Da ormai alcune settimane si parla della riforma del catasto contenuta nel disegno di legge delega per la revisione complessiva del sistema fiscale approvato lo scorso 4 ottobre dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento ha scatenato molte polemiche: per alcuni esponenti politici di governo si tratta di una patrimoniale nascosta. Un sondaggio sull'opinione degli italiani in merito rivela una sorpresa.

Riforma catasto: patrimoniale nascosta?

Il contribuente italiano è di base mal disposto nei confronti delle novità sul fronte fiscale. La sensazione del cittadino è che ogni volta che viene modificato qualcosa in questo campo il risultato finale è sempre lo stesso: un aumento delle tasse. La riforma del catasto non fa (o non dovrebbe) fare eccezione, soprattutto dopo l'esplicita presa di posizione di esponenti di rilievo della compagine che sostiene l'attuale governo. E in effetti è abbastanza automatico pensare che il lavoro di revisione e ricostruzione delle banche dati preliminare alla riforma porti a un incremento delle rendite e quindi dell'IMU.

Sorpresa: oltre 1 italiano su 2 favorevole alla riforma del catasto

E' quindi una sorpresa il risultato del sondaggio commissionato da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat: il 57% degli intervistati è favorevole alla riforma. Solo il 16,3% è nettamente contrario, mentre il 26,7% non ha ancora le idee chiare. Molto interessanti le motivazioni portate dai favorevoli a supporto del loro punto di vista. Quella più ricorrente è che la riforma porterà alla luce gli immobili sconosciuti al catasto (e al fisco), stimati in ben 1,2 milioni, che quindi potranno essere tassati.

E' evidente in questa motivazione la voglia di rivalsa sui "furbetti" che riescono ad evadere le tasse sugli immobili, nella prospettiva di una riduzione del carico sui contribuenti in regola: ricordiamo infatti che il premier Mario Draghi ha dichiarato che la riforma non sfocerà in un aumento del gettito (ne è convinto il 18,1%). Se ne deduce che chi è in regola potrebbe alla fine pagare meno tasse sugli immobili di proprietà (13,1%).

Riforma catasto: rischi per il mercato immobiliare

Quello dell'esito finale della riforma per il contribuente in termini economici è il tema centrale: lo si evince anche dal fatto che tra i contrari oltre 3 su 4 teme che il processo sfocerà in un aumento delle tasse sulla casa. Altro elemento di rischio percepito è il possibile incremento delle spese di compravendita dell'immobile. Normalmente l'imposta di registro si calcola sul valore catastale (2% per la prima casa, 9% per la seconda). Un aumento dei valori catastali si trasferirebbe quindi sulle spese che l'acquirente deve sostenere, riducendone la propensione all'acquisto e di fatto creando le premesse per un calo dei prezzi di mercato degli immobili.

(Simone Ferradini)