Via al bonus del 40% sull’installazione delle colonnine di ricarica: è quanto previsto dal Decreto del Ministero della Transizione ecologica del 25 agosto 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 ottobre. Il bonus del 40% sull’installazione delle colonnine di ricarica spetta a tutte le persone fisiche nell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni e i soggetti IRES. Il bonus sull’installazione delle colonnine di ricarica è in conto capitale. Il suo massimo è pari al 40% delle spese ammesse.

Bonus Colonnine di Ricarica: quanto si recupera?

Il bonus per l’installazione delle colonnine di ricarica è una detrazione fiscale prevista per le spese sostenute dal 2019 al 2024 per l'acquisto e l'installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Sono oggetto d detrazione anche le spese sostenute per l'incremento di potenza impegnata del contatore di energia elettrica (massimo 7 kW). Se si acquista e installa una colonnina per la ricarica di veicoli elettrici, è possibile detrarre il 50% della spesa sostenuta per un massimo di tremila euro da ripartire in 10 anni. È possibile godere della detrazione fiscale del 110% nel caso in cui l'acquisto e l'installazione delle colonnine avvenga congiuntamente a uno dei lavori che danno diritto al Superbonus.

Bonus Colonnine di Ricarica: quali sono le spese ammissibili?

Le spese che danno diritto al bonus colonnine di ricarica si considerano al netto dell’IVA. Sono oggetto di detrazione fiscale le spese sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2024 per l'acquisto e l'installazione di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. Sono ammesse nel bonus colonnine di ricarica anche i costi legati all’aumento di potenza impegnata del contatore dell’energia elettrica, fino ad un massimo di 7 kW. Le colonnine di ricarica devono essere dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard non accessibili al pubblico. Il punto di ricarica deve essere non accessibile al pubblico e deve essere di potenza standard che consenta il trasferimento di elettricità a un veicolo elettrico, di potenza pari o inferiore a 22 kW. La detrazione è possibile solo se il pagamento dei lavori avviene tramite mezzi di pagamento tracciabili. Il limite di spesa massimo detraibile di 3.000 euro è annuale, ma i limiti cambiano se l'installazione di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici beneficia del superbonus. I limiti di spesa sono:

  • 1.200 euro per gli edifici plurifamiliari o i condomini che installino più di otto colonnine,
  • 1.500 euro per gli edifici plurifamiliari o i condomini che installino un numero massimo di otto colonnine;
  • 2.000 euro per gli edifici unifamiliari o per gli immobili situati all'interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti.

Bonus Colonnine di Ricarica: quali sono le spese non ammissibili?

Non possono essere ammesse le spese relative a:

  • consulenze di qualsiasi genere;
  • imposte, tasse e oneri di qualsiasi genere;
  • acquisto di servizi diversi da quelli elencati all’articolo 6, comma 1, lettere b) e c) del Dm;
  • terreni e immobili.

Bonus per le colonnine di ricarica: come presentare la domanda?

La domanda per beneficiare del bonus colonnine di ricarica deve essere presentata sul sito Invitalia, a cui è necessario allegare la descrizione dell’investimento che il soggetto beneficiario intende effettuare. È necessario allegare alla domanda di contributo anche la dichiarazione IVA. La documentazione della domanda deve contenere:

  • estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti effettuati;
  • copia delle fatture elettroniche relative alla realizzazione della infrastruttura di ricarica;
  • report finale relativa all’investimento realizzato;
  • i pagamenti delle spese devono essere effettuati attraverso un conto corrente intestato al soggetto beneficiario.

Bonus Colonnine Ricarica: quali sono i casi di revoca?

Il bonus per colonnine di ricarica viene revocato nei seguenti casi:

  • il soggetto beneficiario abbia reso dichiarazioni mendaci o errate;
  • fallimento del soggetto beneficiario;
  • mancato rispetto di una o più disposizioni o a obblighi previsti dal Decreto MITE;
  • accertamento dell’insussistenza dei requisiti di ammissibilità.