Grazie al mercato libero dell'energia ricercare l'offerta migliore a seconda delle proprie esigenze soprattutto quando parliamo delle utenze domestiche.

Generalmente quando si effettua un cambio di fornitore si può realizzare un passaggio che si definisce come: cambio fornitore con morosità. 

In questi casi, anche se cambiamo il contratto per le nostre forniture domestiche e scegliamo di passare ad un altro venditore, dobbiamo tenere in considerazione l’eventuale presenza di alcune vecchie bollette ancora da saldare.

Se dovesse verificarsi questa ipotesi e non significa che andremo ad evitare di pagare il precedente contratto, è comunque previsto il saldo di tutte le eventuali bollette con un corrispettivo CMOR.

Nella maggior parte dei casi il procedimento appena descritto è il più comune, ma vi sono anche delle casistiche in cui l'utente non è tenuto a pagare le bollette al momento del cambio di gestore.

Vediamo assieme nel corso dell'articolo seguente quali sono queste situazioni particolari ed anche come avviene generalmente il cambio di gestore.

Come cambiare gestore delle forniture domestiche

Il moroso avviene quando non si effettua il pagamento di una qualsiasi bolletta entro la data di scadenza, questo perché il fornitore stesso procede attivando la messa in mora seguita da un sollecito di pagamento.

Il fornitore può anche decidere di sospendere la fornitura di luce o gas se le bollette non vengono pagate entro i termini previsti.

Nonostante esista questa procedura grazie al mercato libero vi è la possibilità di cambiare il fornitore in qualsiasi momento, per esempio basta contattare il nuovo fornitore e richiedere l'attivazione della fornitura, grazie a ciò gli utenti possono usufruire di molti vantaggi rispetto a prima. 

Allo stesso tempo però questa procedura favorisce la comparsa di fatture insolute per questo motivo sono stati sviluppati dei sistemi che vanno a tutelare tutte le aziende del settore ed anche gli utenti.

Posso cambiare fornitore se ho degli insoluti? 

Una domanda lecita che ci si pone in queste situazioni riguarda la possibilità di cambiare il proprio fornitore anche nel momento in cui ci siano delle bollette insolute, la risposta è si.

Come spiegavamo nel capitolo precedente sono state introdotte delle procedure che vanno a tutelare sia gli utenti che le aziende nel caso di cambio di fornitura, anche se presenti delle bollette non pagate.

In questi casi il recupero delle bollette non pagate nei confronti del vecchio fornitore avviene grazie al corrispettivo CMOR, con la quale il fornitore richiede il pagamento degli insoluti. 

La procedura per l'utente in realtà è molto semplice, in quanto al momento del cambio del fornitore avviene un addebito dell'importo dovuto nei confronti del nuovo fornitore ,il quale inserirà la cifra all'interno delle nuove bollette delle utenze attivate. 

Ci sono anche delle regole che vanno a sottoscrivere questo passaggio in quanto il pagamento delle fatture può essere richiesto soltanto per gli ultimi tre mesi inoltre:

  • il cliente deve aver ricevuto la segnalazione di messa in mora dal vecchio fornitore;
  • il cliente non deve aver già pagato le fatture in sospeso;
  • l'indennizzo che deve essere pagato al nuovo gestore non può essere superiore ai 10 €.

Quando decadono le bollette non pagate

Abbiamo capito che, anche se si cambia gestore, non è possibile non risarcire il vecchio rispetto alle utenze non ancora pagate.

Esistono poi anche ulteriori regole che sono stabilite dalle autorità stesse le quali vanno obbligatoriamente rispettate. 

La procedura prevede che l'addebito può iniziare esclusivamente dopo sei mesi dal cambio di fornitore in questo modo l'utente può decidere di saldare le vecchie bollette contattando la compagnia precedente. 

Esiste anche un lasso di tempo entro la quale il pagamento delle bollette può essere richiesto infatti queste non possono più essere richieste dopo 12 mesi dal cambio di gestione.

Vi è anche un periodo dopo la quale le bollette cadono in prescrizione, ovvero dopo due anni dal cambio di gestione, se il fornitore non inoltra alcun tipo di segnalazione si può presentare una domanda di annullamento.

Quando ci si può rivolgere alle autorità 

Vi sono dei casi particolari per la quale gli utenti possono rivolgersi alle autorità preposte, che nel caso delle utenze domestiche fanno riferimento ad ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. 

In particolare le autorità possono essere contattate per inoltrare un reclamo quando si vuole contestare il corrispettivo CMOR, nel caso in cui contenga degli importi che si considerano non veritieri.

Nel momento in cui si inoltra il reclamo ufficiale il vecchio fornitore può rispondere entro 40 giorni nel caso di una mancata risposta ci si può rivolger è nuovamente alle autorità e cercare un’accordo tra le parti.

Se questo accordo non viene rispettato o non viene accettato da entrambe le parti si può procedere tranquillamente con un'azione giudiziaria.

Cosa succede se non si pagano le vecchie bollette?

Allo stesso modo come viene tutelato il cliente, vengono tutelate anche le aziende difatti se non vengono pagate correttamente le bollette entro la data di scadenza il fornitore può anche decidere di sospendere la fornitura.

Questo può avvenire anche con il cambio di fornitore in quanto come abbiamo già sottolineato il pagamento delle bollette insolute non sparisce con il cambio di fornitore.

La sospensione della fornitura può avvenire se il pagamento delle bollette insolute non avviene all'interno dell'arco temporale di 20 giorni dall'emissione della raccomandata.

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