Attualmente alcune spese, per eccellenza quelle mediche, sono detraibili attraverso il modello 730 ed una serie di accorgimenti a cui ormai siamo abituati, come il pagamento attraverso metodi tracciabili e la conservazione della fattura. Presto potrebbe cambiare questa modalità grazie al cashback fiscale: ecco, tramite qualche esempio, come funziona.

Il cashback fiscale è una novità molto chiacchierata che ha trovato sulla sua strada tante opposizioni, è vero, ma anche una notevole spinta da alcune forze politiche. Nel complesso, l'impressione è che ci sia una certa attenzione al meccanismo del cashback che di fatto funziona ed è apprezzato dai cittadini, mentre c'è decisamente meno accordo sulle questioni organizzative e pratiche.

Non è infatti banale quest'ultimo aspetto, con il cashback fiscale che non è così semplice da implementare e che pare debba aspettare il riordino e la riduzione delle cosiddette "tax expenditures", ma la strada sembra ormai spianata verso un cashback che arriverà, bisogna solo capire come e quando.

Il Governo sta spingendo su questo fronte ed allora conviene cominciare a comprenderne il funzionamento, perché presto potrebbe riguardare tutti noi. Le spese mediche, infatti, riguardano sostanzialmente ogni cittadino, seppur qualcuno in maniera minore rispetto ad altri, andando a considerare anche l'acquisto di medicinali, per esempio, così come di qualsiasi visita di natura medica.

La classica detrazione attraverso il Modello 730 rimarrà comunque attiva, anche perché sarebbe impensabile l'eventualità di sostituire completamente questo metodo già collaudato in favore di uno sul quale circolano ancora molti dubbi... l'inserimento sarà infatti graduale, come vedremo nel corso di questo articolo.

Ecco allora il funzionamento del famoso cashback fiscale, con l'aggiunta di ben tre esempi utili per comprendere al meglio cosa ci attende a partire probabilmente dal 2023.

Cos'è il cashback fiscale e come funziona?

Il cashback fiscale è una nuova modalità per la detrazione delle spese in maniera immediata. Non ha quindi nulla a che vedere con il Cashback di Stato, il quale per altro è stato finanziato, mentre questo nuovo cashback fiscale non costerà sostanzialmente nulla allo Stato.

L'unico elemento comune, come è piuttosto facile comprendere, è il meccanismo del cashback: una percentuale di quanto speso viene restituita in maniera immediata (o comunque rapida) al consumatore che ha effettuato la spesa ed il pagamento attraverso un metodo tracciabile (come carta di credito, di debito o bonifico bancario).

Ciò significa che probabilmente a partire dal 2023 non tornerà il Cashback di Stato (su cui il Governo pare aver messo una pietra definitiva), ma arriverà una modalità pratica e comoda, almeno in teoria, per ottenere quanto già otteneva in passato attraverso il Modello 730: una restituzione della spesa pari al 19% dell'importo.

La sostanza rimane quindi la stessa, potrebbero obiettare in molti cittadini, ed in effetti è così. Verrà restituito in maniera più rapida quanto già veniva restituito attraverso il 730, che però prevedeva il rimborso almeno a metà dell'anno successivo a quello in cui si è sostenuta la spesa.

Si intuisce quindi la logica, puramente pratica e tempistica, di questa novità. Chiaramente, l'obiettivo non è solo quello di dare un vantaggio al cittadino (comunque concreto e notevole), ma anche di spingere sempre più all'utilizzo di metodi di pagamento tracciabili, in modo da combattere sempre di più la pratica dei pagamenti in nero, ancora oggi estremamente diffusa in Italia.

Cashback fiscale in farmacia: ecco come funziona

Il primo dei tre casi che andiamo ad analizzare riguarda la casistica di acquisto presso una farmacia di vari medicinali. Qualunque sia la natura dell'acquisto, con o senza ricetta medica per esempio, il cittadino avrà diritto di richiedere la possibilità di godere del cashback fiscale.

