Fatta la legge, trovato l’inganno. E sulla classifica super cashback ce n'è già di tutti i colori. Siamo ormai abituati al malcostume tanto da strizzare l’occhio a certe pratiche oppure è il gap dilagante tra le disposizioni governative e la realtà a complicare le cose? 

Cosa prevede la regola del super bonus cashback.

A partire dal 1° gennaio 2021, e fino al termine del 30 giugno, è possibile continuare a effettuare pagamenti elettronici col Pos utilizzando bancomat oppure carte di credito ma con una super novità rispetto al cashback del periodo natalizio. 

Infatti, oltre alla possibilità di ottenere il rimborso delle spese realmente effettuate, si aggiunge quella di un super bonus del valore di 1500 euro, che andrà a tutti i primi 100 mila cittadini che effettueranno il maggior numero di transazioni, nel periodo indicato. 

Classifica super cashback: gli effetti di regole insufficienti

Poco male se si tratta di importi accettabili, in grado di smuovere l’economia e non soffocare gli esercenti con le commissioni legate alle transizioni, anche quelle da pochi centesimi. E invece no, da questo punto di vista non è previsto alcun tipo di regolamentazione. 

Non a caso infatti sono già all’ordine del giorno i primi tentativi furbi di arrivare sul podio e ottenere il facile guadagno di 1500 euro.  

I buoni propositi del cashback sono ovviamente dei migliori, nelle intenzioni del legislatore ovvero favorire l’utilizzo delle carte elettroniche per i pagamenti e limitare l’uso del contante, che spesso sfocia in incassi in nero. Infatti è previsto un rimborso del 10% sugli acquisti e, per questo primo semestre 2021 (ma si sa che verrà rinnovato), anche un super premio del valore di 1500 euro appunto. 

Inoltre il sistema cashback si propone come un incentivo per favorire il commercio sul territorio, visto che il rimborso non è previsto per gli acquisti online, che invece hanno registrato un vero e proprio boom durante la pandemia.  

(Apriamo una parentesi anche su questo punto, perché c’è un’altra distorsione del sistema: se è pur vero che il cashback non è riconosciuto per i pagamenti che avvengono online, in realtà però è possibile entrare in un negozio “fisico”, acquistare una carta Amazon o Netflix e poi utilizzarle online). 

Gli altri effetti indiretti e indesiderati invece del cashback sono in sostanza di due tipologie: positivi e negativi.  

I primi a tutto vantaggio dei furbi alla ricerca di escamotage per guadagnare soldi e che, parlando appunto di lotterie, amano vincere facile. Gli altri, quelli negativi invece a tutto carico degli esercenti ovvero di coloro che invece lavorano per poter guadagnare e vivere. 

I modi furbi per scalare la classifica super cashback

Emblematico il caso del gestore del punto self-service di rifornimento carburante che ha assistito dalla sua cassa automatica a un fatto eclatante. Una serie di scontrini del valore di pochi centesimi cadauno (all’incirca 0.17 €) fino ad arrivare all’importo complessivo di 6-7 euro per rifornire il serbatoio dell’automobile di benzina o diesel. 

In pratica, con la stessa carta, veniva pre-autorizzato l’importo massimo di erogazione di carburante, per poi usufruire di poche gocce di benzina e stoppare la pompa. In seguito, si ripeteva l’operazione per innumerevoli volte (forse fino a quando le macchine in coda non cominciavano a sollecitare a suon di clacsonate?). 

Per questi ultimi infatti ci sono state amare sorprese, in particolare per quanto riguarda le casse automatiche. Come per l’esempio già riportato a proposito della pompa di benzina, altre furbizie di questo genere si sono verificate ad esempio a quelle dei grandi supermercati, paradossalmente nate invece per velocizzare le code!  

Ebbene, quest’ultime si sono invece intasate a causa dei maghi delle micro transazioni. Armati di pazienza e tanto tempo libero a disposizione, cosa fanno? Procedono con la spesa e poi, una volta alla cassa col carrello, invece di fare un unico conto e pagare con carta, decidono di passare un prodotto alla volta: il pacco di pasta e via col pagamento; quello dello zucchero, altra transazione... e via di seguito. 

Considerando prodotti economici dal costo medio di 0.50 €, il commerciante che su ogni transazione riconosce una commissione al circuito, rischia di veder annullato in proprio guadagno, se non addirittura rimetterci. 

Chiaramente quelle dei benzinai e dei generi alimentari sono i casi più eclatanti, proprio perché si tratta di generi di prima necessità e quindi non si cade nella tentazione di procedere con acquisti inutili, pur di raggiungere lo scopo del maggior numero di transazioni. 

Ovviamente, dal punto di vista legale non c’è nulla da poter contestare.

Certo, dal punto di vista etico non si eccelle nello scalare così la classifica super cashback né ovviamente da quello della reputazione personale. Infatti non saranno molti quelli a “metterci la faccia” e a chiedere al pizzaiolo di pagare ad esempio una pizza d’asporto di 5,00€ con micro transazioni da pochi centesimi! 

Il problema risiede nel fatto che il sistema cashback è stato attivato senza regolamentarlo a dovere. 

Prevedendo ad esempio un importo minimo per poter utilizzare la carta oppure un numero massimo di transazioni giornaliere? O limitando le operazioni nello stesso punto vendita, visto che in teoria si può continuare a utilizzare il Pos dello stesso supermercato all’infinito? 

