mediche, con l'idea di allargare il suo funzionamento alle altre spese una volta che se ne sarà riscontrata l'efficacia. La scelta è ricaduta su quelle mediche perché sono probabilmente quelle che riguardano di più il cittadino medio, oltre ad essere dettate da una oggettiva esigenza.

Bisognerà chiedere al venditore l'applicazione del cashback fiscale e, una volta forniti i propri dati di riferimento, si attiverà la procedura di rimborso direttamente sul conto corrente del soggetto, con notifica sull'applicazione IO quando il denaro verrà effettivamente erogato (in teoria, entro due settimane).

Rimarrà comunque facoltà del cittadino la scelta di usufruire del cashback fiscale o ricorrere alla normale detrazione in 730 l'anno successivo.

Cashback fiscale: quando diventerà realtà?

L'unico aspetto pratico ancora mancante circa questa novità è quello relativo alla tempistica. Difficile sbilanciarsi ora, ma è probabile che l'approvazione possa arrivare tra giugno e luglio 2022, dunque ci vuole ancora qualche settimana di pazienza.

Il passo successivo, dando per scontato che la misura venga approvata, saranno i già citati decreti attuativi, che però devono arrivare piuttosto in fretta se vogliamo vedere la misura diventare realtà nel 2023. Gennaio 2023 è sicuramente il momento più probabile in cui il cashback diverrà disponibile per tutti, ma non ci sarebbe da stupirsi se dovesse slittare in avanti di qualche mese, come accaduto quest'anno con l'Assegno Unico universale.