Lunedì 4 ottobre, nelle ore immediatamente successive alla chiusura delle urne elettorali per le amministrative, Mario Draghi ha convocato per il giorno seguente un consiglio dei ministri per discutere della delega fiscale. 

La riforma organica della tassazione è stata rallentata nelle scorse settimane proprio dall’imperversare della campagna elettorale. I partiti non volevano che i temi delle elezioni si mischiassero con il lavoro dell’esecutivo, causando ulteriore tensione in una maggioranza già divisa. 

Conclusasi la competizione, il presidente del consiglio ha deciso di non perdere altro tempo e di premere sull’acceleratore. Il consiglio dei ministri convocato per ieri martedì 5 ottobre doveva delineare la legge delega che il parlamento avrebbe poi dovuto approvare. Un passo importante, che delinea i confini dell’azione di governo in materia di riforma del fisco. 

Così è stato, ma il consiglio dei ministri è stato scosso da una mossa strana, ma non del tutto inattesa di Matteo Salvini. Al momento del voto i ministri che fanno capo alla Lega sono usciti, tentando di rinviare la discussione. Il presidente ha però ignorato il comportamento dei leghisti, ha chiesto al consiglio di votare la legge, che è stata approvata. 

Così, senza che la Lega abbia effettivamente potuto dire nulla, le linee guida che il governo seguirà per riformare il fisco sono tracciate. Ecco le novità che la legge delega porta con sé, su irap, irpef e soprattutto catasto

Catasto, cos’è una legge delega

Nel parlare di riforma del fisco emergono spesso termini come legge delega o decreto delegato. Per capire come si svolgerà la riforma del fisco, e chi sarà responsabile dei cambiamenti applicati al regime di tassazione, bisogna prima comprendere come funziono questi strumenti legislativi. 

Nel nostro ordinamento è il parlamento a legiferare. Una legge viene normalmente discussa e approvata dalla Camera e dal Senato. La Costituzione concede però al parlamento la possibilità di delegare questa funzione al governo. Questa delega non può essere in bianco, deve avere precisi paletti. In particolare un limite di tempo in cui può essere esercitata, un preciso indirizzo e un elenco di norme su cui il governo potrà agire. 

Lo strumento che permette di demandare questi poteri al governo è la legge delega. Una volta approvata dal parlamento, la legge delega concede al governo la possibilità di emanare decreti legislativi, da non confondere con i decreti legge. I decreti legislativi, anche chiamati per comodità decreti delegati, sono il materiale che riempie la cornice della legge delega.

In questo modo il governo può elaborare e approvare una legge seguendo le direttive del parlamento, ma senza passare per le discussioni in aula su ogni singolo punto. I decreti delegati sono strumenti straordinari, che vengono usati solo se il parlamento non ha le competenze tecniche per affrontare una legge o se le tempistiche necessarie sono troppo ristrette. 

Nel caso della riforma del fisco, quella approvata ieri dal consiglio dei ministri è solo la legge delega. Il parlamento dovrà poi discutere e approvare questo testo, prima che la palla torni all’esecutivo e si possa effettivamente cominciare a lavorare sui dettagli. Già dai dieci articoli che compongono il testo però si può capire quale sarà l’indirizzo della riforma fiscale di Draghi. 

Catasto, le richieste di Salvini

Proprio l’approvazione della legge delega ha causato forte tensione nella maggioranza. Matteo Salvini ha dapprima abbandonato la “Cabina di regia”, il gruppo ristretto interno al governo che discute della riforma fiscale prima che il consiglio dei ministri prenda le decisioni, e poi ha abbandonato assieme a tutti i suoi ministri la riunione del governo. 

Il presidente del consiglio Draghi ha però deciso di ignorare le azione del leader della Lega, e ha comunque fatto votare e approvare il testo della legge delega ai ministri rimasti. Successivamente, durante una conferenza stampa indetta per spiegare il contenuto della legga, Draghi ha definito gravi le azioni di Salvini, chiedendo spiegazioni. 

Le spiegazioni non sono tardate ad arrivare. Lo stesso leader del Carroccio ha immediatamente indetto una sua conferenza stampa, nella quale ha spiegato i motivi di un’azione così clamorosa. Salvini ha affermato di temere che la riforma delineata dalla legge delega, senza ulteriori modifiche, rischi di alzare le tasse. Particolare preoccupazione desta proprio la riforma del catasto, che rischierebbe di aumentare le tasse sulla casa. 

Molti analisti però sottolineano come questo colpo di testa del leader della Lega sia da ascriversi alla sconfitta elettorale subita nelle elezioni amministrative. Inoltre si segnalano alcuni mal di pancia interni alla Lega stessa, nella quale esiste un’ala moderata sempre meno disposta a tollerare il duplice atteggiamento del segretario, definito “Di lotta e di governo”.

