Per trasferire del denaro da padre a figlio sarà necessario essere in possesso di un conto corrente. Si abbassa il limite dell'uso del contante. E sono già in molti a preoccuparsi su come dovranno fare per gestire i rapporti famigliari ed i trasferimenti di denaro, cercando di rispettare la legge e non incorrere nelle sanzioni che potrebbero arrivare dal giorno alla notte, solo e soltanto perché si è passato al figlio quanto gli serve per pagare le tasse universitarie o l'affitto della camera vicino all'Università!

Piccoli e grandi problemi della vita di tutti i giorni. Passaggi di contanti che vengono effettuati nella più assoluta onestà e non avendo alcuna intenzione di evadere il fisco. Quando il figlio è lontano di casa per studiare e lo si vuole aiutare, si fa in fretta a raggiungere cifre che possono superare i 1.000 euro, soprattutto se si deve pensare a pagare un affitto, provvedere alle tasse universitarie e alle spese quotidiane. Poi magari aggiungiamoci che ci sono i nonni che vogliono fare la loro parte e non sempre hanno la carta di credito, il bancomat od hanno la dimestichezza con il fare un banale e semplice bonifico su un conto corrente. Ma cosa può succedere quando si fanno passare dei contanti tra padre e figlio? E' sempre necessario fare in modo che questo passaggio di contanti sia tracciato?

Contanti Vs conto corrente: tutte le novità de 2022!

Ormai è abbastanza risaputo: il 1° gennaio 2022 il tetto dei pagamenti che potranno essere effettuati in contanti sarà abbassato a 999,99 euro. Questo cambio di passo ha portato anche a delle importanti novità nel caso in cui si facciano delle donazioni - o dei versamenti - da parte dei genitori verso i figli. Rimanendo ligi alla legge, dobbiamo ricordare che quanti superino la soglia che abbiamo appena citato saranno punito. Questo vale sia par quanti accettino il contante, che per quanti lo versino. La nuova regola, almeno sulla carta, riguarderà anche i rapporti famigliari e dovrà essere applicata anche ai soldi che i genitori decidano di versare ai figli. Non importa per quale motivo si decida di dare 1.000 euro al proprio figlio, ma questa cifra deve essere tracciata e giustificata, per non incorrere in eventuali controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui papà o mamma dovessero avere la necessità di fare un versamento nei confronti del figlio per una cifra che superi il limite massimo di uso dei contanti - sempre sulla carta - sarà obbligato ad utilizzare uno strumento tracciabile, come potrebbe essere un bonifico su un conto corrente. In estrema sintesi il limite all'uso dei contanti vale per ogni tipo di trasferimento di denaro, quindi anche per i prestiti e le donazioni. Non importa quale grado di parentela ci sia tra le persone. Il limite di 999,99 euro deve essere applicato per

ogni tipologia di pagamento che intercorre tra una persona fisica (o giuridica) e l’altra.

E' meglio fare un bonifico!

Sostanzialmente il papà che regali 1.000 euro al figlio non evade le tasse. Così come non commette un reato il figlio. Dei miei soldi, una volta che siano guadagnati legalmente e che ci abbia pagato le tasse sopra, ne posso fare quello che voglio. Detto questo, onde evitare di avere dei problemi con l'Agenzia delle entrate, la soluzione migliore sarebbe quella di donare i soldi ai propri figli attraverso un bonifico. Nel caso in cui il fisco dovesse accorgersi, infatti, che il figlio abbia effettuato un acquisto di un determinato valore, a fronte di un reddito basso o nullo, potrebbe chiedere chiarimenti sulla provenienza dei soldi utilizzati per effettuare l'acquisto. Nel caso in cui il figlio non dovesse riuscire a dimostrare che quei fondi siano arrivati dalla famiglia (nel caso in cui li avesse ricevuti con un bonifico, lo riuscirebbe a fare senza problemi) potrebbe scattare un accertamento fiscale sintetico. Ma soprattutto potrebbe scattare anche la tassazione. Questo è il motivo per il quale è meglio non rischiare ed evitare di trasferire più di 1.000 euro in contanti.

E' bene ricordare, comunque, che nulla cambia nel caso in cui si dovesse decidere di prelevare o versare del contante dal proprio conto corrente. Generalmente esiste un limite al prelievo di 1.500 euro quando il rapporto bancario è intestato ad una persona fisica. E' ovvio, comunque, che questa cifra non potrà essere spesa per effettuare un'unico acquisto, che dovrà rimanere sotto la soglia dei 999,99 euro. Ricordiamo, infatti, che quanti pagano o ricevono contanti potranno essere sanzionati: le multe possino oscillare da un minimo di 3.000 euro ad un massimo di 15.000 euro.

Contanti, verso la soglia unica in Europa!

La stretta all'uso del contante in Italia si inserisce a pieno diritto in quanto sta cercando di fare l'Europa, che da sempre cerca di contrastare i fenomeni illeciti. Le norme europee hanno fissato in 10.000 euro la soglia per i pagamenti in contanti, in Italia la legge è più restrittiva.

Il limite è di gran lunga più alto rispetto a quello che prenderà piede nel nostro Paese dal 1° gennaio 2022 ma, evidenzia il MEF:

Tale proposta prevede il divieto per i soggetti che commerciano beni o servizi di accettare pagamenti in contanti superiori a 10.000 euro per un unico acquisto, ferma restando la possibilità per gli Stati membri di adottare massimali inferiori. Inoltre, si prevede che i limiti inferiori alla suddetta soglia già esistenti a livello nazionale continuano ad applicarsi.