Dal punto di vista pratico, la questione è molto semplice: bisogna comunicare al o alla farmacista la volontà di usufruire del cashback fiscale, dopodiché si procede con l'acquisto e si effettua il pagamento attraverso metodi di pagamento tracciabili. Una volta forniti anche i propri dati (in tal senso la questione è ancora al vaglio del Governo e in seguito del Fisco), la modalità di rimborso sarà attivata.

Ciò significa che non resta che attendere alcuni giorni, si parla di un massimo di due settimane, per poter ottenere il rimborso del 19% della spesa effettuata. Giusto per dare un'idea pratica, significa che su una spesa di 50 euro il rimborso ammonterà a 9,50 euro.

Cashback fiscale per visita medica: ecco come ottenerlo

Il funzionamento del cashback fiscale è in realtà praticamente identico, ma naturalmente proviamo a vedere un secondo esempio per dare una panoramica più completa delle tipologia di spesa ammesse e la modalità pratica di funzionamento. 

In caso di visita medica, infatti, bisogna comunque comunicare la volontà di beneficiare del cashback fiscale e procedere al pagamento con metodi tracciabili. Una volta effettuato il pagamento e confermato da chi ha offerto il servizio, è necessario attendere i soliti 14 giorni (al massimo) per vedere rientrare il 19% della spesa sostenuta sul proprio conto corrente.

In caso di spesa per la visita medica pari a 100 euro, il rimborso sarà pari a 19 euro.

Cashback fiscale per spesa da libero professionista: l'iter rimane identico?

Una domanda che ci si pone e che è al centro del nostro terzo ed ultimo esempio riguarda la casistica dei liberi professionisti autonomi. Per essere efficaci facciamo un esempio completo: se ci si reca da un fisioterapista, per esempio, e si effettuano una serie di sedute, come può il soggetto registrare la volontà del cliente di accedere al cashback fiscale e non alla normale detrazione in 730?

La domanda non è banale, perché un autonomo potrebbe essere organizzato con semplici pagamenti attraverso bonifico, senza un effettivo "contatto" con l'Agenzia delle Entrate, non avendo un registratore di cassa e/o un POS. In tal caso, l'effettivo utilizzo del cashback fiscale cambia notevolmente e bisogna comprendere come si può procedere.

In questo senso il Governo deve ancora sciogliere alcuni nodi, rendendo ogni professionista in grado di comunicare con il Fisco o dando la possibilità direttamente al cittadino di registrare correttamente la spesa sostenuta. Quest'ultima casistica potrebbe essere la più calzante, in quanto è nell'interesse del cittadino portare a termine la procedura... contemporaneamente, essendo il rimborso immediato e liquido, è fondamentale garantire la sicurezza del sistema e l'assoluta compatibilità con un sistema antifrode.

Quando arriva il cashback fiscale? Tempi e scadenze

Per quanto riguarda le tempistiche il cashback fiscale sta vivendo una fase complicata, perché la volontà della maggioranza c'è, ma una quadra totale anche dal punto di vista pratico è ancora distante. L'ipotesi più probabile è che il sistema possa essere pronto nel 2023, mettendo in Legge di Bilancio ciò che manca.

Quest'ultimo aspetto non è però un ostacolo, in quanto la misura non ha un particolare costo a bilancio. Infatti, il costo della detrazione è identico agli anni passati, cambia solo la modalità. Gli unici costi da sostenere sarebbero quindi quelli tecnici per la messa in pratica di questo nuovo metodo di detrazione.

In ultimo, le spese mediche sono sostanzialmente la versione beta di questa novità: se dovesse funzionare, verrà probabilmente esteso anche alle altre spese detraibili nel corso del tempo, mentre se dovesse incontrare delle difficoltà potrebbe essere archiviato... la speranza è quella di mettere a punto il sistema in modo da poterlo facilmente estendere alle altre tipologie di spesa.