Di questo passo non è infatti così difficile raggiungere l’obiettivo del maggior numero di transazioni e ottenere i 1.500 euro. Solo un paio di giorni fa infatti la classifica, in continuo aggiornamento, sull’App io, mostrava come già con una cinquantina di transazioni si potesse rientrare tra i primi 100 mila che si aggiudicheranno il bonus! 

Il game terminerà il 30 giugno 2021 e la classifica ufficiale verrà pubblicata il 7 di luglio. Senza dubbio c’è tempo ancora per assistere ad altri risvolti e chissà quali sorprese. 

Il “contro” cashback degli esercenti 

A onor del vero, la risposta da parte degli esercenti (alcuni perlomeno) non si è fatta attendere. Ed ecco che è partito il contro cashback, per mettersi in pari con i furbetti che avevano già “lavorato” alle loro spalle.

In pratica, il proprietario del bar ad esempio, che incassa 1 euro per il caffè pagato in contanti dal cliente, può invece utilizzare una sua carta per registrare la transazione, dopo aver battuto regolare scontrino. Si può utilizzare la carta personale (magari della moglie, del figlio o dei genitori, per non far corrispondere il nome del proprietario del bar a quello del cliente che ha effettuato l’operazione) e in particolare, aderendo al circuito PagoBancomat, si azzerano tutte le commissioni, se l’importo pagato è inferiore ai 5 euro. 

Sempre più spesso inoltre, entrando al supermercato si vedono esposti in bella vista i cartelli “A causa di un malfunzionamento della linea, oggi non è possibile effettuare pagamenti elettronici. Ci scusiamo per il disagio, stiamo lavorando per ripristinare il tutto nel minor tempo possibile” o più nudo e crudo “Il pos non funziona”. Punto. 

La fiera delle assurdità però non finisce qui. Se pur al limite della legalità e decenza, le pratiche che abbiamo appena esaminato, per arrivare in cima alla classifica super cashback, comunque presuppongono di mettere in circolo denaro e “smuovere” l’economia, ebbene c’è chi addirittura ha trovato il modo di ottenere il rimborso del 10%, nonché concorrere al premio finale dei 1500 euro, senza spendere un euro! Incredibile ma vero. 

Ci riferiamo nello specifico alla politica dei resi. Ad esempio, entrando in un negozio di abbigliamento è possibile acquistare un capo, pagare ovviamente tramite operazione con Pos e poi restituirlo nei tempi debiti (laddove non sia previsto obbligatoriamente il cambio ma la possibilità di rimborso). 

Oppure, ancora meno impegnativo, è possibile ricaricare le Postepay di tutta la famiglia (in realtà semplicemente spostando la stessa quantità di denaro da una parte all’altra, perché al momento l’App io non distingue tra uno spostamento o un pagamento). 

Insomma tutto fa brodo pur di ottenere qualche transazione in più e di questo passo, ipotizzando un secondo trimestre di cashback, si possono ottenere 3 mila euro in un anno senza neppure spendere soldi (oltre al rimborso del 10%).  

Un vero e proprio furto ai danni dello Stato (e di chi paga le tasse quindi), al momento senza rischi di denunce o sanzioni. 

Come vincere il premio senza truffe 

Auspicando ovviamente un giro di vite e di poter annullare le transazioni fasulle, si spera quindi che il premio dei 1.500 euro vada a chi ha saputo realmente rispettare le regole

A ben esaminare la classifica, si osserva come la media delle transazioni “normali” ovvero in effetti realizzabili nel quotidiano, si attesti al momento intorno a una cinquantina di operazioni. Se il primo in classifica invece ha superato le 600 è chiaro che potrebbe dare nell’occhio in vista di futuri (al momento ipotetici) controlli. 

Ma dal momento che tra il primo in classifica e l’ultimo non ci sono discriminazioni dal punto di vista economico -e la vincita corrisponde sempre a 1.500 euro-, il consiglio è di seguire le regole e continuare ad utilizzare bancomat e carte di credito come fatto fino ad oggi.

Ovvero per transazioni vere

L’unico passo in avanti da fare (che è quello che risponde alla ratio del sistema di cashback messo in atto) è quello di preferire quando possibile il pagamento elettronico, eventualmente anche per la colazione al bar, di solito pagata invece con le monetine. 

Calcolando che gli iscritti all’App io cashback sono già più di 6 milioni, l’unico accorgimento da utilizzare per poter concorrere in maniera onesta e scalare la classifica super cashback, è proprio quello di aumentare la frequenza di utilizzo della carta elettronica, non quindi gli importi spesi. 

Ecco allora che si possono sostituire i contanti quando si va al bar, quando si paga la pizza d’asporto oppure per gli acquisti in farmacia. 

Per quanto riguarda le bollette delle utenze ad esempio, per chi ha la domiciliazione sul conto corrente, un’idea potrebbe essere quella di toglierla e andare a pagare la bolletta (ovviamente tramite carta) presso la posta o il tabaccaio autorizzato. 

E approfittare del periodo dei saldi invernali per un po’ di shopping in famiglia, anche acquistando appunto buoni regalo e voucher nei negozi per poi spenderli online, per non rinunciare ad alcune offerte davvero imperdibili.