La lotta all'evasione fiscale in Italia affonda le sue radici in tempi alquanto lontano, visto che il tema è stato affrontato da vari Governi che hanno preceduto quello attuale.

Contanti e lotta all'evasione fiscale: la crociata dei Governi

Risale esattamente a 20 anni fa il primo intervento finalizzato a limitare l'utilizzo dei contanti nel nostro Paese oltre determinate soglie e ci riferiamo precisamente al decreto legge n. 143 del 1991.

Con questo DL si definiva in poco più di 10.000 euro, ossia i 20 milioni di lire dell'epoca, il tetto massimo per i pagamenti in contanti.
Da allora ci sono state numerose modifiche alle soglie, fino ad arrivare al provvedimento contenuto nella manovra di bilancio 2016.

Contanti: limite per i pagamenti in vigore dal 2020

La legge n. 208 del 2015 ha fissato a 3.000 euro il tetto massimo per i pagamenti in contanti, ma questa soglia è stata ridotta a 2.000 euro, partire dallo scorso anno, e precisamente dall'1 luglio 2020.

La stretta sui contanti però non finisce qui, visto che il limite massimo dei 2.000 euro è destinato a durare fino al 31 dicembre 2021.

Contanti: dal 2022 la soglia per i pagamenti scende a 1.000 euro

Dal 2022 si cambierà ancora e il pagamento in contanti sarà regolamentato da un tetto ancora più basso: dall'1 gennaio prossimo la soglia massima sarà tagliata a 1.000 euro.

In altre parole, dal 2022 l'utilizzo del cash non potrà superare questo limite e sarà ammesso quindi fino a 999,99 euro.

Oltre questa soglia infatti si dovrà ricorre necessariamente all'utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili, quali ad esempio carta di credito, bancomat, assegno bancario o postale e bonifico.

Contanti: limite 1.000 euro per trasferimento denaro anche tra parenti

Tra poco più di 4 mesi quindi sarà bene tenere a mente il limite dei 1.000 euro, che non si potrà valicare nell'utilizzo dei contanti, non solo per i pagamenti, ma anche per qualsiasi altro trasferimento di denaro tra persone diverse.

Una restrizione che trova applicazione anche nei casi in cui il passaggio del denaro in contanti avviene tra parenti.

Se un genitore ad esempio vorrà donare dei soldi per aiutare i propri figli o semplicemente per un regalo, sarà libero di farlo in contanti fino al limite dei 1.000 euro, superato il quale dovrà ripiegare sull'utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili.

Contanti: multe salatissime per chi non rispetta limite dei 1.000 euro

Il mancato rispetto del regime stabilito per l'utilizzo del contante farà scattare una sanzione amministrazione pecuniaria.

Le multe sono anche molto salate, visto che fino a circa un anno fa si partiva da un minimo di 3.000 euro e si arrivava ad un massimo di 50.000 euro.

L'articolo 18 del decreto legge n. 124 del 26 ottobre 2019, oltre a modificare la soglia massima per i pagamenti in contanti, ha introdotto dei cambiamenti anche al minimo edittale.

Nel dettaglio, per le violazioni commesse e contestate dall'1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, la sanzione minima scende a 2.000 euro, mentre resta invariata quella massima a 50.000 euro.

Si cambierà ancora dall'1 gennaio 2022, quando il minimo edittale si ridurrà ulteriormente a 1.000 euro, mentre non subirà alcuna modifica la soglia più alta dei 50.000 euro.

Contanti: cosa cambia per l'operatività sul proprio conto corrente?

In molto si chiedono quali ripercussioni avrà sull'utilizzo del conto corrente la nuova stretta sui contanti che entrerà in vigore da gennaio 2022.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la norma non impatterà in alcun modo sulll'operatività del proprio conto corrente.

Come accade già ora, il titolare di un rapporto bancario avrà piena libertà di effettuare versamenti e prelievi, senza tenere conto del limite dei 1.000 euro che scatterà dal 2022 per i pagamenti in contanti, nè di quello attuale di 2.000 euro.

Le operazioni sul proprio conto corrente non configurano infatti un trasferimento di denaro tra soggetti diversi, motivo per cui non trova applicazione la norma che disciplina l'utilizzo dei contanti.

Il titolare di un conto corrente sarà quindi libero di versare o prelevare anche più di 1.000 euro in contanti dal 2022, fermo restando che le movimentazioni di somme di una certa entità potranno risvegliare l'attenzione del Fisco, con dei controlli finalizzati ad appurare la provenienza del denaro in questione.