Catasto, tutte le novità

Una riforma del catasto è necessaria da decenni in Italia. La mappatura degli immobili e dei fabbricati è caotica, incompleta e applica criteri superati che non solo non hanno grande utilità riguardo alle esigenze dell’edilizia moderna, ma spesso creano inutili lungaggini burocratiche in un settore già abbondantemente regolamentato. 

Il primo passo che Draghi vuole fare verso un rinnovo del catasto italiano è aumentarne la completezza. Il governo, tramite la delega fornitagli dal parlamento, provvederà a fornire sia ai comuni che all’agenzia delle entrate strumenti per censire quegli immobili che nel corso dei decenni sono sfuggiti alla documentazione. Anche tramite strumenti innovativi, il governo punta a recuperare informazioni: 

  • Sugli immobili che non sono stati censiti, o che comunque hanno una destinazione d’uso diversa da quella indicata nel catasto.
  • Sui terreni, in particolare su quelli edificabili che sono censiti come terreni agricoli.
  • Sugli immobili abusivi, cercando di incentivare i comuni a segnalarli e aiutandoli a trovare un modo per gestirli. 

C’è poi un secondo obbiettivo che è quello di integrare le informazioni presenti nel catasto dei fabbricati. Questo passo è quello che richiederà più tempo, data la mole di lavoro da eseguire. Il nuovo catasto dei fabbricati dovrebbe essere reso disponibile entro il 2026. I criteri che la legge delega stabilisce per questo riordino sono:

  • Attribuire ad ogni unità immobiliare una rendita e un valore patrimoniale. 
  • Elaborare un meccanismo che permetta di aggiornare periodicamente le rendite e i valori delle unità immobiliari nelle aree urbane. 
  • Diminuire il valore patrimoniale medio per le unità immobiliari di interesse storico. Questa norma vuole così bilanciare le spese più gravose che questo tipo di immobili richiedono per la propria manutenzione. 
  • Impedire che queste nuove informazioni vengano utilizzate come base per stabilire i tributi dovuti relativi alle unità immobiliari. 

Irap, Irpef e le altre misure

Lo spauracchio della riforma del catasto, che come accennato e come spiegato nel prossimo paragrafo non è fatta al fine di aumentare le tasse, non deve distrarre dal vero obiettivo di questa riforma. La delega fiscale punta a rinnovare un sistema vecchio di mezzo secolo, con un principio guida: separare nettamente la tassazione del reddito derivante dal lavoro e quello derivante dalle rendite. 

Per diminuire il cuneo fiscale il governo punta alla riduzione dell’IRPEF. Secondo il ministro dell’economia Franco è proprio l’imposta sul reddito delle persone fisiche a rendere così elevata la tassazione sul lavoro, che è di 5 punti superiore alla media europea, di 11 punti rispetto a quella OCSE. 

La riduzione dell’IRPEF sarà applicata soprattutto sul terzo scaglione, quello che colpisce i redditi ti del ceto medio. In questo modo il governo vuole stimolare la crescita, aumentando di fatto gli stipendi di una parte della popolazione e agevolando nuove assunzioni per le aziende. 

Gli altri due obbiettivi della riforma sono l’Irap e l’ires. La tassazione sulle aziende è ritenuta disordinata e necessità di una semplificazione. L’Irap dovrà in qualche modo essere superata. L’imposta regionale sulle attività produttive difficilmente sarà del tutto eliminata, dati i costi molto elevati, circa 15 miliardi, di un’operazione del genere. Più probabile che sia l’ires ad assorbirne il gettito, includendo magari una piccola riduzione. 

Ultimo obbiettivo della delega fiscale è la razionalizzazione dell’IVA. Cambieranno il numero e i livelli delle aliquote, oltre alla distribuzione delle basi imponibili sulle diverse aliquote. Oltre a questa misura il governo ritiene fondamentale agire sull’evasione dell’imposta. 

Catasto, nessun aumento delle tasse sulla casa

Il terremoto causato nella maggioranza dallo strappo di Salvini non sembra avere basi troppo solide se si analizza da vicino la delega fiscale. L’intera idea dietro al riordino delle imposte è l’abbassamento del cuneo fiscale, quindi della tassazione. 

Sul lato Irpef, Irap e Ires il leader della Lega non dovrebbe aver nulla da temere. Non solo le tasse non aumenteranno, al contrario dovrebbero diminuire oltre ad essere razionalizzate e semplificate sia per le aziende che per le persone fisiche. 

La stessa riforma del catasto, di cui sia Salvini che la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni parlano come un sicuro aumento delle tasse sulla casa, risulta da questo punto di vista innocua. Un intero punto della delega è dedicato infatti ad assicurarsi che il riordino delle informazioni sugli immobili italiani non possa essere utilizzato per i tributi. 

Le paure del centrodestra sembrano quindi infondate, le tasse non aumenteranno, al contrario diminuiranno. Il governo lavora per assicurare una crescita strutturale, con spazi di manovra dal punto di vista dei fondi piuttosto ampi, grazie sia ai fondi europei, sia alla crescita economica oltre le aspettative.